Gianni Vita


FARE I GENITORI

Un modo diverso di vedere le cose




©  Prima pubblicazione : 1/5/2016
Rev. 2 - 2/6/2016




INDICE



I GENITORI SBAGLIANO?

CHE FARE ALLORA?

UN MODO DIVERSO DI VEDERE LE COSE

ESEMPI

COME CAPIRE

CONCLUSIONI








 
I GENITORI SBAGLIANO?




      Normalmente si diventa genitori per via naturale, istintuale, senza frequentare una scuola e spesso senza rendersi ben conto delle difficoltà e delle trasformazioni della propria vita. Spesso si procrea a caso, o per assecondare l'istinto genitoriale e specialmente materno; poi ci si accorge che un figlio non è una bambola, che si può riporre in un cassetto quando ci si è stancati di giocarci, ma è una persona, che ti sconvolge la vita: non puoi più andare in discoteca, al cinema, o a fare un week-end romantico; i tuoi orari sono soggetti ai suoi e tante altre cose.

    Una scuola vera e propria non c'è: ci sono recentemente delle iniziative reperibili su Internet e, magari, dei libri di qualche psicologo, ma non è detto che si risolva il problema.
      Infatti ci sono filosofie diverse, approcci contrastanti sulle modalità di fare il genitore:
    C'è chi raccomanda un approccio severo, intransigente e chi quello morbido, compagnone e permissivo. C'è chi vuole dialogare coi figli e chi evita discussioni. Alcuni propugnano la massima libertà, mentre altri sostengono che i figli stessi desiderano inconsciamente misurarsi con i limiti che i genitori debbono mettere.
     La cosa poi è molto diversa se si ha un figlio unico, o' molti e diversi tra loro.
    Poi c'è il problema del tempo da dedicare loro: una volta la mamma stava a casa e se ne occupava a lungo; ora molte mamme lavorano ed hanno poco tempo da dedicare ai figli; non parliamo poi dei padri, assorbiti spesso per tutto il giorno nel loro lavoro.

    Sembra che ogni medaglia abbia il suo rovescio: la rigidità dà sicurezza, ma può suscitare ribellione, specie perché la società offre modelli opposti; i ragazzi si confrontano e vogliono le libertà di cui dispongono i loro compagni; del resto tutti i ragazzi hanno il diritto di sbagliare per imparare e non si cresce con l'esperienza altrui.
    Il permissivismo è più rilassante, ma può condurre a errori grossi, se il carattere del giovane non è formato abbastanza (e quale lo è?). Si rischia di viziarli, dargliele tutte vinte, farne dei fannulloni?
    Insomma i genitori "sbagliano sempre", secondo i figli e spesso secondo loro stessi, specie se capita qualcosa di spiacevole ed allora si accusano a vicenda (in tal caso i figli, che naturalmente sono di entrambi, diventano polemicamente "miei" o "tuoi", secondo la convenienza di ciascuno dei genitori).
    A volte da genitori scrupolosi vengono figli sbandati e viceversa. Spesso figli degli stessi genitori hanno riuscite diverse, addirittura opposte (vedi Caino e Abele).

Caino e Abele

    E' anche vero che molti addebiti, che i figli possono fare ai genitori, ricadono nel tentativo generale, di ciascuno di noi, di scaricarsi la propria coscienza, addossando le responsabilità a qualcun altro.

    E come fronteggiare le tensioni o gli scontri tra fratelli? I fratelli sono "coltelli", come recita un noto proverbio? Oppure sono affettuosi complici? Spesso hanno normali contrasti di convivenza: quelli che abbiamo tutti con chiunque viva con noi ed inevitabilmente limiti la nostra libertà. Poi ci sono le gelosie spontanee di un figlio che può avere l'impressione che i genitori privilegino qualche aspetto degli altri figli.
    Quando il figlio è unico tende ad essere viziato, perché tutti si occupano di lui e cercano di accontentarlo in tutto. Se ci sono molti figli possono insorgere squilibri: magari si tralasciano un po' i grandi per dedicarsi ai più piccoli, che sono meno autonomi; poi spesso si tende a non dare troppa importanza alle esigenze della figliolanza numerosa, sia per motivi di tempo che di risorse e gli ultimi si beccano vestiti e giochi dei più grandi. Insomma "la perfezione non è di questo mondo" e "come fai sbagli"!
   








CHE FARE ALLORA?



  
       Certamente bisogna cercare il bene dei figli, non il perseguimento di un modello, o' peggio di aspirazioni dei genitori e tanto meno l'affermazione del proprio potere; sembra ovvio, ma temo che questi siano gli errori più diffusi, esempio: << nella mia famiglia si è sempre fatto così!>>, oppure <<voglio che tu riesca dove io non sono riuscito>>, o addirittura <<fai così, perché lo dico io!>>.
      Perfino i consigli  "per il loro bene" (ma è davvero per quello?) vanno dosati ascoltando le domande dei figli e solo quando indispensabili; altrimenti si rischia di inflazionarsi e finire per parlare al vento.
         E quanti matrimoni sono falliti per l'ingerenza  dei genitori di una coppia? I matrimonialisti dicono che nel 30% delle separazioni la causa è questa!







UN MODO DIVERSO DI VEDERE LE COSE




    L'argomento è così impegnativo e variegato che non abbiamo alcuna pretesa di dare delle risposte. Questo scritto vuole solo introdurre una prospettiva più ampia al problema.
    Per cercare di fare qualche progresso occorre ampliare la visuale. Per esempio, nella fisica astronomica non si capiva perché certi valori non tornassero; poi intervenne Einstein, che ampliò le leggi ai fenomeni che accadono a velocità elevatissime e così si fece un passo avanti.
    In psicologia si annaspava entro certi limiti, finché Freud spiegò molti misteri dell'inconscio; da allora sono stati fatti bei progressi nella comprensione umana.
    Similmente è ora di accogliere le nuove scoperte psicologiche, offerte dalle conoscenze sulle vite anteriori, che si sono sviluppate nei decenni più recenti:
    Noi non siamo delle personalità nuove, da plasmare da zero, bensì delle entità antiche, che si sono reincarnate. Sebbene dimentichi del passato a livello cosciente (così come siamo ignari di ciò che dorme nel nostro subconscio), siamo il prodotto di tante esperienze ed incontri delle nostre vite anteriori. Esse costituiscono una polarizzazione notevole, ignorando la quale, restiamo piuttosto al buio. La cosa riguarda noi stessi ma, nella prospettiva di questo scritto, interessa molto i nostri figli,  le loro caratteristiche ed inclinazioni e le vicende che li riguardano.
      Ciò che può accadere loro dipende molto dal passato e dai motivi della loro stessa incarnazione.
    Infatti, secondo le scoperte di illustri psicologi moderni, noi ci incarniamo per sperimentare nuove cose e per risolvere alcuni problemi che abbiamo in sospeso con altre entità. Per fare ciò abbiamo concordato la nostra nascita, chiedendo a certe entità di farci da genitori. Quindi abbiamo scelto con chi stare in famiglia, perciò è inutile scalpitare, se non ci piace è meglio cercar di capire e risolvere eventuali conflitti, per poter evolvere.
    La nostra famiglia, perciò non è una questione di destino, fortuna o sfortuna, ma una sfida ed una opportunità da accogliere.
   
    Noi potremmo esserci incarnati per avere l'occasione di riconciliarci con una persona, con cui avemmo dei contrasti; perciò essa si è reincarnata come nostro figlio e quello che fu nostro avversario, ora, invece, siamo portati ad amarlo ed aiutarlo, senza ricordare il passato. Tale passato, però, spesso esplica i suoi effetti, in modo incomprensibile, perché emergono dei contrasti inspiegabili, che ci fanno vivere male il rapporto: vorremmo avere una relazione serena ed affettuosa, ma scattano spesso incomprensioni e rivalità che non ci danno pace.
    Per esempio, i complessi di Edipo e di Elettra sono etichette psicologiche di situazioni che non sembrano ben comprese da Freud stesso nella loro origine. E se quei sentimenti nascessero dal fatto che genitori e figli attuali furono amanti o coniugi in una precedente?
    La stessa cosa può accadere tra coniugi, con inevitabili ripercussioni sui figli: quella che fu un'iniziale attrazione, innamoramento e passione, diviene talora insofferenza e distacco. Anche qui la responsabilità delle divergenze può essere dovuta a contrasti di vite anteriori; in tali vite potremmo avere avuto problemi anche gravi, che ci hanno indotto a reincarnarci per scioglierli, inducendoci a sposare una persona; ma poi non è facile vivere questa riconciliazione.








ESEMPI




    Alcuni esempi, tratti dal libro "Reincarnando s'impara", possono aiutare a capire la situazione:

    C'erano due fratelli, figli di una famiglia italiana tranquilla e spiritualmente orientata; ma essi erano sempre in contrasto: il più grande dei due tormentava spesso il più piccolo, assalendolo verbalmente ed urlando una parola: <ainsfainz>, seguita da: <ta ta ta ta>.
     Un bel giorno la loro mamma incontrò una famosa sensitiva, la quale, senza tanti indugi, le disse che i due figli erano stati rispettivamente un soldato nazista ed un prigioniero in un campo di concentramento. Il soldato rincorse ed uccise il prigioniero che era riuscito a fuggire. Nella vita attuale i due si erano incarnati come fratelli, per avere l'opportunità di riconciliarsi; i ruoli si erano invertiti: l'antico prigioniero tormentava il suo ex aguzzino con quelle grida minacciose.

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     Heather era una bella ragazza francese, vissuta qualche secolo fa. Mentre viaggiava in Spagna, conobbe e sposò un nobile spagnolo. Costui era fidanzato con un'altra donna, la quale prese molto male quel matrimonio e scatenò un grande contrasto con la nuova sposa "usurpatrice", calunniandola e trascinandola davanti al Sant'Uffizio, finché essa stessa la torturò ed uccise in carcere.
     Nella vita attuale, quella donna è sua madre!  Purtroppo la madre non sta atteggiandosi in modo da recuperare un rapporto positivo, ma dimostra gelosia e rivalità nei confronti della figlia.

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     Verso il 1890, Arabella era una bella ed allegra ragazza polinesiana di diciannove anni; era figlia del capo tribù Andrea e fidanzata ufficialmente con Orfeo, un giovane fiero ed orgoglioso.

     Un giorno alla loro isola del Pacifico giunse un vascello inglese. Al suo comando c’era il giovane Peter: bello, biondo, coi capelli lisci lunghi. Arabella lo incontrò per prima e ne fu subito colpita, cominciò ad osservare Peter ed a civettare nei suoi confronti, sorridendogli ed ammiccando, finché il comandante inglese si lasciò attrarre da lei, seguendola in luoghi appartati del bosco e su spiaggette isolate. Ne scaturì un periodo di breve ma intensa passione, malgrado la barriera linguistica.

     Dopo la partenza di Peter, Arabella si scoprì incinta e cercò di tenere nascosta tale circostanza. Purtroppo la promessa di matrimonio in quella terra era probabilmente considerata molto seriamente e chi la tradiva era reo di morte. Orfeo, quando seppe del tradimento di Arabella non glie lo perdonò, anzi andò da suo padre Andrea – il capo tribù – per esigere il rispetto della legge e chiedere addirittura di eseguire lui stesso la sentenza.

    Arabella riconobbe i personaggi di quell’esistenza polinesiana nella vita attuale:
    Andrea, capo tribù, era ora sua madre; colui che la condannò a morte in Polinesia, ora le aveva dato la vita partorendola; prima l’aveva condannata per aver avuto un figlio illegittimo ed ora l’aveva concepita illegittimamente: fu una ragazza madre, il cui amante era fidanzato e sposò un’altra donna, anziché lei.
Le circostanze della vita costrinsero Arabella a convivere con sua madre anche dopo sposata, nonostante sentisse verso di lei un'insofferenza, che durò finché essa morì; la figlia pensava che con la morte della madre sarebbe stata più serena, ma invece quella morte le portò un lungo strascico di disturbi emotivi.
    La rediviva Andrea aveva incoraggiato il matrimonio di Arabella con Orfeo, suo ex figlio, verso il quale nutriva affinità, ricambiata da lui. Essa inoltre dichiarava spontaneamente di essere stata un capo in una vita precedente.
    Orfeo, suo antico fidanzato è ora suo marito; lei non aveva soddisfatto il suo impegno matrimoniale con lui ed ora – senza saperlo – si ritrovò a sposarlo a diciannove anni. Lui era rimasto turbato dall’esecuzione che aveva voluto compiere ed in questa vita ha orrore del sangue ed era ossessionato dall'idea che la fidanzata fosse vergine al matrimonio.


    





COME CAPIRE




    Se vogliamo fare meglio, dovremmo cercare di sapere di più su noi ed i nostri figli. Spesso la conoscenza delle nostre vite passate può gettare luce su alcuni comportamenti altrimenti incomprensibili ed aiutarci ad agire nel modo più opportuno con ciascuna persona con cui ci rapportiamo, modulando le nostre azioni in relazione ad ognuno di loro, senza schematismi o regole fisse, uguali per tutti.
    Oggi si sono diffusi sempre più psicologi e sensitivi, che sono in grado di aiutarci a capire le nostre vite passate ed i loro eventuali intrecci con altre persone che ci sono vicine.
    Gli psicologi possono applicare la regressione con rilassamento o ipnosi per farci visitare e rivivere il nostro passato ed intravedere eventuali antiche rivalità.

seduta regressione

       Il più noto propugnatore di questa tecnica è l'americano Brian Weiss, che la scoprì casualmente nel 1980, mentre sollecitava i ricordi infantili di una paziente. Oggi egli ne è un grande divulgatore ed istruttore, ma sono molti ormai in tutto il mondo a condurla. In Italia ci sono ormai vari esperti capaci di applicarla ed i loro nomi si possono trovare sul web; addirittura la si può provare da soli, seguendo le istruzioni indicate dallo stesso Weiss, nel suo libro "Oltre le porte del tempo"; esse sono anche on line, sia come testo che come filmato. Weiss andò anche a "Voyager" e si può vedere il filmato di una tipica regressione condotta da Weiss. Altre informazioni sono disponibili su WikiHow.
       I sensitivi possono vedere direttamente tale passato e fornirci dei chiarimenti.
       Noi stessi possiamo accedere spontaneamente, o dopo opportuno esercizio, ai nostri ricordi ancestrali:
       Un altro esempio - tratto dallo stesso libro - può darne conto:
    La mia amica Luisa, che aveva già svolto diverse regressioni con psicologi esperti, una notte in cui aveva difficoltà ad addormentarsi decise di provare una auto-regressione: una tecnica proposta da vari autori. Soffriva da molti  anni di intolleranze alimentari e chiese al suo SE superiore se poteva scoprirne l'origine in qualche vita passata.
      Luisa svolse un completo rilassamento e le visualizzazioni iniziali suggerite dalla procedura, finché si trovò ad aprire una porta che la immise in un ambiente dell'antica Roma; vi si svolgeva un banchetto sontuoso, alla presenza di una personalità coronata.
     Lei aveva il ruolo di un'ancella, che serviva a tavola e mesceva del vino al padrone di casa: lei stessa aveva avvelenato quel vino, per vendetta e gelosia nei confronti di quell'uomo, che prima l'aveva tenuta come favorita, per poi metterla da parte.
     In quell'uomo Luisa riconobbe il padre della sua vita attuale, che l'aveva generata con una ragazza nubile, per poi ignorarla, per tutta la vita, con grande dispiacere per Luisa.
      
     Non è detto che la conoscenza del passato, ove ottenuta, risolva, sic et simpliciter, ogni problema (come spesso fanno credere alcuni autori), ma certamente aiuta a capire, razionalizzare ed accettare molte cose.










CONCLUSIONI




    In base alla nostra discussione, possiamo concludere che:





QUESTO TESTO E' DEDICATO AL SIGNORE, CHE SI E' INCARNATO NEI GRANDI AVATARS, COME : 

GESU'  SATHYA SAI BABA*
  

* Sai Baba si è incarnato il 23 Novembre 1926 a Puttaparthi, un villaggio nella regione dell'Andra Pradesh nel centro-sud dell'India. Ha lasciato il corpo il 24/4/2011. Ha decine di milioni di devoti in tutto il mondo. Opera ogni sorta di miracolo. Ha realizzato ospedali, scuole, villaggi, acquedotti, ecc. per sollevare la condizione dei più disagiati. 
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