Gianni Vita

LE FEDI
Verità o evoluzione?



Prima edizione: 5/5/2017
Rev. 1  7/5/2017



INDICE


I DUBBI

GLI ELEMENTI DELLA NATURA

GLI DEI

I MONOTEISMI

LA "RELIGIONE ATEA"

LA NON DUALITA'

CONCLUSIONI








I DUBBI


    La religione e la fede sono argomenti abbastanza importanti per l'umanità, ma, a guardarci attorno, gli atteggiamenti su questo aspetto sono parecchio variabili, almeno nella nostra società occidentale.
    Ne facciamo oggetto di un colloquio col mio amico Luciano, come è già accaduto per altre pubblicazioni.
    Come al solito le mie domande sono in carattere normale, mentre le risposte di Luciano sono in corsivo.



    Caro Luciano, quando eravamo bambini ci battezzavano, poi ci mandavano a catechismo, ci indirizzavano alla prima comunione ed alla cresima.
Cresima
    Però ho l'impressione che, salvo eccezioni, nella maggioranza di noi non resti molto della religione tradizionale.

    E' vero Gianni, in teoria la religione, così come ci è stata tramandata, ed il clero vengono ufficialmente rispettati e stimati, ma non so quanto rimanga nella mentalità e nell'interesse profondo. 
    Ci sono alcune persone che la praticano in maniera ortodossa e senza discutere, ma la maggioranza sembra farne un fatto di costume abitudinario. Anche la Messa domenicale, il Natale, la Pasqua ed i matrimoni sono spessissimo un fatto di convenzione.
    Quando si tratta di metterla in pratica seriamente nel comportamento familiare e sociale, la faccenda si fa difficile, anzi spesso ardua. Se il coniuge non si comporta come vogliamo, le separazioni fioccano. Se, per caso, un figlio pensasse di prendere gli ordini religiosi, spesso ne conseguirebbero delle crisi.
  Quelli che approfondiscono la loro esigenza religiosa sono sempre più numerosi, ma anche inclini a rivedere gli insegnamenti ricevuti ed elaborarli, con le proprie personali vedute.
    Uno degli aspetti più controversi e causa di divergenza rispetto alla dottrina  ufficiale è senza dubbio il comportamento sessuale:  sostanzialmente repressivo di un istinto che - specie nei giovani - è prepotente ed inconciliabile con  quanto preteso - spesso solo a parole -  dai preti. In passato, oltretutto la repressione sessuale fu strumentalizzata dai genitori per controllare le relazioni dei figli, in modo che sposassero le persone di loro scelta, a fini prevalentemente patrimoniali.
   
    Ma allora che dobbiamo pensare e fare? Rifiutare la religione, come molti ragazzi sono portati a fare, sia per questo motivo che per una manifesta discrepanza tra la teoria e la pratica dei loro stessi genitori?
     Insomma, secondo te, la religione è una cosa superata?

 
    Affatto, la religiosità è una delle esigenze base dell'uomo da sempre ed ha attraversato tante trasformazioni:



GLI ELEMENTI DELLA NATURA


    Sembra che l'uomo abbia sempre avuto il desiderio di riconoscere un'entità superiore, che lo proteggesse dagli eventi della vita, che percepiva come tanto superiori alle proprie forze; sicchè originariamente si rivolse agli elementi della Natura, come il Sole, Il Tuono, il Fulmine, il Vulcano, il Fuoco, insomma a qualcosa che sentiva ricco di energia e potere, capace di influenzare radicalmente la propria vita.

il sole  un vulcano

    Per interfacciare questi elementi prodigiosi, cercando di renderseli amici, nacquero presto gli stregoni, che avevano qualche capacità sensitiva superiore alla media e la utilizzavano realmente o, talora,  in modo simulato.



GLI DEI


    Successivamente le civiltà a noi più vicine, come la greca e la romana, hanno associato a quegli elementi della Natura e ad altre proprietà più astratte come l'amore, la sapienza, il commercio, eccetera, delle figure antropomorfe: gli Dei.
    Sono nati, così, Zeus/Giove, Era/Giunone, Afrodite/Venere, Ares/Mercurio, eccetera (qualcuno sostiene che costoro fossero degli Alieni atterrati, che vennero identificati con esseri superiori).

Zeus e Era

    Questo genere di culto, considerato "pagano" dagli odierni teologi, era presente, con nomi diversi, nelle altre popolazioni, anche lontane dal bacino mediterraneo.


    I sacerdoti e gli indovini presero il posto degli stregoni 



I MONOTEISMI


    Infine si svilupparono le attuali religioni "monoteiste" del bacino Mediterraneo: l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam, che hanno la stessa radice e gli stessi patriarchi e nelle quali teoricamente si adora un unico Dio creatore.



    Scusa, ma non mi sembra che nel cattolicesimo il culto sia riservato esclusivamente all'unico Dio.


    E' vero. Il popolo tende sempre a rivolgersi a delle entità intermedie: i santi, i profeti, i saggi, i defunti, forse perchè hanno proprietà più specifiche, come i protettori di questa o quella caratteristica umana: la propria famiglia, la città, gli animali, gli occhi, la gola, la fecondità, i viaggi, eccetera.
    Dio stesso, nel cristianesimo, è stato visto prevalentemente come "Padre" ed immaginato come un anziano signore (visto che era il padre di Gesù: un uomo ultra-trentenne, al tempo della Sua vita pubblica).

    Si è sviluppata anche la Teologia (dal greco theos = Dio e logos = indagine): scienza che pretenderebbe di capire e spiegare la divinità. Per ammissione degli stessi teologi la divinità è talmente al di sopra della mente umana da esserle incomprensibile. Tuttavia le esigenze della mente, che vuole costruirsi degli schemi e dei modelli, prevale nonostante la contraddizione.
     La teologia teorica, chiamata "dogmatica", vuole sviscerare le verità della fede dalle rivelazioni dei profeti.
   Naturalmente la comprensione di tali "verità", quand'anche fosse possibile, varierebbe con l'evoluzione della mente umana.


    Perciò i dogmi, che pretenderebbero di congelare la "Verità" non possono finire con bloccare la ricerca spirituale?


    Certo. Diverso è il ruolo della teologia morale, ispirata alla filosofia, al buon vivere sociale e, talora, trasmessaci da qualche profeta. Essa dovrebbe insegnarci cosa fare e cosa non fare, per restare "in grazia di Dio" ed in armonia col prossimo.


    Ma mi sembra che anche la morale abbia un suo dinamismo.


    E' così. Anche la morale è in continua evoluzione, anzi più della teoria e ne constatiamo lo scollamento dalle posizioni  ufficiali, che stentano ad adeguarsi ai tempi. Per esempio, con l'abbandono delle pretese genitoriali di controllare il matrimonio dei figli, affiancato dallo sviluppo delle tecniche anticoncezionali, i rapporti sessuali sono stati ampiamente liberalizzati.
    Per esempio, ancora negli anni millenovecentosessanta, una ragazza "per bene" doveva arrivare vergine al matrimonio; io avevo un'amica che si sposò improvvisamente e, nonostante la nostra confidenza, non mi disse mai la vera ragione; dopo il matrimonio non si fece più sentire (evidentemente si vergognava) e seppi poi, da altre fonti, che era in avanzata gravidanza. Oggi, negli anni 2010, cioè cinquanta anni più tardi, non solo questo tabù è caduto, ma sembrerebbe strano che una coppia di fidanzati non facesse sesso, anzi in genere si convive e si fanno figli: il matrimonio è diventato un optional!



    Inoltre mi sembra che, col passare dei secoli, e transitando dalle religioni politeiste a queste attuali, le religioni si siano strutturate in modo più potente.


    Si, le organizzazioni religiose hanno preso presto il posto dei sacerdoti e degli indovini di un tempo.

    Le religioni organizzate sono esclusiviste per principio, cioè si ritengono le uniche depositarie della verità e condannano come eretiche tutte le altrui credenze. Perciò reclamano l'ortodossia, l'obbedienza e la disciplina e respingono la libertà di pensiero, frenando, con sospetto, ogni ricerca personale, poichè sostengono che tutto quanto doveva essere rivelato è già stato definito nei canoni ufficiali. Nel cattolicesimo, i rari sacerdoti che cercano di svolgere un apostolato di meditazione e misticismo sembra che siano guardati con sospetto e si ha l'impressione che debbano operare nell'ombra e con molte precauzioni, quasi scusandosi di ciò che fanno e rassicurando continuamente i loro superiori di essere nell'ortodossia.
    Ne consegue spesso la pretesa della maggior parte del clero di convertire gli altri, considerati pagani o eretici, che sarebbero nell'errore e addirittura, come avvenne nel passato, l'inquisizione ed i roghi.
   Questo ufficialmente per il bene dei "miscredenti" e per evitare che contagino gli altri fedeli con le loro idee; c'è da sospettare che lo facciano, magari inconsciamente,  sopratutto per preservare il loro potere ed autoritarismo.

     Inoltre le organizzazioni religiose hanno spesso stabilito degli accordi espliciti o taciti con la politica, a scopo di reciproco sostegno:  il clero, per essere tutelato e rispettato (con la scusa di difendere la morale), i politici per essere sostenuti dai fedeli.  Questo tipo di inciucio ha certamente nuociuto sopratutto alla religione. Basti ricordare re ed imperatori incoronati dai papi ed avvicendati sui troni "per volontà di Dio", i regimi teocratici (tuttora esistenti) e le guerre di religione, che sono conflitti economici o di potere, mascherati da contrasti religiosi.

     Sia le religioni primitive che quelle più evolute si giovano della Ritualità. I riti sono dei mezzi per riportare i fedeli alla religione, concentrare l'attenzione sulla preghiera e coinvolgere più persone, onde aumentarne l'efficacia. Purtroppo anche  i riti, nella pratica, perdono molto del loro scopo più elevato, per cadere nel tran-tran esteriore e finire in un passatempo ed ... una mangiata. Come recita un detto popolare <<fatta la festa, gabbato il santo>>. Talora, anzi, alcuni aspetti rituali possono addirittura scadere nella superficialità, o addirittura superstizione. Alcuni esempi mi furono tramandati in famiglia da un paio di zie:
    Non si sta a tavola in tredici (perché quello fu il numero dei convitati all'ultima cena di Gesù, dopo la quale Egli fu crocifisso).
   Non si fanno smorfie davanti allo specchio, se no ne uscirebbe il diavolo (penso per evitare che i ragazzi si guardino le parti intime).
    Si visitano i "sepolcri" il giovedì santo in numero dispari.
    Si mettono rametti d'olivo pasquale sulle immagini sacre.


   

LA "RELIGIONE ATEA"

    Comprendendo la vanità della pretesa di capire e descrivere Dio, il Buddismo non ne parla, limitandosi a suggerire comportamenti umani atti all'evoluzione e l'illuminazione. Sicchè il buddismo fu inizialmente privo di immagini sacre, come lo sono tuttora l'Ebraismo e l'Islam.
    Poi, conformemente a quanto sopra menzionato, riguardo all'esigenza umana di tangibilità e personificazione, nella pratica, i buddisti iniziarono a rappresentare ed adorare le immagini del Budda stesso, si recano in pellegrinaggio ai templi più famosi e Gli offrono incenso, lamine d'oro che applicano sulle Sue statue, fiori ed altri omaggi.

Budda, statua


    Insomma non c'è una religione puramente "monoteista".



LA NON DUALITA'

    In teoria ce ne sono diverse, anzi, i loro fondatori concepirono la realtà come unica, non duale. Secondo tale concezione Dio non solo è unico, ma è in tutte le cose, come energia che le fa apparire.
    Finora, questa concezione è limitata nel numero di aderenti a coloro che si attengono alle più alte concezioni filosofiche.
    Li troviamo in alcuni mistici cristiani, nell'Advaita Vedanta, nel Buddismo e sopratutto nel Taoismo.
    Questi religiosi sono più distaccati dalla materia e dai riti, anche se talora se ne possono avvantaggiare. Essi sono più interessati alla spiritualità che alla religione comune e non dipendono da sacerdoti e monaci, a meno che si tratti di persone veramente avanzate spiritualmente: dei veri Maestri.
    Anzi vorrei sottolineare quanta attrattiva abbiano i Maestri realizzati: la gente, che non va a messa la domenica, sotto casa, è pronta ad intraprendere viaggi snervanti se può avvicinare un Maestro illuminato, perchè percepisce che da Lui può ricevere qualcosa che vale.

    Ma questa attrattiva da parte dei Maestri e Santi mi sembra si faccia sentire anche nel nostro mondo abituale, o no?
   
    Certo, basti ricordare la sequela di Padre Pio, che la chiesa docente ha tanto osteggiato in vita, per santificarlo da morto.
    Occorre rilevare che Padre Pio, come tutti quelli che fanno parte di un'organizzazione religiosa, era tenuto all'obbedienza ed all'osservanza delle tante regole e ritualità monastiche e ciò ha costituito notevoli ostacoli per Lui (ma si può dire che facesse parte della Sua crescita) e sopratutto per quanti lo avvicinavano.

Padre S. Pio

    Viceversa la spiritualità è sinonimo di libertà di pensiero e di espressione, di evoluzione personale, ispirazione diretta, ascolto della propria voce della Coscienza e unione diretta con Dio.
<<Allora non sentirai più il bisogno di andare in chiesa, od a riunioni religiose di nessun genere e neppure di leggere gli insegnamenti delle mie rivelazioni, allo scopo di trovarmi e di adorarmi.>>
 


 

CONCLUSIONI

    Insomma, caro Luciano, a cosa bisogna credere? 

      Da un punto di vista didattico è opportuno che tutti inizino a praticare i riti della chiesa a cui appartengono, che costituisce una sorta di  "scuola dell'obbligo", che tutti dobbiamo frequentare, prima di slanciarci nell'autoapprendimento e nella ricerca personale, come avviene nella vita materiale. Se ci fai caso è quello che accade spontaneamente: la maggior parte degli adulti, sebbene tiepidi nei confronti delle abitudini religiose, che considerano poco confacenti alla loro età, mandano i propri figli a catechismo e li incoraggiano a fare la prima comunione e la cresima, comprendendo - magari inconsciamente - che, come si impara a scrivere con certe regole, per poi farlo senza tanti canoni, così si impara a pregare in modo ordinato, per poi farlo personalmente.
    Da un punto di vista culturale, rituale, è bene mantenere le tradizioni religiose familiari, per evitare confusione, ma poi fare il proprio percorso spirituale, approfondire la propria religiosità, cercando dentro di noi, con letture appropriate e sopratutto con la  meditazione.
    In "Sai Baba parla all'occidente" siamo avvisati: <<All’inizio ti occorre un’immagine di Dio. Devi sperimentare che Dio è un amico, il tuo vero Padre, la tua Madre amorosa. Che è sempre qui per te e che è immutabile Amore. Prima o poi realizzi che il quadro rappresenta per te una limitazione troppo grande. Ma questo momento non deve arrivare troppo presto. Solo quando il tuo cuore è colmo del Dio visibile, avrai la forza di cercare e trovare l’invisibile.>>
    Lo stesso S. Agostino scrisse nel "De vera religione" : <<Noli foras exire, in te ipsum rede, quoniam in te ipsum habitat veritas; et, si te ipsum mutabilem inveneris, trascende te ipsum>> (Non uscire al di fuori, torna dentro di te, poichè la verità abita in te; e, se ti troverai mutevole, trascendi te stesso).

    Dici bene, ma come meditare?

    Esistono molte forme e modalità di meditazione; ognuno deve cercare e scegliere quella che più gli si confà ed applicarla con costanza quotidiana per almeno un anno, per poterne vedere i primi risultati.
    Tieni presente che non c'é UN insegnamento "giusto" o migliore di altri, anche se, similmente a quanto avviene con le religioni tradizionali, molti adepti di questo o quel Maestro pretendono che la loro sia la strada migliore o addirittura unica.
    Ognuno di noi ha la sua strada, che sente più adatta a se stesso, in quel momento e che può anche cambiare nel tempo, secondo la propria evoluzione e che può finire anche con l'abbandono di ogni Maestro fisico. La Provvidenza, o il proprio SE interiore, ci guida all'approccio più adatto per noi, in quel momento, dato che siamo incarnati per imparare e la vita è intrinsecamente EVOLUZIONE.

    E chi sente una chiamata vocazionale che deve fare?

    Qui sta il busillis: chi si sente attratto dalla vita spirituale e poco dal mondo materiale, spesso pensa che la sua missione sia di farsi prete, frate o suora, perchè quelli sono i più noti modelli alternativi  alla vita mondana, quasi l'unica strada per consacrarsi a Dio; inoltre la veste religiosa può sembrare conferire maggior status e protezione e la compagnia di altri religiosi un aiuto reciproco.
    Però deve riflettere che la vita comunitaria e l'inserimento in una struttura dogmatica e verticistica, in cui la religiosità è già tutta prestabilita e la spiritualità minimizzata, gli toglieranno buona parte della libertà necessaria alla sperimentazione ed evoluzione spirituale. Leggere libri di altre religioni, o autori messi "all'indice", gli sarà difficile, se non impossibile. Praticare meditazioni e mantra orientali: vietato, almeno moralmente. Parlare di alcuni argomenti, come la reincarnazione, lo spiritismo, ecc. : proibito. Sarà, viceversa, obbligato a fare dei riti che non sente magari più, come le processioni, la benedizione delle case, della cenere e dei rami di ulivo, i "sepolcri". Insomma potrebbe sentirsi ingabbiato in atteggiamenti che sta superando, o ha già superato, nella sua evoluzione personale.
    Inoltre, secondo me (ed altri), sarebbe bene che la cosidetta "rinuncia al mondo" fosse fatta dopo averlo conosciuto e non a 20 - 25 anni, come si usa fare; il rischio è che la sperimentazione del mondo che non ha potuto fare, la voglia intraprendere quando è già consacrato, con conseguenze penose.
    L'evoluzione spirituale prescinde dallo status sociale e dall'inquadramento gerarchico e può essere fatta da single, da sposato (possibilmente con persona che lo capisca), da volontario laico, da eremita. Insomma, come dice l'antico adagio: <<l'abito non fa il monaco>>. Il mondo sta cambiando velocemente e queste cose si percepiscono sempre di più. Che sia per questo che c'è la "crisi delle vocazioni religiose"?

   



QUESTO TESTO E' DEDICATO AL SIGNORE, CHE SI E' INCARNATO NEI GRANDI AVATARS, COME : 

GESU'  SATHYA SAI BABA*
  

     * Sai Baba si è incarnato il 23 Novembre 1926 a Puttaparthi, un villaggio nella regione dell'Andra Pradesh nel centro-sud dell'India. Ha lasciato il corpo il 24/4/2011. Ha decine di milioni di devoti in tutto il mondo. Opera ogni sorta di miracolo. Ha realizzato ospedali, scuole, villaggi, acquedotti, ecc. per sollevare la condizione dei più disagiati. 
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