·      Perché alcuni sono colpiti da incidenti o malattie gravi?

·      Perché c'è "tanta ingiustizia" sulla Terra?

·      La vita segue il Caso? Esiste il Libero Arbitrio?

·      Come si  concilia la Giustizia con l'Amore ed il Perdono? 

     Un viaggio attraverso studiate esperienze di reincarnazione sottolinea la relazione tra le vere cause e gli effetti dei nostri problemi; ne conseguono suggerimenti per ottimizzare la nostra esperienza terrena.

     La perfetta giustizia del creato è basata sull’Amore e ci aiuta a comportarci in modo da minimizzare la creazione di effetti negativi.

     Questo testo sconvolge il modo comune di pensare, riconcilia fede, razionalità e fatalismo ed offre una visione più soddisfacente della vita.

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    Nella vita ci capita spesso di osservare delle “ingiustizie”: un bambino muore prematuramente, gettando nella disperazione genitori e parenti; una persona onesta e di modeste condizioni economiche viene rapinata; un riccone prepotente ed antipatico froda il fisco, i fornitori ed i clienti, ma la fa franca e vive nel lusso; …

     Dov’è la giustizia? Quella umana dei tribunali fa sempre più acqua, con le sue esasperanti lentezze e la sua costosa burocrazia. Quella “divina” si accetta per fede, ma non s'intravede chiaramente in modo razionale, anzi può apparire che felicità o dannazione eterna - come prospettate dal cristianesimo - siano sproporzionate nella loro estremizzazione rispetto a "peccati mortali" talora modesti, come il saltare una Messa.

     Inoltre si dice - giustamente - che Dio è padre e sommo Amore; come può allora amare tanto, ma poi condannare così duramente qualcuno dei suoi figli? La chiesa dice che Dio è somma giustizia ed al tempo stesso sommo Amore.

     Quand'ero piccolo, per conciliare le due cose, immaginavo che Dio fosse simile ad un padre, che strilla, ma poi perdona; che ci giudicasse molto severamente, ma poi, se ci pentivamo, ci avrebbe perdonato volentieri; ma questa spiegazione non appare inadeguata nei confronti di coloro che noi avessimo danneggiato? Non apparirebbe "troppo comodo" per noi?

     Se ampliamo la nostra prospettiva alle scoperte degli ultimi decenni, esemplificate brevemente in questo libro ed alle relative considerazioni, le impressioni cambiano e ci possiamo accorgere che potrebbero essere diverse da come sembrano.

     La vita che viviamo è l’unica che ci spetta? Ovvero vale il detto comune, secondo cui “Si vive una volta sola”?

     Vari insegnamenti religiosi attestano, molti pensano e molti studi ed esperienze sembrano dimostrare che l’esistenza sia composta da una serie d'incarnazioni, mediante le quali noi impariamo ed evolviamo, diventando sempre migliori.

Nelle nostre vite passate siamo stati di tutto, incluso ruoli che oggi talvolta aborriamo: oppressori, schiavi, ladri, prostitute, assassini, principi e barboni, ebrei, musulmani o atei, preti e monache, italiani, cinesi, indiani, uomini e donne…

     Non è necessario credere alla reincarnazione come verità assoluta, anzi finché siamo in Terra, cioè nel mondo relativo, nulla è assoluto per definizione; possiamo però avvalerci della teoria della reincarnazione come un modello mentale, utile a capire meglio certi aspetti della vita. Questa teoria non è fatta per preoccuparci del passato, ma solo per trarne insegnamento. Siamo incarnati per sperimentare la materia ed evolvere attraverso tale esperienza.

     La nostra evoluzione avviene comunque, mediante un processo di errori ed autocorrezioni, secondo l’antico proverbio che recita: “sbagliando s'impara”; potremmo aggiungere che spesso le successive incarnazioni hanno lo stesso scopo: di riproporci situazioni e persone con cui non superammo le nostre prove; perciò è anche vero che "Reincarnando s'impara".

     I racconti di alcuni di coloro che hanno attraversato un periodo di morte apparente sembrano concordare sul fatto che, dopo la morte, l’osservazione delle nostre esperienze passate ed il desiderio di evolvere ci induca a sceglierci volontariamente una nuova vita, in cui progredire, correggendo il nostro comportamento; questa sarebbe una spiegazione più compiuta del libero arbitrio, che sarebbe più ampio nel nostro stato di entità disincarnate, più vero e duraturo del limitato stato d'incarnati. Se noi conoscessimo meglio come agire, potremmo risparmiarci un sacco di prove, sofferenze, reincarnazioni; infatti spesso la gente ripete i propri errori molte volte, prima d’imparare la lezione.

     Per questo motivo le persone più evolute dell’umanità ci hanno fornito delle guide, dei suggerimenti (comandamenti, precetti, detti, ecc) atti ad evitarci prove e ricadute, ma ognuno preferisce fare di testa sua, dando poco ascolto ed attenzione a tali suggerimenti. D'altra parte è nella natura umana la tendenza ad imparare sulla propria pelle, in base all'esperienza ed a non accettare supinamente le raccomandazioni altrui. Questo, da un certo punto di vista, è un bene, perché ognuno di noi è diverso dagli altri ed ha potenzialità diverse; se tutti ci attenessimo ai consigli altrui non evolveremmo mai.

     Di più: l'uomo  probabilmente s'incarna soprattutto per sperimentare la materia, come descritto nella Bibbia a proposito del Peccato Originale (il desiderio di sperimentare qualcosa di nuovo: la dualità bene/male), oppure nella Divina Commedia, col personaggio di Ulisse, desideroso di sperimentare l'ignoto anche a rischio della vita. D'altronde molti di noi non hanno un desiderio analogo, che si manifesta con la partecipazione a sport estremi o a vacanze avventurose e pericolose? E' la spinta interiore dell'uomo a mettersi alla prova, sfidando se stesso e le proprie capacità, anche a costo di gravi disagi e rischi. Alle volte va bene, ma spesso le conseguenze sono pesanti.

     I consigli servono solo ad indicarci se una certa esperienza sia più o meno pericolosa, in base alle storie altrui. Nella pratica sportiva - per esempio - l'esercizio fisico è utile, anzi necessario per lo sviluppo del corpo, ma nel farlo si può eccedere, esponendosi a rischi e conseguenze eccessive, come cadere in una scalata, in una corsa troppo spericolata, oppure annegare per essersi spinti troppo in profondità, ecc. Vale la pena di attenersi prudentemente al noto proverbio "chi va piano va sano e va lontano"?

     Un modo per convincerci delle conseguenze delle nostre azioni è quello di esaminare le esperienze passate nostre ed altrui. Spesso però in una stessa vita le conseguenze dei comportamenti non si palesano del tutto ed occorrono più vite per constatare cosa succede.

            Molti ricercatori si sono applicati a studiare la reincarnazione e le vite precedenti, raccogliendo una messe imponente di testimonianze e riscontri su vite passate di persone che spontaneamente o sperimentalmente le hanno ricordate; la bibliografia riportata in questo libro è solo una parte di quanto è stato scritto sull'argomento in tutto il mondo.

Le vite passate, o almeno le circostanze più eclatanti di tali vite, possono essere svelate con vari sistemi. Il più classico e sistematico è la regressione, che può essere condotta sotto ipnosi, o mediante semplice rilassamento, ottenuto con esercizi di respirazione, profumi, agopuntura o digitopressione.

     Psicologi e ricercatori specializzati possono agevolare le persone a rivivere situazioni ed emozioni antecedenti la nascita: nella vita intrauterina, in vite precedenti ed anche nei periodi intercorrenti tra un'incarnazione e l’altra. Ci sono perfino delle procedure suggerite dagli studiosi, come Avery e Weiss (Oltre le porte del tempo) per auto indursi una regressione.

     Altri metodi per svelare queste cose sono:

·        Ricordi spontanei, che avvengono specialmente in tenera età e che sono stati raccolti e documentati da vari ricercatori. Uno dei soggetti più dotati di tale capacità fu l'inglese Edward Ryall capace di ricordare spontaneamente la sua vita nel diciassettesimo secolo, nei minimi dettagli. I genitori e gli educatori farebbero bene a non ignorare quanto possono dire i bambini in proposito, o peggio reprimerli, o sottoporli a “cure” che li facciano smettere, ma prestare attenzione e registrare i loro racconti, che potranno essere utili a comprenderli meglio.

·        La meditazione, che induce uno stato simile al rilassamento utile alla regressione, favorendo intuizioni e ricordi spontanei.

·        Massaggi rilassanti utili allo stesso scopo

·        La tecnica del "Rebirthing": un esercizio prolungato di respirazione toracica senza pause, in posizione distesa

·        La chiaroveggenza, l’intuizione propria, o di sensitivi qualificati ed onesti; essa può essere favorita dal contatto con luoghi, oggetti, persone che abbiano connessione con la vita trascorsa. Soprattutto risulta che incontrando una persona, luogo od oggetto a cui siamo particolarmente legati da storie di vite passate, ne traiamo un'attrazione (o repulsione) inconscia ed inspiegabile coi normali canoni razionali; possiamo averne delle sensazioni di deja-vue, cioè di familiarità immediata, di turbamento, paura, fascino o addirittura "colpo di fulmine". Quale miglior spiegazione - se non l'inconscia familiarità in vite passate - di quest'ultimo fenomeno che tutti conosciamo per esperienza personale o altrui?. Esso non si limita agli innamoramenti "a prima vista", ma vale anche per l'attrazione verso luoghi, cose, strumenti, discipline, a cui ci sentiamo portati e facilitati, dato che li conoscevamo bene in una o più vite precedenti. Spesso ci rendiamo conto dell'effetto, ma ignoriamo la causa profonda di tali fenomeni. Una categoria dei quali è costituita dai bambini prodigio, che "nascono imparati"; o dai soggetti portati per certe lingue: non devono fare altro che richiamare alla loro memoria inconscia una lingua che già sapevano.

·       Messaggi che alcuni sensitivi (come la Givaudan) possono ricevere dall’oltre sono più rari, ma spesso assai dettagliati. In questa categoria possono rientrare informazioni tratte da sedute medianiche

·        L’astrologia karmica fornisce indicazioni talora illuminanti su vite passate e connessioni con altre persone.

·        Certi sogni, specie se ricorrenti, ripropongono brani di vite passate o paure legate ad esse.

·        I viaggi col corpo astrale, che - per chi ci riesce - sono come dei sogni guidati

·       Esercizi di "contatto oculare", consistenti nel guardarsi lungamente negli occhi con un'altra persona, specie se parte della propria vita, come il coniuge, un genitore, un figlio, un caro amico; il contatto oculare può far emergere ricordi inconsci di una o più vite precedenti e potrebbe chiarire l'origine di un'attrazione spontanea ed inspiegabile. Un esempio ne è una meditazione dinamica proposta da Osho Rajneesh, che prevede l’osservazione prolungata degli occhi di un’altra persona e può far scoprire legami imprevisti. Ho sperimentato personalmente questa tecnica, che mi diede involontariamente la sensazione di un incontro karmico; tale sensazione fu poi avvalorata da precisazioni ottenute mediante un messaggio di una sensitiva e mi portò alla scoperta di un'antica sorella. D'altra parte i fidanzati non si fissano spesso spontaneamente negli occhi? Forse, senza saperlo, cercano nell'altro il compagno di una vita passata insieme, come quasi sempre accade, anche se magari in ruoli diversi.

 

     Forse non ricordiamo le nostre vite passate per evitarci problemi psicologici, sensi di colpa, depressioni, che potrebbero colpire persone poco preparate a ciò, oppure - se le ricordassimo - eviteremmo persone e situazioni, che invece dobbiamo fronteggiare, per sciogliere il nostro karma; nel mondo relativo ogni medaglia ha il suo rovescio. A riprova di ciò sta il fatto che le persone più avanzate spiritualmente ricordano spontaneamente le loro vite trascorse; esse ormai si reincarnano non più per correggersi, ma  solo per aiutare gli altri.

     Studiando queste informazioni si nota spesso con stupore quanto le nostre vite passate influiscano sulla nostra esistenza attuale, per cui le raccomandazioni dei Maestri spirituali – che finora potevano esserci sembrate un po' pedanti ed invadenti - assumono una validità impressionante.

       Questo libro ha lo scopo di evidenziare la relazione tra l’analisi di una serie di regressioni o rapporti su vite passate e la situazione della vita attuale dei soggetti analizzati. Esso non è stato scritto per dimostrare la realtà della reincarnazione, o il perché ci innamoriamo di una persona a prima vista e neppure per illustrare come la psicoterapia regressiva guidata possa risolvere disturbi psicologici e psicosomatici, resistenti agli approcci più tradizionali; questo l'hanno già fatto altri autori citati in gran parte della Bibliografia.

     Il libro è stato scritto, invece, per aiutarci a capire come le azioni e gli atteggiamenti e perfino i pensieri abbiano un'effettiva e spesso drammatica ricaduta, non solo su questa vita, ma anche sulle vite future, sicché ci  convinciamo a starci più attenti ed impariamo ad accettare meglio ciò che ci capita, onde evitare di crearci nuovi strascichi karmici. Se cercare di curare gli scompensi prodotti da atti azzardati di vite passate è un'impresa meritoria, non sarebbe opportuno anche evitare di generare nuovo karma pesante, prevenendo il ripetersi dei nostri errori?

     Il libro presenta una serie di esempi pratici commentati su cosa accadde ad alcune persone. Essi possono servire a chiarire i motivi dei "comandamenti morali", che già conosciamo, ma che ci possono apparire un'imposizione astratta per compiacere qualcun altro; invece scopriamo che sono dei suggerimenti utili, propostici per il nostro concreto interesse. Tra l'altro, scopriamo che il perdono non è un regalo a qualcun altro, ma un elemento importante del nostro stesso benessere presente e futuro.

     Io stesso ho sperimentato come le informazioni su vite precedenti mi abbiano aiutato a comprendere ed accettare situazioni e persone della vita attuale;  per questo ho ritenuto utile condividere queste osservazioni con i lettori, che potrebbero cogliere una diversa e più ampia ottica della vita, con grandi vantaggi esistenziali.

 

     Il lettore non deve prendere per oro colato alcune conclusioni degli aneddoti presentati, comportandosi pedissequamente in modo conseguente, ma riflettere ed ascoltare la voce della propria coscienza, che gli suggerirà il comportamento adeguato al suo specifico caso, nella sua  situazione ed in quel momento; infatti non c'è nulla di schematizzabile, ma la stessa persona, in momenti diversi, potrebbe dover agire in modo diverso.

     Il libro può aiutarci a convincerci razionalmente della perfetta giustizia del creato - spiegabile mediante un modello basato sulla legge del karma e sull’Amore - e ad indurci a comportarci di conseguenza per non sprecare la nostra vita. Può bastarci l’esame dei casi esposti, o possiamo provare a fare noi stessi delle regressioni.

     Le storie sono tratte, da testi diffusi e da esperienze inedite di psicoterapeuti, sensitivi ed anche persone comuni. I nomi e le circostanze sono stati spesso modificati per rispettare la riservatezza dei soggetti.

            Non è stato facile scegliere esperienze che mettano in luce fatti di vite passate con le conseguenze sulla vita attuale, perché, come già detto, spesso non sono solo e tanto le azioni materiali evidenti che producono karma, quanto le intenzioni, talora oscure, che le determinano; così se una persona ne uccide un'altra senza alcuna malevolenza, come può accadere ad un soldato, il karma prodotto sarà modesto (come del resto è accezione del diritto comune), mentre se uno odia l'altro, anche se non appare dal suo comportamento, il suo karma sarà pesante. A questo proposito, Brian Weiss – il famoso psicologo della regressione e scrittore di best sellers -  menziona nel suo libro “I miracoli accadono" un'esperienza di NDE (Near Death Esperience = Esperienza di premorte), in cui una ragazza, travolta in un incidente d'auto, mentre era in ospedale ebbe una crisi respiratoria, perse conoscenza ed incontrò, col suo corpo astrale, due Maestri disincarnati. Essi le mostrarono due delle sue vite passate; in entrambe lei era stato un uomo che gestiva del frumento e lo negava a due madri disperate per la fame; in un caso lei comprese di essersi comportata male per aver dato un diniego sprezzante, mentre nel secondo caso - materialmente uguale - non c'era problema, perché il rifiuto fu comprensivo e partecipativo.

     Un'altra difficoltà nel reperire esperienze che evidenzino il rapporto tra comportamenti di vite precedenti e conseguenze su quella attuale è dovuta al fatto che spesso i ricordi delle vite passate sono censurati provvidenzialmente da qualche meccanismo protettivo, che ci evita ricordi troppo dolorosi, che potrebbero destabilizzarci.

     Non tutte le esperienze di questa vita sono spiegabili sulla base del karma accumulato in un'incarnazione precedente; molte hanno origine diversa e per altre occorrerebbe svelare una serie di vite legate da uno stesso filo conduttore. Comunque siamo noi stessi che decidiamo di reincarnarci perché non sappiamo stare senza colmare un certo debito o superare un certo difetto. Molti incontri poi sono felici, non sono conseguenza di alcun karma da esaurire, ma semplicemente ci ripropongono lietamente entità a cui eravamo legati da sentimenti d'amore senza contrasto, oppure in cui gli eventuali contrasti sono stati già superati in vite precedenti. Altri possono riproporsi dei compiti da svolgere insieme.

       Questo libro non intende spingere nessuno ad esplorare le sue vite passate, infatti se non le ricordiamo spontaneamente un motivo c’è: talora esse celano dei drammi troppo forti per essere rimessi sotto il nostro sguardo e comunque ora dobbiamo vivere soprattutto la vita ed il momento presente, senza soffermarci troppo sul passato, se non per prendere coscienza di ciò che ci ha portato alla vita attuale, per imparare a non ripeterci.

     Inoltre non sempre le memorie di vite passate svelano i motivi delle difficoltà attuali, che possono avere anche origini diverse; né pretendo di svelare tutti i meccanismi del karma, che neppure grandi sensitivi conoscono a pieno. Se però le circostanze ci favoriscono nella scoperta di eventi passati, essi potrebbero esserci utili nella comprensione della vita presente e facilitarci nell’accettare benevolmente le sue circostanze.

     La psicanalisi rivoluzionò la psicologia ottocentesca, mettendo in evidenza che molti fatti della vita hanno la loro radice in episodi del passato, specie dell'infanzia, che abbiamo rimosso e giacciono nascosti nel nostro inconscio. Molti psicologi si interessano anche dei fatti occorsi durante il periodo della gestazione del paziente, quando sembra che il feto sia privo di sensazioni e coscienza, consci del fatto che - anche se non ancora nato - il feto può percepire e risentire degli umori e dei contrasti della madre e di chi la circonda.

     La regressione fa una funzione analoga alla psicanalisi, esplorando un passato più remoto, ampliando enormemente la visuale dello psicologo, per raggiungere episodi anteriori alla vita attuale e rendere conto di aspetti della psiche che le vicissitudini della vita presente non riescono a spiegare completamente; è come studiare la storia, anziché leggere il giornale di oggi, o la cronaca della settimana scorsa; peccato che la maggior parte degli psicoterapeuti non se ne interessi ancora, lasciandone il compito ad un numero ancora limitato di pionieri, specialmente stranieri, che hanno dimostrato con un'imponente casistica i risultati di questo approccio.

     C'è chi - come il dr. Woolger - sostiene esplicitamente che la maggior parte dei disturbi psichici trova una spiegazione negli accadimenti di vite passate.

     Come per la psicanalisi, la regressione potrebbe avere qualche rischio di impatto sulla psiche del soggetto, rompendo la barriera di oblio protettivo, ma un bravo operatore sa dove fermarsi e come trattare le eventuali emozioni che ne possono scaturire; inoltre la nostra stessa mente - anzi il nostro SE superiore, come compreso da Avery e altri - tende a proteggerci, lasciando emergere  certi ricordi solo se siamo pronti ad accettarli

     Non sempre gli eventuali problemi psicologici vengono dissipati mediante l’esperienza o la conoscenza di episodi di vite passate, ma la loro acquisizione razionale, ci può aiutare a comprendere meglio ed accettare più serenamente ciò che ci accade ora.

     Moltissime prove della reincarnazione sono state raccolte da ricercatori qualificati, che hanno verificato dati ed informazioni emersi da ricordi infantili, regressioni, o altre fonti. Tuttavia, anche chi non vuol crederci può considerare l’esplorazione di vite passate come una sorta di esercizio, che può dare accesso a fantasie e costruzioni interiori, atte ad illuminare meglio le problematiche della nostra psiche.

       Sia chiaro che non tutte le sofferenze sono dovute a karma del passato; ci sono infatti entità che si incarnano per evolvere mediante la sofferenza, come un metallo che deve essere forgiato, oppure che se la assumono per aiutare gli altri; altre possono scegliere deliberatamente di incarnarsi con un handicap, come chiarito da Goldberg, perché solo così possono fare l'esperienza desiderata; perciò non ci è lecito giudicare dalle apparenze ed affermare una relazione tra problemi di una persona e le sue ipotetiche vite passate, oltretutto non conosciamo la loro intera storia; anzi il nostro dovere e comportamento più opportuno, nel nostro stesso interesse, è quello di aiutare tutti, senza pensare se lo meritino o meno e senza aspettarcene un tornaconto.

     La regressione, come praticata dai migliori terapeuti, non si limita a far scoprire la storia di vite precedenti, né si attarda a rovistare solo nelle loro infelici vicende, ma usa delle tecniche volte sciogliere i nodi che ci vincolano a situazioni penose e ad accostare il paziente agli aspetti più positivi e felici dell’Esistenza, in modo da avvalersi dell’Energia più elevata possibile, che lo aiuti ad affrontare gli aspetti più impegnativi della sua esistenza attuale.         Infatti molti ritengono che la salute mentale e fisica - messa alla prova dalle sfide della vita - non sia tanto basata su, o raggiungibile mediante la mente, o l'allontanamento degli ostacoli, quanto in forza dell’influenza della nostra natura superiore e dell’Energia più alta di cui disponiamo e che non utilizziamo adeguatamente. Questi concetti sono stati esplorati sia da scienziati occidentali come il dottor Assagioli, con la sua Psicosintesi, sia da Maestri orientali, come il Maharishi Mahesh Yogi.

      Nel corso delle regressioni il paziente viene esposto solo ad esperienze sostenibili, grazie alla protezione spontanea del suo SE superiore, anche perché un terapeuta adeguato non forza mai la regressione verso ricordi troppo insopportabili, ma fa chiedere al paziente la guida del suo SE, o di figure analoghe, come Angeli, Maestri, Guide. Infatti può anche accadere che alcune vite non siano accessibili, perché non è ancora arrivato il momento in cui il paziente possa conoscere quella parte del suo passato.

     Nei capitoli elencati nella colonna di sinistra vengono esposte brevemente varie esperienze di vite precedenti, correlate con problemi nella vita attuale, allo scopo di trarne opportuno insegnamento comportamentale. Tutte le storie sono vere, tranne le ultime due, che sono ipotetiche ed esemplificative; varie esperienze sono accadute a me stesso  o ad alcuni miei amici; molte sono riassunte da testi di psicologi di fama internazionale e di esse si danno i riferimenti ed i crediti. Alla fine si riassumono le conclusioni che si possono trarre da esse e da altri testi di argomento analogo, citati in bibliografia.

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QUESTO TESTO E' DEDICATO AL SIGNORE, CHE SI E' INCARNATO NEI GRANDI AVATARS, COME : 

GESU'  SATHYA SAI BABA*

  

     * Sai Baba si è incarnato il 23 Novembre 1926 a Puttaparthi, un villaggio nella regione dell'Andra Pradesh nel centro-sud dell'India. Ha lasciato il corpo il 24/4/2011. Ha decine di milioni di devoti in tutto il mondo. Opera ogni sorta di miracolo. Ha realizzato ospedali, scuole, villaggi, acquedotti, ecc. per sollevare la condizione dei più disagiati. 
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