Gianni Vita



COMUNICARE E' BELLO

e lo sarà sempre di più


comunicare


© Prima pubblicazione: 8 luglio 2015
Rev. 1 - 10/7/2015





INDICE


FORME DI COMUNICAZIONE

Informazione e Comunicazione

Comunicazione verbale e scritta

Canali: Verbale e paraverbale

Modalità dell'informazione: push e pull

Comunicazione simmetrica e asimmetrica

Familiarità e formalità


PRINCIPI BASE

Si comunica comunque

Ascoltare

Quantità dell'informazione

Conoscenza ed Intelligenza del destinatario

Attenzione e tecniche

Coerenza dei mezzi

Privacy


CONCLUSIONI


BIBLIOGRAFIA


APPENDICE - IL LINGUAGGIO DEL CORPO



    Tutti noi comunichiamo in continuazione, ma pochi si rendono conto esplicitamente dei principi della comunicazione; forse alcuni di essi li intuiamo spontaneamente, ma altri restano celati ai più.
    Mi sono esercitato nel ricercare e mettere in luce sinteticamente i principi che la regolano, per offrire l'opportunità di perfezionarci in questa attività così importante.
    La comunicazione del futuro sarà diversa e richiederà un profonda trasformazione interiore.




FORME DI COMUNICAZIONE


Informazione e Comunicazione

La comunicazione viene distinta dagli addetti ai lavori in : Informazione e Comunicazione vera e propria.
La differenza sta nella direzione della stessa.


Comunicazione verbale, non verbale e scritta

    La comunicazione può essere verbale, non verbale o scritta. Quella verbale è la più diffusa; ci sono molte persone che la prediligono ed alcune non sono proprio capaci di usare quella scritta; ho conosciuto diverse persone che hanno come un blocco che impedisce loro, inconsciamente, di comunicare per iscritto; talora si slanciano solo in brevissimi sms, visto quando esiste questa modalità di scambio.



Canali: verbale e para-verbale

    La comunicazione verbale, a sua volta si può suddividere in diretta e mediata. Quella diretta si svolge in presenza delle persone fisiche, faccia a faccia; quella mediata è prevalentemente la comunicazione telefonica.
Esempi di linguaggio del corpo

    Molti, rendendosene conto, a livello conscio od inconscio, scelgono di discutere qualcosa di importante o delicato solo mediante un incontro personale: così potranno osservare le reazioni del loro interlocutore alle loro proposte, o dichiarazioni e regolarsi di conseguenza nel prosieguo dello scambio.
      In Appendice sintetizzo i principali aspetti del linguaggio del corpo.
      Sul web ci sono dei semplici test per avere un'idea della nostra capacità di cogliere il linguaggio del corpo.



Modalità dell'informazione: push e pull

    L'informazione scritta si può classificare i due tipi: "push" e "pull", che in inglese vuol dire: "spinta" o "tirata".
    La forma push è più incisiva, ma invadente e perciò può suscitare effetti contrari, come il blocco del mittente.
   La forma pull è più discreta, ma incerta nel risultato, nel senso che può accadere che nessuno la legga. Inoltre essa comporta un gran risparmio nell'invio, se destinato a molti, dato che si mette in visione una sola copia, anziché inviarla a tutti i destinatari. Inoltre essa può essere modificata e corretta in caso di necessità, senza bisogno di ritrasmetterla a tutti,



Comunicazione simmetrica e asimmetrica

    La comunicazione si può anche classificare come: simmetrica o asimmetrica.
    E' chiaro che mentre la comunicazione simmetrica può essere più libera e spontanea, quella asimmetrica subisce delle limitazioni, se non delle compressioni, al punto di potersi relegare a pura informazione, in cui il destinatario non ha voce in capitolo ne possibilità di reazione.




Familiarità e formalità

    La forma della comunicazione viene scelta spesso per motivi pratici ed economici, come lo scrivere un sms, perché lo abbiamo incluso nel nostro piano telefonico a forfait, o perchè il destinatario è impeganto al momento con altra comunicazione e lo leggerà più tardi.
     Ma il mezzo ha anche un notevole importanza formale; esso - che ce ne rendiamo conto o meno - si adatta ai vari gradi di confidenza che abbiamo coi nostri interlocutori.
    Se l'interlocutore ci è nuovo o di livello superiore (come spiegato nel paragrafo sulla asimmetria) e se siamo abbastanza educati, non ci azzarderemo ad avvicinarlo per parlargli di persona, né gli telefoneremo, senza esserne stati invitati, ma se mai, proveremo a scrivergli una lettera, o una email, in quanto la comunicazione differita è meno invasiva e diretta.
    Una persona con cui abbiamo poca o nessuna confidenza potremmo contattarla attraverso un social network, o una bacheca, con un messaggio abbastanza distaccato e privo di contenuti personali. Potremo poi passare al messaggio diretto, con una lettera, messaggio di posta elettronica, o sms, se la confidenza aumenta e l'interlocutore lo permette.
    La comunicazione scritta lascia tempo e possibilità di riflessione all'interlocutore e gli consente addirittura di non rispondere - se preferisce - potendo spesso fingere di non aver ricevuto o letto la missiva.
    Al contrario, se abbiamo una relazione affettiva con una persona preferiremo la telefonata, o meglio l'incontro personale.






PRINCIPI BASE

    Dopo aver delineato le varie forme e modalità di comunicazione, schematizzo qui di seguito alcuni principi base, che è bene conoscere per ottimizzare la comunicazione.



Si comunica comunque

    Noi comunichiamo sempre, non appena abbiamo una relazione con qualcun altro; anche se non parliamo o non ci incontriamo, sviluppiamo una comunicazione. Innanzi tutto, come sopra menzionato c'è il linguaggio del corpo, che parla per noi, anche se stiamo zitti. Lo sanno bene le coppie di fidanzati o coniugi. Ma c'è anche un messaggio di chi non si incontra con l'altro: esso può significare: <<non mi sento di rivederti>>.
    Poi, riprendendo il tema della telepatia, è chiaro che se pensiamo a qualcuno, volere o no, gli inviamo un messaggio, che egli può percepire, se è sufficientemente aperto a questa sensibilità. Questa sembra essere la modalità principe del futuro evolutivo sulla Terra ed è la modalità normale nelle sfere superiori ed è quella riferita da chi ha avuto incontri con gli extraterrestri. La comunicazione telepatica postula la sincerità, giacché ciò che pensiamo è ciò che trasmettiamo. Questo comporta una notevole evoluzione interiore, che sarà necessaria nel prossimo futuro.
     Infine, ma è un aspetto non meno importante: si comunica anche con l'energia ! Anzi, la comunicazione energetica è alla base degli incontri emotivi; i "colpi di fulmine" e le repulsioni istintive sono basati sulla comunicazione energetica. Un ricordo, sepolto nel nostro inconscio, si manifesta sotto forma di un'energia emotiva, che ci attrae o respinge nei confronti di una data persona. L'energia che emana dall'altro e anche da noi, in presenza dell'altro, ci fa sentire a nostro agio o disagio, secondo rapporti che affondano le loro radici in vite passate. Possiamo percepire l'energia positiva, attrattiva, sotto forma di vibrazioni nelle orecchie o di brividi lungo la schiena o di pelle d'oca; essa può attivare anche attrazione erotica.
    Per massimizzare questo scambio possiamo porci di fronte all'altro, possibilmente vicini e con le braccia e le gambe non incrociate.
     Se, invece, vogliamo minimizzare lo scambio, dovremmo situarci distanti, di lato all'altro, o comunque meno frontali possibile ed incrociare gli arti. Forse è una spontanea intuizione di questo principio che porta le persone ad incrociare gambe e specialmente braccia in presenza di persone non gradite; questo è uno dei segnali principali del linguaggio del corpo.



Ascoltare

    Per poter comunicare realmente occorre saper ascoltare. Invece spesso assistiamo a colloqui in cui ciascun interlocutore si premura di dire la sua, senza ascoltare l'altro o gli altri, anzi impedendogli addirittura di completare il suo discorso. E' come una gara a chi espone solo le proprie idee ed impone la propria presenza. Un corollario di questo principio è di evitare pregiudizi sia sull'interlocutore - se nuovo alla nostra conoscenza - sia sulle sue idee.
    Normalmente si dice che chi assume la parola per primo si posiziona come leader, ma direi che  lo sarà, piuttosto, la persona che proporrà efficacemente le idee più interessanti e coinvolgenti per gli ascoltatori, integrando nella comunicazione le loro osservazioni e contributi ed attribuendo loro adeguata importanza.



Quantità dell'informazione

    L'informazione ha una caratteristica unica nel suo genere:  la sua efficacia è inversamente proporzionale alla sua quantità.
    Se vi propinano uno scritto o un discorso lunghissimo, finirete per annoiarvi e perdere il nocciolo della comunicazione.
    Troppa informazione equivale a nessuna informazione!
    Lo sanno bene i pubblicitari, che massimizzano l'uso degli slogan, per colpire l'uditorio con messaggi semplici ed incisivi. Infatti, per quanto sia lunga una comunicazione, l'ascoltatore ricorderà solo uno o due concetti chiave, che eventualmente lo hanno colpito. Se la comunicazione è troppo lunga, probabilmente l'ascoltatore perderà ogni informazione.
    Lo sanno altrettanto bene certe banche, assicuratori, ditte farmaceutiche, ed altri, che ci sottopongono contratti, o bugiardini così lunghi che nessuno li legge, per scoraggiarci dall'approfondire ed accorgerci di quello che ci stanno propinando.



Conoscenza ed Intelligenza del destinatario

    Nel comunicare occorre tenere presente che l'ascoltatore può non avere tutte le conoscenze necessarie a comprenderci: non bisogna sopravvalutarne le conoscenze e spiegare tutto.
   Come corollario di questo principio, possiamo perciò dire che se Tizio spiega qualcosa e Caio non la comprende, la responsabilità è di Tizio, che non ha saputo spiegare, tenendo conto dei suoi interlocutori.
     D'altra parte non bisogna sottovalutare l'intelligenza dell'ascoltatore, inviandogli messaggi che non siano convincenti.
    Uno può essere un grande ignorante, anche analfabeta, ma la sua intelligenza può essere superiore alla nostra. Questo è il caso di alcuni leader storici. Se noi diciamo qualcosa che si scontra col buon senso, potremmo essere smascherati ed emarginati senza recupero.



Attenzione e tecniche

    Un principio che dovrebbe essere ben noto nelle tecniche di comunicazione è che l'attenzione dell'ascoltatore ha dei limiti; in genere si stima statisticamente che essa decade significativamente dopo venti minuti di ascolto. Perciò un oratore dovrebbe preparare i suoi discorsi in modo che non oltrepassino questo limite, oppure avvalersi di tecniche che risuscitino l'attenzione, altrimenti il suo messaggio si perderà.
Le tecniche per mantenere viva l'attenzione sono:


Coerenza dei mezzi

    La comunicazione dovrebbe essere coerente: chi risponde ad un messaggio dovrebbe farlo con lo stesso mezzo con cui gli è arrivato. E' una questione di educazione. Se uno mi scrive una lettera devo rispondergli con una lettera; se uno mi lascia un messaggio telefonico, dovrei richiamarlo telefonicamente, a meno che il mezzo originale non abbia dei problemi; per esempio se ricevo una telefonata in segreteria telefonica e non riesco a richiamare la persone interessata, posso mandarle un sms.
    Purtroppo molti non rispettano questa regola di educazione e, per esempio, rispondono con una telefonata ad un messaggio scritto; questo è tipico di certe banche o altri enti, che evidentemente non vogliono lasciare traccia scritta di quello che affermano.



Privacy

Come in tutti gli altri campi, anche nella comunicazione occorre rispettare la legge sulla privacy e sopratutto l'educazione.






CONCLUSIONI


    La comunicazione è una parte fondamentale della vita di relazione; essa può condizionare e stravolgere i nostri rapporti, amicizie, affetti.
    Occorre porre attenzione a come la pratichiamo ed ancor più occorrerà, man mano che svilupperemo la nostra sensitività, passando alla telepatia: la comunicazione del futuro sulla Terra e la regola nelle dimensioni superiori.






APPENDICE

IL LINGUAGGIO DEL CORPO


    La comunicazione verbale è enormemente completata ed a volte sostituita dagli atteggiamenti corporei. Pare che il 70% dell'impressione che diamo derivi dal nostro atteggiamento corporeo.
    Lo sanno bene gli attori, che - se vogliono ottenere il successo - devono studiare ed applicare il linguaggio dei gesti e delle espressioni. Una battuta detta senza adeguato atteggiamento e gestualità vale poco. Al contrario, una recita eseguita senza parole può avere grandi successi; basti pensare al famoso mimo Jaques Tatì.
    Il linguaggio del corpo si esercita con diversi mezzi:
    Ne ricordiamo alcuni esempi :

    La postura e l'abbigliamento danno una prima impressione fondamentale della persona: un abbigliamento classico (es.: giacca e cravatta) dà l'impressione di persona tradizionale, ordinata, seria e rispettosa delle convenzioni; al contrario un abbigliamento ed una acconciatura non tradizionale danno l'impressione di un'artista, se non di un contestatore, o persona asociale.
    La distanza che assumiamo dall'altro comunica distacco se rilevante, o desiderio di familiarità o intimità, se molto stretta. La distanza equilibrata, neutra statisticamente osservata è di circa mezzo metro.
    Muoversi, durante un colloquio, specie se in modo agitato, denota disagio. Invece, entrare in una stanza - dove siano già altre persone - con passo ampio e braccia lontane dal corpo, denota desiderio di far colpo, assunzione di leadership.

    Le gambe incrociate rappresentano una certa chiusura

    Anche le braccia incrociate rappresentano chiusura all'altro, o atteggiamento di rimprovero. Toccare l'altro, durante un colloquio rappresenta desiderio di familiarità o intimità. Le braccia accompagnano il discorso che si sta facendo, in maniera appropriata ai contenuti ed ai sentimenti. Toccarsi alcune parti del corpo indica esibizione: per le donne i capelli, per gli uomini la cintura.

    L'orientamento della testa può indicare attenzione, o disinteresse, partecipazione o timidezza.

    Il viso, ovviamente gioca una parte fondamentale nei segnali corporei, sia perché è l'area più mobile del corpo, sia perché è quella più direttamente osservata dall'interlocutore.
    La bocca e le sopracciglia caratterizzano la maggior parte delle espressioni, tanto che il loro atteggiamento viene impiegato nelle "faccine" ("smilies") per trasmettere i relativi messaggi, usati negli mms. Ognuno comprende il significato trasmesso dalle diverse faccine:

faccine
Tipiche "Faccine"

    Lo sguardo e la sua direzione sono importantissimi: guardare negli occhi denota interesse ed attenzione; guardare nel vuoto invece indica noia, disinteresse; guardare le labbra dell'interlocutore può indicare desiderio di baciare l'altro; guardare il seno o il basso ventre indica interesse sessuale.






BIBLIOGRAFIA

Bushman, Boyd - "Area 51, gli alieni esistono" - articolo on-line
Falco, Giuseppe - "Imparare a leggere il linguaggio del corpo" - testo on-line
Fast, Julius - "Body language" - Pocket books - NY, 1971
Galante, Eli - "Le regole base della comunicazione" - articolo on-line
Guzzo, Iana - "La comunicazione e gli assiomi" - articolo on-line
Mattioli, Patrizia - "Le regole della comunicazione" - articolo on-line
Toppi, Roberto - "L'abc della comunicazione" - articolo on-line
Vita, Gianni - "Il colpo di fulmine" - Redazione Vita - libro gratuito on-line, 2013
Vita, Gianni - "La Nuova Terra" - Redazione Vita - libro gratuito on-line, 2015
Vita, Gianni - "Morire è Bello" - Redazione Vita - libro gratuito on-line, 2011
WikiHow - "Come capire il linguaggio del corpo" - voce on-line
Wikipedia - "Linguaggio del corpo" - voce on-line


NOTA: Gli indirizzi dei siti web e quelli  di posta elettronica citati, o linkati possono cambiare nel tempo, o anche diventare introvabili, a seguito delle continue modifiche che i responsabili possono apportarvi.




QUESTO TESTO E' DEDICATO AL SIGNORE, CHE SI E' INCARNATO NEI GRANDI AVATARS, COME : 

GESU'  SATHYA SAI BABA*
  

* Sai Baba si è incarnato il 23 Novembre 1926 a Puttaparthi, un villaggio nella regione dell'Andra Pradesh nel centro-sud dell'India. Ha lasciato il corpo il 24/4/2011. Ha decine di milioni di devoti in tutto il mondo. Opera ogni sorta di miracolo. Ha realizzato ospedali, scuole, villaggi, acquedotti, ecc. per sollevare la condizione dei più disagiati. 
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