Gianni Vita

 

SPIRITUALITA' E VITALITA'

Evoluzione umana ed uso del prana

 

copertina di "Spiritualità e vitalità" di Gianni Vita

 

© Prima edizione : 21/9/2012
  Rev. 33:  15/4/2017

 

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INDICE

 

INTRODUZIONE

MANGIARE PER VIVERE?

ALIMENTI ED ENERGIA VITALE

LE FONTI DEL PRANA

MANGIARE MENO, NUTRIRSI DI ENERGIA

COME ARRIVARCI

CONCLUSIONI

APPENDICE 1 - I CHAKRA

INVITO

BIBLIOGRAFIA

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INTRODUZIONE

 

    Questo testo offre una sintesi di un approccio nuovo alla vita, che si sta diffondendo in questi anni, probabilmente in relazione alla rapida evoluzione umana e terrestre. A molti potrà sembrare sorprendente ed incredibile. Io stesso alcuni anni fa quando ne lessi qualcosa restai scettico ed archiviai l'idea; ora qualcosa (un'ispirazione?) e la mia esperienza personale mi hanno fatto riflettere ed interessarmene più a fondo.

    Se ci riflettiamo, anche un'altra pratica incredibile ed inspiegabile in termini scientifici tradizionali si sta diffondendo: la camminata sul fuoco. Come si può camminare su braci ardenti per vari metri e non subire alcun danno? Eppure ciò risulta da antiche tradizioni di vari paesi, è stato dimostrato in televisione molti anni fa (dal noto conduttore Mino D'Amato, poi soprannominato scherzosamente "Mino d'amianto"), ma esistono corsi regolari in varie parti del mondo che consentono a persone comuni di imparare a farlo e non risulta che questo comporti conseguenze negative; altrimenti quei corsi si sarebbero esauriti.

 

 

MANGIARE PER VIVERE?

 

    Si dice normalmente che occorra mangiare per vivere: il cibo è considerato la prima necessità dell'uomo, quella che sta alla base delle esigenze. Infatti esiste una scala dei bisogni o delle motivazioni, proposta dallo psicologo americano Abraham Maslow, a forma di piramide:

    Come si vede, essa ha alla sua base i bisogni fisiologici, seguiti dalla sicurezza, poi viene il bisogno di appartenenza (quella per cui gli adolescenti si vestono e si atteggiano secondo la moda del momento, in cerca di accettabilità da parte del "gruppo"; segue il desiderio di stima, infine viene l'interesse per l'autorealizzazione, di cui la spiritualità è l'espressione somma.

    Prima di sentirne l'attrattiva, occorre aver soddisfatto, o almeno assaporato adeguatamente le altre cose. Tanto che c'è un proverbio che circola tra i missionari e recita: "non parlare di Dio all'affamato". Colui che si preoccupa ancora dei bisogni primari, di cui manca, non ha tempo, interesse, orecchie per discorsi alati. Per questo, i missionari si adoperano per migliorare le condizioni di vita di coloro che vorrebbero convertire.

    E’ proprio vero che occorra mangiare per vivere? Per la stragrande maggioranza degli umani è così, ma c'è qualcuno che ha smentito questa massima, ha sfidato questa necessità, spesso involontariamente:

  • la beata Alphais di Cudot (Francia, 1200) viveva solo di eucarestia

  • sant’Antonio di Padova (portoghese) mangiava ogni due o tre giorni un tozzo di pane con un pizzico di sale e beveva acqua

  • sant'Antonio abate (egiziano) fu eremita per 20 anni sul monte Pispir, dal 285 al 305 AD nutrendosi solo di pane che gli veniva portato due volte l'anno
  • la beata Helen Enselmini (Padova, 1200) clarissa, consacrata dallo stesso S. Francesco, visse per mesi della sola eucarestia

  • santa Caterina da Siena (1350) visse per anni della sola eucarestia, pur conducendo una vita molto attiva, come insegnante. Spontanea nel digiuno, tentò ripetutamente di mangiare, ma dovette desistere, perché si sentiva male appena mangiava

  • la beata Elisabeth Achler, detta "the good" (Waldsee, Germania, 1400) viveva senza mangiare

  • santa Lydwina di Schiedam (Olanda, 1400) visse di sola eucarestia per i suoi ultimi 19 anni

  • san Nicola di Flue, detto "fratello Klaus" (cantone Unterwalden, Svizzera, 1450) visse per 19 anni di sola eucarestia

  • santa Mary Ann de Paredes (Quito, Ecuador, 1600) mangiava solo un'oncia di pane secco al giorno

  • anche del conte di Saint Germain (1700) si dice che non mangiasse

  • la mistica Maria Domenica Lazzeri (Capriana [TN] 1815-1848) visse per 14 anni senza mangiare, né bere

  • anche il nostro amato contemporaneo S. Pio da Pietrelcina mangiava in maniera simbolica: un cucchiaio di minestra, o riso, o una forchettata di spaghetti, una volta al giorno; inoltre per alcuni giorni non mangiava affatto ed in tali occasioni, anzichè dimagrire, aumentava di peso in misura di circa un chilo al giorno. Una volta digiunò per quaranta giorni, assumendo solo la comunione.

  • Louise Lateu, belga (1850) fu un'altra mistica che visse di sola eucarestia dal 1871 alla sua morte: 1883.

  • Maestri e yogi, menzionati dai ricercatori e viaggiatori, che hanno vissuto mangiando poco o niente; Sai Baba mangiava pochissimo una sola volta al giorno e diceva che chi mangia una volta è uno yogi, chi mangia due volte è una persona normale, chi mangia tre volte al giorno è malato. Il famoso yogi Paramahansa Yogananda, nella sua autobiografia, … ci riferisce che anche Babaji non mangiava

  • recentemente (2011) è venuto alle cronache giornalistiche lo yogi Pralhad Jani del Gujarat (India) che vive da 74 anni senza mangiare né bere; si è sottoposto ad esami in ospedale ed i medici non hanno saputo spiegare la situazione. Lui dice di usare una tecnica yogica, trasmessagli da una divinità, quando aveva solo otto anni.

  • Teresa Neumann, mistica bavarese (1900) era una contadina, che svolgeva il lavoro dei campi, senza mangiare né bere per 37 anni. Non aveva ricercato tale situazione, che la metteva anzi in imbarazzo, ma il suo stomaco rifiutava il cibo, salvo un’ostia della comunione al giorno. Fu esaminata da medici e sacerdoti e visitata anche da Yogananda, che ne parla nella sua autobiografia.

  • La Baviera sembra una fonte prolifica di tali esperienze, infatti ho scoperto altre due donne “digiunatrici” in quella regione tedesca: Maria Furtner, di Frasdorf, che visse senza cibo per 52 anni, bevendo solo acqua sorgiva; Anna Nassi, di Deutenhofen, che digiunò per 6 anni, anch’essa bevendo solo acqua.

  • Giri Bala fu una yogini bengalese (n. 1868), menzionata da Yogananda nella stessa autobiografia. Non mangiava né beveva dall'età di 14 anni, seguendo una tecnica di krya yoga, che include la ripetizione di un mantra e degli esercizi respiratori complessi. Tale tecnica le era stata insegnata, su sua esplicita richiesta, da un guru disincarnato, con cui ella comunicava. Fu studiata attentamente dal maharaja del Burdwan.

  • Devrhaha Baba fu un santo indiano, che lasciò il corpo nel 1989, dopo aver vissuto  circa 250 anni; uno yogi che viveva nudo su una piattaforma arborea, presso il fiume sacro Yamuna a Mathura; non mangiava mai, ma attingeva acqua dal fiume. Noto a molti, veniva visitato anche da personaggi illustri, come i Gandhi madre e figlio

  •     Potremmo pensare che questi sono santi, esseri eccezionali, che compiono miracoli non accessibili ai normali esseri umani. Forse erano seguaci di un ideale ascetico, indicato dal vangelo, in cui si legge: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4). Lo stesso Gesù digiunò per 40 giorni e solo alla fine ebbe fame. Se tanti santi sono pervenuti spontaneamente a questo stadio, non sarà esso uno stato prossimo futuro dell'evoluzione umana?

        A riprova di ciò, negli ultimi decenni, forse grazie alle trasformazioni in atto sulla Terra, fenomeni del genere si stanno moltiplicando anche tra persone "normali", alcune delle quali menziono qui di seguito:

  • Caribala Dassi (indiana fine 1800) visse senza cibo né acqua per oltre 40 anni 

  • Yang Mel (n. 1928, cinese) nel 1948 non mangiava né beveva da 9 anni 

  • Ellen Greve, detta Jasmuheen (n. 1957), la più famosa digiunatrice vivente, australiana, consulente informatica, ha avuto sette figli tra suoi, del marito ed adottati, ma vive senza mangiare (o mangia qualcosa solo per piacere, per meno di 300 calorie/giorno) dal 1993. Lei, diversamente dai vari santi, ha studiato ed ottenuto quei risultati, con la meditazione ed altre tecniche; scrive libri e tiene conferenze sulla sua esperienza e sulle potenzialità umane. Ha conosciuto una donna che ha partorito ed allattato senza mangiare. Nel suo libro "Ambasciatori di luce" elenca una serie di digiunatori di varie parti del mondo.

  • Manfred Werner è un chimico tedesco di Braunschweig, direttore di un istituto per la ricerca sul cancro. Dal 2001 assume solo 1,5 lt di liquidi al giorno: caffè, thè, succhi di frutta. Anch'egli studia e scrive sulla sua situazione.

  • Jericho, o Genesis Sunfire, è un personal trainer inglese, che è giunto al digiuno gradualmente, passando per il fruttarianesimo (nutrirsi di sola frutta) ed il liquidarismo (bere solo alimenti liquidi), ora lo pratica, bevendo solo acqua e lo insegna, mediante seminari in varie parti del mondo.

  • Victor Truviano, argentino, ha un'esperienza analoga: non mangia né beve dal 2004 ed insegna come fare, in un processo di 11 giorni.

  • Hira Ratan Manek (indiano, n.1937) durante gli ultimi anni ha vissuto senza cibo solido, consumando liquidi come té, caffè, siero di latte ed acqua. Ha anche effettuato digiuni con sola acqua sotto diretta osservazione medica per 211, 411 e 130 giorni. E' un altro entusiasta divulgatore di questo approccio.

  • Sunyogi Umasankar (indiano, 1967) ha superato la necessità del cibo grazie all'energia del sole

  • Akahi (Ricardo Salas) e sua moglie Camila Castillo sono una coppia equadoriana, che vive senza mangiare ed ha avuto un bambino; i coniugi tengono dei corsi di 8 giorni, mediante i quali si stimola l'emergere di una coscienza del respiro.

  • Un altra coppia di digiunatori è composta dagli americani Evelyn Levy e Steve, che non mangiano dal 1998

  • Il dr. Christopher Schneider (tedesco, n. 1962) non mangia dal 1998, o meglio mangia qualcosa solo per il piacere del gusto e tiene dei corsi sull'argomento

  • Henry Monfort (francese, n. 1953) non mangia dal 2002

  • Joachim Werdin (chimico polacco, n. 1963) ha sperimentato il digiuno da Luglio 2001 a Marzo 2003 (abbandonato poi per motivi sociali) ed ha scritto un bel libro gratuito sull'argomento (che lui  chiama " LSWF" = "Life Style Without Food" [stile di vita senza cibo]). Il suo libro offre molte informazioni e suggerimenti utili, nonché una lista di altri digiunatori

  • Pasquy (Pasqua Piccoli, n. 1994) ragazza pugliese,  già vegetariana e poi fruttariana, non mangia dalla fine del 2010

  • Paolo Franceschetti mangia un solo pasto ogni due o tre giorni, durante i quali beve succhi di frutta

  • il mio amico Enzo Farina (n. 1949) mangia solo una volta al giorno (frutta, legumi cotti a vapore, yoghurt) senza orari fissi; mangia solo quando ha fame e digiuna un giorno a settimana, bevendo acqua e tisane. Una volta digiunò per 5 giorni, bevendo solamente. Nonostante questa dieta, non si ammala ed è robusto, tanto da battere uomini più giovani in competizioni sportive.

  • un mio conoscente: Mauro, che non aveva teorie e non si riprometteva di seguire diete, un bel giorno scoprì - davanti al frigorifero -  di non aver voglia di mangiare nulla di quanto in esso contenuto e smise di mangiare spontaneamente, sentendosi bene, mentre prima aveva spesso qualche fastidio all'apparato digerente..
  • Liste comprendenti anche altri digiunatori sono disponibili sul web

  •     Tutti questi personaggi non hanno un fisico spettrale, né giacciono in un letto in rianimazione, ma conducono una vita ed un'attività normale. Molti di essi fanno parte di un movimento chiamato “breatharianismo: gente che, come si dice volgarmente: "campa d'aria". Secondo la Jasmuheen, solo in Oceania attorno alla fine del 1900, c'erano almeno 200 breathariani (in italiano: "respirariani"). Secondo Diego Mattarocci, ora (2012) sono più di 3000 le persone conosciute, che vivono di luce.

     

     energia cosmica

     

    ALIMENTI ED ENERGIA VITALE

     

        Sembrerebbe allora che gli alimenti siano un mezzo non indispensabile alla vita fisica, ma una delle tante fonti di energia. Tale energia è nota nelle culture orientali da millenni e viene chiamata “prana” in India e dintorni, “chi” in Cina, ma viene considerata e studiata anche in occidente, sebbene più recentemente, come “energia fotonica”, "energia tachionica", “vitatroni”, "orgon", ecc. Essa sarebbe il vero sostentamento del corpo fisico e dei corpi sottili dell’uomo.

        C'è chi suggerisce un parallelo tra l'organismo umano e le automobili: come le auto possono marciare usando un motore a combustibile, ma possono anche usare direttamente la luce del sole, senza bruciare nulla e senza inquinare, così l'organismo umano può attingere direttamente alla fonte primaria di energia, senza l'intermediazione degli alimenti. Secondo le informazioni rivelate a tanti contattisti questa è l'energia che fa muovere gli UFO.

        Un certo esercizio moderato e periodico del digiuno viene consigliato a tutti sia dai guru orientali che dalla Madonna stessa; infatti i veggenti di Medjugorjie riferiscono che la Madonna ci esorta a "digiunare" a pane e acqua due volte a settimana.

     

     

    LE FONTI DEL PRANA

     

    L’aria

        L’aria è la prima fonte del prana; non per niente le tecniche respiratorie yoga si chiamano “pranayama”. Anche le tradizioni  nostrane raccomandano di “prendere una boccata d’aria pura” per star meglio, specie se convalescenti e le casalinghe, pur senza saperne il motivo energetico, arieggiano volentieri la casa. E chi non sa che un po' d'aria "buona" , nei boschi, al mare, o in montagna fa bene? Il bosco non solo offre aria più pulita della città, ma anche energia specifica delle piante.

        La pratica più semplice di pranayama consiste nel respirare profondamente e lentamente col naso, allargando bene le narici; la miglior profondità prevede innanzi tutto un svuotamento completo dei polmoni, che poi, automaticamente si riempiranno; il riempimento va iniziato dal basso verso l’alto; alla fine il respiro va trattenuto per qualche secondo, senza sforzarsi ed infine c’è l’espirazione, che va completata con qualche sbuffo, per ri-svuotare completamente i polmoni. La respirazione viene così svolta consapevolmente, visualizzando il prana che entra con l’aria accumulandosi nei chakra, con preferenza per quelli che intendiamo privilegiare, come quello del cuore, al centro del petto, in corrispondenza della punta dello sterno; oppure possiamo indirizzare il prana in eventuali zone del corpo che ne necessitino. La visualizzazione è una delle tecniche base dello yoga, incentrata sul fatto che “l’energia segue il pensiero”, cioè possiamo guidarla a nostro piacimento per una sua migliore gestione.

    Il sole

        “State al sole” è uno dei suggerimenti di Sai Baba. Il sole è il fornitore di prana, da cui derivano tutte le altre forme di energia. La sua energia può essere assorbita dalla pelle e forse è per questo che facciamo i bagni di sole senza rendercene conto, per un'attrazione istintiva, oltre che per abbronzarci. Fin dall'antichità i bagni di sole sono stati impiegati da tutti i popoli come strumento di guarigione e rafforzamento ed il sole stesso è stato talmente apprezzato da essere considerato una divinità in molte culture. Il Maestro Aivanhov considera il sole come un tramite tra Dio e la Terra. Dal 1800 sono stati introdotti i sistemi artificiali di bagno di sole: vari tipi di lampade solari, che hanno dimostrato efficacia, specie nella cura della tubercolosi della pelle, ma anche per altri problemi.

        Come tutti sanno, i bagni di sole vanno fatti con gradualità, cercando di iniziare quando il sole è meno forte; per una migliore riuscita l’ideale sarebbe di farli integralmente, per una decina di minuti al giorno. L’esposizione prolungata, anche se protetta da creme solari, sarebbe più nociva che utile, specie nelle ore canicolari, ma basta esporsi alla luce riflessa e diffusa per trarne vantaggio. Forse per questo gli asceti indiani vivono nudi o seminudi, anche sulle alture himalayane.

        Non diciamo che quando c’è il sole è “bel tempo” e quando piove è “cattivo tempo”? Probabilmente sentiamo istintivamente che la pioggia – pur necessaria ai campi – non solo non ci dà energia, ma ce la succhia via. Negli USA le persone anziane, quando vanno in pensione, spesso si trasferiscono in Florida: lo stato più meridionale ed assolato. Probabilmente, sentono il bisogno del sole, che dà loro l'energia che meglio le sostiene alla loro età, in cui ne hanno più bisogno. E che dire delle canzoni ispirate al sole, che hanno avuto tanto successo spontaneo, prima fra tutte la famosissima "O sole mio" ?

         Ancora Yogananda disse: <<La vita di tutta la materia, come anche di ogni creatura vivente, dipende innanzitutto dall’energia cosmica vitale immanente e dalla luce del sole esterna. Le malattie iniziano quando queste due grandi energie cessano di penetrare nell’organismo con forza sufficiente a mantenere una buona salute.>>

        Esiste anche una depressione, particolarmente frequente durante l'inverno e nei paesi nordici, chiamata SAD = Seasonal Affective Disorder; alcune persone si deprimono durante l'inverno, o la permanenza prolungata nei paesi freddi; la causa probabile della SAD sembra essere la scarsità di sole.

        Il maestro Aivanhov aveva un culto speciale per il sole, raccomandando di esporvisi specialmente al suo sorgere, per beneficiare delle sue radiazioni energetiche. Secondo lui l'assorbimento migliore si ottiene dalla schiena. Egli disse:
    <<E voi, cosa fate sotto i raggi del sole? Non sentite che lì c'è tutto un lavoro che vi aspetta? Attraverso la meditazione potete concentrare quei raggi su di voi in modo che vi compenetrino, esattamente come penetrano in voi il cibo, l’acqua e l’aria. Sì, è possibile: rimanendo coscienti che, attraverso i suoi raggi, il sole vi dà la sua vita, voi vi preparate a riceverli; aprite in voi stessi migliaia di porte attraverso le quali quei raggi possono entrare. Così facendo, non solo migliorate la vostra salute, ma inoltre purificate i vostri sentimenti e illuminate i vostri pensieri.>>


        Altri suggeriscono di guardare il sole quando è all'alba o al tramonto, o anche quando è alto, ma indirettamente, ruotando lo sguardo intorno ad esso e schermandolo con una mano, per non nuocere alla vista. Anzi, secondo alcuni la vista migliora con tale pratica. L'indiano Hira Ratan Ramek, sul suo sito web, ci fornisce una procedura graduale, per guardare il sole in periodi non pericolosi per la vista, con la conseguenza che avremo sempre meno bisogno di mangiare. Un altro indiano, già citato: Sunyogi Umasankar ha sperimentato ed insegna in seminari internazionali questa pratica, che scoprì spontaneamente contemplando il riflesso del sole sul mare, al mattino; senza rendersene conto, trovò che, così facendo, non solo non aveva più bisogno di mangiare, ma non poteva più assumere cibo; ciò gli consentì di girare a piedi tutta l'India, senza denaro né cibo, per  diffondere lo yoga del sole.

        Quindi, per giovarsi del sole, se non si è all'alba o al tramonto e non si può guardare direttamente, rischiando la vista, può guardarne i riflessi sull'acqua o su altre superfici, come i vetri di un'automobile, oppure attraverso delle nuvole leggere, tra le fronde degli alberi, fra le dita unite di una mano posta davanti alla fronte (tenendo le dita unite generalmente esse lasciano piccole fessure tra loro), attraverso le palpebre chiuse.

    il sole attraverso gli alberi

    E' importantissimo che la vista non sia schermata da occhiali o vetri (delle finestre o dell'automobile) dato che il vetro blocca le radiazioni più elevate della luce. Di primo acchitto può capitare che guardando tali riflessi ci venga da starnutire; ciò è perfettamente naturale ed è dovuto alla stimolazione che la luce opera su un nervo vicino agli occhi. Normalmente al primo starnuto non ne seguono altri.

        Altre fonti, studi e commenti sui benefici del sole si possono leggere nel libro gratuito on-line: Sunlight - Sungazing

     

    Il sonno

        Secondo Muldoon e Carrington, il sonno è un'importante fonte di ricarica energetica, d'altronde non viene spesso chiamato spontaneamente "sonno ristoratore"? In particolare la ricarica energetica sarebbe ottenuta dal corpo astrale quando si separa da quello fisico. La ricarica è proporzionale alla distanza ottenuta tra i due corpi nella separazione. Il sonno profondo (incosciente) è il migliore.

        Gli autori precisano che il prana non si crea nè si distrugge, ma si scambia e che la paura ne provoca un deflusso

    I cibi

        Muldoon e Carrington sostengono anche che il digiuno aumenta l'afflusso del prana nel corpo astrale. Tuttavia per chi non è arrivato a digiunare completamente è utile sapere qualcosa sulla scelta dei cibi:

    Il guru di Yogananda: Sri Yukteswar sosteneva addirittura che non è esatto che l’uomo sia onnivoro, come dice la tradizione occidentale, ma esso sarebbe frugivoro, cioè atto a consumare frutta, noci e verdura. D'altra parte nella Bibbia non si narra che Adamo ed Eva, nell'Eden, mangiavano frutta?

        Oltre agli insegnamenti yoga ed alle più semplici tradizioni contadine, sono state svolte ricerche scientifiche sul contenuto energetico degli alimenti. L’ingegnere francese André Simoneton ha studiato per decenni le radiazioni utili per l’uomo ed emesse dagli alimenti; i suoi studi rivelano che le radiazioni più valide per l’uomo vanno dall’infrarosso al giallo (lunghezze d'onda maggiori di 6500Angstrom) e che gli alimenti migliori sono quelli crudi: la frutta matura e soprattutto le mele rosse, seguite da uva nera e pomodori; tra gli ortaggi: carota, barbabietola, legumi freschi, semi oleosi. Non a caso, un noto proverbio recita: "una mela al giorno toglie il medico di torno". Io mangio delle insalatone miste, includendoci patate, zucchine, asparagi, broccoli crudi, avendo scoperto che questi ortaggi sono più teneri delle carote, che siamo abituati a mangiare crude.

        Naturalmente – come ci dicevano i nostri vecchi – gli alimenti migliori sono frutta e verdura freschi, appena colti dalla pianta e non inquinati (biologici); dato che questo è difficile da ottenere nella società attuale, a meno che non si disponga di orto personale, si può rimediare coltivando germogli in casa e mangiandone circa 50 gr al giorno; i semi per coltivarli si trovano nei negozi biologici; per farli crescere basta bagnarli due volte al giorno, seguendo semplici regole reperibili sul web. Gli ortaggi cotti non contengono gran ché, ad eccezione della patata; comunque non vanno conservati, surgelati, né tanto meno riscaldati; se proprio necessario bisognerebbe cuocere a vapore cercando di contenere la temperatura al di sotto di 70° centigradi. L'olio EV d'oliva non raffinato ha e mantiene per anni una buona energia Il bel testo di Elisabetta Passalacqua offre molti dettagli sull’alimentazione ideale.

        Si consiglia anche di bere (lontano dai pasti) acqua che sia stata esposta al sole, per caricarla di energia.

        L’assorbimento del prana degli alimenti avviene soprattutto tramite la lingua. Perciò – oltre che per una migliore digestione – è bene masticare a lungo ogni boccone, visualizzando il prana che viene assorbito dalla bocca. Il mahatma Gandhi (gran digiunatore, per scopi politici) diceva che i cibi solidi vanno "bevuti" ed i liquidi "masticati", per ricordarci di trattenere entrambi i tipi di cibi più a lungo in bocca, onde trarne tutto il prana. Werdin ne descrive bene il procedimento nel suo testo, indicandolo come uno dei metodi ("Conscious Eating") per minimizzare il mangiare.


    La Terra  e l'acqua

        Il suolo ha una funzione energetica anch’esso; perciò è bene camminare a piedi nudi ove possibile, specie nella Natura, come sulla spiaggia o su un bel prato. Anche gli alberi sono una fonte energetica: toccarli con le palme delle mani o appoggiandovi la schiena può giovare.

        Come molti sanno, o hanno sentito dire, esistono al mondo dei luoghi dove l’energia è più forte che altrove, sia per motivi naturali che per la carica accumulatavi da atti umani. Essi sono stati utilizzati consapevolmente od istintivamente da secoli o millenni, specialmente come templi. Esempi sperimentati personalmente sono: Belur math: il tempio del monastero di Ramakrishna, presso Calcutta; la Porziuncola di S. Francesco d’Assisi, contenuta dentro la chiesa di S.Maria degli angeli; Mont Saint Michele in Normandia; la basilica a più livelli di S. Clemente a Roma, presso il Colosseo; la grotta santuario della SS. Trinità a Vallepietra, in Ciociaria; il complesso monolitico britannico di Stonehenge. Anche la piramide di Cheope al Cairo avrebbe vibrazioni molto elevate. A proposito di quest'ultima, possiamo ricordare che c'é chi sostiene che le piramidi in generale siano dei concentratori dell'energia cosmica; perciò alcuni ne costruiscono piccole repliche (spesso limitate agli spigoli) sotto cui meditare.

        Anche l'immersione ed il nuoto in acque pure può giovare molto: i bagni di mare ed in altre acque mosse ne sono un esempio. Esistono poi posti privilegiati, in cui l'energia è maggiore; le fonti "miracolose", dette anche "acque di luce", come Lourdes ne sono un esempio, forse collegate a luoghi energetici, che caricano l'acqua; i fiumi sacri, come il Giordano ed il Gange, sono un altro esempio. L'acqua avrebbe delle proprietà di memoria ed immagazzinamento di energia vibratoria, capace di ricevere e ritrasmettere influssi positivi e negativi, basti pensare all'uso cristiano dell'acqua santa e delle benedizioni che si impartiscono spruzzandola. L'acqua migliore è quella sorgiva, tanto che essa è usata come uno dei "Fiori di Bach" (Rock water).

        Sostare in tali luoghi e bagnarsi in quelle acque ricarica particolarmente di energia, aiuta guarigioni spontanee, facilita la meditazione ed il progresso spirituale.

     

    Movimento e posture

        Ci sono movimenti e posizioni che agevolano l'assorbimento del prana. Il più noto è il ballo, la cui attrattiva, sebbene ignota ai più, sta nello stimolare l'energia. Un altro esempio ben noto è quello di molti esercizi e posizioni yoga, primo fra tutti il "saluto al sole" (surya namaskar). Nella stessa categoria troviamo i "Cinque tibetani", specie il primo. I dervisci rotanti ne sono un altro esempio. Anche l'acqua si energizza scorrendo: l'acqua ferma, stagnante o imbottigliata a lungo ha poca o nessuna energia, per cui è meglio bere l'acqua del rubinetto, che in Italia è di buon livello, piuttosto che acqua minerale imbottigliata, che è morta, priva di ogni energia utile. .

     

    Mantra

        La recita di alcuni mantra - generalmente associata ad altri esercizi - può produrre l'assorbimento di notevoli energie.

     

    Persone

        Le persone stesse possono essere fonte, o canale di energia per gli altri. Come è noto su questo si basano le emanazioni energetiche e terapeutiche delle mani, chiamate in vari modi: "pranoterapia", "Reiki", "bioenergetica", ecc.

        Un'altra pratica utile può essere il massaggio tantrico, che - se condotto seriamente, come disciplina yogica - stimola l'eros, cioè l'amore e può dare molta energia, anziché farla perdere giungendo all'eiaculazione; ma è difficile trovare delle operatrici serie: la maggioranza di quelle che si presentano come tantriste sono, in realtà, delle masturbatrici mascherate, che s'impegnano  a soddisfare i clienti superficiali, desiderosi di sesso. Sai Baba fa un grande elogio dell'eros attraverso il noto libro "Sai Baba parla dei rapporti di coppia": dice che è l'essere aperto all'Altissimo!

        In ogni caso e con qualsiasi mezzo si assorba energia, il soggetto percepisce normalmente un senso di appagamento, piacere, eventualmente vibrazioni interiori, che lo attraggono verso quella situazione.

     

     

    MANGIARE MENO, NUTRIRSI DI ENERGIA

     

        Dato che possiamo assorbire energia in vari modi, per uno sviluppo spirituale è bene ridurre l’ingestione di cibi, che appesantisce l’organismo, rendendo più difficile la meditazione: possiamo ottimizzarne la scelta, mentre ci procuriamo la necessaria energia in forma più raffinata, utilizzando i metodi menzionati. Di converso un'alimentazione energetica e minimizzata favorisce il progresso spirituale. Inoltre il superamento dell'alimentazione ci eviterebbe l'assunzione di sostanze potenzialmente nocive e ci lascerebbe più tempo per occupazioni più utili, facendoci risparmiare il tempo che dedichiamo a: spesa, cucina, pasti, evacuazioni.

        Personalmente ho la digestione lenta e ciò mi impedisce di leggere e studiare dopo mangiato, sicché posso solo guardare la TV, o fare qualche attività fisica; invece se non mangiassi questo problema svanirebbe e potrei utilizzare meglio il mio tempo. Secondo le storie di vari "digiunatori" l'alimentazione energetica ridurrebbe sensibilmente anche le ore necessarie al sonno, offrendoci un'ulteriore lasso di tempo per attività utili. Tralascio di menzionare il risparmio economico conseguente al cessare delle necessità alimentari. Anche il prolungamento della vita fisica, che sembra collegabile a questo tipo di regime, mi interessa poco, ma è singolare scoprire che senza mangiare non solo non è detto che si muoia, ma addirittura si vivrebbe più a lungo e meglio.

        Sempre secondo Yogananda, il dr. George Crile di Cleveland, in un congresso medico tenutosi a Memphis nel maggio del 1933, sostenne che gli alimenti traggono la loro energia dal sole ed è quella che noi utilizziamo per vivere, assorbendone gli atomi caricati di radiazioni.

        Perciò più gli alimenti sono freschi, energetici, energizzati, minore ne sarà la quantità necessaria per vivere. Ricordiamo che anche i "Fiori di Bach" vengono preparati tenendo al sole i petali o le foglie in acqua sorgiva.

        Una mia amica, appassionata del mare, trascorre intere giornate in spiaggia o in barca, in costume, senza mangiare. Evidentemente il sole che prende supplisce alle necessità alimentari e non le fa sentire la fame, fino a sera.

      L’assunzione di energia nell'organismo umano sarebbe regolata dalla ghiandola pineale, che sarebbe un catalizzatore della trasformazione dell'energia in materia vivente. Essa risulterebbe particolarmente sviluppata, osservando la TAC di persone che si nutrono di energia. Lo sviluppo della ghiandola pineale può favorire l'aumento delle capacità sensitive dell'uomo (ESP = Extra Sensory Perceptions), che infatti si manifestano nei santi. L'assunzione del cibo andrebbe perciò idealmente limitata ai primi anni di vita, durante i quali è consigliabile somministrarlo, a meno di casi speciali in cui il bambino la rifiuti categoricamente; questa necessità iniziale è dovuta forse al fatto che il corpo umano nella sua crescita ripercorre rapidamente l'evoluzione della specie.

        Una nota di prudenza: l'energia è utile, anzi necessaria alla vita ed al progresso. Tuttavia occorre essere prudenti nell'assumerla attraverso i vari mezzi summenzionati, perché, in una persona che sta iniziando il suo cammino spirituale, essa tende ad accumularsi nel primo chakra ed a manifestarsi come energia sessuale; perciò potrebbe procurare eccessive spinte erotiche. Per moderare questo fatto si può - anzi si dovrebbe - associare ai vari esercizi energetici una buona meditazione, che aiuta a canalizzare l'energia verso i chakra superiori, specialmente quello del cuore.

     

     

    COME ARRIVARCI

     

        Quanto ho riassunto in questo testo rappresenta una teoria affascinante ed un ideale a cui tendere, ma il digiuno non va adottato sic et simpliciter, a rischio di qualche scompenso psico-fisico! Occorre arrivarci in modo graduale (iniziare abbandonando la carne, poi altri alimenti non utili, poi riducendo progressivamente la quantità e la cottura del cibo) e spontaneo ed è collegato all'evoluzione spirituale del soggetto ed agli  esercizi pranici che vanno  praticati.

        Nella mia modestissima e parzialissima esperienza direi che la tendenza a mangiar meno ed avvalersi maggiormente delle varie fonti di energia può nascere spontaneamente a seguito di un percorso spirituale di decenni, con particolare riguardo alla meditazione quotidiana. Io, ad esempio, dopo quasi trent'anni di Meditazione Trascendentale, andai in India da Sai Baba; al mio ritorno cominciai con l’abbandonare il consumo di carne, l'anno seguente, dopo una seconda visita a Baba, abbandonai anche il pesce, poi, dopo anni, gli invertebrati (crostacei, conchiglie, calamari, seppie, ecc); ora mangio grandi insalate miste a pranzo. A colazione, da molto tempo e prima di studiare questo argomento, mangio istintivamente una mela e qualche biscotto bagnato in acqua; la sera: della frutta e un po' di pasta o riso. Nel contempo sentivo, spontaneamente e senza aver ancora svolto ricerche, che il sole mi giovava, mentre l’umidità mi nuoceva energeticamente; ero attratto da passeggiate nei boschi e dai bagni di mare; cominciai a percepire l’attrattiva di alcuni luoghi particolarmente positivi dal punto di vista energetico. Preferisco l’acqua corrente a quella minerale. Riguardo ai bagni di sole ho sempre preferito procedere gradualmente, senza mai espormi a lungo e senza usare prodotti di schermo (creme solari, che non ho mai gradito e, svolgendo la ricerca per questo testo, ho scoperto che, secondo alcuni, impediscono la sintesi della vitamina D).

    Una pratica che ho riscontrato utile è quella di respirare profondamente tenendo le braccia distese verso l'alto, al di sopra del capo. Ho poi trovato che questa è anche una postura di hata yoga: la "Tada asana"

    Se sono presenti altre persone e l'esercizio ci sembra imbarazzante, ho trovato che la posizione può essere modificata, mantenedo una sua efficacia, ponendo le braccia a triangolo con le mani intrecciate dietro la nuca.

    Poi ho provato a digiunare, ma mi girava la testa; infine ho seguito il suggerimento di Medjugorje di digiunare a pane e acqua: questo ha risolto i miei giramenti di testa ed ho sperimentato che quel tipo di digiuno (per un giorno a settimana) era confortevole per me.

        Quindi è bene conoscere queste informazioni, ma utilizzarle per assecondare l'ispirazione che maturerà ad un nuovo approccio alimentare ed energetico, appena ciò si manifesterà spontaneamente, evitando di opporvi resistenza per un timore ingiustificato, o in ossequio alle tradizioni, sostenute da parenti ed amici, che vorrebbero indurci a continuare con le vecchie abitudini alimentari.

        Alcuni breathariani sono anche sensitivi e sono in grado di sentire se un cibo è adatto per loro, se è energetico e puro; questa facoltà è un po' in tutti noi e la esprimiamo guardando il cibo e dicendo se ci attira, se ci va o meno di mangiarlo; essa è preziosa per guidarci nelle scelte alimentari, purché siamo purificati e non condizionati da vizi (altrimenti il fumatore guarderà con bramosia la sigaretta; il bevitore terrà come reliquia la bottiglia di liquore, ecc.).

        L'onnivoro medio - specie il carnivoro -  è normalmente inquinato da tossine, che vanno smaltite gradualmente, prima di poter procedere al digiuno, scendendo nella scala animale dalle specie superiori verso quelle inferiori: dai vertebrati (mammiferi / uccelli / rettili / anfibi / pesci) agli invertebrati. Perciò è bene cominciare abbandonando la carne di maiale  e di manzo per quella di pollo, poi il pollo in favore del pesce; infine accettare ancora gli invertebrati, prima di sentirsela di rinunciarvi. Non a caso, nelle religioni esiste un inizio di restrizione indirizzata ai cibi più nocivi: i musulmani evitano il maiale; i cattolici non mangiavano "carne" il venerdì ed in altri giorni di "astinenza", considerando "carne" i vertebrati ad esclusione dei pesci e consentendo gli invertebrati.

        Ogni volta che sentiamo il bisogno di un alimento dobbiamo mangiarlo: è il nostro corpo che ce lo richiede. Poi possiamo riprendere la nostra dieta graduale; il processo può includere dei passi avanti ed indietro, senza che questo significhi una sconfitta, anzi si tratta di prove di conferma.

        Dopo essere diventati vegetariani senza più problemi o tentazioni carnivore (e, naturalmente, pescivore), potremo passare al :

    Successivamente passeremo al :

    poi, eventualmente al:

    ed infine al :

        Un esempio di transizione graduale e "naturale" viene illustrato dalla dottoressa Barbara Moore-Pataleewa (Inglese, n. 1901).

        Esiste anche una procedura, da usare, per accelerare l'astensione dal cibo, da impiegare solo quando ce ne sentiremo pronti: "La pratica dei 21 giorni". Essa è proposta da Jasmuheen e consiste nel digiunare totalmente per una settimana e assumere solo bevande (specialmente succo d'arancia) per le restanti due settimane; il tutto, stando a riposo completo ed isolati dal mondo. Durante l'astensione dalle bevande ci si può sciacquare la bocca, senza deglutire; inoltre si possono fare bagni a volontà; questo può supplire all'ingestione di bevande, dato che il corpo può assorbire l'acqua dai pori della pelle. I bagni, poi, sono utili per aiutare a purificare il corpo, eliminando tossine e materiali di scarto attraverso la pelle stessa.
        Sembra che questa pratica sia un'esperienza estrema, comportante vari disagi; ciò appare naturale, visto che la scienza ufficiale sostiene che non si può vivere senza mangiare per più di tre settimane e non si può resistere senza bere per più di una settimana, anzi alcuni sostengono che il limite senza bere sia inferiore. Comunque tutte le svolte drastiche comportano stress notevoli. Infine sembra che la maggior parte di coloro che l'hanno eseguita abbiano poi ripreso a mangiare, sia pure moderatamente.

        Joachim Werdin (summenzionato) nel suo esaustivo libro on-line menziona i vari metodi per ottenere questo scopo. 

        Occorre anche rimarcare che minimizzare l'alimentazione potrebbe metterci in difficoltà sociali, dato che non potremo più mangiare ciò che continua a mangiare la maggioranza delle persone; quindi ci sarà difficile accettare inviti a cena, che forse non consumeremo più! Insomma rischiamo di restare un po’ isolati, dato che i pranzi sono il modo principale di riunirsi e socializzare, ma forse ci avvicineremo a persone più avanzate. Chi ci riesce dice di godere di una nuova libertà e leggerezza. Certamente il dover mangiare tre volte al giorno è un vincolo non trascurabile.

        Stranamente e contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, il non mangiare pare procuri una aumentata resistenza alle malattie, migliore autoregolazione termica. Infine pare che i breathariani possano dormire la metà del normale, o anche meno, guadagnando più tempo per attività utili, del resto sappiamo che Sai Baba non dormiva affatto.

        Anche le tecniche di assorbimento del prana vanno praticate con gradualità e prudenza, altrimenti si rischiano scompensi. Un’eccessiva carica energetica incontrollata può infatti dare insonnia fastidiosa ed agitazione. Inoltre occorre ricordare che il prana si accumula nel corpo eterico, nei chakra; essi sono collegati tra loro dalle nadi, che dovrebbero essere liberi, in modo da lasciare scorrere l’energia dal basso verso l’alto. Se tali vie non sono purificate abbastanza, l’energia può restare prevalentemente nel chakra più basso: quello dell’energia sessuale, causando spinte a volte eccessive, che finiscono per dover essere sfogate in atti sessuali, anziché sublimate in sviluppi superiori.

     

     

    CONCLUSIONI

     

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    APPENDICE 1

    I CHAKRA

     

    I chakra (parola sanscrita: letteralmente "ruote") sono dei punti di concentrazione e dinamizzazione dell'energia (prana) che, secondo la tradizione esoterica, anima i corpi sottili dell'uomo. I chakra principali sono sette, allineati lungo la colonna vertebrale, in vicinanza di ghiandole del corpo fisico, posti rispettivamente:

    1.   alla base della colonna, presso il perineo (spazio tra l'organo sessuale e l'ano); associato alle gonadi: Muladhara (radice); sovrintende all'attività sessuale; infatti una pressione sul perineo stimola l'eros.

    2.      sopra i genitali, presso il pube; associato alle ghiandole surrenali: Svadhisthana; sovrintende alla creatività.

    3.      sotto l'ombelico, associato al pancreas: Manipura (o Nabhi); sovrintende alla volontà, all'autoaffermazione ed al potere; infatti nell'Italia meridionale il boss viene anche definito "un'omm' 'e panza".

    4.      presso il cuore, associato al timo: Anahata; sovrintende alle emozioni ed all'Amore puro; infatti l'amore viene sempre associato col cuore.

    5.      nella gola, associato alla tiroide: Vishuddha; sovrintende alla parola e la comunicazione.

    6.      al centro degli occhi, associato alla ghiandola pituitaria: Ajna; sovrintende alla visione interiore e paranormale ed è perciò chiamato il "terzo occhio".

    7.      il più importante, sta alla sommità del capo (fontanella), associato alla ghiandola pineale: Sahasrara; sovrintende alla presa di coscienza superiore.

     

    L'energia, che giace dormiente nel primo chakra, sale gradualmente, con l'evoluzione del soggetto, alimentando i chakra superiori, collegati tra loro da un sottile canale, anch'esso invisibile, chiamato "Sushumna". Questo processo può essere favorito se, invece di sfogare tale energia all'esterno, mediante l'eiaculazione, si riesce a indirizzarla verso i chakra superiori. Ciò può avvenire mediante la meditazione e la continenza (tradizionale in tutti i movimenti religiosi e spirituali, che però dev'essere spontanea), oppure mediante rapporti tantrici (rapporti intimi, in cui non si arriva all'eiaculazione, ma si stimolano dolcemente le zone erogene, con lo scopo di risvegliare l'energia che giace nel primo chakra, indirizzandola mentalmente verso i chakra superiori).

     Per maggiori dettagli si può vedere il sito web: http://it.wikipedia.org/wiki/Chakra

     

     

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    INVITO

    Se questo testo Ti ha interessato, e se puoi riferire una Tua esperienza in proposito , faccelo sapere:

    Se utile la integreremo nel testo.

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    BIBLIOGRAFIA

     

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    Vita, Gianni - "Le leggi sottili dell'Universo" - e-book gratuito - Roma, 2012

    Vita, Gianni - "Spiritualità e sessualità" - e-book gratuito - Roma, 2014

    Werdin, Joachim - "Life style without food" -  e-book  gratuito

     

    Nota: alcuni links a indirizzi altrui possono cambiare o sparire nel tempo

      

    QUESTO TESTO E' DEDICATO AL SIGNORE, CHE SI E' INCARNATO NEI GRANDI AVATARS, COME : 

    GESU'  SATHYA SAI BABA*
      

         * Sai Baba si è incarnato il 23 Novembre 1926 a Puttaparthi, un villaggio nella regione dell'Andra Pradesh nel centro-sud dell'India. Ha lasciato il corpo il 24/4/2011. Ha decine di milioni di devoti in tutto il mondo. Opera ogni sorta di miracolo. Ha realizzato ospedali, scuole, villaggi, acquedotti, ecc. per sollevare la condizione dei più disagiati. 
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