Gianni Vita


SPIRITUALITA' e ...
LOTTERIE


Vincere è una fortuna?


tipica slot machine


©  Prima pubblicazione : marzo 2016





INDICE


HO VINTOOOO!!!

UN BUON SISTEMA?

VINCERE O LAVORARE?

CONCLUSIONI

       
   





 

Il mio amico Luciano è una persona esperta, a cui mi rivolgo per discutere le cose più impegnative. In questa occasione lo invitai a brindare ad una mia vincita al Lotto. Ne scaturì una conversazione interessante, che ho deciso di riportare .

Nel testo le osservazioni di Luciano sono in carattere normale e colore marrone, mentre le mie argomentazioni sono in corsivo, nero.







HO VINTOOOO!!!



    Caro Luciano, vieni al bar: ti voglio offrire da bere, perché ho vinto al Lotto!!

    Congratulazioni, sono contento per te! Giochi spesso?

    Circa una volta a settimana, ma non tutte le settimane, da un paio di mesi. Perché?

    Cosa ti aspetti dal gioco?

    Di guadagnare un pò di soldi per farmi una bella vacanza. Sbaglio?

    Dipende. Visto che non hai mai avuto la possibilità di fare la vacanza desiderata, ne hai cercata la possibilità e l'hai ottenuta. Io penso che ti toccava, e perciò hai vinto.

    Si, partirò con mia moglie il mese prossimo!

    Ti auguro un buon viaggio.






UN BUON SISTEMA?




    Grazie. Mi sembra di aver trovato un buon sistema per togliermi degli sfizi! Che ne dici?

    Dico che rischieresti di andartene verso una deriva pericolosa, sia economicamente che, sopratutto, moralmente.

    Ma davvero? Mi preoccupi; spiegati meglio per favore.

    Innanzi tutto non devi pensare che, avendo vinto oggi, ti sarà facile vincere ancora; perciò, continuando così, potresti perdere piano piano (o peggio sempre più fortemente) quello che hai vinto.

    Ma io giocherei piccole somme e non tutte le settimane.

    Va bene, ma c'è sempre in agguato il demone del gioco. Se non vinci puoi essere tentato di passare ai sistemi, magari consigliato da altri giocatori, e giocare sempre di più, compromettendo i tuoi risparmi e magari anche le tue proprietà. Puoi rischiare di crearti il "vizio" del gioco; si chiama "gioco patologico" o "ludopatia", è una malattia psichica, al pari di altre dipendenze, come l'alcolismo o la tossico-dipendenza ed è forse più insidiosa, perché ancora sottovalutata, in quanto non fa danni fisici.

    Ma che mi dici! Ma se giocano tutti, sperando nella fortuna!

    Ti dico si!  Vedi, a parte l'incaponimento di rilanciare per recuperare le perdite e per arrivare finalmente alla vincita ambita, pian piano la situazione si trasforma in una dipendenza psicologica, secondo cui non è più il guadagno economico che conta, ma l'insaziabile brivido del gioco. Esso è ancora più evidente nei giocatori di poker o nei fissati di slot machines
    Molti anni fa capitai a Las Vegas (ma credo che la situazione sia analoga anche nei nostri bar di oggi, che non frequento), dove si gioca non in casinò deputati solo al gioco, ma in ogni hotel. Vedevo la gente davanti alle slot machines che non faceva altro che mettere monete e azionare la leva del gioco; erano incuranti non solo di ciò che li circondava, ma persino della eventuale caduta delle monete che vincevano. Erano come ipnotizzati dal continuo girare del rullo della macchina. Neppure gli operai alla catena di montaggio si comportano così!
    E poi accade anche che, chi non prende il vizio, ma vince una tantum alla lotteria o al totocalcio, venga travolto dal denaro
che gli arriva copioso all'improvviso e vada a finire peggio di prima. Gli può venire uno scompenso psicologico, una allocazione sbagliata del denaro, l'assedio di parenti e amici interessati, o un grosso problema su come godersi i soldi senza farsi scoprire vincitore.








VINCERE O LAVORARE?



    Però, scusa, uno potrebbe specializzarsi nel gioco, come tecnica, senza entrare nella spirale del vizio: diventare un giocatore di professione, che sa come e quando giocare e può fermarsi quando vuole se necessario; può mettere da parte una quota delle vincite e giocarsi il resto; così potrebbe guadagnare molti soldi, senza andare tutti i giorni a lavorare.

    E ti pare una scelta utile? Qui entriamo nella filosofia della vita!
    Vedi: noi siamo incarnati per fare esperienza della materia, imparare ed evolvere, attraverso il servizio agli altri.
   Normalmente il lavoro ci è necessario per vivere e le circostanze costringono la maggioranza a farlo per necessità, ma il lavoro è sopratutto un mezzo per contribuire alla società. Chi non fa nulla per gli altri, ma si limita a prendere è un parassita e perde l'opportunità di crescita che la vita gli offre. 
    Questo vale per i giocatori, come per le persone nate nella ricchezza non guadagnata da loro e che non fanno nulla di utile, limitandosi a mangiarsi i beni ereditati. Sicché il gioco non è negativo solo perchè ci si può rovinare, ma anche se si riuscisse a guadagnarci. Chi ha avuto la "fortuna" di vivere di rendita, nel suo stesso interesse evolutivo, dovrebbe contribuire comunque alla società, magari svolgendo del volontariato. Chi poi ha avuto l'opportunità di un impiego pubblico dovrebbe svolgero con coscienza e impegno; se, invece, si approfitta della disattenzione del sistema per scaldare la sedia o occuparsi dei fatti propri, assentandosi dal lavoro, ne pagherà le conseguenze, anche se non fosse scoperto.
    Il gioco sistematico, in un certo senso, è peggiore del capitalismo passivo, perchè è il contrario della perequazione sociale.
    Infatti nelle società moderne equilibrate si cerca di fare in modo che chi ha di più contribuisca di più alle risorse della comunità, a favore di chi ha di meno. Invece col gioco accade l'opposto: molte persone, spesso povere, che si illudono di risolvere i loro problemi vincendo una grossa somma, versano i loro risparmi a favore di una sola o pochissime persone, che diventeranno ricche. Così, invece di redistribuire la ricchezza, la si concentra in poche mani!


    Hai detto che ci incarniamo per fare esperienze e sappiamo che tutti noi, vivendo moltissime incarnazioni, abbiamo provato tantissimi ruoli, anche "negativi": oltre che lavoratori, padri o madri di famiglia, preti, suore, medici, anche ladri, prostitute, prìncipi e accattoni.
    Dunque uno potrebbe anche voler sperimentare il ruolo del giocatore, o no?

    Certo! Purché se ne assuma ogni responsabilità e non coinvolga altre persone, come i familiari, trascinandoli nella miseria e nelle preoccupazioni: dovrebbe restare single, o separarsi dal coniuge, dopo avergli assicurato una vita dignitosa.
    Quando il gioco lo avrà portato in miseria, non deve chiedere aiuti a parenti ed amici, ma accettarne le conseguenze e cercare di risalire la china; solo così imparerà qualcosa dalla sua esperienza.








CONCLUSIONI





    In base alla nostra discussione, possiamo concludere che:



 







NOTA: Gli indirizzi dei siti web e quelli  di posta elettronica citati, o linkati possono cambiare nel tempo, o anche diventare introvabili, a seguito delle continue modifiche che i responsabili possono apportarvi.


QUESTO TESTO E' DEDICATO AL SIGNORE, CHE SI E' INCARNATO NEI GRANDI AVATARS, COME : 

GESU'  SATHYA SAI BABA*
  

* Sai Baba si è incarnato il 23 Novembre 1926 a Puttaparthi, un villaggio nella regione dell'Andra Pradesh nel centro-sud dell'India. Ha lasciato il corpo il 24/4/2011. Ha decine di milioni di devoti in tutto il mondo. Opera ogni sorta di miracolo. Ha realizzato ospedali, scuole, villaggi, acquedotti, ecc. per sollevare la condizione dei più disagiati. 
________________________________________________________________

Se vuoi leggere altri libri gratis on line, vai a: redazionevita.altervista.org

________________________________________________________________