Gianni Vita


PSICOLOGIA QUOTIDIANA

Riflessioni amene sui nostri comportamenti





© Prima pubblicazione: 15/6/2014
rev. 53 del 23/11/17





    Tutti i giorni assumiamo istintivamente dei comportamenti che, a ben pensarci, non hanno una base razionale, ma anzi ci allontanano da una consapevolezza e maturità, che potremmo esercitare.
    Non sono uno psicologo, ma ho fatto delle riflessioni, che vorrei condividere. Magari molte di esse sono ben note in psicologia, altre sono di osservazione comune. Qui ne parliamo tra gente della strada ed in termini semplici.
    Chissà che non siano utili a qualcuno, per recuperare un'indipendenza e sfuggire all'appiattimento ed all'automatismo emulativo, che ci condiziona e ci induce spesso a tali atteggiamenti. L'importante è rendersi conto di certi meccanismi psicologici spontanei per riconoscerli e padroneggiarli, anziché farsene trascinare. L'obiettivo è quello di crescere in conoscenza e maturità. Infine, male che vada, può essere anche divertente scoprire alcuni trucchi della mente, a cui magari non avevamo pensato e sorriderci.

    Ho dato dei titoli ai vari atteggiamenti:





La stima del professionista

    Avete bisogno di un professionista: medico, avvocato,  ingegnere, economista, ... ?
   C'è un meccanismo inconscio per cui la stima, l'apprezzamento, la fiducia verso tale persona risulta, nelle nostre menti, proporzionale alla distanza dalla nostra città: più lui si trova lontano da noi, più cresce la sua importanza e stima ai nostri occhi.
 

    Noi possiamo abitare a Roma, Milano, Venezia, Bologna, o altra importante città di una nazione, che non solo non ha nulla da invidiare alle altre, ma spesso è all'avanguardia nel mondo, ma, quando ne abbiamo bisogno, tendiamo a rivolgerci a professionisti di altra provenienza; ci sembra che, se viviamo a Roma, sia meglio andare da un medico che sta a Milano; se poi sta a Parigi o Londra tanto meglio. Il massimo sarebbe andare a New York, o Houston !
    Recentemente sentii dire di una famiglia della provincia di Roma, che aveva portato un bambino ad operarsi a Helsinki. Mi sono domandato cosa mai ci fosse ad Helsinki che non si trovi a Roma. Non sarà che un simile trambusto dia ai genitori l'impressione emotiva di fare il massimo sforzo per salvare il figlio? Potranno dire a se stessi ed agli altri: "abbiamo fatto di tutto, qualsiasi sacrificio!".

    Anche la pubblicità si avvale di questi esotismi: quanti spot televisivi sono affidati ad attori stranieri, come Julia Roberts, Bruce Willis, Woody Allen, George Clooney  e magari parlati anche in lingua estera? <<No Martini? No party!>>, o <<oui, je souis Catherine Deneuve>> ?

No Martini, No party

     D'altronde è tipico il modo in cui i presentatori introducono gli artisti? Dicono: <<Direttamente da Parigi (o, da Las Vegas), ecco a voi ...>>.

    Anche i titoli di studio sembrano più importanti se conseguiti all'estero. Tanti si sentono affascinati da un Master negli USA, ma un master non è altro che una laurea di secondo livello, analoga alla nostra quinquennale; dopo di essa c'è il dottorato (in USA: Phd).
    Una ragazza, nel corso di una trasmissione TV, disse che voleva andare in Corea per studiare astrofisica.
    Le nostre università non hanno nulla da invidiare a quelle straniere; pensiamo che la prima università europea fu quella di Bologna, nel 1088 e 20 italiane sono tra le prime 52, prima che l'America fosse stata scoperta. Anche per qualità siamo ben piazzati: la Bocconi di Milano è al 17° posto nella classifica mondiale, per l'economia.

    L'erba del vicino è sempre più verde!





L'interesse per una località

    Anche l'interesse per una località sembra godere dello stesso meccanismo:
    Vogliamo andare in trattoria con gli amici: si va in un paese a 20 km da casa; perché? Forse lì c'è un bel panorama? O un importante monumento da visitare? No!  Forse vicino casa non ci sono trattorie? Macché, l'Italia è piena di trattorie, ma forse ci sembra che andare più lontano ci dia l'impressione di conquistarci il pranzo?
    In vacanza, andare in una località lontana ci sembra più divertente ed interessante che visitare le nostre, e pensare che il 60% di tutte le attrattive del mondo si trova in Italia! Sarà perché più si va lontano e meno amici ci sono stati, così avremmo una sorta di primariato, la possibilità di raccontare cose che altri non hanno visto? Ne conseguirà maggiore attenzione e polarizzazione sulla nostra persona?
 

(liberamente tratto da "ERGO SUM")




Salutare

    Un giorno, in un giardino pubblico, incontrai un mio collega di lavoro più anziano di me: mi salutò con enfasi cordiale attaccando discorso. Sul lavoro, invece era chiuso e scorbutico; parlava pochissimo e solo per motivi di stretta necessità, veniva considerato un "orso" da tutti. E' un fenomeno che si nota spesso: sembra che incontrare qualcuno che si conosce, lontani dal solito ambiente sia un'occasione piacevole e sorprendente. Molti dicono la fatidica, quanto stramba frase: <<Che ci fai tu qui?>> come se il luogo dell'incontro fosse di loro proprietà e ambientazione privata. L'altro potrebbe, a buon diritto, rispondere: <<quello che ci fai tu!>>, considerando che spesso il luogo dell'incontro è un supermercato, una piazza, o un cinematografo.
    Se poi l'incontro avviene all'estero apriti cielo: che combinazione! Sembra che ci sia capitato un colpo di fortuna inimmaginabile e da raccontare a tutti: <<sapete chi ho incontrato a Piccadilly circus?!!>>. Magari la persona incontrata era di quelle di cui non ci frega niente e non la vedevamo o sentivamo da anni!
    Se l'incontro all'estero avviene in una nazione lontana, tipo Perù, Thailandia, India, Islanda, allora diventa un avvenimento perfino incontrare uno sconosciuto connazionale. Gli si chiede subito: <<di dove sei?>>. Quello risponde, per esempio:<<di Bari>>. Immancabilmente esce fuori la famosa frase:<< allora conosci il mio amico Giovanni, che abita vicino a Bari?>>, come se stessimo parlando di un condominio! Il fenomeno fa sorridere, ma l'ho sentito svolgere per l'ennesima volta nella trasmissione "Le invasioni barbariche", in cui Daria Bignardi, parlando con Ambra Angiolini, che vive a Brescia, le chiese <<conosci  Aldo Busi, che abita a Montichiari? (località vicina a Brescia)>>.
    Ho l'impressione che questo tipo di ingenuità derivi da un fenomeno psicologico che potrei chiamare "geografia prospettica". Nell'osservazione di ciò che ci circonda gli oggetti più lontani, infatti, ci sembrano più piccoli e più vicini tra loro, per cui anche nell'immaginazione città diverse dello stesso lontano paese le immaginiamo vicine e piccole. Spesso, capita di sentire persone che considerano Cina e Giappone, oppure Romania, Bulgaria e Polonia come intercambiabili, analoghe in tutto, inclusa la lingua, ma se pensiamo che qualche straniero confonda la Francia con l'Italia ci viene da ridere.
     Il saluto risente anche dell'ambiente in cui si propone; sembra che esso sia tanto più probabile quanto più l'ambiente è ristretto e deserto: se camminiamo in una metropoli con tanta gente che passeggia, non guardiamo né salutiamo nessuno; se, invece, ci troviamo in un paesino con poche anime, o meglio in una stradina di campagna, ci sentiamo in dovere di salutare chiunque incontriamo. La stessa cosa avviene in ascensore: se esso è grande, come in un centro commerciale ci si ignora; se è piccolo, come in una palazzina, diciamo buongiorno e buonasera all'estraneo che sale con noi e magari attacchiamo anche bottone, su argomenti vaghi.

     Un altro aspetto del saluto è relazionato alla situazione soggettiva; un tipico esempio è quello di una persona che porta un cane a spasso in un parco; se il cane è tenuto sciolto e ciò è illegale è molto probabile che incontrandovi il padrone vi saluti e vi sorrida: egli sa di essere criticabile e, consciamente o meno, cerca di ingraziarsi la vostra simpatia per prevenire eventuali obiezioni; infatti è molto più facile che uno osteggi uno sconosciuto, anziché una persona nota; per qualcuno che si conosce c'è sempre una remora, una comprensione maggiore. Un atteggiamento analogo si può trovare in chi interfaccia degli agenti, come illustrato nel seguito.




Autorevolezza e Media

    Nell'accezione comune si considera oro colato quello che si sente in TV, si legge sui giornali, sui libri, su Internet.  << L'ha detto la Televisione!>> è la frase classica che denota questo atteggiamento.
 

     Naturalmente tutto ciò che sentiamo o leggiamo sui Media è preparato da persone come noi e perciò soggetto ad errori, o almeno a parzialità di interpretazione e giudizio. I giornali e notiziari quotidiani in particolare vengono preparati molto in fretta e sono quelli meno attendibili; anzi molti di noi, quando ci siamo trovati presenti ad un avvenimento di cui poi abbiamo letto sui giornali, generalmente abbiamo riscontrato grande approssimazione nella descrizione giornalistica, per non dire completa divergenza rispetto a quanto avevamo visto.
    Speriamo che chi scrive libri ci rifletta un po' di più.





Rapporti con uffici

    Chi si reca ad uno sportello di un Ente pubblico o privato tende a porsi in atteggiamento di sudditanza, accettando supinamente tutto quello che gli dice l'impiegato che sta dietro lo sportello o scrivania, come se fosse un'autorità indiscussa, il detentore di una verità procedurale.
 

    Un giorno andai presso un CAF (Centro Assistenza Fiscale) per consegnare un modello di dichiarazione dei redditi. Alla consegna, l'impiegata mi disse: <<a posto così!>>. Io rimasi perplesso e domandai: <<non mi da una ricevuta?>>. Mi rispose che non era prevista, che di solito loro compilavano subito il modello di dichiarazione e lo consegnavano all'interessato, ma allora era troppo presto, perché non avevano ancora ricevuto i programmi per la compilazione. Viceversa appurai che non solo la ricevuta era un mio logico diritto, dato che in caso di ritardata od omessa dichiarazione non avrei potuto dimostrare di aver consegnato in tempo la dichiarazione, ma il formulario dello Stato includeva un apposito modulo per farla.
 
 



Mode ed imitazioni

    La moda è un classico esempio di comportamento psicologico gregario, un meccanismo automatico inconscio per "allinearsi al "gruppo", per sentirsi a proprio agio ed esserne accettati.  La seguono gli adulti, ma ancor più gli adolescenti; loro la portano ad estremi ridicoli, per cui tutti devono indossare scarpe di una data marca, orologi  di una ditta, o copricapo strambi. Peggio: si devono fare pettinature, piercing o tatuaggi incredibili per gli adulti.
 
 
La moda dei jeans stracciati ne è un esempio: abiti che un tempo sarebbero stati gettati via, oggi si stracciano, sfrangiano o tagliuzzano a posta, perché è di moda.

(liberamente tratto da "ERGO SUM")


       Le mode non si limitano all'abbigliamento; esse coinvolgono anche molti comportamenti ed atteggiamenti.
       Uno di essi è costituito dalle parole e frasi "nuove", che sembrano far effetto; esempi:
       <<cioè>> (messo dappertutto, anche in inizio di frase)
       <<non me ne può fregare di meno>>
       <<ma dai!>>
       <<che problema c'è?>>
       <<assolutamente si>>

       Queste espressioni, talora mutuate da lingue straniere, possono essere nuove o interessanti all'inizio, ma quando le ripetono tutti ad ogni piè sospinto, possono diventare stucchevoli ed indice di scarsa cultura.





Abbigliamento e abilità


    Quando uno si vuole dedicare ad un'attività particolare, come uno sport, passatempo, o impegno religioso, in genere si affretta ad attrezzarsi alla bisogna, ma non solo con strumenti indispensabili, bensì anche con accessori del tutto esteriori.
    Quando ero ragazzo ebbi modo di andare in vacanza in un paese di campagna, presso uno zio. Egli aveva un figlio della mia stessa età. Insieme andavamo a pesca nei torrenti vicini, guidati da un maturo pescatore: "il Walter". Egli vestiva con normali abiti sdruciti ed aveva solo una vecchia canna con la lenza senza mulinello ed un barattolo di latta, in cui metteva dei lombrichi trovati là per là. Lanciava l'amo col lombrico e poi lo recuperava, tenendo la canna con una mano e tirando la lenza con la mano libera, disponeva il filo in un'ampia matassa, aiutandosi coi denti, che facevano da terza mano. Talvolta il Walter vedeva passare altri pescatori corredati di tutto punto, con giacche alla marinara, cestini da pesca, cassette piene di ami, mosche, ed altri impicci. Lui li chiamava ironicamente "i pinguini".
 
 
 
     Loro avevano speso un sacco di soldi per non pescare nulla; lui sapeva dove stavano le trote e ne pescava parecchie, senza tanti ammennicoli.
    Qualcosa di analogo si può dire di coloro che si dedicano al ciclismo; si attrezzano con variopinti completi da velocista: calzoncini e magliette aderenti, caschi aerodinamici, biciclette ultraleggere, neanche dovessero battere il record del mondo di velocità. Pensare che Coppi iniziò a sviluppare la sua passione per la bicicletta con una vecchia bici, correndo per il suo paese, per fare consegne di salumeria!
    Questi atteggiamenti si ritrovano anche nell'impegno religioso, nonostante l'antico e saggio detto, secondo cui "l'abito non fa il monaco". Oltre ai religiosi tradizionali, costretti al saio o all'abito talare dalla loro regola monastica, ora anche chi si dedica a discipline orientali ama addobbarsi con indumenti e trucchi estetici che ricordino ed enfatizzino il loro impegno: sari, dothi arancione, cavigliere, turbanti, pitture facciali sono spesso il corredo di ricercatori spirituali, quasi che tali aggeggi possano dimostrare una condizione spirituale superiore.
    Spesso l'abbigliamento sembra inversamente proporzionale all'abilità: meno uno è bravo, più cerca di compensare, ostentando addobbi di ruolo.





Legge ed informazioni da agenti


    Se uno si trova a fare una manovra scorretta con la macchina o la vorrebbe fare, ma nota nelle vicinanze una pattuglia di polizia, spesso ha la prontezza di avvicinarla, inventandosi una richiesta d'informazioni.

    Così facendo, sposta l'attenzione dei poliziotti su un tema diverso dal codice stradale ed, al tempo stesso, instaura un rapporto umano, che induce i vigili ad un atteggiamento più comprensivo. Anzi talora il furbo spiega le sue necessità ed il vigile lo aiuta, col proprio intervento a fermare il traffico perché egli faccia la manovra che sarebbe vietata!





Incidenti e blocchi stradali


    Chi non è incappato in una lunga fila di veicoli, che gli ha fatto perdere un sacco di tempo, per scoprire alla fine che c'era un incidente?
 

    La cosa deplorevole è che non si tratta spesso di incidenti gravi, coinvolgenti veicoli inamovibili che ostacolano irrimediabilmente il traffico, ma di due auto che si sono appena toccate e che restano in mezzo alla strada, mentre i conducenti compilano il CID, oppure discutono, incuranti del caos che stanno generando; lasciano tutto fermo, quasi che mettere le macchine fuori dalla carreggiata guastasse la scena del "delitto". Eppure oggi tutti hanno un telefono cellulare che fa anche fotografie: basta scattarne un paio per fissare la posizione dei veicoli al momento dello scontro. Il codice della strada prevede espressamente che questo sia il comportamento corretto, sanzionando l'ostruzione del traffico (Art 189 comma 3  Legge 286/2006), ma nessuno se ne cura; inconsciamente i conducenti vogliono enfatizzare l'incidente, cercando di coinvolgere gli altri nella "disgrazia"?
    Perfino agenti di polizia stradale e vigili urbani omettono spesso di ripristinare il traffico normale, in barba alla legge!





Inaugurare e "bagnare"

    Quando una persona acquista qualcosa di importante, come un appartamento, una macchina, una barca o simili, si sente obbligato dalla tradizione a "bagnarla", cioè a fare una festa, durante la quale si mangia e si beve per festeggiare l'acquisto.
     Analizziamo i motivi di tale tradizione, che in fondo mi sembrano eminentemente psicologici e in grandissima parte inconsci:
    Se l'acquisizione (acquisto od affitto) è una casa nuova si può capire che la si voglia mostrare per indicare agli altri la propria nuova collocazione ed habitat: il luogo dove si passerà la propria vita futura e dove gli altri potranno venire a trovarci.
    In buona parte, però, la festa è anche un'occasione per mostrare l'acquisto ad amici e parenti, dato che spesso si tratta di oggetti destinati ad incrementare la propria stessa immagine, specie se di lusso, o comunque di livello superiore al minimo necessario.
    Infine la tradizione potrebbe nascere da un atteggiamento scaramantico, destinato a scongiurare invidie e malocchi: invitando gli altri cerchiamo di condividere l'oggetto con loro, perché non se ne sentano esclusi e la loro invidia sia temperata dall'impressione di goderne un po' anche loro.

(liberamente tratto da "...ERGO SUM")





Canzoni e parole sdrucciole

    Avete mai fatto caso al tipo di parole più usate nelle canzoni? Anni fa qualcuno mi fece notare che le parole sdrucciole sono le più attraenti per l'orecchio e quindi potenzialmente facilitatrici dell'orecchiabilità e del successo delle canzoni.
    Le parole sdrucciole sono quelle con l'accento sulla terzultima sillaba, come, ad esempio :
    medico,  coccole, fegato, comico, anagrafe, mobile, ...
    Naturalmente non sono queste le più usate nelle canzoni. Meglio: alberi, fantastico, giovane, possibile, amabile, anelito, oceano, effimero, ecc.
    Un esempio tipico lo possiamo trovare nella canzone "Romantica", che ne è piena: romantica, nuvole, musica, anima, angolo, vivere, .... Un esempio più recente: "Sincerità" (lanciata da Arisa) : semplice, complice, magica, stabile, imprescindibile, stimoli ...
    Adesso che ne siamo coscienti possiamo valutare meglio la "furbizia" dei parolieri (i quali lo sanno bene) e usano questo trucco per cercare il successo.



Poesia?

    Analogamente alle canzoni, ho trovato che, sia per i loro testi che per le poesie, esistono delle parole particolarmente suggestive che costituiscono buona parte dell'effetto poetico, suscitando la base dell'emozione ricercata. Per esempio, le parole: luna, mare, amore, silenzio, ecc. si prestano egregiamente per confezionare canzoni e poesie e di fatto hanno successo.
    Sulla base di queste considerazioni, io, che non ho mai scritto poesie, mi sono esercitato nel collezionare parole suggestive e mettere assieme un po' di esse, per confezionare delle poesie: questo compito è facilitato dal fatto che molte poesie moderne non richiedono rime, ne metrica.
    Il risultato mi è sembrato discreto, tanto che ne ho prese alcune, le ho mescolate con un paio di un poeta famoso e le ho sottoposte al parere di 5 persone. Una sola di esse, professoressa di lettere, ha saputo dare una netta distinzione tra quelle vere quelle farlocche; le altre quattro persone, benché istruite, non hanno saputo fare grandi differenze e le hanno valutate in misura simile. La media dei voti (da 1 a 10) ha differito di meno di un punto tra le due categorie (meno di mezzo punto se escludo la professoressa).

    Si possono vedere i dettagli cliccando QUI

    Questo non vuole essere una svalutazione delle poesie e dei poeti, ma una messa in guardia dai molti poetastri, che possono improvvisare liriche, mediante facili accorgimenti ed altrettanti improvvisati critici letterari, che possono sopravvalutarli.
    Ricordate la famosa beffa delle false sculture di Modigliani? La situazione è simile anche per le arti figurative!




Libri


    Molti decenni fa il libro era l'unica fonte della conoscenza e pochi potevano permetterselo, perciò i nostri avi lo consideravano prezioso, lo manutenevano e lo rilegavano, conservandolo, tramandandolo e raccomandavano ai figli di fare altrettanto, anche se non ne hanno un interesse personale e specifico, perché "i libri non si buttano" e possono sempre servire.
    Oggi non è più così. Le conoscenze passano anche attraverso altri canali, sia offrendo i libri stessi in forma digitale, sia canalizzando altre forme di informazione, spesso multimediali. Il futuro difficilmente conserverà il libro nella tradizionale forma cartacea, ma lo sostituirà con files digitali, che costano meno, sono raggiungibili e fruibili ovunque, non richiedono spazi fisici, non si sciupano col tempo e l'uso, sono continuamente aggiornabili. Già ora tutti i libri più vecchi, il cui diritto d'autore sia scaduto (per morte dell'autore da oltre 70 anni) si trovano gratis su uno o più siti Internet. Quelli più recenti si possono acquistare in forma di e-book ad un prezzo sensibilmente minore, rispetto alla versione cartacea.

libreria

       Quanto ai libri di consultazione, come le enciclopedie, i saggi e le monografie, è facile capire quanto la versione digitale on-line sia preferibile, dato che la continua evoluzione del mondo può essere documentata solo con mezzi aggiornabili quotidianamente. Questo tipo di libri, inoltre, si può giovare di collegamenti ipertestuali con altri testi ed utilizzare elementi multimediali, come foto, musica, registrazioni verbali in audio e filmati.
      Inoltre in Italia, fortunatamente, si è realizzata una rete interbibliotecaria, che collega tutte le biblioteche nazionali, sicché chiunque, anche se abita in un paese, può recarsi presso la locale biblioteca comunale e chiedere qualsiasi libro: quasi certamente esso si troverà in una o più biblioteche ed il lettore lo potrà ricevere in visione per un mese gratis, o' con pochi euro di contributo.

       Ciononostante ci sono molte persone che - forse perché fedeli agli antichi insegnamenti summenzionati - continuano a tenere in casa tanti libri, che non usano loro né i loro familiari. Tralascio coloro che tengono i libri solo per arredamento e non si sognerebbero mai di leggerli; ricordo un anziano professore di matematica, che aveva una stanza dedicata alla biblioteca, che ormai non usava più. Un tecnico elettronico doveva cambiare casa e la cercava con una stanza in più del necessario, solo per conservarci i suoi libri, che neppure lui leggeva. Due anziani coniugi, avevano perso quasi completamente la vista e "leggevano" ormai solo audio libri, ma non volevano abbandonare i loro vecchi libri, che mai più potevano usare.

       Forse è ragionevole tenere in casa solo i libri che uno effettivamente legge e rilegge, o' consulta.



 


Commercianti e peso: lascio?

    Quando andate dal pizzicagnolo a chiedere un etto di prosciutto, quanto ve ne dà?
    Un etto giusto? Raramente! in genere abbonda sempre. Lo fa per incompetenza o altro? Tutto il giorno affetta prosciutti e non ha ancora imparato a regolarsi? E se proprio non ci riesce, perché non mette le prime fette tagliate sulla bilancia, aggiungendo gradatamente altre fette, fino a raggiungere la quantità richiesta?

bilancia

    L'impressione è che cerchi di ammollarci un po' di più di quanto chiesto, anche a rischio di fare la figura dell'inesperto. I più cortesi chiedono poi: <<Un etto e venti! Lascio?>>, confidando che noi non li costringiamo a tenersi una o due fette tagliate in più.
    Attenzione: se per caso si accorgono di averne tagliato un po' di meno, non chiedono mai se va bene lo stesso, ma si affrettano ad integrare, andando senz'altro a superare il peso. Un giorno comprai un affettato, chiedendone un etto : me ne tagliò 128gr; non dissi nulla; chiesi un altro affettato, sempre un etto: me ne tagliò 98 gr; allora si affrettò a tagliarne un'altra briciola, dicendo che voleva essere preciso. Sentendomi preso in giro alla grande gli feci levare l'eccesso (esagerato) precedente!
    Io ed altri, per contrastare questo malcostume senza discutere, spesso chiediamo meno di quanto ci serve: così scongiuriamo il loro trucco, che mi sembra poco rispettoso, ma forse è solo frutto di una mania di mestiere.





Mercati e prezzi

      Un'altra illusione  è quella dei mercatini; spesso ci si compra bene, ma altrettanto spesso sono un'illusione, basata sull'idea che chi vende su un banchetto abbia meno spese gestionali e quindi faccia prezzi più bassi e magari abbia anche merce più genuina (se alimentare). Io passavo spesso le vacanze  in un paese della Ciociaria; come in tutti i paesi, ci si tengono dei mercatini in un giorno prestabilito della settimana.
 

 
    Lì conosco un commerciante, che ha un  negozio a tre porte in paese, ma in certi giorni carica la sua merce su un furgone e va a venderla nei  mercatini degli altri paesi. La domenica mette addirittura un banco al mercato del suo stesso paese, in un punto che per molti anni si trovava a cinquanta metri dal suo negozio!
      Gli domandai perché si sottopone a quel trasloco di merce, visto che ha un così bel negozio. Mi rispose che la gente compra molto di più in quella maniera, nonostante il banchetto dia un'impressione di svalutazione degli articoli! Ci si illude che al mercatino si facciano affari. Io stesso ho constatato che molti generi alimentari, specie di salumeria, sono offerti al mercatino a prezzi maggiori dei negozi o supermercati.
       E poi c'è ancora chi crede che il prezzo rispecchi la qualità del prodotto!
 
(tratto da: "Il Diario di Brigida Giorni")
 



Manutentori e prezzi

    Avete certamente dovuto far riparare qualche vostro apparecchio! Avete notato quanto vi è costato?
    Non discutiamo i rischi (notevoli) di incontrare tecnici truffaldini, che si approfittano del fatto che molti di noi non hanno idea di quello che dovevano fare e che hanno fatto: questo non è l'argomento del presente libro.
    Psicologicamente parlando è bene rendersi conto di due meccanismi:
    a) il rapporto tra il valore dell'oggetto e quello della riparazione: il prezzo che viene richiesto per la riparazione spesso non è basato sul costo dell'intervento, ma è funzione del valore dell'oggetto; in altre parole, più l'oggetto vale più è probabile che la riparazione costerà, visto che noi cercheremo di conservare un oggetto che ci costò parecchio. In qualche grande città ci sono addirittura meccanici che riparano solo auto di lusso, come Rolls Roice, Ferrari,  ecc.: hanno capito che operando su di esse guadagneranno molto di più?
    Come corollario di questo principio basilare, non si dovrebbe mai far capire al manutentore che siamo affezionati a quell'oggetto, anche se tecnicamente obsoleto: ci potrebbe costar caro!
    b) il rapporto tra materiali e mano d'opera: le persone sono portate a valorizzare il costo dei materiali nella riparazione, dando poca importanza al lavoro di diagnosi e ricerca del guasto; di conseguenza, il costo della mano d'opera spesso lievita col costo dei materiali; in altri termini, se si tratta di cambiare un pezzo che costa 100E, è probabile che la mano d'opera ci costerà quasi altrettanto. Meno costa il pezzo, meno saremo contenti di pagare per l'intervento. Alcuni manutentori tendono a cambiare parti più grandi, costose e numerose: ciò, oltre ad aumentare la probabilità di avere azzeccato la riparazione (della quale potrebbero non aver capito bene l'origine), garantirà loro un compenso maggiore.

    Come difendersi? Utilizzando personale di fiducia!




Istinto riproduttore e materno

        Perché le donne amano i bambini, da piccole giocano con le bambole e da grandi vogliono avere figli?
        Perché sono generalmente loro che vogliono sposarsi?
        Perché dopo averli avuti spesso trascurano il proprio aspetto, a cui in gioventù tenevano tanto?
        Perché invece gli uomini non tengono molto a sposarsi?

    Molte persone si comportano ancora secondo un modello animalesco di conservazione e selezione istintiva della specie; la maggior parte degli animali presenta comportamenti molto diversi tra maschi e femmine: il maschio sfida gli altri maschi, per accaparrasi tutte le femmine e sfogare le sue energie erotiche; così i figli che nasceranno saranno discendenti del maschio più forte di tutti, guadagnando migliori speranze di sopravvivenza; le femmine si accoppiano ed allevano i figli per istinto materno, non per piacere o interesse nei confronti del partner, che peraltro, spesso, non se ne cura più, né esse lo desiderano, concentrate, come sono, sulla prole.
    Analogamente l'uomo si comporta spesso da "cacciatore", cercando di accoppiarsi con quante più donne gli è possibile, ma senza impegnarsi con nessuna.
    La donna, dal canto suo, fa di tutto per farsi sposare, come mezzo per soddisfare - sia pure inconsciamente - il suo istinto materno, che le fa ottenere dei figli ed assicurarsi una casa ed un reddito con cui mantenerli; poi, una volta avuti i figli che voleva, spesso trascura il proprio aspetto fisico (non più necessario per attirare un partner) e mette da parte il marito, che le serve prevalentemente da bancomat. Se trova difficoltà a restare incinta, ricorre ad ogni mezzo per riuscirvi: una volta si andava a certi santuari, o si pregava qualche santa protettrice; ora. sempre più spesso, si ricorre  a fecondazione assistita, eterologa, in vitro.  Addirittura ci sono donne che non vogliono neppure avere un uomo, ma si fanno fecondare  artificialmente e basta.
     Da alcuni anni questo istinto materno si manifesta più evidentemente, dato che molte donne rinviano una relazione stabile per molti anni, impegnandosi nel lavoro e godendosi la libertà, salvo arrivare alla soglia dei quaranta anni, quando si rendono conto che il loro istinto materno va soddisfatto subito o mai più.
      La cosa singolare è che molte non si rendono conto della spinta inconscia che fa loro desiderare la maternità, e cercano di giustificarla, utilizzando razionalizzazioni talora poco credibili, come quella signora che si presentò a Forum (trasmissione TV di arbitrato giudiziale) perché aveva sposato un ateo e, arrivata all'età critica, voleva a tutti i costi un figlio, giustificandolo con la sua fede cattolica, che secondo lei esige il completamento del matrimonio con la generazione. Dimenticava che per suo marito l'argomento aveva scarso impatto e lei lo aveva sempre saputo.
      Un comico diceva: <<ci sarà un motivo per cui le donne danno tanto rilievo al loro matrimonio, mentre il futuro marito è meno coinvolto e si presenta vestito di  nero (colore del lutto) ?>>
      Sarà per questi motivi che tanti mariti si rivolgono altrove, a caccia di nuove prede, mentre le  mogli si arrabbiano tanto se lui se ne va e pretendono di essere mantenute a vita?

        Una considerazione aggiuntiva merita il fenomeno secondo cui tuttora, nel 2016, accadono ancora tante gravidanza "indesiderate". Il sesso - una volta TABU' - è stato liberalizzato e nessuno più si sorprende se un giovane lo pratica, anzi è scontato il fatto che due fidanzati lo facciano, senza aspettare di sposarsi. Ormai da decenni tutti sanno come fare l'amore senza concepire un figlio e senza correre rischi di malattie sessualmente trasmissibili; sono cose che si insegnano a scuola. Esistono anche le pillole del giorno dopo, in caso di rapporti imprevisti ed infine l'aborto nei primi mesi di una gravidanza a sorpresa. Tuttavia molte donne rimangono ancora incinte "senza volerlo" e preferiscono tenere il bambino, nonostante tutti i problemi che ciò comporta: giovane età, assenza di reddito, contrarietà della famiglia e, sopratutto, fuga dell'uomo, il quale spesso non si aspetta che un'ora di piacere si trasformi in un impegno che trasforma la vita.
        La legge impone ad entrambi i genitori degli obblighi nei confronti della prole, ma la decisione di averla è riservata alla donna, che è quella che ha l'istinto materno. L'uomo può essere chiamato a risponderne, anche con conseguenze notevoli, sia subito che in qualsiasi momento della sua vita, anche dopo decenni. C'è da domandarsi quanto questa situazione sia equilibrata.
       
      Questi meccanismi atavici ed inconsci vanno tenuti presenti e superati, alla luce dell'evoluzione umana, per evitare di restarne prigionieri e sciupare un rapporto che va rinnovato ed alimentato di continuo.


 
(tratto da "La felicità" e "Melinda e Vittorio"

 


    Attrattiva ed istinto

    Dopo le considerazioni del brano precedente eccoci a smontare un altro aspetto della vita sessuale.
    L'attrattiva fisica di una persona viene normalmente correlata con dei canoni di bellezza estetica, a cui si associano anche delle espressioni artistiche, che resero famosi tanti poeti, pittori, scultori.
    Senza pensarci due volte siamo portati a ritenere che certe caratteristiche fisiche siano delle doti di validità assoluta: una donna dalle gambe dritte, dal seno evidente e dai fianchi larghi è considerata dotata di un corpo invidiabile, per ottenere il quale molte ragazze pagherebbero e farebbero grandi sacrifici e molti chirurghi estetici ci prosperano;


lo stesso dicasi per un giovanotto alto, robusto e muscoloso.


    Gli studi su questo argomento, però, ci spiegano la ragione per cui noi siamo spontaneamente portati a valorizzare queste caratteristiche. La ragione sta semplicemente nel retaggio dell'istinto di sopravvivenza della specie; esso fa si che le persone siano attratte da partner che possano fornire la miglior garanzia per una figliolanza sana e ben accudita, in modo da assicurare le migliori probabilità di continuazione della razza:
    La donna dalle gambe dritte mostra di essere cresciuta sana, con un'ossatura robusta, che non ha ceduto, incurvandosi sotto il peso del corpo; il suo bacino largo potrà accogliere bene dei figli, che poi saranno nutriti senza problemi dal suo seno prosperoso.
     Il giovane alto, robusto e muscoloso sarà in grado di provvedere bene col suo lavoro al mantenimento delle famiglia. Un bel sorriso dimostra, in entrambi i sessi, una buona condizione della dentatura: una condizione necessaria per la premasticazione del cibo, destinato ai bambini da svezzare, quando non esistevano gli omogeneizzati.
     Ora, che molte di queste necessità non sono più così primarie come in una società primitiva, noi - senza saperlo - manteniamo questi canoni di bellezza estetica.
     L'importante  - come al solito - è saperlo.



A mamma

    <<Mangia la pappa, a mamma>> , <<Fai la ninna, mamma>> , <<Fai la pipì, papà>>
     Quante volte sentiamo queste frasi pronunciate da genitori di bambini ed anche di ragazzini!
    Cosa spinge i genitori ad esprimersi così? Forse l'inconscio desiderio di inculcare e sottolineare il proprio ruolo, ribadire che loro sono la mamma o il papà del ragazzino, con conseguente necessità che egli li ami ed obbedisca loro?
    Del resto lo stesso meccanismo - sia pure in forma più attenuata - sembra verificarsi anche quando il soggetto (genitore o parente) parla semplicemente al bambino, ma in terza persona; anziché dire ad esempio : <<andiamo che ti compro un gelato>> l'adulto dice: <<andiamo che zio ti compra il gelato>>, oppure: <<bella di nonna, lo sai che nonna ti vuole tanto bene?>>
 

(liberamente tratto da "Chi sono...?")




Madri e figlie

    Col crescere spesso le cose si rovesciano, specie tra madri e figlie. Non avete conosciuto madri che si spazientiscono e diventano insofferenti con le figlie? Situazioni in cui non c'è solo il consueto e fisiologico conflitto generazionale, che coinvolge entrambi i genitori, ma qualcosa in più, specifico di un malcelato scontro, in cui è più la madre che la figlia a fomentare il dissidio.

    E' un fenomeno poco noto ai più e perciò meritevole di essere portato alla luce, per promuovere una correzione di rotta da parte della madre. Infatti ad una certa età, quando la ragazza ha 15 - 17 anni, la madre comincia a risentire dell'inizio del declino fisico: la sua pelle non è più tesa come 20 anni prima, qualche capello grigio inizia a comparire, ecc e la signora - sia pure inconsciamente - percepisce la figlia come una rivale, che può scalzare la propria figura nei confronti di suo marito.

    Perciò si possono verificare dei contrasti coperti da mille scuse, che celano questo disagio. Sapendolo la madre potrebbe riflettere e moderare le proprie reazioni.

    Il fenomeno, se ci riflettiamo, è ben descritto - in forma esasperata - dalla favola di Biancaneve, in cui, per meglio giustificare le cose il personaggio adulto è impersonato da una matrigna, anziché dalla madre .

 




Corteggiatore o stalker?


        <<Ma chi è quel "moscone" che ti ronza attorno?>> chiede una ragazza all'amica.
        <<Niente ... è uno che ho conosciuto qualche giorno fa in discoteca ... ci siamo scambiati i numeri di cellulare ...>> risponde l'interpellata, con aria un po' vaga, ma con malcelato interesse.
        <<Dai, dimmi  ... ti ha baciata?>> insiste la prima.
        <<Un  ... bacetto ...>> fa l'altra, con aria preziosa, che stimola la curiosità, anziché distrarla.

        <<Ma chi è quel "moscone" che ti ronza attorno?>> chiede un'altra ragazza ad un'altra amica.
        <<Guarda: non ne posso più: è un cretino che mi hanno presentato e ora mi sta sempre appiccicato dietro, dovunque io vada. Lo voglio denunciare per stalking!>>

        I due tipi sono simili, anzi potrebbe essere lo stesso, che corteggia due ragazze diverse (magari in tempi e luoghi differenti). La differenza è solo che la prima ragazza prova interesse per lui, mentre la seconda no. Questo fa cambiare etichetta ai due casi: uno è un simpatico corteggiatore, l'altro è un noioso seccatore, o addirittura un stalker.


 


Nomi sempre più complessi e ricercati

    E' di dominio comune la percezione dei nuovi nomi usati per situazioni antiche:
   
    L'operaio non si chiama più così, ma "operatore".

    Recentemente ho scoperto che: il barista, o banchista, dopo essere diventato "barman", ora si chiama anche "bartender" e la cameriera d'albergo adesso si fa chiamare "addetta ai piani".

    La prostituta ora si chiama "escort", o p.r. (pubbliche relazioni, con buona opace di chi le svolge realmente).  escort
   

    I fumetti sono diventati "graphic novels".

    Lo spazzino, o immondezzaio divenne netturbino ed ora è "operatore ecologico".

    L'handicappato diventò "portatore di handicap" poi "disabile" ed ora si chiama "diversamente abile".

    Il barbone è "persona senza fissa dimora".

    Un disoccupato è ora "persona in cerca di occupazione".
    Una volta il negozio dei vini si chiamava "vinaio", ora "enoteca".  vinaio
   
    La persona che si occupa di lavare e stirare, un tempo chiamata "lavandaia" è ora "guardarobiera".

    L'allenatore o insegnante di ginnastica è "personal trainer"
    In un telefilm ho sentito che la donna delle pulizie, già ribattezzata da anni come "collaboratrice familiare = COLF", se dipendete di una ditta di pulizie, veniva chiamata "personale qualificato per interni".  colf

    In una trasmissione TV ho sentito che la persona che si occupa della cura delle unghie (manicure) viene ora chiamata "onicotecnica" e la maestra di canto: "vocal coach". Il negozio di parrucchiere può essere: "Coiffeur", "Hairdresser" e altro, mentre il barbiere si nobilita in "Acconciatore".

    Il vecchio bagnino è "assistente bagnante" :

Assistente bagnanti

   Probabilmente questi cambiamenti di denominazione rispondono spesso ad un'esigenza di maggior rispetto per le persone, le cui definizioni sono state spesso usate nel parlare comune con toni dispregiativi, come: <<ma che sei handicappato?>>, <<che termini! parli come una lavandaia!>>, <<guarda come ti sei ridotto, sembri un barbone!>>; sicché, adottando locuzioni più articolate, o nobilitate, si cerca di evitare che quei nomi divengano epiteti lapidari.
    Per altri casi sembra si tratti di nobilitare, con nomi  più appariscenti, attività e caratteristiche secolari.
    Tuttavia il susseguirsi frequente di cambi di etichette lascia alcuni disorientati e talora fa sorridere.


 
 
Paroloni
 
 
    Quante volte un medico ci ha detto chiaramente quello che avevamo? Spesso non ci capisce molto e allora si trincera dietro parole che sembrano una diagnosi, ma non significano nulla. Tipica è: "sindrome di NDD" = "malattia di Natura Da Determinare", oppure: "patologia di origine criptogenica" = "malattia di origine nascosta",  come dire: "non so che cosa lei abbia", ma espresso in una forma più elegante e meno degradante per il medico .
    Altre volte ci dicono delle cose che sembrano chi sa che e invece si capirebbero meglio usando il linguaggio di tutti i giorni, come:
    A molti medici (e non solo a loro, ma a tanti specialisti in varie discipline) forse sembrerebbe di essere ignoranti se parlassero come mangiano.
 
 


Prescrizioni e affari


    Siete mai stati in uno studio medico, una clinica o un laboratorio di analisi privati?
    Se ci andate per farvi fare dei controlli, ricordate che dall'altra parte ci sono persone che fanno un business del loro lavoro e spesso, una volta espletata la ricerca per cui vi siete recati lì, è probabile che vi suggeriscano di fare degli approfondimenti, mettendovi delle pulci nell'orecchio, in modo che voi facciate ulteriori esami e loro lavorino ancora (a spese vostre, o dello stato, se sono convenzionati).
    Voi potrete sentirvi indotti a proseguire nei controlli - non si sa mai! - e loro incassano.
    Attenti specialmente alle cliniche di lusso ed alle offerte speciali: una volta accompagnai un'amica in una clinica per un controllo radiografico, suggerito da un professore privato: il professore stesso l'aveva indirizzata alla clinica; una volta fatto il test, il medico preposto ne fece un altro, dicendo che il professore, a cui egli aveva telefonato, lo aveva suggerito, ma il prezzo (salato) lo pagò la mia amica!
    Un'altra volta andai a farmi 10 tests scontatissimi - pubblicizzati via web - presso uno studio privato. A conclusione mi diedero i referti, con la raccomandazione di eseguirne degli altri (che mi guardai dal fare): mi venne il sospetto che l'offerta speciale fosse uno specchietto per le allodole, per innescare ulteriori esborsi (non scontati).





Menù


    Simile alla situazione dei paroloni medici è quella dei nomi di pietanze, che i ristoratori spesso affibbiano a piatti relativamente normali, per nobilitarli e far pensare a leccornie sublimi e mai provate.
    Innanzi tutto spesso si usa il francese, per dare un tocco di esotismo, per cui la frittata diventa "omelette" e il brodo "consommé". Perfino in una mensa aziendale vidi il pollo chiamato "volaille".

menù

    Qualche esempio?

    Poi c'è chi vuole strafare e non si accontenta di lavorare sui nomi, ma cerca l'esotico vero, procurandosi materie prime da posti lontani quanto strani, come il cigno muto sineriano, il trancio di balena e simili.



Invenzioni ... ginniche


    Sempre in tema di nomi inventati per sfruttare un effetto pubblicitario e vendere l'attività, possiamo considerare i nomi di ginnastiche che continuamente affiorano sulle insegne delle palestre.
    Negli anni '50 si faceva semplicemente ginnastica o educazione fisica: si svolgeva prevalentemente a corpo libero o si usava qualche attrezzo, come il cavallo, l'asse di equilibrio, le parallele, la pertica, la fune, l'asticciola per il salto in alto e la buca per il salto in lungo e per il lancio del peso.
    Poi sono cominciate a spuntare forme alternative, come il "quadro svedese", che ebbe molta popolarità, ma, come si vede, è andato in disuso.

gimn

    Successivamente hanno inventato altre forme, come aerobica e step.
    Oggigiorno nessuno osa più offrire della ginnastica tout court: deve avere un nome più complesso, meglio se esotico; intanto, in generale si parla di "Fitness", o "Training". In dettaglio:  ginnastica dolce, posturale, formativa, ritmica, artistica, acrobatica, dimagrante, correttiva, acqua gimn, ecc. ecc. Poi : "Pilates", hata yoga, karate, jujitsu, kendo, e altre arti marziali, e tutte le altre invenzioni americaneggianti: "Body weight training", "L'HIIT = High intensity interval training", "Functional training", "Strenght training", "Zumba fitness", "RC = Raw Combatives", "Krav Maga", "GAG = Gambe, Addome e Glutei", "Gym Ball", "Hip Hop", "Kizomba", "Tone Up" e ... chi più ne ha più ne metta.
    Sono offerte ed impiegate attrezzature sempre più nuove, dinamiche, magari a scapito dell'assistenza umana di un istruttore.
    C'era una volta la "cyclette", che molti hanno anche a casa. Ora non più: occorre fare lo "spinning". E la pesistica? Si chiama "Body building".
    E che dire dell'esercizio più semplice, suggerito specialmente per anziani: la camminata: neanche quella è sfuggita alle grinfie dei markettari del settore: oggi, se uno cammina, non lo "può" fare più come l'uomo lo ha sempre fatto, ma farà "Nordic walking": si deve attrezzare con un paio di racchette: non perché debba arrampicarsi su pendii scoscesi, ma anche se passeggia in perfetta pianura. Un mio amico disse ad un istruttore (perché anche per camminare secondo loro ci vuole un istruttore) che avrebbe tirato fuori le sue racchette da sci: ORRORE! Le racchette per camminare devono essere diverse!
    E perfino per camminare hanno inventato l'attrezzo: il tapis roulant; esso può essere utile quando fa freddo o piove, ma usarlo sistematicamente invece di una camminata all'aria aperta?!  Molti credono che comprare attrezzature complicate e costose sostituisca e migliori l'esercizio fisico, l'impegno personale. E' un po' come demandare all'attrezzo ciò che non si vuol fare di persona.




Frasette di moda

    Ogni tanto si diffondono delle frasette che tendono a sostituire i modi di dire abituali, per esempio:

    "Non me ne può fregare di meno"

    "Piuttosto che..."

    "Assolutamente Si!"

    "Ma dai!"

    Nate da qualche tizio che voleva distinguersi dalla massa, o addirittura da modi di dire stranieri, hanno preso piede tra coloro che pensavano di mostrarsi altrettanto originali.
    A furia di ripeterle esse hanno perso originalità e guadagnato un carattere pappagallesco.
    Oltretutto la dizione "Piuttosto che..." è sgrammaticata, perché viene usata per significare "oppure", mentre significa "invece".

    Che ne dite di seppellire tali modi di dire?



Tapis roulant ... fermi


    Avrete certamente usato dei tapis roulant, che in italiano si chiamano "marciapiedi mobili": si trovano negli aeroporti, nei centri commerciali ed in tutte le strutture in cui ci sia molto da camminare. Sono simili a scale mobili, con la differenza che coprono distanze in piano, o in leggera pendenza. Sulle scale mobili in genere si sta fermi, specie se in salita, comprensibilmente per risparmiare fatica, ma se ci fate caso, anche sui tapis roulant la gente sta ferma; perché non cammina? Si è improvvisamente paralizzata? Oppure ha l'impressione che sarebbe un peccato muovere le gambe?
 

    A me ricorda un fenomeno più antico, manifestatosi già da prima della diffusione dei tapis roulant; quello dell'uso degli ascensori in discesa; anche lì la gente prende l'ascensore (che in tal caso dovrebbe chiamarsi "discensore") anche per scendere; sembra che sia un automatismo: <<dato che c'è lo uso>>. Poi magari sta uscendo per andare in palestra a praticare lo "step": un esercizio ginnico, per cui si paga per salire e scendere un gradino di plastica!






Che fai di ... bello?

        <<Che fai di bello domani?>> è una frase tipica, che si indirizza ad un amico. Ma perché "di bello"?  E se non fosse poi tanto bello?  Perché non dire semplicemente: << che fai domani?>>.
        La verità è che la locuzione "di bello" viene usata - più o meno inconsciamente - per sviare il sospetto che ci si voglia impicciare dei fatti altrui: la curiosità, in tal modo, verrebbe confinata a circostanze particolarmente interessanti, anziché assumere l'impronta dell'interrogatorio



 

Buon appetito

        Un altro modo di dire che spesso nasconde una motivazione diversa dall'apparente è: <<Buon appetito!>>.
       Se non si dice nettamente prima del pasto, come augurio a qualcuno che sta per andare a cena, ma si pronuncia nell'immediata vicinanza dell'inizio, oltre ad essere una violazione del Bon Ton, (come anche dire: <<Cin Cin>>, o: <<Piacere>>) assume un significato diverso, specie se detto dal padrone di casa, o persona più anziana, o autorevole della comitiva.
         Il succo è: <<Io  decido di iniziare a mangiare, ve lo avviso, perché lo facciate anche voi!>>. In altre parole: <<Dai, cominciamo!>>.

 


Antenne ... pericolose?

        Chi non ha notato gruppi di persone che protestano perché sono state messe, o si stanno mettendo delle antenne di stazioni ripetitrici per telefoni cellulari?

antenne cellulari

        Quelle antenne sono veramente pericolose, portatrici di tumori ed altre malattie fatali?
        Niente di tutto questo: la potenza emessa e la distanza dai potenziali danneggiati sono tali da non costituire alcun pericolo.
        I preoccupati dicono: << ma quelle emettono "radiazioni" ed io non voglio essere colpito dall' "elettrosmog", anche se gli esperti dicono che è basso>>
        Oggi siamo comunque immersi nelle radiazioni. Come potremmo ricevere i programmi radio e TV se le radiazioni elettromagnetiche non fossero presenti ovunque? In Italia ci sono più telefoni cellulari che abitanti, inclusi i neonati e tutti li usiamo continuamente. Quelli che temono le radiazioni non sanno che sono molto più forti quelle emesse dal cellulare che tengono attaccato all'orecchio di quelle delle antenne che li collegano al mondo. Tuttavia anche le radiazioni dei cellulari non creano danni, a meno che non se ne abusi, vivendo sempre col telefonino attaccato alla testa. Già tenendolo ad un centimetro di distanza dal corpo l'intensità crolla, perché è funzione del quadrato della distanza. Ciò significa che la sua influenza, passando da 1mm ad 1cm di distanza (10 volte di più) viene attenuata di 10 x 10 volte, diventando 100 volte minore!
            La paura quindi è di origine eminentemente psicologica: vedere quei tralicci davanti a casa propria o al proprio ufficio incute un certo timore, del tutto ingiustificato. Maggiore accortezza andrebbe magari usata nel distanziarci da fonti di elettrosmog meno evidenti, ma più potenti. Una lavatrice, per esempio ha una potenza assai maggiore e talora viene fatta funzionare tutte le sere (per motivi economici di tariffa elettrica a fasce orarie) mentre uno dorme con la testa vicina al muro divisorio col bagno, dove la lavatrice è posizionata.
             Recentemente ho avuto occasione di scoprire che questa paura viene abilmente sfruttata da ditte che vendono coperte e tende anti-elettrosmog a centinaia di Euro!
            Queste considerazioni non sono solo mie, che pure sono ingegnere elettronico, ma possono essere controllate sul sito web dei Carabinieri.




 


Spazzolini e dentifricio

        Quando mettiamo del dentifricio sullo spazzolino non siamo portati automaticamente a ricoprirlo interamente?
        Lo facciamo senza pensarci, probabilmente influenzati dalla pubblicità televisiva, che mostra sempre qualcuno che stende uno strato di dentifricio da un estremo all'altro della superficie dello spazzolino. Che lo facciano per un fatto estetico o per suggerire un impiego analogo ai telespettatori, onde incrementare i consumi, la verità è che per lavarsi i denti lo strumento più importante è lo spazzolino stesso, mentre il dentifricio ricopre un ruolo secondario. Lo lessi addirittura su un questionario di una nota casa del settore.
        D'altra parte basta guardare o usare uno spazzolino elettrico, per rendersi conto che fisicamente su esso può ospitare non più di un terzo del dentifricio che usualmente mettiamo su uno spazzolino manuale. Allora vuol dire che quella quantità è sufficiente.
      
spazzolini

  Infine, spesso e volentieri, mettendo tanto dentifricio, ci capita che esso finisca nel lavandino a gocce, senza nemmeno aver lavato i nostri denti.
        Perché non provare ad usarne meno? Risparmieremo soldi ed inquinamento, ottenendo lo stesso risultato.






Senso di colpa, consenso ed accuse
 
    Quante volte un'amica vi ha telefonato o incontrato raccontandovi una lite o un'azione da lei fatta nei confronti di qualcun altro?
     Spesso con concitazione vi ha delineato tutti i particolari dell'accaduto, sottolineando le proprie ragioni, con aria di essere nel giusto e ricercando conferma nella vostra approvazione. Contemporaneamente puntualizzava i torti dell'altra persona, con cui si era svolto l'episodio.
     A me è successo varie volte; ne ricordo un paio:
     Un parente di mia moglie mi volle raccontare che aveva rubato un paio di guanti da una spider, dicendo che se il proprietario li aveva lasciati lì, senza protezione, lui si sentiva in diritto di prenderseli.
     Una conoscente, che aveva invitato me ed altre signore ad una riunione di tipo yogico, esordì sorprendentemente raccontandoci come - pur essendo convivente con un uomo - aveva fatto l'amore con un altro.
     Non vi sembra che queste siano una sorta di confessioni pubbliche di scorrettezze, di cui il soggetto si vergogna e sente un senso di colpa, che cerca di sciogliere cercando il consenso altrui e addossando contemporaneamente dei torti a qualcun altro?
     Non avviene così anche quando c'è una crisi di coppia ed ognuno dei due tira fuori una sacco di difetti e colpe dell'altro, per guadagnare la stima altrui e scaricarsi la coscienza dai propri torti?
     Sono sempre rimasto perplesso sul rito della confessione religiosa per il fatto che generalmente, più che manifestare il nostro rammarico e pentimento, ci affrettiamo a giustificarci, dettagliando al confessore motivi e circostanze attenuanti per le nostre azioni.




Mi raccomando...!

    Chi non ha sentito e magari detto questa frasetta accorata, lapidaria e generica?

    Essa viene generalmente profferita da un genitore nei confronti di un figlio o figlia, che si sta allontanando, per andare fuori di casa, o peggio lontano dalla città di residenza.

    Sappiamo perfettamente che i figli non solo non terranno conto della raccomandazione, ma la riceveranno con un certo fastidio, quasi significasse un'intrusione nella loro vita e attività, una sorta di ombra genitoriale che aleggia su di loro e non li lascia liberi di esprimersi.

    In realtà questa frase non è altro che un'espressione che tenta istintivamente di alleggerire l'ansia del genitore nei confronti del figlio che non starà sotto la sua vigile tutela. Dicendola, il genitore si vuole illudere che il figlio starà più attento del solito, per sfuggire ai pericoli della vita.


 



Acqua minerale
 

    Perché in Italia beviamo acqua minerale? Siamo tra i primi al mondo per consumo di acqua minerale. Al ristorante non c'è modo di avere dell'acqua di rubinetto; quella minerale è diventata una specie di tassa occulta.
 

 
    Eppure l'acqua di tutti i nostri acquedotti è buona e controllata, come ripetutamente sostengono le associazioni dei consumatori.
    E' comprensibile che l'Arabia Saudita ci batta in questo, ma loro stanno nel deserto ed hanno un sacco di soldi; altri popoli che vivono nel deserto si contentano di bere acqua di pozzo e fanno chilometri per trovarla. Negli USA ( la nazione più ricca del mondo) l'acqua è generalmente di pozzo artesiano, di gusto cattivo, tanto che viene servita regolarmente ghiacciata per attenuarne il sapore, eppure al ristorante non solo te la danno gratis, senza neanche chiederla. ma la cameriera ti riempie il bicchiere appena l'hai consumato.
    Perché tanti di noi insistono nel bere acqua minerale (spesso neppure gasata, che sarebbe una scelta di gusto) ed a caricarsi pacchi di bottiglie dal supermercato a casa?
    Va beve se prescritta dal medico per qualche problema di salute, ma gli altri?

     Negli ultimi anni sono stati istituiti da alcuni Comuni dei chioschi, che distribuiscono acqua "trattata", gratis o a pochi centesimi a bottiglia.

un tipico chiosco per acqua

    Ho voluto approfondire la faccenda: vuoi vedere che ci danno dell'acqua superiore a prezzi stracciati? Mi sono informato presso i Comuni, le ASL,  gli istituti di analisi e le associazioni di consumatori. Risultato: si tratta di acqua normale dell'acquadotto: la stessa che ci arriva in casa, con la differenza che è refrigerata, filtrata e - per chi la vuole - gassata; il residuo fisso resta lo stesso.

scritta chiosco

Gli stessi comuni ammettono che l'iniziativa tende ad aspetti sociali: a ricostruire un punto d'incontro, quale esisteva quando la gente era costretta ad andare a prendere l'acqua alle fontane pubbliche, si conosceva e faceva due chiacchiere in attesa del proprio turno.
    La gente non lo sa e si illude di prendere acqua minerale a pochi centesimi, incollandosi casse di acqua, che potrebbe bere tranquillamente a casa dal rubinetto. Infatti, l'acqua dei chioschi è refrigerata: utile per chi la vuol bere subito, ma, se te ne porti a casa un cassa, il fresco passa presto. Se la vuoi filtrare, per togliere qualche granello di sabbia, ci sono i filtri per rubinetto, o i semplici rompigetto; se la vuoi gassata, ci sono le bustine effervescenti, o altri sistemi, che sono poi quelli usati nei chioschi, o dalle ditte di acqua imbottigliata che non sgorghi nauralmente effervescente.



 


Corruzione e psicologia
 

    Continuamente assistiamo a scoop di politici ed imprenditori corrotti e si sviluppano azioni della magistratura ed iniziative governative per arginare il fenomeno.
    Se lo analizziamo,  mi sembra che il meccanismo sia semplice: chi ha la possibilità di decidere un appalto a favore di Tizio o Caio, sembra senta il diritto psicologico di godere di un proprio vantaggio dato che offre un'opportunità di lavoro e guadagno.
    Il fenomeno non è confinato alle alte sfere degli appalti pubblici; se ci facciamo caso, chiunque dia la possibilità ad altri di godere di un vantaggio si sente in diritto di riscuotere qualcosa, sia pur minima. Non è il principio della "mancia": un meccanismo connaturato nell'animo umano, per cui il puro altruismo non esiste?
    Una mia conoscente ha dei figli grandi, che le fanno arrivare dei pacchetti di mercanzia ordinati via web, dando il suo indirizzo, perché loro non si trovano a casa nelle ore di passaggio del postino, o corriere. La signora - sia pure scherzosamente - dice loro che dovrebbe farsi dare un tanto a pacchetto per questo servizio (sottolineo: svolto per i propri figli!). Non sembra questa una manifestazione del principio istintivo sopra esposto?
    Di converso quando abbiamo bisogno di qualcosa non ci domandiamo spesso se conosciamo qualcuno nell'ambiente di interesse? Perché? Pensiamo che rivolgendoci a lui/lei potrà agevolarci nell'ottenimento della cosa desiderata, farcela avere più rapidamente, o con migliore cura. In altre parole abbiamo l'idea che altrimenti saremmo trascurati. Non è un principio "mafioso": quello per cui non esistono diritti, ma favori?
    Finché le mentalità sono così, che speranza c'è che il mondo migliori? Temo che non ci siano leggi o magistrati che tengano.



 


Cani e padroni
 

    Spesso l'immagine delle persone che portano a spasso un cane è quella di un tizio trascinato dall'animale a destra e sinistra, o fermato quando il cane decide di fare un po' di pipì qua e là. E' un'immagine non solo della vita quotidiana, ma anche uno stereotipo cinematografico.

    Se un bambino agisse come il cane, tirando  l'adulto qua e là e facendogli fare continuamente quel che vuole lui, cosa penserebbe la gente? Che quel bambino è un discolo maleducato; quel genitore non gli ha insegnato niente!

    Invece tanti proprietari di cani non si rendono conto di essere loro ad essere portati in giro dall'animale e non pensano che anche lui vada educato (o fatto educare da un addestratore). Eppure in TV si vedono sfilate di cani in concorso, che camminano compostamente a fianco (anzi alla sinistra) dei padroni senza tirare e che si fermano, senza bisogno di ordini, quando il padrone si ferma.




Impegni e tempo


    Avete fatto caso alle occupazioni delle persone? In linea teorica si penserebbe che ognuno svolga le stesse occupazioni nello stesso tempo e con importanza analoga. A ben pensarci, invece, non è affatto così.
    Io, per esempio, impiego meno tempo possibile nelle occupazioni casalinghe (sono solo e pensionato), perché preferisco interessarmi di lettura, scrittura ed altro; pulisco i pavimenti mediante un robot. Non stiro, salvo le camicie e solo in estate, quando esse non sono coperte da maglioni. Spesso anche le madri di famiglie numerose riducono al minimo certe occupazioni casalinghe, privilegiando magari il loro impegno con i figli.

stirare

    Viceversa la maggioranza delle persone stira assai di più; conosco donne, che hanno poco da fare, che stirano le lenzuola e molti anni fa conobbi due signorine che vivevano coi genitori, che stiravano perfino i pedalini.
    Comportamenti analoghi avvengono in ufficio: chi ha poco da fare si "inventa" i lavori (se non si occupa degli affari suoi) o gonfia i lavori che ha per riempire la giornata.
    Insomma sembra che gli impegni di ciascuno siano molto elastici e disponibili ad essere adattati al tempo disponibile. Questo getta una certa luce chiarificatrice sulla relatività degli impegni, insegnandoci che essi sono relativi alla situazione delle persone.



Abbronzatura e spalline

    Al mare - si sa - le donne manovrano continuamente le spalline dei loro costumi, per cercare di ottenere un'abbronzatura uniforme, senza strisce. C'è una logica in questo: loro desiderano esibire un decoltè senza segni chiari sulla pelle ramata.
    Se questo è normale per donne di venti, trenta, cinquanta anni, perché lo fanno anche signore di settanta o più? Avete presenti quelle anziane, con la pelle grinzosa ed i seni cadenti, che armeggiano con le loro spalline rigirandosi sui lettini?

anziana al sole

anziana al sole

Quali scollature dovranno esibire? Non si tratterà di un'abitudine ormai inutile?


Spot pubblicitari e volume

    Avete mai notato che il volume audio del vostro televisore ha bisogno di qualche aggiustamento, durante la visione?
    Ci sono dei momenti in cui il volume ci sembra troppo alto e chi ci sta accanto, o noi stessi ce ne sentiamo disturbati e lo abbassiamo, salvo poi a doverlo rialzare se successivamente la scena mostra una conversazione pacata, che non udiamo più confortevolmente.
    Spesso ciò è dovuto all'arrivo dell'interruzione pubblicitaria ed è un artificio voluto dai pubblicitari, inteso a stimolare l'attenzione dello spettatore: i tecnici degli spot impostano appositamente un volume sensibilmente maggiore, per scuotere e vivacizzare l'uditorio, rendendolo più attento ai prodotti reclamizzati.



99,99

    Gli americani ci hanno contagiato con tante abitudini e modi di fare. Tra questi c'è il vezzo di esprimere i prezzi con cifre di poco inferiori all'intero, tipo 9,95E, 19,99E, ecc. La logica di marketing si basa sul meccanismo percettivo per cui chi legge viene colpito sopratutto dalle cifre intere, trascurando i decimali, per cui se io leggo che una cosa costa 99,99E dovrei percepire che non costa 100E (come praticamente è), ma "solo" 99E, anzi, addirittura circa 90E.

    Per le prime volte la cosa può funzionare, ma poi i consumatori non sono così stupidi e può subentrare il fastidio di sentirsi presi in giro, di essere considerati degli allocchi e non credo che questo giovi al venditore. Può anche darsi che negli USA questo comportamento paghi (gli americani sono stati spesso etichettati come dei "bambinoni") e pensare che lì i prezzi sono sempre espressi al netto delle tasse locali, (che possono arrivare al 7%), per cui ai 99,99$ vanno aggiunti altri 7$ e l'acquirente, che poteva pensare di spendere una novantina di dollari, deve, invece, sborsarne 107!




Griffe

     Da alcuni decenni si è sviluppata la moda degli abiti firmati da grandi sarti. Inizialmente il loro marchio era eventualmente scritto in etichetta, all'interno del capo di abbigliamento, ma poi si è cominciato a stamparlo ben evidente all'esterno, magari sul petto o sulla schiena, e la gente l'ha gradito, evidentemente per far notare a tutti che si indossava un capo d'autore. Sicché il cliente si ritrova a pagare per pubblicizzare la griffe del suo fornitore (mentre i VIPs si fanno pagare bei soldi per fare da testimonial  e solo per uno spot dei prodotti pubblicizzati) !
     Non basta! Ammettiamo che il grande stilista disegnasse abiti molto belli, ma poi costui è diventato troppo vecchio per farlo, o è addirittura morto, ma una ditta col suo nome - magari una società per azioni - continua ad operare e vendere abiti col suo nome e la gente continua a comprarli a caro prezzo.
     Non basta ancora: visto che il marchio attira, perché non vendere con quel nome anche oggetti che nulla hanno a che fare con quello stilista? Un disegnatore di abiti per signora si ritrova così a firmare (forse dall'Aldilà): abiti da uomo, abbigliamento intimo, borse, scarpe, profumi, portafogli, cinture e qualsiasi altra cosa.
     Potenza della suggestione! Siamo arrivati anche al fatto che una marca di pneumatici lanci un francising di agenzie immobiliari, pur di sfruttare il suo marchio e che un bizzarro discendente dei padroni di una casa automobilistica cerchi di imbonirci degli occhiali da sole.




Profumi e profumieri

     A proposito di profumi, lo sapevate che le essenze dei profumi sono preparate solo da poche ditte al mondo? Esse le vendono all'ingrosso alle ditte di profumeria, le quali le mescolano i proporzioni varie con alcool, ci riempiono delle boccettine piccole, ma molto elaborate e le vendono coi loro marchi ben pubblicizzati o mutuati da altre attività, come sopra menzionato.
     I prodotti così ottenuti costano industrialmente una piccola frazione del prezzo al pubblico, ma parecchio in pubblicità. D'altra parte, qualcuno provò anche a venderli a meno, per battere la concorrenza, ma senza successo: i profumi ed altri prodotti di profumeria a basso prezzo non hanno credibilità presso il pubblico, il quale (in assenza di un altro criterio oggettivo) ritiene che più il prodotto costa, più deve essere valido! Questa convinzione è diffusissima in tutto il campo degli acquisti, sebbene le associazioni di consumatori  dimostrino continuamente che ciò generalmente non è vero.




Lotto e lotterie

    Quante lotte, manifestazioni, campagne elettorali sono state fatte in nome della perequazione, per una politica che distribuisca le risorse in maniera più equa, togliendo qualcosa ai ricchi per sollevare un po i poveri?
   Eppure si diffondono sempre più le estrazioni del lotto e le iniziative delle lotterie; lo Stato le moltiplica con successo, per raccogliere delle tasse non osteggiate da nessuno.

un biglietto della lotteria
un biglietto della lotteria

Ma tali meccanismi non operano esattamente al contrario dello spirito della perequazione? Una vincita si basa sul fatto che tante persone - spesso poco abbienti, ma speranzose - danno i loro soldi per arricchirne una sola  o poche altre. Oltretutto è probabile che chi si è arricchito col lavoro si sia impegnato e sacrificato per ottenere un benessere superiore, mentre il vincitore di una lotteria non ha fatto nulla di meritevole!
     Ma nessuno obietta  alla situazione, anzi più occasioni ci sono di giocare e più la gente ne approfitta.





SUV

    Da alcuni anni sono diventati di moda i SUV (Sport & Utility Vehicles); sono quei macchinoni alti, con grandi ruote ed altri accorgimenti (trazione integrale, blocco del differenziale, ecc) per guidare fuori strada. Di per se sono certamente utili per chi abita in campagna, in montagna ed altre situazioni difficili da gestire con una normale vettura.
    La singolarità della situazione è che ora ne sono piene le città! Possibile che tutti quei guidatori abbiano bisogno di macchine che possano andare fuori strada?  Spessissimo le vediamo guidate da signore che accompagnano a scuola i bambini.

un tipico SUV
un tipico SUV

  Possiamo capire che esse le usino per brevi tratti mentre i mariti vanno al lavoro con auto più compatte, ma che ci fa la famiglia con quei mezzi costosi, ingombranti ed avidi di carburante (con la loro altezza, che aumenta la resistenza all'aria) ?




    Soggettività delle situazioni

    A ben pensarci le situazioni e le nostre reazioni ad esse sono molto soggettive: ognuno si pone nei loro confronti in modo diverso e spesso contrastante.
    Ad esempio, è noto come chi ha una diversità fisica , come essere albino (cioè nascere coi capelli bianchi) o "roscio", oppure grasso, spesso ne soffre sentendosi "diverso" ed avendo difficoltà ad integrarsi nella società, che istintivamente lo allontana per quella sua diversità; la gente lo guarda con curiosità, lo irride, lo critica, lo allontana.
    Strano a dirsi ci sono alcuni che sarebbero "normali", ma fanno di tutto per mostrarsi diversi ed attirare la curiosità divertita della gente. Esempi ne sono i punk, gli emo, e tanti altri, che magari non rientrano in una categoria di moda.

Punk   Emo

   
    La situazione che per alcuni sembra una sventura, per altri è un pregio, anzi la ricercano e ci spendono per ottenerla.
  Analoghe considerazioni si possono fare per tanti altri ambiti e situazioni, come quelle di pericolo o di fatica, come: dormire in tenda, maneggiare pesi, scontrarsi fisicamente con altri, camminare, trovarsi in un naufragio: la maggior parte di noi cerca di evitarle, ma c'è chi le ricerca con passione e addirittura spende per attuarle.  Una situazione estrema è quella della violenza fisica: se uno ci dà uno schiaffo, o ci ingiuria, siamo pronti a querelarlo e farci risarcire del "danno" subito; invece c'è chi paga per partecipare a degli incontri sado-maso, in cui sarà percosso, insultato ed umiliato!


    Simili situazioni sono sviluppate e commentate nel libro gratuito "Conversazioni con l'IO".



    I consumi energetici

    Chi non ha sentito la mamma, il papà, o la moglie dire: <<Che ci fa quella luce accesa?  Non sprecare l'energia elettrica!>>.
    Poi, magari la stessa mamma mette a fare la lavatrice con solo 2 kg di biancheria, anziché aspettare di riempirla!
    La lampada accesa si vede bene e dà l'impressione del consumo, mentre la lavatrice passa inosservata.
    Peccato che una lampadina media ad incandescenza consumi 60W e, con le lampade attuali a basso consumo: circa 10W, mentre la lavatrice consuma, mediamente circa 1000W, cioè CENTO volte di più!


        Disastri e vittime


       Periodicamente ci accade di sentire nei Telegiornali o leggere sui quotidiani di qualche disastro aereo. Nel marzo 2015, per esempio un aereo tedesco è precipitato sulle montagne francesi causando 150 morti. 

aereo German Wings

        Non solo la notizia ha catturato le prime pagine di tutto il mondo - questo è comprensibile, dato l'appetito dei giornalisti - Ma i primi ministri di tutti i paesi coinvolti si sono mobilitati e riuniti per interessarsi dell'accaduto.
       Qualcosa di simile accade in occasione di attentati, anche se la causa è ben diversa.

       Una semplice e rapida ricerca via web, ci fornisce le seguenti cifre medie mondiali:

        Che ne dite? 
 Le cause enormemente più gravi di morte passano sotto silenzio, sia nei media, sia nell'interessamento dei governanti.
 Molti hanno paura di volare, sebbene ciò provochi 1.000 volte meno morti del quotidiano traffico stradale.
 Ci si preoccupa (giustamente) della droga, ma non dell'alcool, che miete oltre 10 volte più vittime, o del fumo che ne fa più di 20 volte tante.





        Intolleranze


        Pensiamoci un po': 
  • Se ci piace il silenzio e la tranquillità, vorremmo che tutti la pensassero come noi e troviamo maleducati quelli che fanno chiasso e si comportano molto espansivamente (pensiamo alla coppia comica "Ale e Franz"). Viceversa se siamo esuberanti e chiassosi giudichiamo musoni quelli che non lo sono.
  • Se siamo tradizionalisti e gradiamo una vita regolata con un impiego fisso ed una famiglia del "Mulino bianco" guardiamo con sospetto gli artisti, i vagabondi e quelli che cambiano continuamente lavoro, città, amicizie, ecc.

    Imperfection is beauty

  • Se siamo "moralisti" non ammettiamo chi passa da una compagnia ad un'altra, non si sposa, fa figli a destra e a manca, ne tanto meno chi ha interessi omosessuali; al contrario, se siamo anticonformisti, guardiamo con disprezzo i moralisti "bacchettoni".
  • Molti vegetariani parlano male dei carnivori, o addirittura gettano uova sulle pellicce di chi le porta, mentre gli onnivori spesso irridono ai vegani e li liquidano come degli insensati che soffriranno per delle insufficienze alimentari.
  • Molti "religiosi" compiangono chi non lo è e magari cercano di convertirlo "per il suo bene". Addirittura sappiamo bene che certi "religiosi" di una data fede combattono ed uccidono i fedeli diversi: per loro è meglio un ateo che un credente di altra religione, ancorché in fondo creda nell'unico Dio!
  • Chi si veste o agghinda in modo diverso dalla massa è sempre guardato con perplessità, se non con disprezzo o disgusto. Ricordo che verso il 1950, camminando insieme ad un mio zio, lui vide una donna in pantaloni (allora una rarità) e mi disse: <<quando vedi una donna in pantaloni, non ti viene la voglia di darle una sculacciata?!>>. E quando uscirono le minigonne? Non sembrò una rivoluzione?
    Addirittura quando avevo una decina d'anni mia madre mi vestiva coi pantaloni alla zuava e rifiutò di comprarmi quelli normali, con le gambe dritte: non ho mai capito perché!
    Se poi pensiamo ai naturisti, la faccenda sfocia nell'intolleranza morale.
    Sempre fino agli anni '50 le donne non si truccavano: mia madre e le mie zie non conoscevano il Rimmel, il fondo tinta, la depilazione, ecc.
    Gli unici trucchi diffusi erano il rossetto, lo smalto per le unghie ed eventualmente un po' di talco sul naso lucido. Chi si truccava in modo più completo veniva additato come una "poco di buono"; la stessa cosa valeva per le donne che fumavano: "prostitute"!
    Oggi si vendono set di trucchi per bambine di 10 anni e le donne fumano più degli uomini, nonostante le campagne, gli avvertimenti e le limitazioni contro il fumo.
  • Tutti i genitori vorrebbero che i loro figli studiassero con profitto, fino a raggiungere il massimo dell'istruzione, nella speranza che possano poi avere un buon lavoro. Purtroppo non tutti i figli sono studiosi, almeno secondo gli attuali programmi scolastici, sicché alcuni non si applicano, marinano la scuola, vengono bocciati, o addirittura rifiutano di studiare, preferendo un mestiere: apriti cielo! I genitori e parenti si strappano i capelli, disperati per il tragico futuro che attende il "figliol prodigo". Dimenticano che ognuno è fatto a modo suo e, sopratutto, che un idraulico spesso guadagna meglio ed è più ricercato di un professore.
  • Infine è ben nota l'intransigenza rappresentata dal razzismo: intolleranza più o meno esplicita nei confronti non solo di chi ha un diverso colore della pelle, ma di tutti gli stranieri, quelli che hanno qualcosa di diverso da noi, perfino solo la lingua, il dialetto o la nazione.
        Questi sono solo degli esempi; ci sono tante altre forme di intolleranza, che evito di esporre per non annoiare.
        Siamo un po' tutti vittime di qualche forma di intolleranza. Siamo fatti a modo nostro e vorremmo che il mondo si comportasse in accordo col nostro modo di essere e di pensare, con le nostre abitudini e gusti. La conformità con il nostro carattere ci assicurerebbe maggior comfort e non cogliamo il fatto che siamo incarnati per imparare, sperimentare, evolvere, maturare noi stessi.
      Siccome cambiare noi stessi è impegnativo, pretendiamo di cambiare gli altri, in modo che si adattino ai nostri gusti e così perdiamo l'occasione per maturare, e rendiamo, oltretutto,  la vita più difficile a tutti.
         Il comico è che per giustificare le nostre intolleranze usiamo argomenti razionali che poi tanto logici non sono:
       Pensiamo ai "capelloni" del '68: molti conservatori dicevano che non andavano bene, perché i capelli lunghi erano anti-igienici, ma dimenticavano che per le donne nessuno aveva da obiettare.


    Idealità e realtà


    Spesso ci troviamo a menzionare delle condizioni che sarebbero affascinanti, se non ideali,  come ad esempio:

  • i gitani: popolo pittoresco quanto misterioso, capace di riti, magie e divinazione del futuro, amico di cavalli liberi come quel popolo
  • gli artisti: gente fantasiosa e ricca di cultura e poesia, distaccata dal denaro e dalle convenzioni sociali, bohemiens
  • i nobili: membri di una società ricca di tradizioni, lussi e feste
  • gli avventurieri, legionari e navigatori, senza fissa dimora, che corrono nel mondo vivendo mille esperienze
  • gli agenti segreti, misteriosi e fascinosi cugini di James Bond, che combattono i "cattivi" avversari

007
007

    Se poi mettiamo da parte i sogni e ci concentriamo sulla concretezza, chi gradireste che vostra figlia sposasse? Probabilmente ognuna di queste categorie si connoterebbe con immagini assai meno letterarie:
  • il gitano ci apparirebbe come uno zingaro di assai dubbia onestà
  • l'artista: un morto di fame
  • il nobile sarebbe il migliore, purché non troppo decaduto e non troppo con la puzza sotto al naso
  • l'avventuriero uno da cui stare ben alla larga
  • l'agente segreto uno che non ce le racconta giusta (chi sa che fa veramente?), oppure che ci farà stare sempre col patema d'animo


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    Individualità e collettività

   
    Se ci pensiamo, i fatti relativi ad una o poche persone sono trattati in modo assai diverso rispetto a quelli che coinvolgono tutti. Un esempio di ciò può essere il jet-lag : quel complesso di piccoli disturbi che può colpire chi cambia fuso orario.
    Se è il singolo viaggiatore o addirittura la categoria dei professionisti del volo: piloti, hostess, viaggiatori di professione, non se ne parla; loro possono cambiare orario di 3-4 ore, anche 6-9 ore ogni settimana, ma la faccenda passa sotto silenzio; è regolare; magari si suggerisce loro di prendere una pillola di melatonina e buonanotte.

una hostess
una hostess

    Quando, invece, due volte l'anno, c'è il cambio di una sola ora da solare a legale o viceversa, apriti cielo: tutti i TG si premurano di intervistare medici e specialisti per sapere quali conseguenze ne verranno e quali ripercussioni ci saranno sul Servizio Sanitario Nazionale!



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Uguaglianza ... apparente

     Gli esseri umani sono tutti uguali?  Come si concilia questo principio, ormai acquisito dalla cultura moderna, con il fatto che siamo tutti in evoluzione?
      A causa dell'aspetto adulto delle persone, ci aspettiamo che tutti si comportino come se fossero allo stesso livello evolutivo, con pari diritti e doveri. In altre parole consideriamo le persone solo in base alla loro crescita corporea, trascurando completamente quella mentale e spirituale, che sono quelle più importanti.
     Nella pratica sembra di notare una discrasia tra la teoria della rigorosa uguaglianza e la pratica del "lasciar correre", per cui, quando capita che qualcuno faccia qualcosa di scorretto, da un lato lo critichiamo, riferendoci alle norme sociali, poi dall'altro lasciamo andare, molto per pigrizia e timore di discussioni, un po' forse anche per l'intuizione inconscia della disparità evolutiva tra le persone.
      Probabilmente occorre una puntuale fermezza nel manifestare dissenso nei confronti di chi non rispetta le regole del vivere civile. Questo tema è sviluppato in forma colloquiale nel testo gratuito "Uguaglianza".



Togliersi il pensiero

    Quando abbiamo da fare qualcosa che esuli dal tran-tran quotidiano, che svolgiamo quasi automaticamente per abitudine, spesso cerchiamo di ricordare tale impegno; in genere cerchiamo di fissarcelo in mente ripetendocelo o dicendolo agli altri, comprendendo inconsciamente che questa ripetizione fisserà nella nostra memoria l'impegno; in passato c'era chi si faceva un nodo al fazzoletto per ricordare qualcosa da fare, ma ora i fazzoletti di stoffa si usano raramente, essendo stati sostituiti dai più comodi ed igienici fazzoletti di carta.
       Poi, nel passato gli impegni straordinari probabilmente erano pochi, mentre oggi si sono moltiplicati.
       Quanti litigi sono sorti tra coniugi perché uno dei due aveva dimenticato un impegno, come andare a prendere i bambini a scuola al posto dell'altro, o per non aver pagato una bolletta?
       Una soluzione a questo problema è spesso quella di svolgere al più presto l'incombenza straordinaria, "così mi tolgo il pensiero", ma non sempre ciò si può fare subito e spesso per farlo al più presto si sacrifica qualcosa, come l'economia, o il tempo: se debbo comprare qualcosa e mi voglio togliere il pensiero, è probabile che la compri dal primo negozio che incontro, magari spendendo più del necessario; se debbo andare in un posto lontano, magari ci vado subito, invece di combinare il viaggio con altri impegni successivi, spendendo più tempo e carburante del necessario.
       Come risolvere il problema?  I professionisti impegnati hanno una segretaria, che gestisce i loro appuntamenti ed attività; altri usavano appositi strumenti di programmazione, come un'agenda-planner, oppure c'erano dei piccoli computer che svolgevano la stessa funzione, in modo digitale. Ora ci sono molte applicazioni per PC o smartphone.
        In genere sono facili da impostare, ma non altrettanto rapide e semplici da modificare. La modifica è importante, perché molti impegni possono e spesso debbono essere spostati o modificati.
         Io ho trovato un modo semplice, economico e rapido per affrontare il problema: uso un file di videoscrittura (come "word"), in cui scrivo le cose da fare durante i prossimi giorni ed eventualmente mesi ed anni. La scrittura è fatto in modo libero e sequenziale, come nell'esempio sotto riportato, immettendo personalmente le date e gli impegni.Ci posso mettere anche la lista della spesa.

esempio : brano di agenda
esempio: brano di Agenda (fatta su Libre Office Writer)

            Le date lontane (come la scadenza di tasse) sono pure immesse se necessario e saranno, col tempo circondate dai giorni precedenti e successivi. Se non riesco a fare delle cose e posso rimandarle, le sposto col "taglia" e "incolla" a nuova data; questo sarebbe generalmente più laborioso da fare su applicazioni più strutturate.

             Il file di questa agenda lo aggiorno ogni mattina sul mio PC di casa, per una digitazione più agevole rispetto a quanto potrei fare sul mio smartphone, poi ne stampo solo gli impegni del giorno, più, eventualmente quelli dell'indomani; preferibilmente salvo il file su un "cloud", cioè su un server gratuito in rete; così, oltre che leggere il foglietto stampato che mi porto appresso quel giorno, posso eventualmente leggere tutto il file, compresi impegni remoti, da smartphone, collegandomi  (automaticamente) al cloud server; questa precauzione è utile anche a preservare i dati, in caso di danno o virus al mio PC. Avere un foglietto con gli impegni, mi agevola molto anche la cancellazione (a penna) dei compiti svolti e, sopratutto, l'annotazione di nuovi probabili impegni; questo sarebbe assai più laborioso da fare sullo smartphone. I nuovi impegni confluiranno probabilmente nell'aggiornamento del file sul PC il mattino dopo.


Miti sul sesso

             Esistono dei miti sul sesso, riguardanti le dimensioni, sia maschili che femminili:

    Il seno più grande:

    Negli anni cinquanta e seguenti scoppiò la moda del seno grande e si esaltavano le “maggiorate fisiche”. Si intendeva che più grande fosse il seno, maggiore era l’attrattiva della donna. Anita Ekberg ne fu una delle portabandiera, promossa da Federico Fellini, che sembra fosse fissato su questo tema, sebbene avesse sposato una donnina normale. Del resto la motivazione istintiva di questa attrattiva è spiegata sopra, nel paragrafo Attrattiva ed istinto.

Anita

    In realtà il seno molto grande non è l’ideale, dato che esso pesa parecchio e perciò, con l’età, tende a scendere, con effetto poco estetico. Tuttavia la fantasia maschile tende a mitizzarlo.



    Il pene più grande:

    Il pene fuori misura è sempre stato un problema di tutti i maschi, specie nell’adolescenza, quando ognuno cerca di confrontare il proprio con quello altrui.

    Come per i maschi, sembra che anche la fantasia femminile mitizzi le dimensioni del pene, sebbene un pene più lungo o più grosso del normale possa causare alla donna dei problemi. Un noto adagio, infatti recita:

 <<né lungo che sfondi, né grosso che otturi, ma duro … che duri!>>

    Un altro mito in proposito è quello secondo cui i neri lo avrebbero più grande dei bianchi.

    Sembra, invece che la differenza sia nell’elasticità: i bianchi ce l’hanno più piccolo a riposo, mentre nei neri l’erezione non cambia molto la dimensione. Poiché normalmente gli uomini si vedono nudi negli spogliatoi, dove difficilmente sono eccitati, un bianco, vedendo il nero col pene più lungo a riposo, immagina che in erezione diventi grande in proporzione.

    Studi Scientifici hanno dimostrato che la lunghezza media del pene è uguale nel mondo, indipendente dalla nazionalità, razza, altezza, eccetera dell’uomo e va dai 9 ai 13 cm, in erezione. Profondità simile ha la vagina, cosa che sembra logica, dato che si devono adattare reciprocamente. Questo demolisce anche un altro mito: quello della "legge delle due dita", secondo cui uomini alti hanno il pene più corto degli uomini bassi.

alto basso

    Sembra chiaro che tale mito sia il risultato di un inganno ottico, dato che vedendo accanto due uomini nudi: un alto ed uno basso, a parità di lunghezza, sembrerà che quello basso lo abbia, in proporzione, più lungo.




I fiori in camera

        Chi non ha sentito dire che i fiori non vanno tenuti in camera da letto, specie di notte?  

       Che ragione ci sarebbe?  Quelli che lo dicono sostengono che i fiori toglierebbero l'ossigeno a chi dorme, o peggio sta poco bene. Scientificamente è vero che le piante respirano: emettono ossigeno di giorno e un po' di anidride carbonica di notte, ma la quantità di anidride carbonica prodotta da una pianta o da un vaso di fiori è irrisoria. Allora che dire di chi dorme in due o più in una camera? Altro che fiori! Eppure non muore nessuno!

       Neppure si può dire che il profumo dei fiori possa disturbare chi sta in camera, dato che - salvo rare eccezioni - i fiori che si regalano hanno profumi assai modesti.




Mode esotiche

       Ogni tanto emergono delle mode esotiche, sopratutto di carattere salutistico, che si diffondono con sorprendente velocità ed ampiezza:

       Alcuni decenni fa uscì la "novità" della clorofilla: sembrava che essa fosse un toccasana per tutto; si vendevano dentifrici ed altri prodotti alla clorofilla e perfino i camici dei chirurghi erano diventati verdi !

     Recentemente sono comparse la "bacche di Goji", che venivano reclamizzate come provvidenziali portatrici di sostanze preziose himalayane.

     E le lampade di sale (anch'esse himalayane): che vi hanno dato?  Dovrebbero produrre ioni purificatori, ma non esiste prova scientifica di quanto sostenuto.

    Con le lampade, si vende anche il sale rosa "himalayano", che costa molto di più del nostro sale marino integrale, ma non ha niente di preferibile (e non è neppure himalayano).

    C'è da chiedersi: queste mode sono solo dovute al fascino dell'esotico, o ad una ben orchestrata manovra per affibbiarci del ciarpame a caro prezzo?



La materia vince ancora!


        Se ci riflettiamo, noteremo che gli oggetti materiali sembrano avere la meglio sui servizi ed i pareri.

       Se andiamo da medico e ci suggerisce un comportamento salutare, ce ne usciamo un po' delusi, mentre se ci prescrive dei medicinali, o almeno degli integratori, ci sentiamo più soddisfatti; addirittura in USA i medici consegnano direttamente al paziente i medicinali prescritti.

         Similmente, se ci rivolgiamo ad un manutentore e ci risolve il problema con un consiglio, egli stesso spesso non ci fa pagare nulla, mentre, se ci cambia un pezzo del nostro apparato,paghiamo e come! Anzi più l'apparato ed il pezzo sono costosi e più pagheremo anche per la mano d'opera, come già illustrato sopra.

         Regalare un libro tradizionale dà più soddisfazione che inviare un file di e-book: sembra di consegnare qualcosa di tangibile e non solo informazione (che pure è la via del futuro).

       Perfino le banche e le società assicuratrici, più o meno consciamente, battezzano i loro servizi come "prodotti" (cosa che è una distorsione della classificazione economica)

        Un mio amico, che offre consigli psicologici e spirituali, a fine consulto regala dei libri; sicchè la persona che si rivolge a lui è meglio propensa a fargli una donazione, dato che, oltre ai consigli, riceve qualcosa di "tangibile".






Ordine e Pulizia

      
          Ormai è noto come molte donne siano ossessionate dall'ordine e la pulizia delle propria casa: ogni cosa deve stare al suo posto (definito dalla padrona) e tutto deve essere perfettamente pulito, anche se ciò comporta un'incubo per gli altri componenti della famiglia. Essi si devono cambiare quando entrano in casa, e, per raggiungere le pantofole, devono camminare sulle pattine; non si devono sedere sul letto, nè sul divano, perchè se no essi si scompongono ed i cuscini si ammaccano e lei deve star sempre a rigonfiarli.
           Il salotto è riservato ai visitatori: guai ad usarlo per la famiglia! Se uno va in cucina e beve un bicchier d'acqua deve asciugare il lavabo con l'apposita pezzetta e lo stesso vale per il bagno. E così via; insomma lo splendore della casa sembra più importante della comodità dei suoi abitanti.
        Tutto per far bella figura con un eventuale, quanto improbabile, visitatore. Questa frequente situazione è stata ben illustrata da Enrico Brignano nel suo celebre monologo "Non sia mai viene qualcuno".

Brignano
          
          Ma i problemi non finiscono quì: l'ossessione si estende all'abbigliamento dei familiari, perchè essi non sono liberi di vestirsi come pare a loro; la padrona di casa ha da ridire anche su quello. Se non la convince il modo come figli e marito si sono abbigliati, pretende che si cambino, dicendo <<che figura mi fate fare?  la gente penserà: "guarda come li manda in giro!">>
      
          Insomma la padrona di casa, specie se solo casalinga, senza attività esterne, sembra annettere all'aspetto della casa e dei suoi familiari il valore della propria persona.



Igiene ... relativa



          Ancora in tema di pulizia, assistiamo quotidianamente a pubblicità che ci incitano a lavare e disinfettare tutto, dal pavimento ai piatti, ai panni e le mani.
         Certamente l'igiene è importante, ma è anche vero che l'organismo produce da se anticorpi che lo difendono ed una sterilizzazione esasperata potrebbe essere anche controproducente, in omaggio al proverbio <<quello che non ammazza, ingrassa>>, cioè, ciò che non ci fa rischiare troppo ci irrobustisce contro gli attacchi di ogni genere.
         I microbi non sono dei nemici assoluti, anzi molti di essi ci sono necessari, specie per la digestione, tanto che senza di essi non potremmo svolgere la digestione e moriremmo; dopo un eventuale trattamento antibiotico (che li distrugge) dobbiamo assumerli. Nel corpo umano albergano felicemente trilioni di microbi, di oltre 10.000 specie diverse; essi, sebbene siano minuscoli, tanto da essere invisibili, assommano ad un peso stimato nel 3% del corpo umano; ciò significa che se un corpo pesa 70 kg contiene circa 2kg di batteri!
          Solo in bocca ne abbiamo qualcosa come 700 tipi diversi e con un bacio sexi ce ne scambiamo 80 milioni!

          Nei paesi occidentali siamo abituati a non tollerare formiche e scarafaggi in casa e, se compaiono, ci precipitiamo a mettere insetticidi e trappole per eliminarli. Molti decenni fa ebbi occasione di stare  in Tailandia per vari mesi; la prima volta avevo pernottato in un albergo a 5 stelle e rimasi allibito nel vedere che in camera c'era un geco; protestai scandalizzato con la direzione; il direttore si mise a ridere! Successivamente, dovendo soggiornare a lungo, presi un appartamento in affitto e mi resi conto che, in quell'ambiente e clima, i gechi sono di casa e non ci se ne può sbarazzare, ma tutti ci convivono.
          E che dire degli animali domestici? Essi non solo hanno un bel po' di microbi per conto loro, ma camminano "scalzi" nei giardini e nelle strade e poi, magari li lasciamo salire sul divano e ... dentro al nostro letto!

          Gli stessi alimenti possono essere fonte di microrganismi. Lavare l'insalata, le ciliege o l'uva non ne distrugge certamente i microbi.
       Salami, prosciutti, formaggi non stanno, semiaffettati, per giorni all'aperto sugli scaffali? La legge prescrive che gli addetti alle vendite indossino guanti e cappelli, sia per non contaminare i cibi, che per evitare che vi cadano capelli e forfora; ma nella realtà queste disposizioni sono disattese, o ridotte a pura formalità, dato che anche i commessi più ligi maneggiano con quegli stessi guanti qualsiasi altra cosa, come coltelli, carta da involgere (che è stata immagazzinata e maneggiata chi sa come), tasti della bilancia e perfino soldi; quanto ai berretti, che dovrebbero contenere i capelli, quante ragazze avete visto col berretto da baseball e la coda di cavallo che esce dal buco posteriore e sventola a destra e manca?


esempi di berretto inutile

       Usualmente si ritiene che le escrezioni siano una delle cose più antigieniche e pericolose per la salute; perciò si raccomanda di lavarsi le mani dopo essere stati al bagno e si evita in ogni modo di toccare feci ed urina. Gli indiani, per esempio, che mangiano con le mani, prendono il cibo esclusivamente con la destra, mentre con la sinistra si puliscono o lavano le parti intime.

      D'altra parte esistono pratiche che sembrano andare in senso opposto, annullando tutte queste precauzioni e prevenzioni, anzi esagerando in senso opposto, tanto da generare spesso disgusto.Alcuni esempi:

  • Urofagia , urofilia, pissing, urinoterapia: è una medicina alternativa, che consiste nell'uso dell'urina per bagni, impacchi e addirittura nel bere l'urina ! Si! molti non ci crederanno, ma è proprio così! Si può bere la propria o anche quella altrui: generalmente quelladel proprio partner , Scoprii questa pratica leggendo un libro: "La terapia del soffio" scritto da un signore che avevo incontrato ad una conferenza.Il libro descrive fondamentalmente la terapia del soffio, che consiste nel soffiare ripetutamente ed a lungo sulla parte malata di una persona. Nella seconda parte del libro si descrive anche l'urinoterapia. Poi ho scoperto che questa terapia è antichissima e risale alla tradizione indù e greco-romana.
  • Coprofagia, o coprofilia: mangiare le feci. E' una pratica diffusa negli animali, inclusi alcuni domestici, come i cani ed i criceti; come è noto e basilare in alcuni insetti. Essa esiste anche nell'ambito umano. Quando ero molto giovane, andai in vacanza con una zia, sulle Alpi della Svizzera italiana, dove lei era stata da bambina. Mentre passeggiavamo per i prati, vedemmo delle cacche di mucca e mia zia ricordò e miraccontò che, da bambina, aveva visto una sua coetanea raccogliere della cacca secca per mangiarla; sorpresa, espresse il suo disgusto all'amica, che le rispose: <<la merda secca è buonissima!>>.
  • Sesso orale, spermofagia: è una nota serie di atti in cui, lungi dal tenersi lontani da parti e secrezioni intime, le si tratta assai da vicino. Anche se uno si lava bene in vista di tali rapporti, eliminerà odori fastidiosi, ma non certo i germi, che muoiono solo dopo esposizione almeno 70° C. 

        Chi avrà ragione?




Tra moglie e marito


    Dice un noto proverbio: <<Tra moglie e marito non mettere il dito>>. Sembra una precauzione specifica, riservata all'intimità che ci dovrebbe essere tra i coniugi. Purtroppo accade spesso che altri non la rispettino, specialmente i genitori di uno, o entrambi i coniugi, che non vogliono capire che loro non c'entrano con la coppia, sia  se disapprovino quel matrimonio, sia se - invece - credono di poterlo migliorare "aiutando i giovani" con la loro presenza continua. Sembra che circa un terzo delle separazioni sia causata dall'ingerenza dei suoceri!

    In realtà questa vera e propria legge va applicata a tutti. Infatti, a prescindere dal rapporto che c'è tra due persone qualsiasi, tale rapporto è costituito non solo dal dialogo esplicito che chiunque può ascoltare, ma da una serie di fatti, che riguarda solo quei due e di cui essi stessi talvolta non sono pienamente coscienti, ma che influiscono spesso profondamente sul loro rapporto:

  • cose dette quando gli altri non erano presenti
  • cose sapute da uno dei due e che non ha detto all'altro
  • messaggi non verbali, come atteggiamenti del corpo
  • promesse non mantenute
  • eredità di relazioni avute tra i due in una o più vite precedenti e di cui essi possono non essere neppure coscienti

    Tutte queste cose non possono e non devono riguardare una terza persona, la quale, non deve interferire, nè dare ragione all'uno o all'altro.

    Perciò :

  • un figlio non può interferire nei rapporti tra genitori
  • un genitore non può interferire nei rapporti tra un figlio e l'altro genitore, ma solo cercare di concordare - in assenza dei figli - una linea di condotta comune, ammettendo che ognuno dei genitori ha il diritto e dovere di comportarsi secondo il proprio carattere e la propria formazione
  • un genitore non può interferire nei rapporti tra i suoi stessi figli, ma solo raccomandare loro di trattarsi bene in generale
  • un nonno non può interferire nei rapporti tra genitori e tra essi ed i loro figli, ma solo cercare di promuovere buone relazioni e deve rispettare la linea educativa che i genitori hanno dovere e diritto legale di applicare
  • un amico non può impicciarsi dei rapporti tra altri due suoi amici
  • ecc. ecc


Amore e gelosia


    Nella pratica quotidiana, siamo abituati  a considerare la gelosia come parte dell'amore e l'esclusività come uso comune nelle coppie .
   Il rapporto monogamico è normale in occidente e probabilmente ideale, nel senso - che quando saremo abbastanza evoluti - il rapporto migliore sarà quello monogamico, in cui due entità si fondono completamente, per costituirne una sola. Gli arabi - e non solo - sembrano più realistici ed accettano tranquillamente la poligamia ed in certi casi anche la poliandria (una donna che sta con più uomini).

    La persona (occidentale) che scopre, o sospetta che il proprio partner possa essere interessato ad altri, generalmente si agita, fa scenate, o addirittura scaccia l'altro di casa. L'atteggiamento è basato, più o meno consciamente, sulla "pretesa" di essere amati e di esserlo in esclusiva.

    Evidentemente, travolti dall'istinto, non riflettiamo ai seguenti fatti, pur noti ed accettati teoricamente da tutti:

          a) al cuore non si comanda: uno non può decidere razionalmente se amare o meno una persona

          b) l'amore non si divide ma si moltiplica: noi amiamo sempre varie persone, senza togliere nulla alle altre, basti pensare ai figli

         c) l'amore non si può pretendere, ma solo conquistare: la pretesa di essere amati, sulla base del contratto matrimoniale, o di una promessa, è contro producente; per essere amati occorre essere attraenti, seducenti, non pretenziosi ed appiccicosi. 

    Questo non vuole essere un incitamento al tradimento, che è sempre una cosa da evitare, anche se è fatta per non comunicare al partner un avvenimento che si sa non accettabile.



OGM


    Come ben sappiamo e specialmente tra le persone che si interessano di evoluzione circola una sorta di repulsione per gli alimenti OGM (Organismi Geneticamente Modificati). Essi sono stati modificati in laboratorio per resistere meglio ai parassiti, alle malattie, per ottenere una maggior resa produttiva, o latri motivi simili.

    Dato che la genetica è una scienza nuova, sembrerebbe che intervenire per modificare una pianta o un animale sia una stramberia condannabile, ma occorre ricordare che l'uomo ha sempre preticato questa tecnica, da tempi immemorabili, mediante incroci, innesti, selezioni ecc.

    Tali interventi, seppure indirettamente (cioè senza interventi di laboratorio) hanno sempre modificato i geni dei destinatari.

    Pensiamo ai cani: essi discendono dal lupo, che nella sua conformazione, nonostante piccole differenze tra regione e regione, è sempre simile allo stesso modello.

lupo

Il cane, viceversa, è stato modificato per adattarlo alle molte differenti incombenze, dalla guardia al gregge, dal salvataggio acquatico, alla compagnia ed alle varie esigenze di caccia. Il risultato è talmente vario che, se non lo sapessimo per istruzione, ci sembrerebbe impossibile che un chihuahua sia lo stesso animale del San Bernanrdo, o che un levriero sia fratello di un barboncino.

cani vari

    E chi si rifiuta di mangiare un mandarancio o un mapo? E non  sono incroci ?

    Può darsi che certi OGM diano intolleranze a chi ha difficoltà di adattamento ai cambiamenti molto repentini, ma francamente non so se sia una giusta cosa rifiutarli per principio. Se essi possono resistere meglio ai parassiti, agevolando una coltura biologica?  D'altra parte viviamo in un periodo di cambiamenti sempre più rapidi ed occorre accettarli, o soccombere fisicamente e psicologicamente.





Attendibilità di Storia ed Archeologia


    La storia, specie quella più antica, viene ricostruita sulla base di scritti di qualche testimone dell'epoca. A volte si tratta di cosidetti "storici", come Tacito, Erodoto, Flavio Giuseppe e simili; altre volte sono i filosofi, come Platone, o altri letterati, come Giulio Cesare, a lasciarci delle notizie della loro epoca ed ambiente.

    Nell'archeologia ci si basa spesso su indizi ancor più frammentari e labili, come scritte sulle tombe, sui vasi, sui monumenti.

    Mi sono domandato quanto queste ricostruzioni possano essere affidabili ed obiettive ed ho immaginato cosa potrebbe pensare e divulgare, per esempio, un nostro discendente dell'anno 4000 , che ritrovi un giornale, o un libro scritto oggi e salvato dalla distruzione.

    Se trovasse un articolo, un libro su Berlusconi, Craxi, Andreotti, Stalin, Hitler, o qualsiasi altro politico, che idea se ne farà? Non dipenderà moltissimo dalle idee e simpatie dell'autore dell'epoca? E la storia non è fatta dai politici?

manifesto 1  manifesto 2

    La stessa cosa vale per i fondatori e capi religiosi, come Gesù, Lutero, Calvino. Le credenze ed ideologie non sono altrettanto soggettive e partigiane quanto quelle politiche?


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QUESTO TESTO E' DEDICATO AL SIGNORE, CHE SI E' INCARNATO NEI GRANDI AVATARS, COME : 

GESU'  SATHYA SAI BABA*
  

     * Sai Baba si è incarnato il 23 Novembre 1926 a Puttaparthi, un villaggio nella regione dell'Andra Pradesh nel centro-sud dell'India. Ha lasciato il corpo il 24/4/2011. Ha decine di milioni di devoti in tutto il mondo. Opera ogni sorta di miracolo. Ha realizzato ospedali, scuole, villaggi, acquedotti, ecc. per sollevare la condizione dei più disagiati. 

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