RACCOLTA di POESIE
di
MILENA GALANTE

(fino al 2007)

 

L'ALBERO

L'albero. Sempre uno

sempre quello solo

m'appare. Guardo dalla finestra

e vedo le stagioni quasi

a palparle. La primavera

attira rondini e storni.

L'inverno scolora le poche

foglie rimaste a tener fede

che quello è un albero.

Per me non è diverso.

L'inverno in casa quasi

a risparmiar le forze

per un natural risveglio,

ma le forze come le foglie

tendono a diradare.

La pianta può avere

anche cent'anni un'età

veneranda alla sua specie.

Io non li ho davvero,

ma il suo fusto col mio

bene si appaia. Vorrei

che insieme andassimo

l'uomo e l'albero

così vicini e uniti

verso il destino finale.

 

LA METAFORA

Sempre odiai la metafora

che di un concetto

la comprensione aiuta,

ma spesso

inetta si rivela

a descrivere l'azione.

Treno viaggio

partenza

arrivo alla meta:

può essere metafora

di una vita vissuta

tra dolori speranze

piaceri occasionali

felicità perdute

oppure ritrovate

tra affetti familiari

e amicizie sicure

che siano i tuoi compagni

nel viaggio esistenziale?

I binari però

son di troppo davvero

sono la condizione-limitazione

dura e fredda

come l'incomprensione

di chi non vuol capire.

E allora?

Aboliamo i binari

oppure li incurviamo

come se l'evasione

fosse sempre possibile

a noi che nella vita

ci siamo sempre negati

di uscire dalla norma.

Sarebbe finalmente

la vittoria di un "io"

libero e vagheggiante

le mete più diverse.

L'isola di Gauguin?

L'eremo di Francesco?

O la città del sole?

Tutto quello che possa

renderci nel profondo

più umani

più ricchi

più sovrani.

 

SOLITUDINE

Non sono sola perché "l'io"

sempre è con me nel

recesso dell'animo. Con

me scomparirà nel momento

fatale… Quanti altri "io" lassù

potrà incontrare? Milioni tra

i quali cercherà i più noti e i più

cari quasi per riunirci a dire

degli ultimi fatti di famiglia.

E come riconoscersi? Basterà

un cenno un solo particolare

per saperci parenti in vita

e di là… continuare…

Un mondo superiore così visto

non fa certo paura a nessun

poverocristo. Ma risponde

a verità? Senza volerlo

sminuire io lo attendo così.

Così mi riesce di dormire.

 

COSI' ALLA FUTURISTA

Fischietta strombetta la macchinetta,

deraglia riprende sorprende

in curva non rende ma pende.

E chi ci sta dentro aspetta

il rientro di un liscio binario

che rende più vario il gioco

ai bimbi agli adulti e non è poco.

Zic Zac: strani rumori metallici,

Cric Crac: scintille di squallido

gusto ma… giusto per far divertire.

Ci vuoi risalire? Che pena!

Ma ecco il fotografo. Riprende la scena.

Bang! Uno scontro un incontro

e tutto finisce così col sole al tramonto.

 

AI FIGLI E AI NIPOTI

Il tempo si fa breve tutto è stato veloce,

più veloce del sogno di un domani più alto.

Bisogna prender atto dello spazio ancor vuoto,

ma incerta è la mano che riempirlo pur deve.

C'è qualcosa che preme, i ricordi di ieri

tutto quanto è passato lasciando un segno duro,

ma vitale e distinto da quelli consueti

degno di rimembranza e di rimpianto vero.

La vita a quelli che ci rimpiazzeranno,

senza timore alcuno o vetusto pudore

dobbiamo raccontare con coraggio e dolore

perché di un'esistenza passi il "testimone".

 

UN ALBERO MUORE

L'albero il fulmine rabbioso

il fusto sradicato la vita sua

spezzata nella radura vuota.

Malinconia di una morte silvestre

di chi tanto ti ha dato

senza ricevere nulla votato

da natura a far ombra, silente.

 

NUBE

È in gioco la vita. La vita

di due compagni di viaggio.

La vita è fiorita un raggio

lucente illumina il cielo,

poi al sole fa velo la nube

che incombe e sovrasta

dell'animo ogni apertura…

futura presente… e lontana…

Speranza che sola resiste

a farti salire la china.

Speranza che cedere non deve

alla parola più dura,

ma accogliere quella più lieve.

Ogni esperienza vitale è fattiva

se in piedi l'affronti.

E ti senti ancor viva.

 

DAL PARRUCCHIERE

Sono dal parrucchiere e

spero che nessuno mi veda

mi sento buffa e indifesa

con tanti bigodini in testa.

Che strana sensazione per chi

dice e dimostra d'essere

indifferente ai giudizi della gente.

Ma l'IMMAGINE sempre chiede

richiede vuole da tutti noi

un rispetto quasi devozionale.

E chi non è d'accordo può

rifiutarsi certo, ma quanto

sarà accetto al "credo" nazionale?

IMMAGINE - potere - autorità

scontata: tutto avviene

a catena senza dubbio immediata.

Se credi fortemente di non

cadere preda di un legame

potente, ma effimero e infecondo

gridalo a voce alta il tuo

dissenso al mondo! Il filo

che rannoda parrucchiere a potere?

Segue la via non vana

di una mente un po' strana.

 

IL BORGO

Il borgo antico. Brune case a grappolo

intorno al mastio medievale le stradine

intricate scoscese e poco aperte

al nemico ove fioriscono piantine

di geranio e basilico, un accordo

un po' strano, ma è parte

naturale del borgo nel ricordo.

Tutto svuotato e chiuso oggi ti appare

il medioevo che così ti accoglie,

età oscura dominata dal male?

Ma qui le sue radici riconosce

quel pensiero che chiami "nazionale"!

 

ALBERTO GIACOMETTI

Materia - antimateria, il risultato

è disgregar nel vuoto un manichino

che al vuoto sfugge per un suo destino

che ancora al mondo lo fa vincolato.

Il genio che ricerca oltre i confini

già segnati da secoli di storia

della scienza e dell'arte i meschini

interessi riscatta all'uomo

facendolo partecipe di gloria.

 

LA SCALA A CHIOCCIOLA

La scala che a chiocciola va su

non ha ripiani a interrompere

il passo che si fa stanco.

Di', non sei più tu?

Qualche cosa è mutata, il tetto

bruno è lontano e solo l'ala

di un uccello lo sfiora.

Il volo intatto non ha incertezza,

ma tu ne hai troppa e allora

soltanto allora pensi alla vecchiezza.

 

IL BOSCO DI CASTAGNI

Le fronde s'inarcano a volta

di chiesa congiunte al centro.

Stormiscono al vento e sembra

che un organo accenni armonie

misteriose che ognuno stupito

riascolta come fossero suoni

già uditi in passato in luoghi

lontani, ma noti e amati.

Le foglie cadute, un tappeto

che crepita sotto i tuoi passi.

Dall'alto s'affaccia il sole.

Fende l'arcata degli alberi

illumina di luce abbagliante

la fine del bosco dove pietrose

radure stanno a indicare

che il verde dei folti castagni

termina lì senza inoltrarsi.

Lo lasci in un suo fruscio

musicale da onde del mare.

 

TRIESTE

La luce di Trieste

e i vivaci

rumori delle strade animate

la grande piazza asburgica

tipicamente bella.

Se tu speri il poeta

quasi lo intravedi

sotto un portico ombroso

dove parla sommesso

di Ernesto nella sua

umanità accesa della luce

specchiante che lo avvolge:

incastona un diamante.

 

A CAMILLA

In te così piccina e così fiera

rivive ora Camilla la guerriera

consacrata a Diana cacciatrice

che sulle selve regnava felice.

Ma per noi, fuor del mito millenario,

sei una bimba dai dolci occhi ambrati

con tante schegge di luce e guizzi

d'ombra fresca dei boschi incantati.

Sei una fatina tenera e serena

che si muove con gesti sicuri.

Se oggi ancora temo che tu cada

mi smentisci sfiorando appena i muri.

Porti asporti e trasporti indaffarata.

Come una formichina torni a casa

col tuo carico d'erbe e di sementi

coi tuoi tre anni solo un po' affannata.

Chissà se cambierai o tanto o poco?

L'uccello cresce e muta il suo gorgheggio,

tu muterai l'aspetto il tuo piumaggio,

ma non perdere il gusto per il gioco.

 

IL FILO ROSSO

Il filo rosso è quello che giunge

fino ai ricordi di molti anni fa.

Quello che le memorie congiunge

secondo una norma non scritta,

ma quasi sempre seguita dal cuore.

È quello che riconosce e riunisce

il tuo personale vissuto

con quello di un altro

l'amico di tante avventure.

Il filo rosso si viene svolgendo

nei sogni gioiosi della tua giovinezza

intrecciati con quelli dell'altro.

Tu sai che non tornano più.

Ma sei felice di aver condiviso

in amicizia una parte di vita

che non vuoi cancellare

se credi che il filo non possa

spezzarsi. Se sai ch'è un sentiero

sentimentale a cui il pensiero s'appiglia

ogni volta che chiede una fermezza perduta

una certezza smarrita un poco di fede.

 

L'ODORE DELLA TUA CITTA'

La città appare tranquilla.

L'alba silenziosa rivela

una coltre di fumi

sulle piazze le strade i profumi

gli odori familiari

abituali delle case.

Sei come un gatto

che ritrova la via perché annusa il selciato,

non l'ha dimenticato né l'afflato delle scale

strette che vanno alla soffitta

dove è padrone o sovrano

di un regno un po' strano, ma suo

perché ci vive da sempre per usucapione.

La tua città

la senti dall'odore e non sbagli.

Non è un'altra ce l'hai dentro

nel cuore e nelle nari

che ti fanno da radar

non t'inganni perché sempre

sarà uguale

fino alla morte che attende

con l'odore d'ospedale.

 

A MATTEO

Rivedo oggi in mio nipote il figlio.

E forse mi assomiglio nel gesto

nello sguardo per riprenderlo.

Ma della madre non ho più il cipiglio.

Con lui e le sue domande mi distrigo

e vedo nei suoi occhi fondi e scuri

l'attesa la speranza la fiducia

mai l'aspettativa del castigo.

Io mi consento soltanto di amarlo

non d'essere severa educatrice

perché so che la vita lo sarà

più di quanto chiunque possa farlo.

Oggi è nel boccio nel sole sorgente

nell'aria azzurra e negli uccelli in volo,

perché levargli ogni sogno iridato

che lo distingua da quell'altra gente?

Caro Matteo, non rinnegare mai quanto

la fantasia ti suggerisce adesso.

Sarai uomo e poi padre sarai gente,

ma un po' d'infanzia portatela accanto.

 

INCOMUNICABILITA'

Parole come foglie che cadono

senza risonanza alle soglie

dell'autunno. Parole che tacciono

quello che dovrebbero dire

costrette soltanto a finire

là dove c'è uno iato

di comunicazione un'incomprensione

totale un vuoto esistenziale.

Parole pensate elaborate forse

per dichiarare pensieri

e sentimenti che non hanno

rispondenza in altre menti.

Parole inutili che fendono l'aria

come spezzoni brandelli umani

che nessuno raccoglie in un mondo

di voci che si sovrappongono

per non capirsi nei vari toni.

 

L'INCASTRO

Il baleno improvviso

che la terra ferisce

il tuono che ti parla

in modo arcano come

la sorgente il cui

mormorio ti dice

che cosa interpretare

di un mondo aperto

all'animo fervente.

Il sole la luna le stelle

il cielo oscuro sono

già in te, tutto conosci

e puoi riconquistare

secondo il tuo pensiero

la tua mente che incastra

là dove trova la sua

intagliatura. Tutto

è a incastro! Non hai compreso?

Colui che così volle

facilitò il comportamento

degli umani con una chiave

che si combina con un serramento.

 

LA SIEPE LEOPARDIANA

Perché ancora la siepe? Perché

un pensiero critico reale

positivo non è riuscito a vincere

un dato restrittivo? Siamo tutti

romantici tutti dubbiosi alieni

da una conoscenza che ci faccia sereni?

Rifiutare la siepe. E' difficile

in fondo per chi vuol conservare

il mistero d'un mondo ancora

inconoscibile di un futuro ascoso.

Il pensiero s'invola libero finalmente

se rimuove la siepe solo fittiziamente.

Oltre la siepe il cielo i monti il mare

gli astri notturni e il sogno

che fa sempre sognare.

Arrivare fin dove sia possibile

all'uomo, altri soli altri mondi

altri viventi al fato assoggettati

con gli stessi problemi il retaggio

di un intelletto nato là dove

nasce la nostra stirpe travagliata

e debole che si sente più sola

se rinuncia alla speranza

che soltanto la siepe ancora le consente.

 

IL FONTE

Era un sentiero soltanto accennato

che s'inoltrava nel bosco

giocando con l'ombra e la luce

fra gli alberi le foglie

e gli aghi di pini lì accanto.

Luci iridate indagavano

tra faggi e abeti formavano

tele di ragno ideali impolverate dal sole

pronte a svanire davanti alla nube

che minacciava i raggi.

Camminare sul letto di foglie e di aghi

era dolce e leggero non molle

né duro, ma quasi spingeva

a passi veloci più liberi e vaghi.

Così era il bosco era il verde

sfumato di mille colori la vita

vivente di nibbi di falchi e caprioli.

Un luogo già sacro ormai solo amato.

Lo rivedrò se ricalco i passi

che vanno da un caldo cocente

all'acqua fresca e sorgiva di un fonte

nascosto tra i sassi?

Vorrei prima ancor di finire

bagnarmi le mani e la fronte

alla sorgente del bosco

che sembra gorgogli soltanto per chi

la voglia sentire.

Per chi la consideri origine

della natura del mondo

del bene e del male primari

della vita passata e futura,

essa sola chiara pura vera.

 

ALTRI HANNO DIPANATO

Altri hanno dipanato la mia vita.

A me non resta che attendere.

Non ho mai pensato un involucro con tante fessure

mai ho visto negli altri tanta capacità di sfuggire.

 

TANGO

Per l'argentino il tango

non è danza, ma vita

amore esibito passione

vanità insolenza sfrontata.

La musica rapisce

e soggioga la coppia.

Le figure si snodano

sulla pedana, l'ultimo

accordo sposa la flessione

finale l'indugio sottolinea

l'epilogo fatale.

 

PALMIRUTA

Perché sulla strada friulana

la sosta obbligata a Portogruaro?

C'è una memoria riposta.

Palmira per me mai perduta

col suo sorriso discreto più raro

che altrove sul viso rotondo

di campagnola incorrotta.

Nel suo parlare composito e

strano che nasceva

da incontro di tre idiomi diversi

con la sua voce suadente

di suora ancora inespressa

mi offriva l'aiuto più fermo.

Tra un padre e una madre

impegnati a lacerarsi la mia

fragile infanzia celava il pianto

agli estranei, ma a lei non poteva.

Lei ch'era per tutti la tata

per me Palmiruta soltanto

stava a rifugio sicuro per

gli anni infelici poi solitari

e pensosi di bimba cresciuta

all'ombra d'una famiglia disfatta.

Quando Palmira è divenuta

"sorella" avevo ancora bisogno

della certezza amorosa che

il diminutivo m'aveva dato.

Se dopo ho smarrito il cammino…

devo di nuovo… provare…

Oggi è necessario vedere

più chiaro il percorso che resta

oggi che a lei mi avvicino.

 

IL DOLORE

L'artiglio del leone

il morso del felino

i colori più cupi

il nero e il rosso

insieme in una mescolanza

che non lascia spiragli

a tinte più serene.

Ecco il dolore abìtuati

ormai per te è compagno

duro e amaro costante

e non ti sembra vero.

Ecco nell'abbandono

dei sensi lacerati

lui ti domina sempre

odiato-amato quanto?

Se ti guardi allo specchio

lo vedi sul tuo viso

è l'ombra che ti segue

è l'altro e tu lo sai.

 

TEMPORALE

Un guizzo veloce all'orizzonte

il rombo l'accompagna.

Quando il tuono lontano

s'è spento senza riflussi

odo una voce amara per il pianto,

non so donde provenga

non so se sia da uomo

o da natura.

 

LA VAL BREGAGLIA

Non c'è tramonto al tempo

in questa valle d'ombra incombente.

Non c'è alba che sorga e

inviti a una vita ritmata

dal mutare apparente dell'astro.

La gente vive come non vedente

non conosce il chiarore della luce.

Quando altrove lo scopre s'innamora.

 

IL GUADAGNOLO

Il Guadagnolo incombe ai Simbruini

con una croce lignea, ma forte.

Qui il pellegrino ritrova se stesso

la natura lo accoglie non è solo.

A frangere il silenzio il belato lieve

di pecore dal vello biancastro.

S. Pietro è lontana. Rivedi

la Chiesa trionfante della legge

nel rosso delle porpore

nel torbido del fiume indifferente.

Qui il Cristo è vicino sulla croce

col pastore e il suo gregge.

 

L'ESIGENZA

Se il tuo "io" ha bisogno

di ritrovarsi nell'essenza

del mondo non fare opposizione,

ma seguilo. Allora scoprirà

il suo ruolo naturale

nel cosmo senza averlo

previsto, ma esigendolo

adesso. Adesso che deve lasciarsi

andare alle cose.

 

IL MALE OSCURO

Ho conosciuto il male oscuro

negli occhi dell'altro. Ne ero

certa. In fondo al cuore

sapevo che era vero. La mente

fremeva all'idea di andar oltre

senza aiutare e allora cercava

spiragli per utilizzare i propri

sensi storditi a dare una mano

a chi non vedeva il domani

e non sapeva riordinare le idee

smozzicate in un circolo ozioso.

Allora provai la paura.

Paura di un ordine perso

da chi non poteva salvare

se stesso dal buio di quella

scala scoscesa che ne minava

la vita. Ecco ancora nascer

la pena di chi lambisce l'orrore

di un vuoto infinito irrazionale

secondo le norme di un mondo

ch'è il suo, ma non di quell'altro.

E tu che l'osservi sei in grado

di eludere il male e riordinare

il mondo di tutti senza eccezione?

Sai bene ch'è esposto il tuo

stesso pensiero se procedendo

vicino a chi l'ha offuscato

vuoi farlo rientrar nella legge

che attiene la schiera dei più.

Potreste soccombere insieme.

 

UNA MATTINA ALL'ALBA

Vorrei aprir la finestra

una mattina a un giorno

inaspettato. Sarei forse felice

di spezzare il rosario dei

tempi snocciolato banalmente

Sarei forse felice di annullare

il passato ch'è groviglio

di ansie. Posso sperare

di vedere le cose con occhi

diversi e amare chi m'è

accanto con amore rinato?

Non devo dubitare, ma

confidare solo che avvenga

una mattina all'alba

di un giorno fortunato.

 

L'ISPIRAZIONE

Perché ti struggi per l'ispirazione?

Ti arriva se ti viene quando vuole.

V'è coinvolto e pensiero e fantasia.

Puoi gestirti sicuro e programmare

ogni azione ogni gesto ogni parola,

ma l'estro no ti sfugge e forse

giungerà imprevisto dal di fuori.

Occorrerà un'illuminazione che

trovi rispondenza nel tuo io.

Allora sarai lieto dell'incontro

sempre atteso, ma spesso deluso.

Dirai con gioia "Ho avuto la fortuna

di lambire sponde inusitate

che non tutti possono toccare,

ma che fanno più puri: la poesia".

 

CORTONA

Cortona balcone di pietra

serena che s'apre

sulla valle del Chiana.

Vieni illuminato dalla

visione mistica dell'Annunciazione.

Il segno è antico e nuovo

i colori leggeri sono decisi

le figure aureolate di gloria

celeste. L'Angelico è sempre

limpido e fermo. Non osi

sperarlo del tuo pensiero

ch'è ancora irrisolto…

 

EMARGINATI

Un barbone e un cagnetto

solitari compagni abituali

l'un l'altro assimilati nello

sguardo e nel modo di evitare

i passanti. Non c'è posto

per loro - e ormai lo sanno -

nella città che si proietta.

Gli abitanti camminano lesti

lo sguardo quasi assente

perseguono un programma.

Non comprende i reietti.

 

NEBBIA

La nebbia aiuta a

nascondere quel che non

vuoi vedere. E la nebbia

dell'animo? C'è anche

quella. Ti menti ti canzoni

fingi che non sia quello

ch'è senza dubbio accertato.

Ma arriverà il momento

in cui sarà impossibile

ogni finzione e allora

ti cadrà dal cuore ogni

speranza e sarai solo

con te con la tua verità.

 

MALINCONIA

E' una giornata di malinconia,

ma il cielo non m'è complice.

E' d'un azzurro fermo e cristallino.

Ogni tanto m'accade quando sento

i figli vicini eppur lontani.

E' frustrante comunicar sul filo

quando il braccio vorrebbe

allungarsi fin là…

I nipoti… crescono…

Quando li vedi hai il segno manifesto

del tempo che va senti forte

il divario e ti domandi:

"Potranno ricordarmi se non gli ho

mai trasmesso l'esperienza"?

 

GLI ALBERI DI PRATI

Sono stati tagliati sfrondati

cioè rinvigoriti, ma a me

sembrano denudati, così

pure agli uccelli che non

li riconoscono. Quanto

dovranno attendere per

ritrovarvi il solito rifugio?

La casa quella che ti

abbraccia tra le sue mura

amiche non può mutare

aspetto o la rifiuti come

non fosse tua. Le mura

che già hanno visto in te

altri visi altre persone

altri eventi hanno quasi

sacralità di tempio che

per secoli ha ospitato

i fedeli. Lì la gente ha pregato

ha offerto ha sofferto o

ringraziato lì nulla puoi

togliere se non vuoi che

ciascuno si senta mutilato.

 

DUE VECCHIE AMICHE

Due vecchie amiche -

gli anni dolci insieme -

a riparlarne fitto fitto

quasi in fretta. Il

tempo non c'è più e

corre via così veloce

da impedire i ricordi.

Due vecchie stanche solo

nel passo, ma non nella

voce un po' roca un po'

fievole, ma chiara a

chi ascolti lo svolgersi

degli anni in quei brevi

minuti. Sono pregni

di vita passata ignota

agli altri, ma non a loro

che ancora ne traggono

motivo per esistere.

 

LINA

L'incontro è stato così

breve da non lasciare

nessun ricordo antico.

Essere entrambe in vita

e non saperlo… Non sapere

d'amar le stesse cose

con lo stesso piacere,

in sintonia. Non sapere

che la mente formula

in accordo lo stesso pensiero.

Tutto è accaduto in fretta

impetuosamente vissuto

come se si intuisse…

Questo mi spinge a chiedere

a Chi sa: "Perché è avvenuto?"

 

AUTOCOMMISERAZIONE

Ami pianger te stesso?

Ti seduce, ma respingi

se puoi la tentazione.

I motivi di pianto

sono altrove. Non

pensare d'esser solo

al centro d'un groviglio

di mali di ansie e

di dolori. Ogni animo

vibra d'intensa pena

e la sopporta perché

destinata. Sa che quello

è il riscatto e sa

pure che deve piangere

semmai quello che non

ha fatto.

 

L'OGGI

Non pensare al domani,

afferra l'oggi che vivi

con contorni precisi

già sicuri. Il futuro

t'è ignoto e allora torna

nel tempo dove ancora

possiedi le cose che sai tue

perché le riconosci e le

chiami col nome abituale

che te le fa vicine.

 

PIOGGIA

Gente che passa schizzando

la pioggia con scudo di ombrelli.

Occhiate nascoste quasi a

pararsi dall'acqua o dall'altro

che insidia il suo andare.

Quest'acqua non lava, ma

sporca, non puoi attenderti

aiuto interesse emozioni.

Ciascuno pensa a coprirsi

a non inzupparsi le scarpe

i piedi la testa. Tu che

sei solo e scoperto ingenuo

viandante di strade bagnate

lascia la via malsicura

cammina radendo le case

salva te stesso.

 

UN GENIO PREVIDE

Sullo scoglio dell'Elena si sta

smontando un mito mentre

altrove il secolo ormai nato

assume come propri gli ideali

d'un impero rivoluzionario.

Il pensiero diviene indipendente

pagando così infine il suo

riscatto al sangue sparso

per l'affrancamento. Napoleone

muore lontano isolato da tutti.

Il suo genio prevede ancor

confusamente l'unione

d'un'Europa che sarà.

 

ANCORA L'ALBERO

L'esistenza dell'uomo è associata

a natura. L'albero del giardino

dell'Eden che ti marca alla

nascita l'albero genealogico che

ti segna la vita. Quello cui ti

volgi quando il sole è cocente

l'albero che ammiri da casa

quasi fosse un parente.

Se percorri per caso un viale di

cipressi non pensare d'istinto

a consuetudini strane, ma diffuse

che fanno ombreggiare con quelli per

sempre un caro estinto.

 

SEMBRA VERO

Il cielo è di piombo, ma

i nembi hanno un bordo

di luce nascosta. I tuoni

cavalcano i tuoni. Se cadono

gocce a cortina è bufera.

La vista che s'offre è grandiosa,

la scena finale d'un classico

film d'avventura! Il video

o lo schermo sostituisce ormai

nel nostro pensiero qualsiasi

visione reale. Non è

talvolta opportuno affermare:

"E' così bello che sembra vero"?

 

IL PENSIERO

Sei triste insoddisfatto

irrequieto? Trovi pace

in te stesso se ti rifugi

nel pensiero tuo più alto

se riesci a veder tutto

da lontano con quel distacco

che proprio il pensiero ti

consente quando vuole - e

lo può - immergersi solo

nell'universo.

 

LA GEMMA

Quante sfaccettature avrà

un brillante? Puoi saperlo

soltanto se la luce è radente.

Quante sfaccettature avrà il

tuo animo? La luce che le

accende non si vede, ma sai

che sono molte diverse persino

contrastanti. Sembra valga la pena

dedicare attenzione accurata

a non smarrirlo perché è

la tua gemma che nulla t'è

costata nata con te inscindibile.

Esso solo è te stesso veramente,

il resto è forma mutevole che passa

serve a individuarti per la gente.

Senti che solo l'animo è capace

d'innalzarti a un mondo superiore

in cui l'esistenza ti si spieghi

appagandoti. Il suo compito è

riallacciarsi ad altri ad altro

in maniera armoniosa sempre nuova,

ma lo scopo più nobile e finale

è tornare all'Essenza universale.

 

PAROLE

Se al pensiero più alto

risponde ogni tuo scritto

allora la poesia può parlare

all'animo di chi ricerca

se stesso nelle tue parole.

Esse gli appaiono come un

vangelo laico che dice allo

spirito di cose dello spirito.

 

LA PIETÁ RONDANINI

La prima volta avevo diciott'anni.

Avanzando dal dietro non m'accorsi

del fascino struggente d'una donna

col figlio che le nasce dal corpo

incavato a contenerne la morte

abbandonata nelle membra.

Madre e figlio sono nella

memoria dolenti sembianze

umane che l'artista accenna

scheletriche. Il blocco fuso

tragicamente mi sciolse lacrime

amare e dolci insieme che ogni

volta poi trattengo a stento.

Anche oggi che l'approccio è

consapevole dell'eterno dolore

che vedrà. In quella pietra

è l'afflato d'ogni sofferenza

concepita nel mondo.

 

LIBERTA'

La colomba vola libera

verso il sole come nel

crepuscolo gli uccelli dalle

grandi ali oscure.

Il pesce tocca i fondali

più bassi dell'oceano

e risale libero verso

l'azzurro corrusco

dell'onda frangente.

L'uomo condannato

al carcere più duro

espia nel corpo la sua

pena, ma nessuno

potrà imprigionarne

il pensiero ch'è libero

di levarsi al cielo.

 

IL NINFEO CLASSICO (O DEL BRAMANTE?)

DI GENAZZANO

In uno stato di malinconico

abbandono - come un volto

di donna di antica sfiorita

bellezza - ci appare il ninfeo

classico tra annosi fusti

rami foglie secche arbusti.

I resti degli archi e delle

mura sghembi e troppo

sgretolati dànno un senso

d'incuria immeritata.

Ancora s'aggirano - nell'immaginario

dei visitatori - le figure che

vi trascorsero ore immemori

allietate da alti discorsi

da suoni canti danze col

sottofondo dell'acqua nascente

da un attiguo fonte.

Oggi vi si respira un'aria

malsana di crollo incombente.

Alla mente turbata appare

improvvisa l'immagine

nitida d'un Piranesi.

Le vestigia del bello classico

da sempre vagheggiato

perverranno ai nipoti

consapevoli - almeno in parte -

attraverso il cesello d'un

altro grande della nostra arte?

 

VERSO LA VETTA

Se miri a scopi alti

metti in gioco te stesso

nella sua integrità senza

alcuna certezza. Ma se

ti proietti verso fini

modesti anche questi

potrebbero mancarti. E allora

meglio osare l'impossibile

meglio gettare anima e corpo

nelle imprese grandiose irte

d'ostacoli. Cadere in vista

d'una vetta levata verso

il cielo sarà testimonianza

d'un anelito vero.

 

SIMBIOSI

La nube ch'è nel cielo

si riflette nel grigio dei tuoi

occhi. Lieve dolce malinconia

ti traspare dal volto dalla fronte -

di solito distesa - dalle labbra

poco inclini al sorriso. Io

ti seguo appaiandomi a te

nei confronti del prossimo della

vita. Vorrei che le nostre sorti

non fossero così unite, ma la

simbiosi non pesa più di tanto

quando il cuore ti dice che

il lungo cammino percorso

ora ti pare breve ti pare

speso inutilmente e vorresti

un'altra vita per meglio amare.

 

DELUSIONE

Mai nessuno saprà

la ferita nascosta.

L'animo s'è chiuso

rifiuta occhi curiosi.

Se può dirsi deluso

può anche definirsi

più agguerrito roccioso.

 

ANTICA AMICIZIA

Una sola antica amicizia.

Banchi di legno scuro (con

vaschette d'inchiostro!) aule

luminose e accoglienti suore

che vigilano a tutela della

nostra "modestia". Ritiri pasquali

e mucchi di "fioretti" ai piedi

d'una brutta gessosa statua

di Madonna. Lì nasce un

rapporto d'anime ingenue, ma

serene e tranquille nella loro

fiducia verso il mondo. Un

rapporto ch'è fatto d'entusiasmi

improvvisi di complici risate

di compiti imitati di gite in

bicicletta danze concorsi equestri.

Queste memorie rappresentano

oggi - nella vecchiezza - una riserva

vitale accantonata pei giorni

malinconici e bui che non

passano mai.

 

TRA LA FOLLA

Stazione treni binari scambi.

L'immagine è tediosa perché

ripetitiva. Non sempre - come

qualcuno afferma - la ripetitività

è poesia. Che poesia ci può essere

in un treno colmo di passeggeri?

C'è una fetta di vita variegata

non sempre interessante nel proporsi

ai tuoi occhi solo fugacemente.

E' l'espressione della folla nella

quale spesso t'imbatti felice

perché ti ci nascondi o scontento

perché ti dà di sé soltanto

la facciata. Non è questo

il contatto sperato che fa

scattare un "clic" col tuo

simile. Raramente lo avverti

e quelle volte non lasciarlo

sfuggire, è segno d'insolita fortuna

che ti dà quasi un brivido di

gioia e ansia di comunicare.

 

NIPOTI

Vado incontro ai nipoti,

ma li conosco? Meglio,

mi riconosceranno? I mesi

all'età loro equivalgono ad

anni e ho paura d'inserirmi

in un mondo che mi sia

nuovo e non sappia di me

se non attraverso notizie

di rimbalzo. Può la nonna

temere il confronto coi nipoti?

E' un'ansia d'amore che non

si placherà se non quando

li avrò stretti al cuore.

 

L'IDEALE

L'ideale ti nasce dentro

così su emulazione. Se

muore non è per tua mancanza,

ma per colpa d'altrui che

lo distrugge. L'ingiustizia

uccide inesorabile il tuo ideale

di giustizia e a nulla vale

l'eccezione per risanarlo.

E' come pianta delicata e

fragile che vuole cure

assidue e se incontra la

dura inesorabile zappa non

si riprende più. Fortunato

è colui che può dire di

non aver provato delusioni

o attentati al suo ideale,

ma soltanto conferme. Gli

è stato allora facile il reale.

 

MANICURE

Quasi fosse tua amica

o mancata parente ti

accosta complice insinuante

con tutto il suo bagaglio

di professionista: forbici

limette lacche pinzette

creme sorrisi confidenze. Ti

avvolge e ti accarezza

le mani con le sue mani

esperte agili e sinuose.

Ti dà la sensazione

d'un'assoluta dedizione

e di cure mai avute. Sei

perduta! Ti convince a far

cose mai pensate per te

per le tue unghie. Colori

luminescenti forma appuntita

da felino che ti rende

patetica e che fa tanto "circo".

Mai nessuno t'ha plagiato

in tal modo la sua

è alta scuola che incanta,

te la cavi (fortuna!) con cinquanta.

 

IN CUCINA

Ai fornelli ti senti casalinga

e - perché no? - frustrata!

Il pensiero l'essenza delle cose

l' "animus" la trascendenza

tutto cozza invano

contro… una credenza.

Devi dosare soffriggere e

tirare quel ragù speciale

della nonna, di cui ancora

si narra ché emblematico

d'un'arte ormai in disuso.

La cucina il camino i grandi

rami: ecco il cuore pulsante

della casa degli avi ove tutti si

riunivano a parlare l'uno

con l'altro e degli altri

intorno al fuoco.

Purtroppo s'è perduto il

culto di sapori e di odori

che un tempo ti faceva

pregustare un pranzo da

dì di festa. Non abbiamo

smarrito solo la donzelletta

leopardiana, ma ogni rituale

abitudine che segni in

modo sano e ancestrale

la fede nelle festività.

Onoriamole ancora

pure a desco imbandito

senza il timore di svilire

noi donne emancipate

testimoniando sempre

l'amore al focolare

e a quelle certe date.

 

CONFUSIONE MENTALE

Una mente ormai confusa

che s'avvolge in sé stessa

la psiche latitante.

E' questo il tuo ritratto,

ma nonostante tutto tu

pensi se ne prendi atto.

SE VAI IN "TILT"

Quando purtroppo la mente va in "tilt"

ti sembra di vagare al buio pesto.

Allora ti ritieni poco adatto pure

al pensiero più semplice e banale

e ti domandi se potrai affrontare

problemi i più modesti elementari.

Dovrai nasconderti dietro il

pensiero altrui e non uscire

allo scoperto mai, pensare

insomma senza fare niente

col cervello di tutta l'altra gente.

 

SILENZIO

Le orme delle parole nel silenzio

come quelle dei passi sulla neve.

La tua è una voce primigenia

che non teme accuse di plagio.

Lasciati andare alla speranza

per mirare più alto abbandonandoti

fiduciosamente alla natura tutt'uno

con essa…

 

PRIMAVERA

Un albero davanti il

mio portone ha gettato

tre gemme, è primavera.

Le sue radici corrono sotto

l'asfalto come turgide vene

d'un braccio che sforzi verso l'alto.

Sotto il bitume scorre la vita

la linfa vitale che non

s'arrende a chi tutto abbatte

che fa pensare al passante che

la morte è di chi non combatte.

 

VOLARE

Il pensiero mi s'è quasi usurato.

Gli manca la freschezza del mattino

l'ardore con il guizzo vespertino

manca la trama se mostra l'ordito.

Come un frutto già troppo spremuto

sento la mente ritrarsi davanti

al tentativo di chiamare a sé

ogni residua traccia di potenza.

Che vuol dire? Che oppone resistenza

o non può dare più nulla senza…

Senza patire senza ribellarsi senza

frapporre ostacoli a richieste che

non può soddisfare perché stanca.

Prova a errare nel mondo oppure

fuori nell'etere in un cielo

surreale, ma non pensare. Lascia

che una mano bianca e pura

sfiori la fronte tua per cancellare.

Questa mano che immagini innocente

dovrà col tocco fresco immateriale

ridarti quel che hai perso in questo

tempo che t'ha costretto in basso

nel reale. Ritrova l'ali e vola

dove nessun pensiero ha fine

immediato e utilitario. Ritrova

quel te stesso che si levava alto

sulle chiome degli alberi lasciando

ad altri rami foglie radici.

 

L'ARTISTA

Fortunato può dirsi l'artista.

Anche se alienato nel pensiero

già frammentario o nella

senescente fantasia potrà

permettersi quel ch'altri non può.

Esprimere sempre sé stesso

e sarà originale anzi

celebrato più spesso.

 

IL FLUSSO DEL TEMPO

Tu l'avverti che scorre, ma non

lo senti non lo vedi né lo tocchi.

E' come se tu fossi al centro

d'una catena di movimenti che

in qualche modo ti sfiora pur

lasciandoti fermo o almeno

così credi. Un piccolo sistema

tolemaico per tuo uso e consumo?

Se cerchi di capirne di più

e meglio fissa un riferimento.

Può essere un albero una pianta

un animale un momento.

Se ti sembra d'essere immobile

osserva le tue prove determinanti.

Se vedrai cambiarle nel tempo

allora ne coglierai il flusso

che scorre senza tregua e senza

salti anche senza il tuo intervento.

E' il necessario e tu sei l'incidente

che ne viene forzatamente coinvolto.

Ne esci un po' stravolto. Ma

ricerca la tua foto di trent'anni fa

e poi guardati allo specchio. Eccolo

il tempo! Spietato eppure giusto

crudele, ma anche terapeutico così

ti vien concesso perché fa parte della

vita ch'è brutta e bella insieme

come una grande magnifica contraddizione!

 

UNA SIGNORA

La signora per bene apprezza…

le apparenze. Due o tre fili di

perle intorno al candido collo

orecchini in sintonia pelliccia

di visone al primo accenno

di brezza e - soddisfatta di sentirsi

inserita - a testa alta sfoggia una

chioma d'improbabile rosso.

Il suo cuore è blindato riposto in

cassaforte con gioielli importanti

brillanti e altre gemme per le

grandi occasioni della mondanità.

Qui s'impone l'incontro con

l'infanzia, necessario diremmo

a rifinirne la personalità. Si lascerà

andare un po' - ma non troppo -

di fronte ai bimbi, sempre è

opportuno e amorevole mostrare

agli altri - con la voce impostata -

tenerezza di mamma o di nonna mancata.

La recita continua a beneficio d'un

pubblico già conquistato dalla sua

classe. Così facendo è certa di

star dentro alle leggi d'un vivere

elevato se salva è come sempre

la forma e nullo il sentimento.

Tieni pur conto del riferimento,

ma decidi secondo il tuo pensiero

cercando soprattutto d'esser vero.

 

IL FLUSSO DEL TEMPO

Secondo la leggenda ritenuta fedele

il classico Cronos è molto crudele.

Ma riportando un detto popolare

il tempo è galantuomo e sa curare.

Un giorno un bimbo credeva di

coglierne il flusso appoggiando all'orecchio

una grande conchiglia di mare già

svuotata. Quel bimbo ero io. Tanto

tempo è passato, ma ancora non

saprei come indicare l'antico Cronos

e lo scorrere del tempo. Nell'onda

che costantemente si frange sullo scoglio?

O nel rumore metallico che un treno

produce sui binari quando passa veloce?

Nel fiume che scorre lentamente

ampliandosi dalla sorgente alla foce?

E' difficile dire di cosa… che non c'è.

Il concetto diviene forse più tangibile

sul nostro volto riflesso allo specchio

che ci rivela un segno già invisibile.

O sul volto dei bimbi dove i mutamenti

sono dolci mai rapidi e scioccanti

dando l'idea vera e rassicurante

del tempo che va. Questa è la sensazione

più naturale d'un flusso che non

cessa che passerà da essi ai loro

figli e così via sino alla fine…

Fino a quando ci saranno uomini che

nascono e crescono seguendo con i ritmi

della propria vita il ritmo universale

che ci fa in sincronia col mondo

dandoci l'impressione d'aver penetrato

il segreto sino in fondo…

 

UN SOSPIRO AL TELEFONO

Il microfono è stato appena alzato

non s'ode la voce dell'amica,

ma un sospiro inatteso che

viene dal profondo del cuore

e che ti dà il senso del… rubato.

Hai rubato non volendo un aspetto

dell'animo del tuo interlocutore

hai intravisto le pene la malinconia

e provi per quel dolore il rispetto

ch'ogni uomo dovrebbe al suo simile

se lo sfiori il sospetto d'una

tristezza quotidiana inespressa.

Siamo tutti segnati dal dolore

ove si possa pervenire al fondo.

L'unione solidale allora appare

l'unica forza l'unica speranza che ci

consenta di fronteggiare il mondo

 

IL FLUSSO DEL TEMPO

Il tempo che scorrendo veloce

passa e quindi se ne va

può non sembrarti reale

forse nemmeno un'entità.

Ma guardati allo specchio

là dove c'è una ruga

che un mese fa non c'era:

quello è il flusso del

tempo in dimensione vera.

Tu ci sei dentro invecchi

chè il tempo non dà tregua,

ma avanza con costanza

verso una meta chiara

ch'è sua e tua insieme

e non lascia speranza.

 

MONADE

Vorresti essere una monade

da te rivisitata come

rifugio o tana sicura

dove nessuno ti cerchi

perché inutile non c'è fessura.

Lì finalmente pensi solo

alla triade primordiale

riuscendo forse a vedere

come menti elette

abbiano aggiunto nel tempo

una tessera al mosaico esistenziale.

E' come fossi un monaco in cella,

ma non hai doveri quotidiani

esisti solo e esisti in quella.

Sarebbe comodo e facile

un sogno strambo e suggestivo,

ma tu sei uomo in una

situazione naturale sei vivo.

 

UNA VOCE

Ho bisogno che qualcuno mi parli

con parole serene pacate sicure.

Se fossi un bimbo direi: ho bisogno

della voce materna per placare

le mie lacrime e le mie paure.

Le parole che anelo sono poche,

ma devono essere quelle

che m'attendo per aprirmi

un varco nel groviglio dei

pensieri dei rimpianti dei furori.

Così soltanto non può finire

c'è dell'altro nel cuore che

chiede intensamente di uscire.

 

UN BIMBO NASCE

Nasci e piangi

quasi fossi sgozzato.

Davvero non ti sembra

d'essere esagerato?

Gli anni seguenti

sono di conquista

del territorio e

dell'autonomia. Ma

incontri ostacoli nessuno

ti dà libera pista.

Quanta fatica a

diventare uomo! La

vita che t'attendi

è tutta tua, ma

ti sbagli c'è la

concorrenza che affronti

come puoi, ma non rimonti.

Puoi sbaragliarla sì

col compromesso e

allora a che servì

l'educazione il rispetto

dei valori il rigetto

della violenza e del sopruso?

Ora sei solo e deluso.

Ma se la vita è lotta

e lottar devi cerca

almeno di non scalfire

la dignità umana

in te o negli altri

e la coscienza sarà

netta di "servo encomio".

Conscio finalmente

di non aver tradito

il pianto di quel

bimbo che tutto

mostrava già di

sapere e vivere

voleva degnamente.

 

SCONVOLGIMENTO

E' come se tutto intorno

a me fosse capovolto, valori

sentimenti giustizia verità.

Mi sento sradicata e ribelle.

La ribellione nella sua intensità

proviene dal fondo dell'essere

raccogliendo - dal cuore alla mente -

tutta la forza che penseresti

fiaccata dagli anni che

sembra invece giovanilmente

premere sempre più su sempre

più forte per uscir fuori

allo scoperto senza falsi pudori.

E' come se la vita mi scoppiasse

tra le mani, la posso trattenere,

ma quanto? E forse non è bene tacere.

Se libero è il pensiero che dica

ispiri le parole e la fatica

di tutti gli uomini…

 

MORTE INTRAVISTA

Ho intravisto la morte e ho avuto

paura. Un minuto soltanto per ripensare

una vita. In uno squarcio s'è aperta tutta.

La mente sbandata in un panico senza

pudori la lacerava in brandelli, era brutta.

Ero sola e forse soltanto di questo ero felice

la gola bloccata nessun aiuto unica spettatrice.

Che cosa fare per non soffocare? Una

preghiera un pensiero qualcosa da amare.

Annaspando morivo scioccamente senza dire.

 

NATURA

Non sempre Natura si fa forgiare

come il ferro si forgia. Può sembrare,

ma a lunga lunghissima distanza ritorna

la vibrazione ch'è diversa. È strano,

ma è constatazione dell'umano.

Non puoi filosofare su ciò ch'è

necessario e non accidentale.

Devi solo ritrarti dall'idea che sia male.

 

ANCORA SOLITUDINE

Io so d'essere nata con un destino

di solitudine lo so da sempre, da

bimba non ridevo. Le carte gli astri

non lo rivelano, ma è presente

e chiaro nell'animo e non mente.

Forse era già nel grembo di mia

madre come una malattia

ereditata da avi inconsapevoli

che io amo pur sempre, non colpevoli

della mia sorte oggi già compiuta.

Ma infine non rimpiango perché

ho colto quello che altri non coglieva

d'una vita vissuta all'ombra

d'un silenzio incompreso e raccolto.

Oggi a me resta solo la coscienza

di quel che ho fatto o non ho fatto

agli altri: in molti c'è riconoscenza

per un agire senza mai riscatto

in pochi l'incomprensione che non paga,

ma alimenta la volontà di fuga.

 

ACQUA

La pioggia è ormai cessata

dopo aver lavato la terra

gli alberi le foglie gli animali.

La campagna s'è come dissetata.

L'acqua per cui Francesco lodava

il suo Signore è l'elemento

sacro - fin da tempi remoti -

per ogni gente che la ritiene

lavacro di colpe impurità

peccati. Il mare ti attrae,

nel tuo inconscio è purificatore.

Ti appaieresti a Venere sorgente

dalle acque? No, saresti solo

la donna rinata alla vita

naturale sempre vagheggiata,

la donna delle origini creatura

onirica ch'è essenzialmente pura.

 

UN CANE RANDAGIO

Un cane randagio con occhi umani.

Ne ho incontrati tanti mai nessuno

così dolce, gli avrei stretto le mani

che non ha l'avrei abbracciato

tanto profondo e vero è lo sguardo

partecipe dell'infelicità sua e del mondo

che gli appartiene in parte, ma che

sembra capire davvero fino in fondo.

Una bestia? No, un essere vivente

come pochi fra tanta troppa gente.

 

MONTI LAZIALI

Ernici Simbruini Guadagnolo

monti modesti monti senza storia

servono di cornice all'orizzonte

servono pure a non sentirti solo.

Quando al tramonto limpido e sereno

scorgi borghi macchie verdi radure

ti domandi perché devi guardare

questa natura senza starci dentro

e t'è negato viverla davvero.

Riesuma allora arcaici miti e riti

silvestri che t'impongano un

contatto diretto con valli laghi fonti

cui abbeverarti ancora come un

tempo lontano che potrà ritornare

se ti vorrai e saprai riscattare.

 

IL NINFEO DEL BRAMANTE

Archi colonne mura sgretolate

emergenti dal verde di folti arbusti

incolti: il ninfeo bramantesco.

C'è anche un fonte un po' nascosto

a richiamar le ninfe. E' quasi

una stampa del Piranesi, ma

vi ritrovi l'atmosfera molle e

voluttuosa di dolci conversari

di dotte discussioni affrontate

con la leggerezza di menti elevate

che qui volevano lasciarsi andare

ad argomenti più o meno gravosi

nell'incoscienza di far parte d'un

mondo che già tendeva a negare

se stesso. Noi - pragmatici figli

d'un'età realistica e sfrontata -

guardiamo con comprensione critica,

ma incapaci ormai di cogliere

il gusto del vano perché bello.

Siamo protesi a ciò che sia più utile,

ma la meta è difficile.

 

DAI CITTADINI DI "PRAENESTE" E DINTORNI

Madonna, perché tante trine e ricami?

Madonna, tu semplicemente ci ami.

Il volto, pur chiaro e assai bello, ha

un'ombra di dolce mestizia. Non sei

così ornata il modello che madri

fanciulle vegliarde hanno in cuore. Sei

donna vergine santa, perché consenti

lo scempio di orpelli e di gioie a ricoprire

il tuo corpo redento da sempre se destinato

fra tanti ad essere tempio del Dio umanizzato?

Distogli la mano di chi sembrerebbe adorare

Mater Matuta Fortuna Giunone di chi

sacrilego fa prevalere la terra il sole

la luna, te madre di tutti nel bene e nel male.

Un semplice manto per Te, genitrice.

Un drappo celeste per Te, purificatrice.

 

IL BOSCO TAGLIATO

Il bosco non c'è più. Castagni abeti

faggi caduti sotto la mano dell'uomo.

È giusto per chi lo consideri legna

malvagio per chi lo vedeva ombra sacrale.

Ombra di tempi remoti di miti

silvestri lontani obliati che il male

respingono, se sconosciuto a quei riti

vicini a natura al primigenio

stato soave. Chi al suolo l'ha raso

non ha pensato che all'utile che

quasi sempre sovrasta ogni ideale.

Noi che ne abbiamo goduto per caso

ci sentiamo privati d'un tempio

che accoglieva la nostra vecchiezza

con consapevole offerta di naturalezza.

 

IL VUOTO

L'aria è ferma, afosa cappa,

il cielo grigio opaco fisso senza

accenno di nubi o bianchi cirri.

Tu sei in perfetta natural sintonia.

Ti manca ogni spunto di vita,

ma non dormi. Già sarebbe

necessaria e giusta sosta vitale,

ma t'impegni soltanto a lasciarti vegetare.

Questa è apatia questo il male

che più rifuggi perché ti conduce

là dove non vorresti arrivare

là dove la mente ti abbandona,

ma non si fa preannunciare.

Ricorda rielabora rifletti fà sì

che lavori come non ha mai fatto

costringila persino finché non

dia segni d'insofferenza o venga meno,

a pensare a quel vuoto totale che

forse l'attrarrà nel momento supremo.

 

L'ARTE

Contorni di mondi lontani grigiastri

azzurrini poi verdi di macchie silvestri.

Il cielo riprende i colori che sfumano

all'orizzonte il paesaggio ravviva

il ricordo d'un'arte ch'hai amato

e che ami perché ancora ingenua e raccolta

intorno a modelli da non superare.

All'arte ricorri quando un pensiero fugace

un'emozione un sentimento sono da sublimare.

L'elaborazione è necessaria e consequenziale,

ma richiede alla mente un impegno più arduo

che coinvolge ogni elemento del razionale.

Nell'arte abbandoni e ritrovi tutto te stesso:

lasciati andare alla scoperta dell' "io"

più profondo più inconsapevole e vero

dell'io, che ti si propone senz'altro sincero.

 

PROCESSIONE

Segue in lenta cadenza l'immagine

sacra che pare avanzare da sola.

C'è chi la sorregge la tocca la bacia.

La folla cammina in preghiera devota

raccolta senza mostrare stanchezza.

C'è una donna che piange - ignota

peccatrice - speranza la sostiene

di cancellare un dì le sue pene.

Come un sacro serpente si snoda

scorgi la testa cantilenante

ti aggiungi con reverenza alla coda.

Ritieni che il Padre ti guardi

dall'alto? Se osserva le cose

del mondo sfuggirgli non puoi, ma

vuole davvero un incontro sacrale

così esibito così rituale?

 

FIGLI

I miei figli schizzati a destra

e a manca come due birilli

travolti dalla palla di legno.

Non posso più toccarli né vederli

nel quotidiano posso solo udirli,

ma la voce mi arriva da lontano.

Lontano ormai il pensiero le parole

che dicono dell'animo ogni

intento. Non c'è che da aspettare,

ma che cosa? L'incontro che

alla fine l'intelletto prevede,

ma non è non sarà come la fede

ch'hai nel cuore te lo fa sperare.

Tutto avrà luogo tutto sarà

concluso in tempi che tu dici

brevi e lunghi insieme come

una due tre o più vite o come

un attimo che non vuole appendici.

 

MERAVIGLIA

La pioggia torrenziale ha lavato

il cielo le piante ha donato alla

terra di che dissetarsi nell'afrore

profondo che per lei è solo amore.

Se anche tu l'ami con sentimento

vero ti devi rallegrare ch'è lenimento

a un'arsura di mesi e benedetto,

è quello che gli oracoli potevano

predire e sperare se la divinità

accoglieva e ascoltava le necessità.

Nel ciclo naturale tutto è già

previsto soltanto raramente

arriva prima o dopo, ma la mente

dell'uomo non può immaginare

il perché. La scienza è lì a

spiegare il fatto la causa l'effetto,

ma per nostra fortuna molto ancora

le sfugge ed è il Mistero che noi

sappiamo si scioglierà soltanto

a certe condizioni in una situazione.

Meglio vivere così, se tutto

sapessimo avremmo doti sovrumane

nulla potrebbe meravigliarci e

invece la meraviglia ci fa

ancora bambini lo stupore

ci fa pensare ancora a un creatore.

 

BLA - BLA - BLA

Bla - bla: "Il mio addome è sempre più dolente"

Bla - bla - bla: "Le gambe non le sento per niente"

"Quanti mesi hai trascorso in clinica ortopedica?"

"Non ho fatto ricorso per l'assistenza medica".

Domande che si porgono in modo un po' svagato.

Risposte che ritornano in un tono sfasato.

Ciascun si parla addosso con grande sicumera,

ma a nessuno interessa la situazione vera

dell'interlocutore (definizione errata)

ché l'egotismo ai vecchi è così strutturato

che fa dire le cose più assurde ed è ben noto

che terrorizza chi non ha ancora il "vuoto".

Un po' di comprensione anzi d'umanità.

Tutti così saremo se il tempo lo vorrà.

 

RICERCA

La ricerca del vero sublima

e atterrisce insieme. Siamo fatti

per la vetta? Allora avanziamo.

Dobbiamo sottostare? Sostiamo.

In questo dubbio o duplice realtà

la mente umana spesso s'esaurisce,

ma non è certo che s'arrenderà.

 

IMMAGINE BOSCHIVA

Nell'incavo d'un albero un'immagine

Sacra, una Madonna. Sei interdetta.

La tua fede cristiana t'impedisce commenti,

ma la memoria di lontani miti silvestri

ti perseguita. Idee pagane subdole e striscianti

non t'abbandonano. Perché non lasciare

che la Madonna risieda nel cielo? O pregare

la sua figura spoglia sull'altare?

Così il figlio l'ha vista e venerata

come noi dovremmo, donna nata

da donna poi santificata.

 

OPACITA'

Opacità di sguardo che interrompe

il flusso d'ogni tentativo di

comunicare. Manca la ricezione e ti

senti inadatta. Ogni sforzo ti costa

in sintesi e chiarezza. La mente non

trova sbocchi svilita frustrata

da chi ti guarda come un'alienata.

Abbandona prima che sia tardi

prima che tu stessa dubiti di te.

 

SOSTA

Intorno a te una nebbia fitta

che tutto nasconde allo

sguardo, ma non al pensiero.

Nulla può cancellare davvero

le cose che tu rifiuti.

Ti assaliranno al primo raggio

di sole e ti coinvolgeranno

di certo in quella giostra

vitale che più non sopporti.

Approfitta ora della sosta

per una scelta che ti riporti

a un'esistenza normale,

ma più aperta a quelli

che oggi sono soltanto frammenti

 

di te dei tuoi sentimenti.

L'ABETE AMMALATO

L'abete illuminato dai raggi del sole

gioca con l'ombra che parzialmente

lo sfiora. Rami pigne aghi brillanti

nel pulviscolo d'oro sono paghi di luce.

L'albero non è mai apparso così felice.

Non dice la sua pena segreta

non vuole rattristare gli uccelli di passo

o l'uomo ch'è tanto più fragile.

L'abete è minato all'interno

da insetti voraci. La sua apparente

bellezza è ormai votata al niente.

Come per gli essere umani il suo male

è celato e non richiede pietà.

Che la sua fine sia nobile e silente

se Natura benefica vorrà.

 

PALLONCINI

Ferma assolutista decisa

la sicurezza dell'ignoranza.

La riconosci immediatamente

perché non lascia alcuna speranza.

Un corto filo nero unisce

e raccorda iattanza a ignoranza

rappresentate da due palloncini

che si levano in cielo pei bambini.

Quanti ne vedi stamattina -

rossi gialli turchini violetti -

il cielo n'è affollato ché

la giornata è bella e senza

vento, non c'è rischio di scienza

vera e modesta che li porti via.

Ma ecco un nuvolone grigio e

minaccioso ricolmo d'acqua

che vuole cadere; i palloncini

temono l'attacco del sapere

e si aggruppano tutti poverini!

La pioggia cade fitta e

a goccioloni. A penzoloni

alcuni palloncini resistono,

ma invano, le gocce li

travolgono e dopo li finiscono.

Sarebbe bella questa fantasia

se non ti risvegliasse un ignorante

che viene ricercando nella mente

senza riuscirvi chi sia stato Dante!

 

ANGELA

"Tanta fatica a campare per morire!"

Angela animo semplice e sincero

non sa quanto profondo sia il pensiero.

La fatica del nascere è anche gioia

per tutti. Il neonato… dopo lo saprà,

ma certo la sua nascita amerà.

L'adulto che combatte giornalmente

la sua guerra per vivere a fatica

non può che consentire con chi osa

dichiarare: "Vivo, ma la vita è faticosa!"

 

GLI ANNI TRENTA

Gli anni trenta? Anni d transizione

legati pur essi alle forme contraddittori

perché convinti d'esserne ormai fuori.

Le femmine fatali col "boa" nero

gli uomini con ghette e Borsalino

l'orgoglio d'aver vestito la divisa

di guerra, l'ultima certo del destino.

I ragazzi e i bambini già inquadrati

secondo un ideale ch'è ancor giovane,

ma esalta la virtù degli antenati.

Le avanguardie irrompono dovunque

soltanto noi ne siamo quasi esclusi,

ma abbiamo un duce forte risoluto

siam fortunati Dio ce l'ha mandato.

Non abbiamo connotazioni certe

non sappiamo ancora chi siamo

e che vogliamo se non guardando indietro

ai "patres" latini, ma non importa

godiamoci la pace nella ferma certezza

della nostra italica fierezza.

D'Annunzio il Vittoriale è l'emblema

vincente d'un'Italia che nasce

dalle ceneri in effige di tutto rispetto,

sventolando un tricolore antico e nuovo

insieme, riscattato col sangue a Caporetto.

Addio, comunque, anni ancora sventati

ancora ingenui. Di quel che poi accadrà

saremo responsabili, questa è la realtà.

 

(Su commissione)

IL GELSOMINO

Gelsomino e violette essenze

di anni lontani presenze

rievocate di donne fatali

che il volto avean semicelato

con drappeggiate velette.

Ciascuna lasciava una scia

profumata, ognuna teneva

alla fragranza sua personale.

Oggi - che il gelsomino è negletto -

se incontri ciuffi folti fioriti

che dànno un profumo inebriante

le immagini che ti rievoca son

superate, ma il sogno è conturbante.

 

(Su commissione)

A S. VITO ROMANO

Gina saluta e dice: "Addo' vai?"

Vado nel borgo medievale integro

ancora che d'un popolo italico mi

parla, gli Equi, fieri e ribelli

a Roma - David e l'invincibile Golia -

e io naturalmente parteggio per il debole.

Il "tu" rivela mirabilmente un'indole

che nei rapporti umani è ancora vergine

spontanea sincera. Qui è un bagno

rigeneratore se ti trattieni a lavare

l'ipocrisia cittadina se vedi nelle brune

casupole degli avi quanto è tuttora da amare

perché intatto e pulito…

 

AUTUNNO

Amo l'autunno con la sua mezza

luce filtrata dalle imposte. Avverto

finalmente congeniale la natura

che mi dimostra discrezione e misura.

Vedo nella penombra raffinata quasi

un aspetto di gusto e civiltà. Molti

dei grandi hanno amato i raggi splendenti,

ma molti hanno scelto le correnti

fresche le giornate tenui crepuscolari

l'ombra gentile che rivela i contorni

delle cose, ma non sempre i particolari.

L'autunno concede di sognare senza

la sfrontatezza vitale della primavera.

Nulla rinasce, anzi. Solo nell'animo

una luce lieve accende i sentimenti lievi.

 

UNA DONNA LEALE

E' morta una donna leale.

Poca la gente a piangerla

perché era leale.

E' più facile comunicare

con una persona banale.

Non c'è impegno né

scambio essenziale.

Augurati di soccorrere

il prossimo tuo

perché leale.

 

SEGNALI

Uva vendemmia mosto tino

Bacco rivisitato da tanti

pittori: ecco qui il repertorio.

Ma non è questo che m'interessa

o m'è congeniale, lo è

il broncio improvviso del cielo

che precede acquazzoni oppure

grandine addirittura che preannuncia

un cambiamento spesso esistenziale.

Mi paragono dunque all'animale

che cadendo in letargo può

riprendersi dal precedente attivismo?

Un letargo dell'animo potrebbe

forse rigenerarmi e farmi

ritornare indietro di tanti anni.

Qualcuno - fortunato - esce da un

coma e ricomincia la vita

con l'esperienza ch'ha già

accumulata, ma con forze ed

istanze giovanilmente nuove.

E' una speranza un'illusione,

ma dietro l'angolo c'è qualcosa,

fa' che diventi amore soltanto

amore senza condizione.

 

A MIO FIGLIO VITTORIO

Nel caos del terrore eversivo

nell'ansia del cuore e della mente

m'arriva da lontano finalmente

la tua voce. Ti sento vivo

e mi placo, figlio mio, ancor legato

al cordone ombelicale alla culla

ch'è sempre nei miei occhi rifugio della

madre e del bimbo ormai cresciuto.

Figlio, vorrei invocarti inviolabile,

ma la mia voce si fa sempre più fievole.

 

GUERRA MONDIALE

Bombe massacri baluginio d'incendi

che non cessano senza ricongiungersi.

Uomini saranno coloro che uno

a uno morranno in olocausto

di sangue a soddisfare il male.

Guerra santa aggettivo incredibile

a celare un orrendo rituale.

Sopravvivrà l'idea? Che sia preghiera

per cancellare un giorno ogni bandiera.

 

(ottobre-novembre 2001)

L'ATTESA

L'attesa dell'evento

la vita che si ferma

congelata. Non saprai

la "cosa" se non

quando avverrà.

Allora sarà tardi

per comprendere

tutto l'orrore

che avrai preparato

con le tue mani

d'uomo con la tua

mente d'uomo

ignorando il tuo cuore.

 

(settembre 2001)

PROFUGHI

Un'interminabile fila slabbrata

di donne di bimbi di vecchi laceri

avanza lenta senza guida apparente

verso un punto indistinto ch'è la meta.

Soltanto gli occhi enormi febbrili dei

fanciulli scarniti ti dànno la misura

del terrore che lasciano alle spalle

della speranza incerta di quest'avventura.

Sono i profughi, vittime ignote ai bordi

del massacro, ma non per questo meno

disperate, anzi il volto più vero della terra

calpestata dal fanatismo armato

che non soccorre chi soffre la sua guerra.

Gli inermi che pagano per tutti, per le

colpe dei Grandi senza alcun divario

vittime inconsapevoli d'un nuovo calvario.

 

(ottobre-novembre 2001)

UN ANELLO

Un anello: parte d'un'esistenza

memoria simbolo affetti ricordi.

Se ti perviene casualmente non perde

il suo valore più pregnante

e lo sai bene perché è pesante.

Pesante non d'oro o di brillanti,

ma di vissuto di chiusi sentimenti.

Quando nasce? Non sai, ma

la sua età si rapporta alla tua

quale che sia perché lui tutto sa.

Come se fosse un talismano

un indovino a segnar le tue dita,

gli devi umano rispetto e amore

se associa alla tua un'altra vita.

SCHEGGE

Come una piovra tutta t'avvolge

la tua vita se prima non ti

scoppia in mano e ti travolge.

Le schegge fluorescenti impazzite

si spargono dovunque e non riesci

a rimetterle insieme, son finite.

Scagliate dappertutto nei luoghi

dell'infanzia e dell'adolescenza

della maturità a ricercare le origini

della propria improvvisa demenza.

Non ti meravigliare se uscito

da te ti guardi e ti scopri diverso.

Non ti piaci, ma sai pure che ormai

la tua struttura è fissata nello

scorrere del tempo nella memoria. Vai

verso la distensione dell'immensità

dell'eterno del vivere infinito.

Non ti preoccupare d'una vita

così piccola quale appare la tua a

confronto con l'ideale cui sempre

hai teso cui finalmente ti congiungerai.

 

CODARDIA

Sono alla ricerca di quella forza

che mi distingueva. Come un'ombra

vago senza meta o scopo apparente

ripiegata in me stessa e dipendente

dall'altrui raziocinio e pensiero.

Cerco fortemente d'esser donna,

ma imploro vilmente una Madonna.

Una mente alterata che non vede

né si vergogna d'essere scoperta

da chi ancora può e a sé provvede.

Fronteggia ormai l'irrazionale puro

e si pone soltanto la questione

se ne sia soverchiato il suo futuro.

 

GUARDANDO BURRI

Mi sembra aver "sforato"

- come Burri una tela -

proprio la mia vita.

Forma pensante indefinita

guardo gli altri che ci sono

dentro e mi sento quasi

privilegiata nel mio

nuovo stato che tanto

più consente quanto più

mi tien fuori. Vivo

nel paradosso attivo.

Non ho più doveri.

Non lo sapevo ieri

oggi lo so. Oggi

ritrovo altre dimensioni

ad evitare quel coinvolgimento

che aggravi la mia fine

con il risentimento.

 

VENTO

Una vita dispersa nel vento

che sempre ha dissolto ogni

cosa. Vento di neve

dal nord o vento caldo di

sabbia bruciante. Un momento

rubato è come vissuto

per sbaglio e non t'appartiene.

Tu sai che per caso ti viene

offerto, dono inatteso.

Il vento trasporta ricordi

dolori mai spenti il vento

che gioca tra i rami sottili

e ne trae dolci accordi.

 

FOGLIE

Non ho più nulla da dare.

Finire così lacerata nell'animo

non è pena o tormento

perché niente ormai può mutare.

Se vedo le foglie secche nel vento

portate di qua o di là senza

ragione mi sento simile a loro

e capisco le forme vaganti

la vita senza motivo apparente.

 

INDIFFERENZA

Quando ti rendi conto che ogni

puro ideale che sempre ha dato

forza alla tua vita ti si

rivolge contro nel reale immediato,

allora vuoi rifugio alla mente

agli affetti delusi in questa

ch'è pur nobile colta ed elevata.

Ritorni col pensiero alla Grecia

della stoica atarassia ed osi.

Osi contrastare le emozioni

ribellarti all'impulso più vero

per proteggere una serenità

che non è codardia, ma necessità.

Non vergognarti, hai pagato

per questo spazio appartato e

solitario privo di turbamenti

di ansie protettivo, hai pagato

sulla tua pelle d'uomo ch'è nato.

 

IL PENSIERO (2)

Il pensiero che giunge all'Assoluto

come meta ideale d'un percorso

è cosciente d'averlo voluto.

Chi esita nell'impegno

del proprio intelletto, unica

espressione d'un'alta estrazione?

Ripiegando verso mete più

facili e sicure la mente

si risparmia, ma il niente

trionfa allora inesorabilmente

 

LA LUNA

La luna è d'argento

d'argento è la nube

sfioccata che la circonda.

Il contrasto col cielo cupo

ancora privo di stelle è

emozionante. La fantasia

si perde così soverchiata

da una realtà che tale

non pare se non riferita

al bello ch'ha in sé

la natura, inimitabile.

L'accostamento da artista

cattura il cuore la vista,

oltre giunge la scienza,

ma chi non si senta

scienziato e solo umilmente

uomo nella sua condizione

non distoglie lo sguardo

dall'infinito che affascinandolo

gli consente l'elevazione.

 

GUARDANDO DE CHIRICO

Mi trovo immersa

nella sua piazza deserta

con due manichini snodati

un edificio kafkiano.

Il cielo immobile

mi fa consapevole

della realtà surreale.

Se la mia mente è

passata attraverso un

momento essenziale

al pensiero dipoi, oggi

quella piazza vuota

m'appare remota.

Avanzando sulla via

faticosa d'elaborazione

guardo indietro al pittore

con gratitudine vera.

Egli è stato per

la mia giovinezza

un grande testimone

di sperimentazione.

 

IL VECCHIO E IL GATTO

C'è il sole e l'ombra

dei tigli sul suolo

è rotonda, una sfera

più oscura a segnare

la nicchia di chi

rifugge la luce.

Un gatto randagio

un vecchio che sosta

a riprendere forza

per una stanca discesa.

L'attesa accomuna

il vecchio e il gatto.

Di che? Di una giornata

diversa durante la

quale all'ombra che sale

attender la sera.

La sera è di tutti,

ma i due solitari

vedran nella luna

sorgente lo specchio

del loro destino

che sfugge che sale

che cala sempre più eguale

che qui li ritroverà

finché una sorte

beffarda e onnivora

decida per l'eternità.

 

DOLORE N. 2

Se io sono

è anche lui.

Se io non fossi

lui non sarebbe.

Io e lui compagni

amici-nemici

destinati a finire

insieme col nostro

inviolato mistero

col nostro segreto

destino. Uomo e dolore,

l'uno si tocca si vede

l'altro si avverte,

ma cosa non è.

Pensare lo puoi,

allora diventa

realtà quotidiana

persecutoria e maligna

che devi accettare

nel segno di una

natura tutta da amare.

 

SUL MIO RAMO

Mi sorprende un'improvvisa e improvvida

astenia. Forse mi ritorna

l'antica depressione? Guardo gli storni

alti sul cielo a schiera veleggiano

sugli alberi per poi posarsi insieme

di colpo quasi colti da decisione

unisona forse restii a volare

presi da ignavia o da pronta

rinuncia agli spazi più vasti?

Io sono come gli storni. Mi perdo

se costretto col pensiero a percorrere

la vita - ch'è vasta eppur profonda -

e scelgo di restare sul mio ramo

più basso più sicuro più vicino.

Sono dunque vile? La mia natura

umana non consente ardui voli

oppure ne ha paura, il finito

non osa mai avversare l'infinito

se non costretto a penetrarne il senso.

Ciò avverrà allora nel momento

estremo quando sarà possibile

l'identificazione dell'uno e l'altro

e l'intelletto puro sarà finito

e infinito insieme per una volta.

 

ADDIS ABEBA (1940)

Ancor vivo è il ricordo

dell'aereo che vira

sul bosco millenario

di profumati eucalipti.

Aba sembra regnare sull'acròcoro

nascosta allo straniero -

cui mostra solo l'imperiale "Ghebì" - (1)

semitica sovrana

del corno d'Africa.

Il suo abbreviativo

è nobile e fiero

come le Uizerò (2)

sulle cavalcature

dal passo saltellante

il capo protetto dal simbolico ombrello.

Il brunito pallore

denuncia la razza antica

spesso misconosciuta.

Ma leggiamo sul volto

che sovente si cela

l'orgoglio di chi

pone all'origine

di un singolare destino

Salomone e la regina di Saba.

Nei miei ricordi

di adolescente

rivivo i dilatati spazi

il cielo notturno

incendiato dagli astri

la boscaglia

i suoi liberi abitatori

la gente tutta

che nasce

dal misterioso crogiolo

di razze diverse.

Respiro ancora gli odori

sferzanti profumi

frammisti al "berberé" (3)

alle spezie

al sentore dell' "angerà" (4)

all'afrore dell'erba e della terra

sotto la pioggia.

Sintomi del mal d'Africa?

Non so.

So soltanto

che questi popoli -

dalla cultura

intatta e variegata -

esigono un credito

da noi razza estenuata.
---------------------

  1. Residenza imperiale
  2. Donne di nobile casta
  3. Peperoncino
  4. Focaccia, pane

 

LA "PIENA"

Non riesci a fugare

i fantasmi apparsi

all'improvviso. Ti son

caduti addosso come la

piena d'un fiume: il

dolore d'un'età dolorosa

che non puoi cancellare

se non col dolore.

La piena impazzita ti

sovrasta torbida e ripugnante.

Depositi giacciono sul fondo

che bisogna drenare.

Tu sola puoi farlo.

 

SCAMBIO

Scendo le scale

mostrando insicurezza.

Una mano s'insinua

nella mia quasi a

darmi certezza.

E' del mio sangue,

ma non sa che tra

noi sta passando la vita:

io gli dò l'esperienza

lui mi regala

un po' di giovinezza.

 

ADESSO

Adesso soltanto posso

pensare ai miei genitori.

Adesso che li immagino

placati. Adesso posso

tentare di ritornare

con la memoria

a un'infanzia ferita.

Adesso anch'io sono

placata e posso

finalmente saldare la vita.

 

SINTONIA

Appaiàti i tuoi passi

a quelli del compagno.

E' naturale, specie in

tarda età, la sintonia

e certo non ti costa.

Ti costa invece il pensiero

d'una possibile "rottura".

Vivi l'oggi soltanto

vivi secondo quanto

"amor ti detta" ancora.

 

SURREALE

Torpore sonno riluttante genera

Visioni surreali. Grandi arbusti

con foglie dorate enormi ali

nere variegate alberi colossali

foreste fantastiche animali

i più strani e sconosciuti.

Se sapessi adoperare un pennello

adesso potresti dare vita a

tutti quei mostri che un

sonno sofferto ha animato.

Dubbi insidie memorie accavallate

Tutto è lì nella mente rimestato,

ma una preghiera nasce, che

si ritorni a dimensione vere

per non turbare un sonno rilassato.

 

SPETTATRICE

Il mio pensiero

pensa la speranza.

Ho sollevato il capo

dal grigiore di giorni

malinconici se riesco

persino a vedere

che il cielo è azzurro

senza nubi proprio

come una cartolina

patinata e un po'

falsa e perciò

fuori dal reale.

Io ci sto dentro

e ne sono felice,

non voglio più

sentirmi come

una spettatrice.

 

BORA

Vento di bora che per te

è dolore. Vorrei che mai

spirasse a colpire là

dove il petto non s'oppone.

E' traditore perché il

cielo azzurro e puro

non t'insospettisce.

Come frecciata ti colpisce

e ti fa trasalire. Io

che l'avverto a te

vorrei sostituirmi, io

che posso fronteggiarne

la forza con la mia

più agguerrita debolezza.

 

SPERANZA

Il mio pensiero

pensa la speranza.

Ho sollevato il capo

dal grigiore di giorni

malinconici se riesco

persino a vedere

che il cielo è azzurro

proprio come una

cartolina patinata

un po' falsa.

Ma la natura

è sempre vera,

è la forma incantevole

dell'essenza immutabile.

 

LUCE

Se la luce è il mio riferimento

son spesso come cieca a ricercarla.

Anche la luce che il pittore dà

alla tela è elemento vitale

e scelta emblematica essenziale.

Illumina l'opera da dentro

e la fa unica, il centro.

Centro d'universale ammirazione

l'abbagliante intuizione

d'una fonte radiosa

che pervade tutto.

 

ANTICHI SAPORI

Affondo i denti in un sapore

antico e desueto: la cannella.

S'annuncia con l'aroma intenso

della torta di mele della nonna.

La mente con piacere ritorna

alla figura amata della donna

anziana altera e dolce insieme

che spesso cucinava i piatti

della terra natia della città

sempre rimpianta, Ancona.

In un caldo profumo di spezie

nonna - rammento - mi presentava

le pietanze più strane, ove

al sale si mescolava il dolce

dello zucchero e me le offriva

accattivante e fiera marchigiana.

Le apprezzavo? Non so, ma erano

sue e solo a lei le ho poi

attribuite. Un po' curva davanti

ai fornelli diritta poi quando

nel bel salotto riceveva

chiunque si recasse a riverirla e

a baciarle la mano d'antico

avorio che benevola porgeva.

Vecchia signora bianca esponente

d'un mondo oggi assai lontano,

ma nobile e a suo modo affascinante.

 

IL PENSIERO

E' fortuna e disgrazia

al tempo stesso

non t'abbandona mai

perché è te stesso.

Quando vorresti riposare

cancellando dalla

mente sofferta un passato

o un presente sgradito

lui è lì a tormentarti

dove e come hai sbagliato.

Ti perseguita assiduo facendoti

a brandelli non ha pena

di te né di se stesso.

Sa anche lusingarti - lusingandosi -

t'inserisce infatti in

una selezione di cervelli

pensanti e pragmatici,

un' "élite" d'eccezione.

Non s'accorge d'essere razzista.

Tu fingi di dormire

lo lasci alla sua lista.

 

ORIGINE

Bang! E nasce il mondo.

Tu sei sulla sua crosta come

una formica, ma tutto lo riassumi

nel tuo pensiero: cielo astri

nuvole alberi sassi biancastri.

Puoi contenerlo tutto nell'attimo

fuggente, tu piccolo e grande

insieme come Lui t'ha voluto

e come hai constatato da

sempre con l'orgoglio esibito

di chi così è già nato.

Puoi scendere o salire,

ma ascolta nel tuo io

più profondo la voce della

formica primigenia che

voleva soltanto arrampicarsi

lentamente per salire

fin dove realizzarsi.

 

COSCIENZA

Sei lacerato, ma solo nel profondo

all'esterno non pare. Così come ti

mostri chiunque può pensare che tu

sia felice e spensierato. La maschera

è pur sempre efficace non occultando

però il tuo io più vero che vuole

per pudore celarsi ad altri.

Non chiedi non pretendi non implori,

stai bene con te stesso se la

coscienza ti rassicura e ti consola.

Ma coscienza cos'è? E' legge

che procede dal divino e dall'umano

quella che a tutti gli uomini

dovrebbe parlare dal recesso

dell'animo se uomini ancora

esistono in un'età così labile.

 

FIGLIO

Il grembo si richiude

sul figlio già nato.

Il grembo l'ha nutrito

non l'ha dimenticato.

Il figlio potrà andare

pel mondo più lontano,

ma il grembo resta

culla a ricordargli

che non pianse invano.

Pianto vitale o segno

d'aver compreso tutto?

E' un momento magico

sospeso nel ricordo

della madre. Al figlio

il mistero di quel

giorno nel petto.

 

LA STORIA

Nella storia ritrovi le tue radici

gli eventi ch'hanno plasmato la tua

terra le origini di tutto quello che

guardi curioso e ammirato. Menti

eccelse prediligono la storia

perché sanno ch'è l'opera tua

più alta e più importante che vede

te protagonista umano. Il mondo

che t'è intorno non è fatto da te e

ne resti stupito. Perciò ammira

la storia intessuta di gesta accessibili

nel loro svolgimento che - pur complesso -

le rende all'uomo tanto più credibili.

Tramutala - se vuoi - anche in leggenda

E i bimbi ne saranno affascinati.

Sovrani cavalieri generali guerre

battaglie conquiste nascite morti

attualizzate e viste come in un film

d'avventura che accende l'interesse

sino alla fine del secondo tempo.

Storia reale o vagheggiata, ma

sempre incantatrice perché tua

come null'altro nella vita.

 

UNA VOCE

Una voce purissima si leva

a prolungare la nota sopra il

golfo mistico. L'emozione già

sale insieme con l'acuto che ti

penetra il cuore. Voce stupenda

che nasce da Natura quando

riesce a superar se stessa per

dire in modo alto e dolcissimo

quello che solo pochi possono

immaginare. Così l'animo tuo

può raggiungere l'arte, assoluta

bellezza dell'Assoluto. Una

voce come tentativo di

pervenire al mistero della

vita e del silenzio eterno.

 

SENTIMENTI

La vita ti prosciuga i sentimenti

che in gioventù sono succosi

romantici fulminanti totali.

In età ormai avanzata senti

che tutto va verso una stasi

naturale che ti fa come lignea

pari a quelle madonne del trecento

che ti paiono quasi indifferenti.

Indifferenti sì, ma specchio del

divino che agli avi nostri

parlava di cose inattingibili.

Noi anziani d'oggi siamo inariditi

in un caos di pensiero irrilevante

dove poco interessa il trascendente.

 

BIZZARRIE

E' strano, è come se vivessi

una vita sdoppiata. Non

sono ancora morta, se lo fossi

lo saprei dall'agire degli altri,

ma dico e faccio cose nelle quali

non mi riconosco e sono tali

da farmi credere a un doppio

livello; uno è il consueto

l'altro quello vissuto

nell'immaginario. Come farò

a farli combaciare a ritrovare

il punto di perfetto incontro che

neanche conosco e non posso vedere?

M'attendo un qualche aiuto

da chi non so, ma così vivo

in modo sconosciuto a tutti

ed è perciò che per chiarirmi scrivo.

 

SURREALE

Torpore sonno riluttante genera

visioni surreali. Grandi arbusti

con foglie dorate enormi ali

nere variegate alberi colossali

foreste fantastiche animali

i più strani e sconosciuti.

Se sapessi adoprare un pennello

adesso potresti dare vita a

tutti quei mostri che un

sonno sofferto ha animato.

Dubbi insidie memorie accavallate

tutto è lì nella mente rimestato,

ma una preghiera nasce, che

si ritorni a dimensioni vere

per non turbare un sonno rilassato.

 

CASA MIA

Non sono a casa mia.

L'ultima mia casa

era in periferia.

Un viale discendente

fino alla piazza grande;

le rose sul balcone

a formare un'aiola

in mezzo al fumo

acre al rumore

sparato di carburazione;

davanti a me -

racchiusa nel silenzio

d'un verde esuberante -

stava come dormiente

una villa antiquata.

Guardava casa mia

coi miei ragazzi "in fieri"

ancora non lanciati

verso una loro via.

 

OMBRA

Un'ombra s'avvicina

che non puoi allontanare

più volte immaginata

più volte accompagnata

da paura incombente.

Non è vaneggiamento

né illusione né sogno,

ma destino comune

che alla terra ci salda.

 

UNA VITA

Il deserto è privo di ricordi

qualche orma soltanto, ma tu sai.

Sai che hai vissuto intensamente

tutto te stesso senza avere niente.

Per lunghi anni hai vissuto

sulle forze. Lacerante.

Il vento s'increspava sulle dune

sempre uguale e diverso mai clemente.

Qualche cactus chiedeva cure

particolari, glie le davi tentando

di farlo fiorire, ma l'acqua non

bastava e le oasi, lontane dal vivo

d'una realtà difficile e stringente,

non t'aiutavan certo. La mente

ricercava - costringendoti a provare -

altre vie altri mezzi altre cose.

Non volevi lasciare alle tue spalle

tentativi insoluti, ma la sabbia

penetrava dovunque e sommergeva.

Devi affidare al tempo e al futuro

il giudizio. Certo ognuno è deluso

e delude, ma la delusione

non rifugge dalla comprensione.

 

LEIT-MOTIV

Piove sull'asfalto

a gocce evanescenti

già pioveva nell'animo

privo d'aspirazioni.

Tutto è più oscuro di ieri

anzi più oscuro di sempre

se l'affetto s'è spento.

Come una fibra essiccata

al vento aspro e bruciante

è vacua deserta la mente.

Un solo pensiero permane

e giganteggia nel vuoto:

hai vissuto una vita,

ma il fine t'è ignoto.

 

SUL TRENO

Sola sul treno vuoto

non t'aspetta l'ignoto,

ma ciò che sai e vorresti

diverso per te per gli altri.

Ritorni l'illusione

a conceder speranze

smarrite comprensione.

Tutto è strano e inatteso

ora che vivi intensamente

nella memoria che ricorda

consapevole che sorda

sarà la risposta auspicata.

Volgiti a cose rispondenze nuove:

la vita non può dirsi finita

se il sorriso d'un bimbo

ti commuove.

 

SPERANZA

Le parole non servono

quando il cuore è ferito

e il cuore può morire

lasciar posto al dolore.

Se tenti sconfortato

altre vie d'espressione

sei costretto a ritrarti

vince l'indifferenza.

Sei solo e porti in mano

la tua disperazione,

ma se un uomo ti nota

viva è ancor la speranza.

 

ANCORA DOLORE

T'è compagno il dolore

senza nessuna assenza

senza alcuna speranza

senza fine, ad oltranza.

La pietà non rispetta

forse chi non chiede

chi non grida né piange.

E chi non concede

nulla di sé non ha colpa

è soltanto distratto.

Il dolore ha disfatto

tutto di te restando

al centro del tuo odio

e del tuo amore come

rovescio di tutto e di niente.

Lo avverti solamente.

 

EGOTISMO

Egotista ti scopri

davanti alla pagina

bianca, ma l' "io"

che sovrasta non è

forse un po' Dio?

Se soggetto tu fossi

ad "altro" da te

ti vedresti assai

basso sulla scala

dell'essere. Ma

se pensi che l'animo

tuo è parte d'un tutto

grandioso e superno

confida nell'oggi,

ma ancor più

nell'eterno.

 

LUCE

Se il rapporto sociale

non è gratificante

resti solo con te.

Guardati dentro

sempre criticamente,

potrai migliorare

te stesso e scoprire

perfino se la luce

proviene dall'esterno

o dall'"io" sempiterno.

 

IL VELO

La nebbia nel tuo cuore

incombe ed è dolore.

Uno spiraglio aperto

riconduce alle cose

le più vere ed arcane.

Non chiudere la porta

alla vita che bussa

né al sereno che irrompe

strappa il velo del dubbio.

 

FIORELLA

L'irrequietezza ti portava

altrove sempre altrove

fervida d'ansia e d'immaginazione.

La vita t'ha tradito laddove

tu non pensavi. L'illusione

di realizzarti finalmente

oppure la meta più vicina

l'animo già turbato

forse, e la morte in agguato

 

MATTEO

Mi perdo nei tuoi occhi fondi,

ma svagati dietro le fantasie

adolescenziali che non sai

ricondurre a cose reali.

La mente pur dischiusa

non può cercare altro

che un suo varco segreto

ch'è per te naturale,

ma per noi tanto arcano.

Chi saprà penetrare

quel tuo mondo lontano?

 

SOLE

T'aspetti vento e pioggia

e invece il sole

s'accende sul balcone.

Così poco ci vuole

per aprirti il cuore

alla speranza d'uno

spazio di tempo meno

triste e gravoso.

Sei già felice del

giorno inatteso e provi

a dilatarne la durata.

Ti basterebbe forse

per convincerti a dire

che la vita è bella

se il sole la riaccende

e il pensiero trascende

quelle conclusioni

che ieri erano tue,

ma oggi son rimosse

da un raggio improvviso

che t'inonda d'amore

condiviso.

 

LA SERIE

La sera scende lenta

l'imbrunire è un tempo

dilatato che travalica

il giorno nella notte.

Questa sarà rotta

dall'alba e la serie

non finirà se non

per te che ne bruci

una parte, la parte

che ti spetta come

umano. Breve o lunga

che sia non lascia

traccia se non eccelle

oltre i confini del

consueto. Ciò accade

alle menti geniali

che segnano la ruota

della vita come per

rabbia contro l'eternità.

I vincenti son rari.

 

POESIA

Svincolata dal reale

quanto sia necessario

a levarsi da terra

per volare nell'immaginario,

la poesia fonde esigenze

diverse di mente e di cuore

per parlare universalmente.

Le parole sian nuove

e antiche insieme come

parte d'un primigenio

linguaggio all'origine di

cultura civiltà tradizione.

La poesia sarà religione

salendo dall'animo umano

verso mete più alte.

 

VITTORIO

Il sonno del figlio

stanco, le membra

abbandonate le mani

affilate sui braccioli

t'intenerisce. E'

allora che voli

a giorni ormai

lontani, ma non

dimenticati. Lui

bimbo in braccio

a te che dorme

ancora ignaro

d'un futuro grandioso.

Il suo futuro è

oggi realizzato,

ma per te radioso

è pur sempre

il passato.

 

UMILTA'

Se credi di aver penetrato

le cose e di esserne andato

al di là vivi con la

tua presunzione. Quando

umilmente vedrai

il creato con occhi nuovi

allora forse sarai

più vicino di sempre

alla luce. Tralascia

pensieri ideali commenti

smetti scorda tormenti

mentali abbandònati

per una volta all'ignoto

che incombe per ritenerlo

soltanto beato.

 

CALDO

Il sole rovente rifrange

I suoi raggi. Calore

struggente dilava i contorni

di uomini e cose e li

trascolora. Tu stenti

a entrare in un mondo

sfocato quasi allentato.

Ti pare la copia di quello

già visto in foto ingiallite

di tanti anni fa. La morsa

del caldo aggredisce il

tuo corpo il tuo viso

il sudore grondante

ti mostra senza pudore:

maschera umana in

disfacimento.

 

ANCORA STRANEZZE (1)

Strana realtà la mia,

sono ancora sdoppiata.

Mi "vedo vivere" sempre.

I due "io" son divisi,

ma uniti nel destino

esistenziale. L'uno agisce

l'altro guarda da un obbiettivo,

ma non si sente vivo.

Forse sarà nel trascendente

se non può fare niente di

diverso.

Cerco una spiegazione

che soddisfi davvero la

ragione.

 

SULLO SDOPPIAMENTO (2)

Vaso di pesci rossi.

Io sono dentro e fuori,

mai rimossi i complessi

ancora vivo in pieno

sdoppiamento. Aspetto

forse un importante evento:

che i due "io" combacino di

nuovo e la mente turbata

ritorni a ragionare

equilibrata.

 

INCONTRI ESTIVI

Se vuoi assimilare

gl'incontri estivi

ai tanti rivi

che scendono al mare

senza lasciare traccia

puoi farlo, ma non

è vero se in ogni

incontro umano

entra in gioco il tuo

animo.

 

MADRE

Riposto dolore

di madre. Nulla

può consolare

se il grembo deserto

ancora si ribella.

Ogni virgulto

è figlio ogni figlio

è come proprio.

Una maternità

universale che in

sé stessa s'acqueta.

 

NIPOTI

Nipoti evocati

da lontano.

Il tempo si fa

breve e il ricordo

si stempera.

Perché sperare

la memoria

di te del tuo

vissuto?

 

APOCALISSE

Il sole già vivo

d'un'alba afosa

svapora il fiume

nella sua valle.

I fumi si levano

verso un cielo

fermo eppure strano.

Bagliori lontani

di caldo nell'aria

stagnante in

attesa.

Apocalisse di fuoco:

l'umanità

ha prediletto il

gioco.

 

I "MIEI" RAGAZZI

I "miei" ragazzi affollano

aule immaginarie

in tante notti insonni.

Tra noi sempre amore

è passato, l'hanno sentito

sulla pelle come difesa e

incitamento. Tutto ho dato

nel momento dubbioso

d'una esistenza che corre

verso l'impegno reale.

Tutto ho avuto se vive

sempre tra noi l'affetto

se l'avverto soffocare il

rimpianto.

 

FIGLI

Figli

m'assomigliate forse in

qualche aspetto, familiare

se agli avi si riallaccia

se ripropone in voi quanto

già visto in altri volti

altri occhi altri sorrisi.

Dopo sì lunghi anni mi

siete padri e madri

ed io - figlia e madre -

vi amo anche per questo.

Tutti gli affetti in voi

si confondono e rinascono

sempre.

 

NUVOLE

Cirri nembi e squarci

azzurrini: il verde sottostante

trascolora nelle tonalità

le più diverse a formar

lo scenario di montagne

di valli di casupole stinte.

Tutto è come lavato dalla

pioggia recente e t'appare

nuovo pulito. Potresti -

a chiuder gli occhi - ritrarlo

a memoria ed è dolce

sapere che la mente

preserva un'immagine

di natura inviolata.

 

TORPORE

Un torpore improvviso

un sogno a occhi aperti

un senso d'abbandono

alla corrente d'un fiume

di ricordi che viene da

lontano. Una fetta di vita

rivissuta senza potere

intervenire. Quante cose

oggi cambieresti ripudiando

il te stesso del passato

che ti sarebbe quasi

sconosciuto.

 

LA FORTUNA PRIMIGENIA

Un fiume di gente

trabocca la valle

del tempio. Il sacello

s'aspetta le offerte votive.

Qui la Fortuna è

la "mater matuta"

dei riti arcaici dei

miti della Natura.

Dal grembo dei secoli

il Vero cancella

false deità e il sole

risplende là dove

erano fiaccole accese.

Il tempio conserva

tuttora un fascino

arcano se il sacro

dissotterrato impone

il silenzio. Tocchiamo

le nostre radici,

la dea primigenia

risorge nell'immaginario.

 

CROCE DEL SUD

Una croce vibrante

di luce nel cielo

assiepato di stelle.

Nella memoria - scrigno

di cose - ha un suo

sito riposto. Deserti

acrocòri orizzonti

infiniti tramonti

accesi spazi aperti

al tempo alla vita

d'ogni animale. Il

ricordo t'assale

pungente nell'età che

chiude i confini. Il

confronto spaura. Gli

spazi son altri, altro

il tramonto.

 

PIOVE

Piove nella valle riarsa

sulla cresta dei monti. La

nebbia fumiga a forma

di lingue di fuoco che poi

svaniscon nel cielo

che s'apre al sereno. Le gocce

diradano, il dolce afrore

di terra bagnata improvviso

ti coglie e ti cinge come

a volerti legare per sempre

a questa natura materna.

È un fenomeno antico

che lo stupore rinnova

ogni volta.

 

CICATRICI

Nell'animo nascoste

sono le cicatrici. Non

guariscono mai se

nel tempo ritrovano

un motivo di essere

anzi di sanguinare.

Stacca il contatto a

impedire i ricordi

del dolore di vivere.

 

NAVIGARE

Tempo e spazio

avverti sulla pelle

quando l'uno ti sfugge

e l'altro è ignoto.

Il bisogno di cieli

smisurati

ti porta ai confini

del mondo. Provi a

navigare, ma il timone

squassato t'abbandona

nell'oceano infinito.

 

SCHEGGE DI PAURA

Schegge di paura

nei gesti rallentati

negli occhi nelle mani,

radicate nell'animo

che trema senza

vibrazioni.

 

LINDA

Cespi bianchi scomposti -

come da mietitura -

bruni solchi terragni

a racchiuder laghetti

cilestrini dolcissimi

riso breve riposto.

Linda appare qual è:

tozza e morbida madre

contadina.

Mi chiama "a 'nfiettà

e cipolle", ma io non so

cose remote così abituali

a chi le fà da sempre,

io sono un'inetta

cittadina.
---------------

  1. in dialetto sanvitese: a intrecciare le cipolle

 

QUEL BALCONE

Ritrovo quel balcone

i monti all'orizzonte

la valle sempre arcana.

Le luci del presepio

son lì a rivisitare

leggende pastorali

epifanie lontane.

L'animo già raccolto

attento a cose sacre

intuisce il prodigio

d'armonie primordiali.

 

UN PRETE

Semplice e rude

il prete-contadino

che ci viene dall'Est.

La sua parola è fede

consolante e lieve

che ci riempie il cuore

e ci fa più spediti

nel percorso

che il futuro sperato

ha oltrepassato.

Il suo entusiasmo è

contagioso il suo Vangelo

se lo porta appresso

in un apostolato

ch'è concesso

soltanto ai puri.

Noi - sofisti del "credo" -

ci arrendiamo alla

parola umile e vera

come vero è il suo

Cristo. Roma lo ricopra

di vesti fastose,

ma noi lo amiamo

povero e sofferto

dimesso e nudo

nella sua grandezza.

 

MEZZO VUOTO?

Bicchiere mezzo pieno

oppure mezzo vuoto?

La tua spenta risposta

potrebb'esser rivista

se un gesto una

parola incoraggiante

ti venisse rivolta

inopinatamente

da uno sconosciuto

che non pretenda

niente.

 

PUDORE

Pudore di mostrarti

fuori come sei dentro.

Amore che nasconde

se stesso come sentimento

che non t'appartiene.

Eppure sai il dolore

e ne conosci sempre

la fonte, da celare

spesso per amore.

 

LA PAROLA

La parola precede

talvolta il tuo

pensiero e non è

vero che lo tradisca,

anzi come lume

l'accende. Se non

avevi elaborato

fino in fondo il

concetto, chi avrebbe

suggerito?

 

MEMORIA

Memoria come scrigno

prezioso di frammenti

di fatti e di passioni

sogno già fugato

dal dolore cocente

che tutto inaridisce.

 

ANCORA LE DUE IDENTITA'

Il paradosso è in te

nella tua storia

dalle due identità.

Non serve la memoria

ad aiutarti. La mano

protesa dell'altro

nasconde l'attesa

d'una conclusione

angosciosa: il Male

oscuro, fatale.

 

FRUGARE

Se frughi tra "robe" con

mano nervosa frenetica

ansiosa se frughi e non

trovi non trovi, ricerchi

forse qualcosa smarrita

da tempo: una fetta

di vita.

 

STORIA

La storia s'accende

del Vero. L'uomo

deluso oggi

da una luce

infiochita

accenda la sua

vita.

 

VOLTI

Son tanti i volti

noti incontrati

per strada. Non sai

quando l'hai visti

non sai se li rivedrai,

loro che sono i tuoi

riferimenti.

 

ANGELI

Tre quattro venti tombe

al cimitero. Angeli sulle

lapidi ecatombe di bimbi

del primo novecento. Piangi

tutte le lacrime d'ogni

madre del mondo grembo

universale. Piangi per

non sentire troppo male.

 

GESTI ABITUALI

Compi gli stessi gesti

di tua madre lo sai.

Te n'accorgi in cucina:

cospargi come lei

a mano la farina.

E non ti duole questa

imitazione se aiuta

a connotare ciò che

passa nella discendenza.

Bello sarebbe trovare

la stessa pazienza di

quel tempo, ma il tuo

manca d'un po' di

tolleranza.

 

RIENTRO

La casa d'autunno e

la ripresa d'usanze

abituali. Come gli animali

ti riappropri della tana

d'inverno. Lascia uno

spiraglio per abitudini

nuove: la scelta

"illuminata" salverà

ciò che resta d'una

vita sbiadita.

 

CHAGALL

Si tengono per mano

nel cielo di città.

Il pennello è di

poeta alto e puro:

Chagall.

 

SMARRIMENTO

Se la mente smarrisce

non temere; t'attende

l'Assoluto. Lo vedi nel

tuo prossimo negli uccelli

nell'azzurro del cielo.

Riconoscilo: è celato

da un velo.

 

SILENZIO

L'armonia occulta

della Natura t'offre

scampo dal suono

frastornante. Sei in

grado finalmente

di cogliere il silenzio

del mondo concetti

esistenziali. Capisci

che da sempre sono

eguali.

 

TERREMOTO

Quanti bimbi là sotto

troppi per un paese solo.

Se non dormi stanotte

non puoi farli rivivere.

Il tuo pensiero vorrebbe

però dire: non è vero.

 

VITA

La vita non ti stronca,

ma t'allena non t'annoia

anche se va oltre la

giovinezza. Lo spirito essenziale

fronteggia pure il male.

 

LACRIME

Lacrime che lavano

il viso dopo il dolore.

E' così che ti scopri

pieno d'amore.

 

LA PENA DI MORIRE

Un cavallo azzoppato

viene soppresso per non

farlo patire. L'uomo

preda di pene disumane

per una infausta sorte

non potrà invocare la

sua morte?

 

PACE

Se dalla piazza t'arriverà

un concento di pace

rompi ogni indugio:

spegni la tua rabbia

aggiungi la tua voce.

 

AIUTO

Dell'esistenza adesso

vedi i dolori se le gioie

son sempre più nascoste.

Volgiti alla memoria -

che scioglie i nodi

della sofferenza -

a ricercare ormai

solo quel tempo che più

non avrai.

 

BRANDELLI

Brandelli di memorie

galleggiano nel vuoto

come relitti. Non

temere: da questi

puoi ricostruire

la vita.

 

SOGNO

Nel sogno tu vedi

La tua dipartita;

nel sogno ti vedi

inebriata di Vita.

 

GESTUALITA'

Ti rendi conto che

nei gesti ritrovi il

tuo vissuto e la

consolazione di non

essere mutato. La

ripetizione ti fa più

sicuro.

 

RICORDO

Il tuo nome

sull'acqua

le tue azioni

nel vento la

memoria spazzata

dal tempo. Non

resterà alcun

segno, però l'uomo

ch'è in te chiede

l'impegno.

 

TEATRO

Improvviso il suo odore

il tuo fervore; intatta

l'arcana magia. L'attore

la trasmette oltre il

sipario. Splendido

immaginario.

 

BIMBO ROM

Occhi di bimbo Rom:

specchio di gente

itinerante che va

e viene quasi flusso

di mare al navigante.

 

SPECCHIO

Lo specchio ti rinnova

e t'imprigiona. Tu

esigi d'uscire e lo

frantumi: ti ripete

per sempre. Non potrai

più sfuggire.

 

CORRIDA

L'occhio iniettato di sangue

il bestione furente s'avventa

contro il rosso sbavando.

E' il suo momento. L'uomo

l'affronta con lama sottile

danzando. Il toro piega e

finisce. L'uomo resta se stesso,

anzi svilisce.

 

TENSIONE

Un segno di matita

che tende verso l'alto:

è la vita. Tutto è

previsto nella

tua esistenza: persone cose

affetti. Tutto è proteso

alla trascendenza.

 

DISPENSA

Lacrime dentro e fuori.

Le riscuote la vita,

ma l'ha già fatto ieri.

Oggi basta: hai pagato

per più d'un'esistenza.

Hai la dispensa.

 

QUERCIA

La quercia folgorata:

il vuoto nel prato

che non s'interra.

La memoria dei rami

nella fiamma del

ceppo avvampato.

 

DISTACCO

L'applauso chiuderà

l'esibizione. A ciascuno

di noi rinnovare il "teatro".

Se l'agire comune ti trova

distaccato se riesci a vederti

recitare la vita, la prova

va applaudita.

 

BARBONI

Sulle ripe cementate

del fiume antico

uomini frustrati

dalla metropoli che

preme. Uomini

come gli avi che qui

hanno messo radici.

 

AMORE TARDIVO

Amore tardivo

rimpianto sentito

d'un tempo perduto.

Amore piu' schivo

che sfocia nel greto

d'un fiume gia' secco

eppur breve, ma ricco

di lunghe memorie.

 

LUCE

Ora "mi vedo" vivere,

ma "mi vedrņ" morire?

Dio, se la porta s'apre

io sono sopraffatta

dalla luce.

 

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