Gianni Vita

 

  

COME AVVENGONO I

MIRACOLI

 

 copertina di "Come avvengono i miracoli" di Gianni Vita

(quadro di S. Giuseppe da Copertino in levitazione spontanea sopra degli edifici)

 

© Prima pubblicazione: 28/1/2012
Rev. 10 : 2/6/2017

 

 

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INDICE

 

PREMESSA

I DUBBI

CATEGORIE DI MIRACOLI

MECCANISMI

OPERATORI

ESEMPI

CONCLUSIONI

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PREMESSA

Questo testo riguarda la realtà dei miracoli.
           Nella linea di precedenti scritti, come “Destino … infame?” e "Consigliare è bene?", ho avuto altre riflessioni, che ho pensato di presentare nella stessa forma di conversazione tra due amici: il mio saggio amico Luciano e la sua amica Luisa.
            Le domande di Luisa sono presentate in carattere normale, mentre le risposte di Luciano sono in corsivo.

 

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I DUBBI

        

Caro Luciano, da quando ero piccola sono stata abituata a credere che esistono i miracoli, ma che sono fatti eccezionali che accaddero o accadono ancora solo a pochi privilegiati e sono realizzati da Dio, la Madonna o dai santi. Recentemente ho sentito dire che i miracoli avvengono anche in altre religioni e perfino al di fuori delle religioni. E’ possibile?

            Quest’idea è frutto di una educazione unilaterale ed un po’ settaria. In realtà i miracoli avvengono, sono avvenuti ed avverranno sempre in tutte le realtà, paesi ed ambienti religiosi e non.

             E come possono avvenire al di fuori della religione?

             Le manifestazioni miracolose non si preoccupano di confessioni religiose. Dio, i santi e qualsiasi entità miracolosa non sono legati ad una religione particolare. Siamo noi umani ad inquadrarci e incasellarci in questa o quella confessione, ma lo Spirito è libero e va dove vuole e le conoscenze si sviluppano secondo l'impegno di ciascuno.

            Se le cose che ci sono state insegnate nel cattolicesimo sono vere, come possono esserlo anche quelle diverse che sono sostenute dagli altri? Per esempio, se Gesù è il Messia, come possono essere nel giusto quelli che non ci credono?

Gesù è un'incarnazione divina che si manifestò in Palestina, ma altre incarnazioni divine di maggiore o minore livello sono avvenute in vari tempi e luoghi, nell'ambito di altre popolazioni. Essi hanno insegnato le stesse cose, anche se con accentuazioni differenti e poi le religioni che ne scaturirono hanno preso sviluppi, connotazioni e costumi diversi, che sembrano differenziarle.
           Inoltre non è vero che i miracoli avvengano solo nell'ambito delle religioni, né che essi siano riservati a poche persone privilegiate. Discuteremo chiarimenti in proposito.

Molti "razionalisti" sostengono che i miracoli non esistono e che sono frutto dell'illusione o dell'imbroglio.

E' vero che i miracoli si prestano sia alla suggestione che all'imbroglio e che la maggior parte di essi ricadono in queste categorie, minando la credibilità di quelli veri, ma le testimonianze e le documentazioni riguardanti quelli veri sono tali e tante che è più difficile costruire una serie di spiegazioni "tradizionali" su di essi che accettarli come veri.

 

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CATEGORIE DI MIRACOLI

I miracoli non mi sembrano tutti uguali come genere. Ne ho sentito di molto diversi.

Certo, essi vanno da fenomeni relativamente semplici, come telepatia, precognizione, visione di defunti e di angeli, come ben riassunto nel libro on-line "Morire è bello" a psicocinesi, materializzazioni, guarigioni, risurrezioni, trasmigrazioni da un corpo all'altro.
           La letteratura è molto ricca di raccolte di fatti straordinari, al punto che è assai più difficile escogitare delle spiegazioni tradizionali e scientificamente concepibili che accettare i fatti come testimoniati da decine di migliaia di persone: professionisti, militari, medici, scienziati, astronauti, sacerdoti, eccetera.
         La tradizione yoga insegna come sviluppare il potere di compiere miracoli, chiamati "siddhi". Essi vanno dalla chiaroveggenza alla lettura delle vite anteriori delle persone, dalla capacità di modificare la materia all'insensibilità al freddo ed al dolore, dalla capacità di compiere viaggi fuori del corpo a quella di camminare sull'acqua o sui carboni ardenti, eccetera.

I parapsicologi occidentali hanno classificato molti tipi di miracoli o prodigi:

 

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MECCANISMI DEI MIRACOLI

Come può avvenire un miracolo? Come può sconvolgere le leggi della fisica, attivandosi in loro antitesi? Ad esempio, come può ricrescere un organo amputato, oppure sollevarsi da terra un corpo pesante? In breve, come "funziona" il miracolo?

I miracoli non sospendono, né tanto meno sconvolgono le leggi fisiche. Essi funzionano in base a leggi che la scienza ancora non conosce a pieno.

 

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OPERATORI

Chi è in grado di fare i miracoli? Chi può utilizzare queste leggi e tecniche ancora ignote alla scienza moderna?

Secondo la tradizione cristiana sembra che solo Dio - direttamente o per intercessione dei Suoi santi - possa fare dei miracoli. Un'altra visione del mondo, condivisa sia da Gesù stesso (che disse:<<chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi>> Gio 14,12) che da molti Maestri, ci porta a ritenere che siamo tutti figli di Dio, o scintille divine, ma c'é chi se ne rende conto e chi no; perciò i miracoli possono essere realizzati da chiunque, incarnato o disincarnato, abbia raggiunto delle facoltà superiori alla media dell'uomo moderno. Esse possono essere ottenute da tutti coloro che vi si impegnino, consciamente od inconsciamente ed indirettamente, così come avviene coi santi. Essi non ricercano, anzi spesso rifuggono dai miracoli, perché i prodigi sono una tentazione di orgoglio e potere; ciononostante i miracoli avvengono ugualmente e spontaneamente nelle loro azioni. La cosa non deve sorprendere, dato che è una facoltà come un'altra, che necessita di esercizio. Tutti possiamo diventare professori d'università o grandi artisti, mediante l'applicazione. C'è chi avrà più successo e prima e chi meno e dopo. Un parallelo interessante è quello di un albero da frutto: esso ha l'inerente potenzialità di produrre frutta, ma lo farà solo quando sarà giunto il momento della sua maturità.

Naturalmente, perciò, i principali operatori di miracoli sono i santi incarnati o avatar, cioè quelle entità che si incarnarono volontariamente e liberamente al solo scopo di aiutare l'umanità; la maggior parte di loro fa miracoli involontariamente, o come conseguenza del desiderio di elevazione spirituale e di aiuto al prossimo, senza conoscere il meccanismo dei miracoli; pochi altri - specie in oriente, come per esempio nell'ambito degli yogi - conoscono bene cosa e come fare per ottenere delle cose con mezzi paranormali. Tali capacità vengono chiamate "siddhi" in India, dove i "fachiri" si dilettano di acquisirle, spesso per mestiere. I Maestri avanzati, però, spesso li irridono, criticando la loro inutilità. Leggendo vari libri sono incappato in due episodi: nel primo c'era un fachiro che aveva speso dieci anni per emettere fuoco dalla bocca; un guru, sentendolo commentò: <<con un fiammifero ci avrebbe messo pochi secondi>>; nel secondo, un praticante aveva impiegato venti anni per imparare a far sgorgare latte da una roccia; il guru commentò: <<non gli sarebbe convenuto andare dal lattaio?>>. I grandi Avatar, come Sai Baba usano i miracoli come biglietti da visita: dei giochini strumentali, specie per quanto riguarda le materializzazioni, messe in opera volontariamente, per convincere la gente della propria divinità e indurla ad ascoltare gli insegnamenti spirituali.

Poi ci sono i santi, maestri disincarnati e gli angeli, che ci aiutano dall'Oltre. Ci sono anche i sensitivi, i guaritori e tutti coloro che si impegnano nella ricerca spirituale; una di tali categorie è costituita da coloro che sono sopravvissuti ad una morte apparente, per poi essere riportati in vita; molti di loro si trovano ad avere capacità paranormali, come telepatia, chiaroveggenza, profezia, pranoterapia, guarigione, come riferito da Phyllis Atwater nel suo libro "Ritorno alla vita".
           La magia è una modalità tecnica per ottenere risultati prodigiosi mediante applicazione sistematica, anziché come conseguenza di una elevazione spirituale; naturalmente se gli scopi del mago non sono altruistici, egli rischia molto in termini karmici. Purtroppo esistono dei maghi neri, che non solo operano a fin di male, ma si avvalgono dell'assistenza di entità disincarnate negative, per farlo.
            Non so se Dio operi direttamente dei miracoli, dato che, nella Sua essenza, Egli trascende completamente il mondo, ma questo è un argomento che è meglio accantonare, dato che non credo che possiamo risolverlo. Probabilmente gli autori di miracoli accreditati a Dio possono essere i Maestri disincarnati, che sorvegliano ed aiutano la Terra ed assistono i santi incarnati, spiritualmente avanzati, ma poco esperti del meccanismo dei miracoli.
            Alcuni esempi noti di operatori di miracoli più o meno grandiosi, sono: S. Francesco d'Assisi, S. Antonio di Padova, S. Rita da Cascia, S. Giuseppe da Copertino, S. Pio da Pietrelcina, Paramahansa Yogananda, Shirdi Sai Baba, Sathya Sai Baba, Ramakrishna, Ramana Maharishi, Stylianos Atteshlis (detto "Daskalos" o "Il mago di Strovolos"), il conte di Saint Germain, Gustavo Rol, Ted Serios, Rosemary Altea.

Tutti i santi fanno miracoli?

Non è detto: la santità non ha bisogno di miracoli e taluni santi non ne fanno essi stessi, però è assai probabile che accadano miracoli in relazione alla vita di un santo e, specialmente, dopo la sua morte. Tali fenomeni consistono spesso in quelle che si chiamano opere della "Provvidenza", come arrivo o  moltiplicazione di cibo, o di altre cose che scarseggiano nella comunità del santo (ma talora anche presso chi tanto "santo" non è).

Ma allora non è vero che i miracoli siano poi tanto rari ed eccezionali!

Quasi tutti noi abbiamo avuto od osservato un miracolo, più o meno grande, solo che non gli abbiamo dato peso, attenzione e memoria; spesso lo abbiamo classificato come una "coincidenza" e poi l'abbiamo dimenticato. Gianni ha raccolto una discreta serie di piccole esperienze "miracolose" nel suo libro autobiografico "La vita pare normale". Una bella raccolta di esempi del genere, occorsi a tante persone diverse, è contenuta nel libro on-line "Sai Baba e la straordinarietà quotidiana". Esso mostra come persone del tutto comuni abbiano sperimentato miracoli in numero tale che essi sono divenuti la normalità, almeno nell'ambito di un gruppo molto esteso, come quello dei devoti di Sathya Sai Baba; essi hanno sperimentato personalmente o sentito menzionare tanti miracoli, come le continue materializzazioni di oggetti, che ne parlano ormai con completa naturalezza. L'evoluzione dei tempi e le trasformazioni annunciate per questi anni rendono i miracoli sempre più diffusi e sperimentabili da tanti. Anzi, secondo le ricerche di Aurobindo, il grande sperimentatore spirituale di Pondichery, tutta l'umanità è in un cammino evolutivo, che la porterà a trasformare il corpo fisico in uno sublimato, con le proprietà dei corpi superiori.

Quanto poi alla collocazione degli operatori di miracoli sia in senso geografico che storico, possiamo senz'altro notare che essi appartengono a tutte le zone ed a tutti i tempi. Tutte le tradizioni sono ricche di tali episodi, normalmente classificati dagli scettici come "favole", "miti", "simbolismi", o "fantasie". La Bibbia ed i racconti epici indiani scritti millenni fa, come il Ramayana" ed il "Mahabharata" ne sono pieni. Best sellers come "A scuola dalla stregone" di Castagneda, "Il cerchio sacro, di Andrews, "E venne chiamata due cuori" di Morgan testimoniano la loro manifestazione tra popoli primitivi come i nativi sudamericani, i pellerossa e gli aborigeni australiani, spesso considerati ingiustamente tra i più grezzi. Essi si avvalgono di queste capacità per supplire alla mancanza di mezzi tecnici, che consentano loro di comunicare a distanza, proteggersi dagli agenti atmosferici ed altre difficoltà; le capacità scompaiono spesso con l'avvento del progresso tecnico.

 

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 ESEMPI

Caro Luciano, questa tua esposizione è interessante, ma puoi fare qualche esempio pratico dei vari tipi di miracoli?

Certo, vediamo un po':

Telepatia

La telepatia è forse il prodigio più diffuso al mondo. Chi non l'ha sperimentata accidentalmente? Basti pensare a quelle volte che stavamo pensando ad una persona, che subito dopo ci ha chiamato al telefono. La telepatia viene usata volontariamente e correntemente da popolazioni primitive, prive di telefoni ed altri mezzi tecnologici di comunicazione. Esempi ne sono i lama tibetani, come descritto da Alessandra David Neal nel suo libro "Maghi e mistici del Tibet" o da Lobsang Rampa nei suoi numerosi libri. Anche gli aborigeni australiani se ne avvalgono, come racconta Marlo Morgan nel bel libro "...E venne chiamata due cuori". A me stesso ogni tanto capita che mi "venga in mente" un nome di persona nota o sconosciuta; successivamente avviene che sento una notizia o vedo in TV la persona in questione; ne ho dedotto che il pronunciare ripetutamente quel nome, da parte di varie persone possa avermelo trasmesso. Ho anche sperimentato io stesso ed altri miei compagni di gioco del burraco il fatto di pensare che il giocatore che mi precede scarti la carta che mi serve e ciò spesso avviene.

 

Chiaroveggenza

La chiaroveggenza consiste nella facoltà di percepire, visivamente o con altri sensi, cose o entità che normalmente non si percepiscono coi sensi fisici e possono riguardare il passato della loro vita o delle loro vite precedenti. Molti  santi e sensitivi ne sono dotati e sorprendono i loro interlocutori raccontando loro cose che nessun altro sa della loro vita. Perciò gli esempi sarebbero tantissimi; famosi sono quelli relativi a S. Pio da Pietrelcina o Sai Baba. Si dice che questa facoltà sia collegata all'apertura del sesto chakra, quello localizzato nella fronte tra le due sopracciglia, denominato "terzo occhio" o "occhio di Shiva". In questa categoria possiamo collocare la visione di defunti, angeli e santi . Tipiche operatrici con tale facoltà furono: Rosemary Altea, con la sua percezione di defunti e Natuzza Evolo, che vedeva gli angeli custodi dei suoi interlocutori. Entrambe interloquivano telepaticamente con le entità percepite.

Più modestamente, la mia amica Luisa si sveglia ogni tanto con delle palpitazioni; aprendo gli occhi vede nel buio della sua camera da letto, dei personaggi che emanano luce propria e spesso la osservano; lei accende la luce per sincerarsi di non stare sognando e le visioni scompaiono.

Anche la psicometria può essere catalogata sotto la chiaroveggenza; mediante essa si possono trarre informazioni collegate energeticamente agli oggetti, riguardanti i loro proprietari o fatti che li abbiano coinvolti. Una particolare variante ne è la lettura di libri con le semplice imposizione delle mani. Sai Baba ed i ricercatori della Erevna (scuola cipriota di misticismo) ne sono due esempi.

Un altra facoltà che può ricadere in questa classe è la memoria di vite passate: una capacità relativamente diffusa.

 

Precognizione

Differisce dalla chiaroveggenza perché riguarda eventi futuri e perciò probabili. Il tipico esempio sono le profezie: un fenomeno di cui troviamo traccia fin dai più antichi documenti e tradizioni.

 

Psicocinesi

Consiste nel muovere oggetti con la forza del pensiero. Un esempio clamoroso ne fu Gustavo Rol.
           Una variante può essere considerata la levitazione, mediante la quale l'oggetto mosso è il corpo stesso del sensitivo, che diventa apparentemente privo di peso. Il campione mondiale della categoria fu S. Giuseppe da Copertino, di cui abbiamo un'immagine iconografica in copertina; era un semplice ed ignorante frate francescano, refrattario agli studi, ma assistito agli esami dall'Alto e li superava ad onta della sua ignoranza, fino ad arrivare al sacerdozio, sicché è diventato il patrono degli studenti; mistico di grande levatura, levitava spesso spontaneamente davanti a centinaia di persone, mentre era rapito in estasi.

La levitazione è ben nota in India; Yogananda, nella Sua autobiografia, menziona l'episodio in cui Lahiri Mahasaya  (il Maestro del Suo Guru) fu visto di notte dalla propria moglie mentre levitava al centro della stanza, circondato da angeli adoranti con le mani giunte verso di Lui.

Questa facoltà, sia pure in misura modesta, può essere esercitata da tutti coloro che praticano la "siddhi del volo", insegnata dalla scuola del Maharishi Mahesh Yogi, non come fine a se stessa, ma come mezzo di approfondimento della meditazione.

 

Viaggi col corpo astrale e bilocazioni

La padronanza del  corpo astrale consente di abbandonare temporaneamente il corpo fisico e volare dove si vuole, mediante quello astrale. Quasi tutti i santi ne sono capaci. Stylianos Atteshlis ed i suoi compagni ne fanno uso corrente per aiutare il prossimo, come testimoniato da Kyriacos Markides nei suoi libri. Per lo più i corpi astrali non sono visibili alle persone incarnate, ma captando energia dal cosmo e riducendo la frequenza vibratoria anche il corpo astrale può essere reso visibile e palpabile, manifestandosi come bilocazione. Viceversa, aumentando la frequenza vibratoria del corpo fisico, è possibile attraversare i corpi solidi, come i muri; esempi del genere li manifestò il grande sensitivo Gustavo Rol, oltre che essere testimoniati dai vangeli, a proposito di Gesù.

Un piccolo esempio di bilocazione di Sai Baba fu narrato da una nostra amica e riportato - tra i tanti miracoli a distanza - nel libro "Sai Baba e la straordinarietà quotidiana":

Paola conosceva Sai Baba solo da alcune foto mostratele da sua sorella, che ne era devota ed era scettica su di Lui. Alla fine del 2000 il loro padre, devoto di Baba anche lui, era affetto da tumore in stato terminale e si trovava in clinica. Le figlie e la moglie lo assistevano. Una mattina, verso le 4, Paola si svegliò dopo aver riposato su una poltrona, a fianco del letto di suo padre, insieme a sua madre. Vide una "donna" vicino all'armadio, in posizione opposta alla porta della camera. La donna indossava una veste rosso-arancio ed aveva molti capelli neri; il suo viso era alquanto indefinito.

La donna le disse: <<Adesso stai tranquilla: mi porto via tuo padre>>
Paola interloquì: <<Si, ma dove lo porti?>>
La donna rispose: <<Non ti preoccupare, dove lo porto non soffrirà più >>
La mamma di Paola, che dormiva su una sedia a sdraio, si svegliò a sua volta e chiese a Paola: <<Con chi c'e l'hai?>>
Paola rispose: <<Con quella signora laggiù >>
La mamma aggiunse: <<Guarda che non c'e' nessuna signora! >>
E Paola, che li per li' pensava trattarsi di un'infermiera: <<Come no? C'e' una signora appoggiata all'armadietto!>>

La mamma insisté che non c'era nessuno e che le infermiere portano il camice bianco e non vesti rosso-arancio. Nel frattempo la persona svanì e Paola non dette peso all'episodio, stanca per le lunghe veglie e le preoccupazioni. Il padre entrò in semicoma e 3 giorni dopo morì.
Dopo circa altri 3 giorni, la sorella di Paola, commentando la morte del padre, da brava devota, disse: "l'ha preso Baba". Allora Paola rammentò l'episodio occorso e lo riferì a sua sorella, che disse: <<Lo vedi che e' venuto Baba?!>>.

 

Materializzazioni e modificazioni materiali

Questi sono tra i fenomeni più impressionanti, specie quando vengono fatte improvvisamente e platealmente. Il leader mondiale delle materializzazioni è Sai Baba, che per decenni ne ha prodotte migliaia di ogni genere, davanti a tutti: statuette, orologi, anelli, bracciali, collane, rosari, fotografie, lingam e quotidianamente, vibhuti: cenere sacra benedetta. I testimoni ed i libri che ne parlano non si contano più, a cominciare dal precursore "Sai Baba: l'uomo dei miracoli", di Murphet.

Sai Baba, produce un lingam dal Suo stomaco

Sai Baba materializza della vibhuti

Ma Sai Baba ne fece anche di più inusuali, come la creazione di un arcobaleno e l'interruzione istantanea di un diluvio. John Hislop, nel suo libro "My Baba and I", riferisce - tra gli altri  - di un miracolo impressionante, accaduto a lui ed altri 4 compagni di viaggio nel 1973:

Una sera stavano trasferendosi in taxi da Whitefield a Bangalore, dove avevano l'albergo. La strada aveva una sola corsia per ogni senso di marcia. Il loro taxi si mise a superare un autobus, quando nella direzione opposta videro sopraggiungere un'altra macchina coi fari accesi e realizzarono che essa procedeva a velocita' molto elevata, tale che nessuna delle due auto avrebbe potuto evitare lo scontro, anche perche' dei lavori in corso rendevano intransitabile la banchina laterale, su cui di solito si buttano i temerari conducenti indiani. Quando i passeggeri attoniti consideravano ormai inevitabile l'impatto frontale, senza nemmeno aver avuto modo di invocare l'aiuto di Sai Baba, lo scontro NON avvenne!  L'altra auto spari' davanti a loro; si voltarono, vedendo - attraverso il lunotto del taxi - le sue luci posteriori che si allontanavano, mentre il loro taxi continuava a superare l'autobus.
Quando, il giorno dopo, incontrò Baba sulla veranda dell'ashram, Hislop lo volle ringraziare per quel salvataggio che solo Lui aveva potuto realizzare. Baba confermo' il Suo intervento e ne raccontò lo svolgimento ad altri devoti presenti.

Le lacrime dalle statue sono un altro esempio; quelle ben note delle madonne che piangono lacrime o sangue non sono le sole; swami Rama, nel suo interessantissimo libro "Living with the himalayan masters" menziona l'episodio di una statua del famoso avatar Krishna, che si mise a piangere; i fedeli smontarono la statua dal piedistallo per vedere se sotto ci fosse qualche sorgente d'acqua che potesse spiegare il fenomeno, ma senza trovarvi nulla. La statua, tornata al suo posto ricominciò a piangere.

In questa categoria potremmo mettere anche le stimmate, che si manifestano involontariamente e con sintomi dolorosi. Campioni di questo fenomeno sono stati: San Francesco d'Assisi, San Pio da Pietrelcina, Teresa Neumann, Natuzza Evolo. Alcuni di questi sono stati studiati lungamente da vari scienziati, per escludere ogni possibilità di trucco e le loro stimmate si sono manifestate a lungo e ripetutamente.

E' comunque da sfatare l'idea che la materializzazione o creazione avvenga dal "nulla", ma ci sembra più logico ritenere che si tratti di trasferimenti tra piani diversi, di modificazione delle frequenze dei corpi o di trasformazioni tra energia e materia. In altre parole l'energia è l'elemento eterno; la materia è solo una sua manifestazione e  modificazione.

 

Insensibilità agli agenti fisici

E' ben noto come molti yogi e praticanti di discipline mistiche possano vivere a temperature molto basse, come quelle delle valli himalayane, pur essendo nudi o vestendo indumenti leggeri. Ci sono tecniche per riuscirvi, come quella del fuoco gastrico, descritta da Alessandra David Neal in "Maghi e mistici del Tibet". In questo caso l'energia, tratta dall'aria respirata in modo opportuno e dall'etere, non viene trasformata in materia, ma in energia termica, che riscalda il corpo anche in ambienti gelidi, consentendo agli yogi di vivere senza riscaldamento né indumenti pesanti là dove noi moriremmo di freddo. Il training per ottenere tali risultati include addirittura la pratica di indossare indumenti bagnati nei fiumi gelidi, per asciugarli ripetutamente col calore del proprio corpo!

Una performance opposta è la  pirobazia, consistente nella capacità di camminare su braci ardenti, senza riportarne danni. E' uno dei prodigi più accessibili alla gente comune, perché tutti possono impararlo, seguendo dei corsi di addestramento, come fu dimostrato dal giornalista Mino D'amato in diretta TV.

In passato la "prova del fuoco" veniva usata e ritenuta una prova a cui erano sottoposti degli  imputati per vagliarne la sincerità ed onestà.

Per amore di classificazione, possiamo includere qui la facoltà di vivere senza mangiare e bere: una capacità rara. Si sa che santi yogi mangiano poco e raramente. Sai Baba faceva un solo pasto al giorno, molto modesto. Teresa Neumann è la più famosa creatura che visse per vari decenni senza mangiare e senza bere, pur continuando a svolgere lavori di campagna. Yogananda, nella sua autobiografia, menziona la sessantottenne yogini Giri Bala, che non mangiava, né beveva da quando aveva dodici anni. Interrogata su come facesse, rispose che si nutriva del prana dell'aria e del sole. Da ragazzina era molto avida di cibo; fu sposata a dodici anni e - vivendo a casa di sua suocera, come accade spesso in India - veniva continuamente schernita da essa; decise allora di pregare per smettere di mangiare e fu accontentata da un guru mandato da Dio, che le insegnò a fare a meno del cibo, usando un mantra ed un esercizio respiratorio

 

Moltiplicazione e trasformazione del cibo

Le persone comuni, invece, hanno bisogno di mangiare; ed allora abbiamo questo, che è un prodigio impressionante per la gente comune, molto preoccupata per la sussistenza. Lo fece più volte Gesù, ma anche Sai Baba e molti altri santi. Spesso si effettua rendendo continua la distribuzione di cibo che, inizialmente è poco.

Ancora più impressionante è la trasformazione della materia in cibo. Sai Baba faceva simili cose; anzi, oltre a moltiplicare il cibo, in occasione di piccole e grandi distribuzioni, sappiamo tutti come fece produrre dalla stesso albero frutti completamente diversi tra loro. Un esempio notevole ci viene presentato anche da swami Rama, nel suo libro già citato. Tra i tanti episodi miracolosi, Rama narra di una volta in cui si fece guidare da un pandit (studioso di religione) a trovare un eremita esperto di un ramo dello yoga chiamato "Aghor".
Quell'eremita si comportava stranamente ed interagiva scorbuticamente con eventuali visitatori al solo scopo di essere lasciato in pace, ma accolse Rama ed il pandit, ordinando a quest'ultimo di portargli dell'acqua ed un pezzo di un cadavere che galleggiava sul vicino fiume. Naturalmente i visitatori furono inorriditi dalla richiesta di stile cannibalico, essendo oltretutto stretti vegetariani. ma l'eremita con modi minacciosi non diede alternative al pandit. Il pezzo di cadavere fu messo a bollire nell'acqua e, dopo dieci minuti, servito in ciotole ai disgustati visitatori. Essi furono stupiti nel constatare che il cibo consisteva ora in un delizioso dolce di formaggio e zucchero, che Rama aveva desiderato in cuor suo, arrivando. L'eremita spiegò che il fenomeno era basato sulla conoscenza e padronanza della trasformazione tra materia ed energia. Successivamente egli ripeté il prodigio, addirittura per interposta persona, chiedendo a Rama di toccare della sabbia, che si trasformò in mandorle ed anacardi.

 

Guarigioni

Possiamo distinguerle in guarigioni istantanee, prodotte da miracoli veri e propri e guarigioni graduali, ottenute mediante cure ripetute.
           Questo è il prodigio più ricercato dai tanti malati che si recano in pellegrinaggio dai santi e nei santuari.
           Le guarigioni graduali si possono ottenere mediante una serie di applicazioni energetiche, come la pranoterapia, o Reiki, o bioenergetica, come ben illustrato, ad esempio nel libro "Le mani della vita" di Egidio.
           Più raramente abbiamo guarigioni istantanee: in genere è prerogativa di pochi, perché occorre che il malato sia giunto ad una opportuna maturazione karmica, cioè abbia consumato buona parte del karma, per cui si era incarnato; allora il guru può infondere il prana necessario e prendere su di sé il karma che rimane da consumare per far avvenire la guarigione. Il livello del guru è molto elevato rispetto alla massa dei devoti, per cui un male grave può essere assunto e superato dal guru con grande facilità; purtroppo i guru hanno migliaia se non milioni di seguaci, che desiderano guarigioni fisiche e morali, con la conseguenza che il guru viene tempestato quotidianamente dalle energie negative che deve cercare di eliminare. Questo è, probabilmente, il sacrificio dell'avatar; esso può essere rapido ed intenso, o lungo e continuo, ma ugualmente estenuante, come lo possono essere una corsa veloce o una maratona. A me sembra che Gesù abbia scelto la prima soluzione e Sai Baba la seconda.
            Un bell'esempio - tra i milioni che si possono citare - viene descritto da Markides, nel suo libro "Il mago di Strovolos". Nel 1981 il Maestro Stylianos fu pregato di aiutare una signora che soffriva di gravi problemi alla colonna vertebrale, tanto da dover giacere a letto, paralizzata e con forti dolori. Nessun medico - anche all'estero - era riuscito a risolvere, né alleviare la situazione, definita incurabile. Stylianos prese a massaggiare dolcemente la colonna vertebrale, dicendo che era fuori posto, che avrebbe ammorbidito le vertebre, per poterle sistemare per poi ri-solidificarle. I parenti, invitati a  toccare la schiena della donna, poterono sentire che le sue vertebre erano diventate morbide come una spugna. Dopo una ventina di minuti il trattamento si concluse e la donna era guarita: su istruzione del guaritore, si alzò, camminò e si piegò perfino, senza alcun dolore ed andò a fare il caffè per tutti. Furono poi confrontate le radiografie di prima e dopo l'intervento e dimostrarono la guarigione, fra lo stupore dei medici.

Prima ancora di operare una guarigione, un Maestro avanzato è in grado di vedere l'aura del paziente e capire da cosa dipendono i suoi mali, spesso prima ancora che essi si manifestino materialmente.

Un momento: mi spieghi meglio questa cosa dell'aura?

Certo!: come ho già detto, l'uomo, oltre al corpo fisico, possiede altri corpi sottili, normalmente invisibili. Un veggente, come spesso lo è il Maestro avanzato, può vedere questi corpi, sotto forma di aloni, che avviluppano e si estendono attorno al corpo fisico; essi hanno colori e forme diverse, secondo lo stato psicofisico della persona; perciò, con l'esperienza, il guaritore può capire a cosa ascrivere i problemi del paziente. Talora, poi, il Maestro è in grado addirittura di vedere all'interno del corpo del paziente lo stato dei suoi organi e diagnosticare precisamente la malattia.

 

Risurrezioni

Il massimo dei prodigi, considerato pressoché impossibile. Fu fatto da Gesù, Sai Baba, S. Antonio e pochi altri. Tra i tantissimi libri su Sai Baba, ricordo quello di Haraldson: "I moderni miracoli di Sai Baba", in cui si riassume la storia della rianimazione del  sig. Radhakrishna, avvenuta nei primi anni cinquanta. Paramahansa Yogananda, nel suo best seller "Autobiografia di uno yogi", riporta - tra i tanti - il miracolo della risurrezione di un certo Rama, amico del suo maestro sri Yukteshwar, compiuto da Lahiri Mahasaya (guru di sri Yukteswar):
Rama era stato colpito dal colera ed era in cura da due medici, che non riuscirono a guarirlo e morì. Yukteswar ne era disperato e ne riferì al suo guru, che serenamente gli disse di meditare. Il giorno seguente Lahiri Mahasaya, allegramente si rivolse a Yukteswar e lo istruì di versare sette gocce d'olio di ricino nella bocca del morto. Il riluttante Yukteswar eseguì le direttive e versò l'olio tra le mascelle irrigidite di Rama. Rama fu percorso da un forte brivido e si alzò a sedere e disse di aver visto Mahasaya nella luce, che gli ordinava di risvegliarsi ed andarlo a trovare.

Senza andare troppo lontano geograficamente, il nostro S. Antonio da Padova risuscitò persone sia da vivo che da morto:  
Mentre era ancora in vita rispose alle preghiere a distanza di sua sorella; essa aveva un bambino annegato in mare; lei lo aveva vegliato per tre giorni e, al momento della sepoltura, avrebbe voluto essere sepolta con lui, ma le venne in mente di rivolgersi a suo fratello, già noto per i suoi prodigi. Il cadavere, già in condizioni di iniziale decomposizione, si rianimò prontamente.
S. Antonio, dopo la Sua morte, risuscitò una ragazza annegata in un fosso. Il miracolo avvenne quando la madre della giovane - esperito invano ogni tentativo di rianimazione - pregò il Santo di intervenire. Queste storie sono così notevoli che furono illustrate in altorilievi della basilica di Padova.

Normalmente le persone risuscitate finiscono per morire, come tutti noi e come accadde anche a Lazzaro, dopo alcuni anni, ma c'é anche chi - risuscitato o meno - può vivere senza più morire: sono gli immortali! Uno degli esempi più noti è Babaji Nagaraj, il guru del guru del guru di Paramahansa Yogananda. Secondo il libro "Babaji, lo yogi immortale", Egli  nacque, da famiglia sacerdotale, nel Tamil Nadu il 30 Novembre del 203 AD; fu Maestro di Adi Shankara (ca 800 AD) e Kabir (XV secolo) . Tuttavia possiede tuttora il corpo di un giovane sui venti anni.

Babaji

Vive tuttora in una zona inaccessibile dell'Himalaya, presso Badrinath, con pochissimi adepti e Sua cugina Mataji (Annai Nagalakshmi Deviyar); si lascia avvicinare solo da rarissime persone. La Sua missione - come per tutti gli avatar - è quella di aiutare l'umanità a non cadere indietro, ma a progredire, mediante la Sua influenza e la Sua Grazia.
           Nella "Autobiografia di uno yogi", di Yogananda, i due fenomeni (risurrezione ed immortalità) vengono menzionati insieme, dato che Babaji una volta venne raggiunto da un pretendente discepolo che lo supplicò di accettarlo con sé; il Guru rispose che non poteva, non essendo il discepolo pronto; quest'ultimo minacciò di gettarsi in un precipizio se non fosse stato accolto e di fronte all'irremovibilità di Babaji, lo fece; i suoi resti senza vita furono rianimati prontamente da Babaji, che precisò che quella prova superata lo aveva reso degno del discepolato ed immortale a sua volta.

 

Trasmigrazioni

Molto meno noto dei precedenti e quasi incredibile; consiste nell'associare un'anima che sta perdendo il corpo, ormai inservibile, immettendola in un altro corpo, abbandonato da una persona appena morta. Questo fenomeno è stato classificato col nome inglese di "walk-in" ("entrare"). Esso è ben descritto da Lobsang Rampa, che lo subì, sotto la guida di Maestri disincarnati. Egli, che era un tibetano, nato da famiglia nobile e divenuto lama di alto rango, subì gravi peripezie, con ripetuti danni fisici. Giunto all'esaurimento del suo mezzo corporeo, la sue Guide spirituali lo incoraggiarono a proseguire la sua vita terrena, per poter pubblicare i libri, che tante informazioni ci hanno fornito; per prolungare la sua vita, gli fecero lasciare il suo corpo, prendendo quello di un inglese morente.

Questa facoltà è anche catalogata tra quelle praticabili, col nome sanscrito di "para-kaya pravesha". Ce ne parla ancora swami Rama, in un altro capitolo del suo libro, già citato. Questi ed altri casi sono trattati più estesamente nell'altro mio libro: "I subentranti"

 

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CONCLUSIONE

Insomma, come concludere sui miracoli e sulle loro leggi?

Direi che il miracolo non è  atto contrario alle leggi del mondo materiale, ma è basato su leggi e facoltà che ancora  sfuggono alla scienza ufficiale, ma che conosceremo ed utilizzeremo sempre più diffusamente, man mano che evolveremo, avvicinandoci di più alle "dimensioni" superiori: un fatto che sta avvenendo. Questo non lo dico io, ma lo scrisse anche S. Agostino circa 1600 anni fa ("I miracoli accadono non in opposizione alla natura, ma in opposizione a ciò che della natura conosciamo")

Tali leggi comprendono :

I miracoli non sono perciò un'esclusiva dei santi, ai quali accadono quasi involontariamente e spesso senza che Essi ne conoscano le leggi, ma possono essere fatti anche da persone che siano state istruite in proposito; questo è il caso degli sciamani, stregoni e maghi.    

E' bene ricordare, come tutti i maestri raccomandano, che i miracoli, come ogni altra azione, vanno fatti per aiutare gli altri in cose lecite e non per perseguire successi o vantaggi personali, né - peggio ancora - per fare fatture o danneggiare qualcuno, altrimenti ne consegue un peso karmico, che non conviene addossarsi. Anche il solo fatto di compierli per vanità può far retrocedere il ricercatore spirituale. I Maestri possono farli per convincere ed attirare i discepoli, onde indurli ad interessarsi della spiritualità e della propria evoluzione.

Il mahatma Gandhi disse una volta che la gente pensa che un miracolo consiste nel fatto che Dio avvera il desiderio degli uomini; ma il vero miracolo sarebbe che gli uomini facessero la volontà di Dio.

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 QUESTO TESTO E' DEDICATO AL SIGNORE, CHE SI E' INCARNATO NEI GRANDI AVATARS, COME : 

GESU'  SATHYA SAI BABA*
  

     * Sai Baba si è incarnato il 23 Novembre 1926 a Puttaparthi, un villaggio nella regione dell'Andra Pradesh nel centro-sud dell'India. Ha lasciato il corpo il 24/4/2011. Ha decine di milioni di devoti in tutto il mondo. Opera ogni sorta di miracolo. Ha realizzato ospedali, scuole, villaggi, acquedotti, ecc. per sollevare la condizione dei più disagiati. 
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