Gianni Vita

 

IL COLPO DI FULMINE

nell'interpretazione energetica

 

 

 

© Prima edizione: Maggio 2013
Rev. 8 : 3/2/2017

 

INDICE

 

                    COS'E'

                    COM'E'

                    PERCHE'

                    QUAL'E' LO SCOPO

                    COME VA A FINIRE

                    ESEMPI

                    CONCLUSIONI

 

 

COS'E'

Più o meno a tutti sarà capitato di avere un innamoramento improvviso, o almeno una simpatia o antipatia istintiva nei confronti di una persona incontrata per la prima volta. Può trattarsi di persona dello stesso sesso o di sesso opposto. Non necessariamente è amore o attrazione erotica; può essere anche solo simpatia, empatia o, al contrario: repulsione.
Ci sarà capitato quando abbiamo iniziato la scuola in una nuova classe, in cui non conoscevamo alcuni degli allievi. Similmente può succedere quando entriamo in un ufficio o posto di lavoro. Spesso accade in una festa o in un convegno.

Principalmente, nel parlare corrente, è l'incontro ideale presentato nelle favole, in cui il "principe azzurro" si innamora immediatamente e reciprocamente della "bella" di turno. Non ci sono appuntamenti successivi ed approfondimenti graduali per vagliare se la persona è adatta a noi, come la pensa, cosa la interessi ecc.: l'attrazione è "fatale". Certo, poi ci sarà un periodo di fidanzamento, ma solo per le convenzioni sociali. Altrimenti i due innamorati pazzi non sentono ragioni, né limitazioni di convenienza, rango, lingua, religione, età ecc. A questo tipo d'incontri si applica il proverbio: "L'amore è cieco!".  Si dice di aver trovato l'altra "mezza mela" o la famosa "anima gemella" (in inglese: "soul mate").

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COM'E'

 La sensazione è quella di familiarità, di aver già incontrato la persona in questione.  Penseremo:  <<Che persona piacevole e interessante! Voglio parlarci >>, o invece:  <<Quant'è antipatico! Fammene allontanare!>>. Può anche essere di fascino profondo; in quel caso potremmo provare la pelle d'oca, un tremore alle gambe, un brivido lungo la schiena, che può indicare lo scorrere della kundalini, o le famose "farfalle nello stomaco". Un fenomeno spesso riscontrato è quello di un turbamento nel sentire il timbro di voce dell'altro.

 A volte l'attrazione o repulsione non è così immediata, ma si sviluppa nel giro di qualche ora; può addirittura prendere corpo nelle ore successive all'incontro. Allora uno sentirà lo stimolo a ricercare quella persona che inizialmente non aveva abbordato con richieste di indirizzo o numero di telefono. Si interpellano amici comuni per ristabilire il contatto o ricreare un'occasione d'incontro.  Nelle ore successive, spesso si pensa solo a quella persona, si trova difficoltà a dormire, ricordandola e si immagina l'occasione e la modalità in cui si potrà rivederla. Si pensa a come gratificarla e ci si sente pronti a qualsiasi azione per starle vicino ed averla come compagna. Insomma è l'innamoramento DOC, quello cantato dai poeti e dai compositori di canzoni romantiche.

 Può anche essere una profonda amicizia: la famosa amicizia fraterna; quella che ci fa confidare anche i nostri più riposti sentimenti e segreti; quella del proverbio "chi trova un amico trova un tesoro".

 Normalmente il sentimento è reciproco, anche se non necessariamente subito della stessa intensità per entrambi.

Sebbene ci sia chi idealizza il colpo di fulmine, ritenendo che sia una occasione unica della vita, i colpi di fulmine possono essere più d'uno, sia d'innamoramento che di amicizia, magari di tipo, grado ed intensità diversa. Unico potrebbe essere l'incontro con la vera anima gemella: quella che costituisce non l'incontro di una delle care entità del passato, ma la nostra vera metà, nel senso teorizzato da Platone.

 

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PERCHE'

Platone sembra sia stato il primo a teorizzare per iscritto sul colpo di fulmine ed i particolare sulle anime gemelle (che, al momento del loro eventuale incontro, sono coinvolte da un colpo di fulmine particolarmente forte), sostenendo che ogni entità si dovesse dividere in due metà, di sesso opposto, per incarnarsi. Non tutti gli incontri di questo tipo sono tra anime gemelle, anzi le vere anime gemelle sono rare. Noi ci occupiamo, più in generale, di attrazioni inspiegabili.

Gli psicologi tradizionali generalmente tendono a correlare l'attrattiva verso una persona con la sua somiglianza ad un caro familiare, come il padre per una ragazza; altri hanno teorizzato una velocissima quanto inconscia analisi dell'altro da parte del nostro cervello, che concluderebbe in favore di una stretta aderenza della persona ai nostri gusti. La spiegazione più probabile, semplice e convincente del colpo di fulmine ci viene offerta dal modello della reincarnazione:

L'uomo è un'entità incorporea, che periodicamente decide di assumere un corpo umano per sperimentare la materia ed evolvere; spesso tale evoluzione comporta il superamento di contrasti e rivalità, odio, conti in sospeso con altre entità. Allora ci decidiamo a riscendere sulla Terra, incontrare certe persone e intrecciare con loro delle relazioni; tali relazioni possono essere le più varie: entità, che in vite precedenti furono nostri parenti o amici, ritorneranno come coniugi, figli, amanti, maestri ecc.

Secondo i modelli orientali, ripresi dalla teosofia, l'uomo ha vari corpi sottili oltre a quello fisico e li conserva tra un'incarnazione e l'altra. Questi corpi sono costituiti da forme sottili di energia, di una natura che la scienza non ha ancora scoperto. In essi sono registrate emozioni, pensieri, ricordi, affetti. Sempre secondo tali modelli, l'uomo ha dei centri energetici, in cui l'energia si concentra in forma rotatoria; essi vengono chiamati chakra (ruote, in sanscrito). Uno di essi è il centro del cuore (detto: anahata), collocato in corrispondenza della punta dello sterno e responsabile della maggior concentrazione di energia affettiva. Non per niente, senza saperne il motivo, comunemente (ed in misura inflazionata) si associa amore con cuore, generalmente confondendo il chakra del cuore col muscolo cardiaco, che nulla c'entra.

Quando due persone che erano state affettuosamente legate in vite precedenti si incontrano nella vita attuale, apparentemente non si conoscono, ma le loro energie entrano in contatto e le spingono ad avvicinarsi, come due calamite che vengano poste accanto. I due non si rendono conto del motivo che li attrae, ma sentono questa empatia istintiva e nessuna barriera socio-culturale li frena: debbono avvicinarsi!

Il mezzo principale dell'attrazione è lo sguardo. Si dice che l'occhio sia la finestra dell'anima, forse perché è effettivamente - in un modo ancora misterioso - un passaggio privilegiato di quell'energia che ricorda le passate intimità (o rivalità). Non per nulla gli innamorati trascorrono parecchio tempo guardandosi negli occhi istintivamente, senza che nessuno glie lo abbia suggerito. Per lo stesso motivo - che lo sappiano o meno - coloro (genitori o coniugi) che vogliono impedire relazioni tra una propria donna ed altri, la costringono a tenere gli occhi bassi o a coprirli con occhiali scuri (come si constata spesso nei paesi arabi rigidi). Ho scoperto che i quaccheri impiegano un rito simile per i loro matrimoni: non ci sono preti (d'altronde anche nel cristianesimo i ministri del matrimonio sono gli sposi stessi ed il prete fa da testimone autorevole); gli sposi si inginocchiano uno di fronte all'altra e si fissano reciprocamente e silenziosamente negli occhi; i membri della comunità siedono intorno, senza parlare, salvo uno se ne senta ispirato da Dio. Dopo un'ora la cerimonia è conclusa e i due sono sposati.

Secondo questa interpretazione è chiaro che l'occasione dell'incontro fatale dipende essenzialmente dai piani del destino, ossia da un disegno tracciato altrove ed a noi ignoto, che pianifica l'incontro, in modi, tempi e luoghi anche strani e impensabili. Perciò, sebbene alcuni pensino che ci possano essere condizioni più favorevoli all'incontro, come un'occasione specifica: una festa, una vacanza, una stagione, ecc., noi tenderemmo ad escluderlo.

Talora è possibile scoprire i motivi del colpo di fulmine, risalendo alla vita o alle vite passate in cui i protagonisti si erano già frequentati ed amati (o odiati). I mezzi per risalirvi sono diversi, spesso occasionali, a volte anche deliberati. Essi possono essere: le spiegazioni di un sensitivo, la regressione a vite precedenti, la scrittura ispirata, le indagini astrologiche approfondite ed altri mezzi del genere.

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QUAL'E' LO SCOPO

Come mai incontriamo questa "anima gemella"?  E' per "vivere insieme felici e contenti per tanti lungi anni", come dicono le favole?

Raramente! Infatti la vita terrena è una scuola, in cui si scende per imparare ed evolvere, non una felice e spensierata vacanza. La vacanza si trova nell'Aldilà. Qui stiamo per lavorare, per imparare.

        Incontri di questo genere sono perciò finalizzati ad indurci ad intrecciare relazioni che ci consentano di superare rivalità, rancori, incomprensioni. Se noi incontrassimo persone che amammo, ma che ci tradirono, o ci abbandonarono ed emergesse subito il ricordo doloroso di tali eventi, probabilmente ce ne terremmo alla larga. Il meccanismo karmico, invece, evidentemente fa emergere dapprima i sentimenti di attrazione, che ci inducono a metterci insieme. Solo successivamente affiorano i problemi da superare.
       In un messaggio ispirato, Sai Baba rispose (attraverso il medium) ad una donna che chiedeva chiarimenti su un uomo che aveva conosciuto:
<<Talora incontriamo persone che ci attirano ed affascinano perche' gia incontrate e magari amate in altre vite, ma non sempre tali rapporti vanno riallacciati, certe volte servono per bruciare un karma e noi le seguiamo, invece, costruendone dell'altro!>>.

Altri incontri sono più lieti e servono ad alleggerire la vita, che per altri versi può essere parecchio impegnativa; è come avere qualcuno che ti dia una mano nelle difficoltà.  Oppure un incontro del genere può essere finalizzato a svolgere insieme qualche compito, con un completamento reciproco. In tal caso si parla di incontri o anime gemelle dharmiche (cioè che hanno una missione da compiere).

 

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COME VA A FINIRE

Come vanno a finire i colpi di fulmine? I partners vivranno veramente "felici e contenti"? Di solito, dopo il primo innamoramento folle - nella migliore delle ipotesi, quella che dovrebbe sempre avverarsi - essi avranno una vita normale,  con gli alti e bassi di tutte le relazioni. Una volta risolti i problemi che portarono i due a ri-incontrarsi, la relazione potrebbe anche essere superata ed ognuno proseguire per la propria strada, pacificamente e consensualmente, senza traumi.

Altre volte emergeranno prepotentemente screzi del passato che alcuni potranno appianare col tempo, ma spesso possono condurre a clamorose separazioni. Anzi oggi giorno queste sono sempre più frequenti. La facilità con cui ora ci si separa probabilmente ci fa mettere da parte ogni forma di pazienza e ricerca del superamento dei contrasti. Ciò danneggia non solo i figli, ma sopratutto noi stessi che saremo indotti a reincarnarci nuovamente con la stessa persona, per conseguire quell'accordo che abbiamo fallito nella vita presente. E' come un allievo che si rifiuti di studiare nella classe in cui si trova: dovrà ripetere l'anno scolastico, faticando il doppio e perdendo tempo.

Talora accade che il colpo di fulmine colpisca due persone che sono già sposate o impegnate con altri. Questo comporta grossi problemi sia pratici che karmici: abbandonarsi al nuovo incontro "irresistibile" o mantenere fede alla promessa fatta?

Se si tratta di amicizie, le persone potrebbero svolgere un tratto di vita insieme, per poi allontanarsi altrettanto serenamente, all'esaurirsi dei motivi della relazione, che poteva avere uno scopo limitato.

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ESEMPI

                Qui di seguito presento degli esempi di colpi di fulmine sperimentati personalmente dal mio alter ego Paolo e tratti dal  libro "La vita pare normale":

 

                Daniela

                Poco prima di compiere 20 anni, un 2 gennaio, fui invitato alla festa di compleanno di Giuliana: la fidanzata di un mio amico; lì incontrai Daniela: era una ragazza bruna, bella alta formosa. Nessuno me la presentò, la vidi e la invitai a ballare; lei dette segni di interessamento nei miei riguardi: mi disse poi che l'avevo colpita, vedendomi da lontano, mentre ero seduto a riempire la mia rubrica telefonica per l’anno nuovo. A conclusione della festa io non feci nulla, fu lei che mi invitò ad un ballo per l'Epifania, che pensavo fosse una festicciola simile a quella in cui l’avevo incontrata; scoprii invece che si trattava di andare ad un veglione pubblico in quattro: lei, io, sua sorella ed il relativo fidanzato. Così iniziò la nostra storia, che approdò, anni dopo, al matrimonio. Le mie successive conoscenze mi fecero riflettere che quello fu un piccolo colpo di fulmine, un "riconoscimento" e che dovevamo esserci incontrati gia' in vite precedenti: chissà dove, chissà quando...

              Come spesso accade (anzi, per la verità, direi ormai come raramente accade, dato che oggi le separazioni colpiscono la maggior parte dai matrimoni) la nostra vita matrimoniale fu "normale" e serena, ma senza quelle situazioni di sogno, promesse dalle favole; anzi fu turbata dalla prematura morte di Daniela.

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     Sara

    Decenni dopo, ero vedovo a quasi sessanta anni, mia cugina - che conosce e condivide i miei interessi spirituali - mi invitò ad una seduta medianica, condotta dalla sua amica sensitiva Sara.

    Ci recammo a casa di Sara. Appena entrati, Sara mi dette la mano e mi disse con nonchalance: <<noi ci siamo già incontrati>>. A me non risultava e riflettei invano su quando potessimo aver avuto una simile occasione.

    Con Sara, inspiegabilmente sul piano razionale, diventammo subito amici, anzi confidenti; già dal nostro secondo incontro lei mi diceva cose che mi sembravano molto personali e che avrebbero trovato luogo solo in discorsi tra amiche molto strette. Sara era sposata, con figli grandi e tra noi non c'era alcuna relazione amorosa, ma solo grande confidenza.

     La faccenda si chiarì quando un messaggio ispirato mi rivelò che Sara era stata mia sorella, due incarnazioni fa. Questo spiegò il motivo della sua prima impressione di avermi gia’ incontrato, nonche’ il nostro senso di grande familiarità.

      Il  mio rapporto con Sara si interruppe a causa di una ingiustificata gelosia della mia seconda compagna, che conobbi più tardi e che ebbe modo di conoscere Sara, con cui non andò d'accordo.

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                Almar

           In quel periodo ebbi l'occasione di partecipare ad un seminario di consapevolezza intensiva e meditazione dinamica condotto da un discepolo di Osho Rajneesh: il famoso guru indiano che insegnò negli USA . Lì incontrai - tra gli altri  - una signora: "Almar", che lì per lì non suscitò in me particolare interesse: non era particolarmante bella ed aveva i capelli grigi, sebbene, come appresi, avesse solo quarantasei anni.

          La particolarità del seminario era che l'esercizio principale consisteva nel guardarsi reciprocamente ed a turno negli occhi, facendo una domanda. Questo, secondo me, scatenò uno scambio energetico specifico con Almar, ma solo con lei e non con gli altri partecipanti. Infatti, il giorno successivo alla fine del seminario non potevo fare a meno di pensare a lei, con un interesse strano e inconsueto, non riconducibile ad un innamoramento.

Dopo il corso di Consapevolezza Intensiva non facevo che pensare ad Almar. Non capivo perche': infatti non me ne sentivo innamorato. Era perché le ore passate insieme ci avevano dato l'opportunita' di un contatto che mi aveva fatto percepire una sua sensibilita' particolare nei miei confronti, un circolo virtuoso dell'Amore in senso lato? O c'era dell'altro? La cosa era tanto piu’ strana perche’ alla fine del corso non mi ero curato gran che di Almar; anzi fu lei a raccogliere i numeri di telefono di tutti – come spesso accade alla fine di una vacanza - proponendo di rivederci per una cena insieme: io le detti il mio, ma non chiesi il suo.

Nei giorni successivi, vedendo che non mi contattava per la cena proposta, decisi di telefonarle. Vi riuscii, trovando sull'elenco telefonico il nome di sua sorella, attraverso cui arrivai a lei.

Su mio suggerimento prendemmo appuntamento in un ristorante vegetariano, assieme a Patty: l'unica altra partecipante al seminario che avevamo trovato. Ero assai combattuto, immaginando sviluppi e magari una “conclusione” a casa di Almar. La ragione mi diceva di non avventurarmi, mentre emotivamente ero attratto. Ci rincontrammo allegramente e durante la cena ci raccontammo i fatti salienti delle nostre vite. Almar buttò lì l'informazione secondo cui era separata, lasciata da suo marito senza chiari motivi, coltivava una speranza di riunirsi a lui.

Al termine della cena - come prevedevo - Almar ci invito' a casa sua, che non era troppo distante. Lì restammo fino all'una e mezza a parlare, tra l'altro, della sensibilita' alle percezioni extra sensoriali. La serata si concluse in un modo che, a vederlo dall'esterno, risulta grottesco: io me ne tornai a casa, col gradito invito di Almar a rivederci, e Patty restò a passare la notte con Almar; il motivo era di natura pratica, dovendo Patty - che vive fuori Roma - tornare l'indomani presto nello stesso quartiere.

Continuai a valutare distaccatamente il fenomeno. Mi sembrava di capire che i miei rapporti con Almar fossero un fatto energetico e non c'entravano ne' il sesso, ne' un rapporto di coppia tradizionale. Forse potevo rivederla ogni tanto, per ricaricarci reciprocamente e prudentemente di energia e favorire la nostra crescita, senza problemi.

Ricevetti una telefonata di Sara e finii per tirare fuori la questione di Almar, menzionando il mio sospetto che potesse trattarsi di un fenomeno di coppie già vissute. Sara mi chiese il nome di battesimo di Almar e mi lasciò. Circa dieci minuti dopo mi richiamò con una risposta dolcissima, da parte della sua Guida spirituale:

“Il lungo legame che Paolo ha avuto in un' altra vita con quest'entità non e' stato un legame tra uomo e donna, bensì tra due donne. Paolo era allora una donna ed aveva una sorella, più piccola, molto più piccola di lei. Avevano perso la mamma in età giovanile e Paolo, l'allora sorella maggiore, si e' sentita molto responsabile verso questa bambina più piccola e così bisognosa di affetto. Questa bambina era tranquilla, con due occhi grandi, una bambina che accettava tutto con tanta rassegnazione, una bambina che si appoggiava molto alla sorella, ma senza rendersene conto. Questa bambina aveva occhi grandi carnagione chiara capelli castano chiari. Appena paffutella, era proprio il simbolo della tenerezza, una tenerezza infinita che la sorella maggiore percepiva in tutta la sua grandezza. Questa incarnazione di Paolo e' avvenuta molto tempo fa, ma la tenerezza che questa bimba gli ispirava era cosi' forte che non e' finita con quella incarnazione. Non e' necessario aggiungere altri particolari di quella incarnazione, non ora almeno. Ma Paolo senz'altro potra' riconoscere quel sentimento che e' principalmente senso di tenerezza, senso di protezione, senso di responsabilita'.

            La risposta era stata di una tempestività e dettaglio assai superiore allo sperato. Ecco spiegato l'arcano: come sia possibile essere tanto attratti da una persona di cui non si è innamorati.

            Mostrai il messaggio ad Almar, che ne fu compiaciuta ed incuriosita. Ci incontrammo di nuovo, discorrendo di argomenti psicologici e spirituali. Dopo un po' Almar decise di porre fine alla nostra frequentazione; non ne conosco il motivo: forse perché non capiva il tipo di rapporto che poteva esserci. Non ci vedemmo più!


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                Beatrice

            In quello stesso periodo, Enzo: un sensitivo che avevo conosciuto in India e che avevo preso a frequentare a Roma per delle meditazioni periodiche, mi invitò a partecipare ad una scampagnata; ci andai volentieri e ci incontrai una ventina di persone, suoi amici. Enzo pensò di presentarmi in particolare una bella ragazza sulla trentina: Beatrice, detta "Bea"; ci presentò perché sapeva che ci accomunava la sequela di Sai Baba. Dopo la passeggiata, vedendo che - diversamente dagli altri - Bea non aveva con sé qualcosa su cui sedere sulla terra umida, per consumare il pranzo che avevamo portato, le offrii di condividere l’asciugamano che avevo con me per tale scopo; simpatizzammo e mangiammo insieme. Bea mi disse che anche sua madre Maddalena conosceva Enzo ed era devota di Baba e proprio in quel periodo si trovava in India, nel Suo ashram. Maddalena frequentava talvolta il centro Sai Baba dove andavo io, perciò Bea mi raccomandò d’incontrarla al suo ritorno e poi seppi che aveva detto la stessa cosa a sua madre, quando essa tornò dall’India.

            Ricordo che mi colpì l'insistenza di Bea nel sollecitarmi a salutare sua madre; il suo atteggiamento andava al di là del normale messaggio che spesso ci si scambia, sull'onda di un colloquio tra nuovi conoscenti e che poi si accantona facilmente. Ebbi l'impressione che l'eventuale conoscenza con sua madre le potesse servire a mantenere un contatto anche con me; mi sembrò che percepisse - come me - un'attrazione reciproca, non assecondabile su un piano tradizionale, a causa dell'eccessiva differenza d'età. In altre parole, Bea, non potendo avere una relazione con me, forse, inconsciamente, sperava di rivedermi su un piano affettivo, di carattere filiale. E così fu, come descritto nel successivo aneddoto su Maddalena. Bea è sempre stata in sintonia con me e viceversa. Con lei c'è un rapporto di energie sublimate, che potrebbe ricordare proprio quello con la Beatrice dantesca. Successivamente un messaggio ispirato ci spiegò che, alcune vite fa eravamo stati marito e moglie!

 

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                Maddalena

                Dopo poche settimane mi informai dalla presidente del centro Baba sull’arrivo di Maddalena, che era stata insieme a lei in India, ma mi fu detto che Maddalena ed altre persone si erano trattenute una settimana in più degli altri. La settimana successiva dimenticai di ripetere la domanda e fu Maddalena che mi avvicinò al centro Baba, riconoscendomi dalla descrizione di Bea e presentandosi come la mamma di lei, a cui la figlia aveva chiesto di salutarmi. Maddalena era una bella donna, vivace, sorridente, estroversa, non molto alta, dal corpo proporzionato e capelli grigi e neri corti; portava dei begli occhiali.

            I suoi occhi mi colpirono, ne rimasi affascinato e capii che Maddalena poteva essere la donna che mi era stata destinata. Tornai al centro Baba ogni giovedì e domenica, nella speranza di rincontrarla, ma Maddalena non si faceva rivedere e sembrava non tanto interessata dall'incontro fatto. Seppi poi che nei miei confronti si manifestava in lei un sentimento bivalente di attrazione e timore; perché? Lo avremmo compreso parecchio tempo dopo. Infine mi feci dare il suo numero di telefono da un’amica comune e le telefonai, offrendole un passaggio per andare al centro Baba. Parecchie settimane dopo – quando prendemmo confidenza - mi rivelò che, sentendo la mia voce in quella telefonata, le sue gambe presero a tremare irresistibilmente e non poté fare a meno di accettare l'invito. Gli incontri si susseguirono. Seppi anche che lei era separata da suo marito ed aveva chiesto mentalmente a Sai Baba che, se avesse dovuto avere un nuovo compagno, fosse un Suo devoto. Inoltre Monica - una sensitiva albanese che leggeva i fondi del caffé - le aveva predetto che avrebbe conosciuto un uomo alto, libero, con due o tre figli, il cui nome cominciava con la lettera P.

            Maddalena poi è diventata la mia seconda compagna. Presto mi disse di sentirsi molto legata a Tahiti ed alla Polinesia dove ritiene di essere vissuta, e dove avrebbe incontrato un giovane militare inglese. La ragazza, appena lo vide se ne innamorò e lo sedusse, manifestando un esempio di colpo di fulmine, rintracciato nel passato. I due ebbero una storia d'amore, ma lui dovette ripartire, lasciandola con la vana speranza di tornare. Lei si sarebbe poi suicidata per il dolore dell'abbandono (successivamente capi’ che non si era suicidata, ma era stata uccisa). In gioventù fu molto colpita e commossa dalla visione del film “L’ammutinamento del Bounty”, che include una storia simile tra un ufficiale inglese ed una nativa polinesiana. Maddalena riconosceva l'abbraccio dell'addio in una posizione in cui lei, triste, piccola e formosa, sta con la testa chinata sulla spalla di lui. Si vede anche rivolta all'oceano nella vana attesa del ritorno dell'amato. Sognò anche di essere abbracciata ad un uomo di cui però vedeva solo la nuca, sia direttamente che in una visione dal retro dell'uomo stesso e sentì forti vibrazioni d'amore e tenerezza. Si svegliò piangendo dal desiderio di riprovare quelle sensazioni. Dopo avermi conosciuto sa che l'amato, allora perduto ed ora ritrovato, sono io. Mi immagina alto, biondo, con un ciuffo verso sinistra, in divisa, con le spalline e la bandoliera per la sciabola. Questo combina con la mia idea di essere stato un inglese che viaggiò lontano dall'Inghilterra, andando, tra l'altro in India.

         Maddalena ha inoltre un'inspiegabile avversione per gli inglesi e per la loro lingua, cosa che si potrebbe spiegare con il suo antico abbandono. Tale abbandono si puo' anche collegare con le sue paure attuali di essere abbandonata, rifiutata. Un messaggio medianico rispose ad una domanda sull'argomento, confermando che le visioni di Maddalena su Tahiti erano giuste e che ci incontrammo anche in altre vite (… sei stato suo figlio e suo padre, suo amante e suo marito, suo genero e sua nuora. Vi siete sempre amati.).

            Negli anni successivi Maddalena si sottopose a delle regressioni a vite passate, che rivelarono i vari retroscena dei nostri incontri:

           La vita piu’ drammatica e significativa fu quella della Polinesia. In quella vita ebbe una relazione con me: comandante di un vascello inglese, in avaria temporanea laggiù e presto ripartito. Maddalena rivisse in particolare il nostro corteggiamento e poi il matrimonio spontaneo che facemmo: eravamo soli, al tramonto, in mezzo alla vegetazione. Lei indossava un pareo bianco ed aveva un fiore nei capelli, io ero biondo, coi capelli lunghi e lisci, la riga in mezzo ed un codino sulla nuca. Portavo pantaloni neri, camicia bianca ampia ed una cintura con grande fibbia, stavo con le spalle al mare. Eravamo l’uno di fronte all’altra, con le braccia tese e le mani dell’una poggiate su quelle dell’altro: fu un impegno di tipo sacramentale. Maddalena disse molto emozionata: <<come lo amo!>>. Poi Maddalena rivisse la scena della mia partenza: indossava un pareo con disegni di orchidee e vedeva il veliero salpare, piena di speranza nel rivedermi un giorno. Da quella relazione molto appassionata, le nacque una bambina. Apparentemente le leggi locali la condannarono, per aver tradito un suo precedente impegno con un fidanzato ufficiale e fu messa a morte, mediante accoltellamento al cuore. Di quella vita drammatica ad Maddalena sarebbe rimasto quell’atteggiamento inizialmente ambiguo di attrazione - per il grande amore che c’era stato - e di timore inconscio verso di me - per le conseguenze che nella vita precedente quell’amore aveva comportato - nonche’ di diffidenza verso gli inglesi. Non sapemmo se e quando io fossi tornato all’isola, ma io ho ora una spontanea diffidenza verso relazioni con donne di altre razze: non mi attirano; che cio’ sia dovuto all’aver scoperto – nel corso di un mio eventuale ritorno - le conseguenze di quella storia?

            Da altre regressioni apprendemmo come, precedentemente, fummo anche beduini nel nord Africa: lei mia madre ed io suo figlio. Questo spiega anche il colpo di fulmine polinesiano.

            Posso dire che tutte queste persone, vicine o ormai lontane, sono rimaste nel mio cuore con grande affetto.

 

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            Questi altri due esempi sono accaduti personalmente alla mia amica Anna:

 

            Una grande emozione

        Anna aveva diciotto anni e stava tornando in autobus a Roma, da Rocca di Papa, dove era andata a trovare sua nonna.
        Alla fermata di Grottaferrata salì sull'autobus Giuseppe: un giovane di trentadue anni, che si sedette accanto a lei. Appena incontratisi, i due iniziarono a tremare irrefrenabilmente per l'emozione, ma non riuscirono a parlarsi fino alle porte di Roma.
        A Roma, decisero di prendere insieme il tram, per continuare la loro emozionata conversazione; nel corso di essa Giuseppe disse ad Anna che avrebbe voluto parlare col padre di lei, per dichiarare le proprie intenzioni.
        Anna, era già fidanzata con un altro ragazzo e temeva le reazioni del proprio severo padre, che probabilmente non avrebbe gradito il cambio di fidanzato, con uno tanto più grande di lei. Sicché l'incontro non ebbe seguito; Anna finì per sposare il suo fidanzato e non seppe neppure il cognome del protagonista di quello sconvolgente colpo di fulmine. Anna continuò a ricordare sempre quell'uomo che le aveva procurato tanta impressione.
        Circa trent'anni dopo, Anna ebbe occasione di conoscere e frequentare Fernando: un notevole sensitivo e pranoterapeuta. Fernando intuì il suo pensiero recondito e nostalgico per il perduto Giuseppe e le spiegò che egli era stato il suo amato padre in una vita del diciannovesimo secolo. In quell'epoca, Anna faceva parte della famiglia di un ufficiale francese, interamente uccisa mediante fucilazione a Roma, in castel Sant'angelo. Anna aveva diciotto anni!
        Quella rivelazione spiegò ad Anna anche la ragione di una sua istintiva ed irresistibile avversione per castel Sant'angelo, che le ha sempre impedito di visitarlo.
        Fernando le disse anche che ormai il suo Giuseppe era morto e che si doveva mettere l'anima in pace.

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        Il corteggiatore insistente

        Anna aveva ormai cinquant'anni e doveva recapitare degli oggetti ad una sua amica, che glie lo aveva chiesto. In assenza di lei, l'aveva pregata di portarli a suo padre.
        Sicché Anna si recò a casa di Roberto, il padre vedovo della sua amica, il quale rimase immediatamente grandemente colpito nel vederla ed insistette perché lei, che dichiarava di andare di fretta, entrasse in casa, almeno per pochi minuti. Nei giorni successivi la corteggiò con grande assiduità ed insistenza.
        Anna, dal canto suo, pur non essendo altrettanto attratta da Roberto, ebbe l'impressione di averlo già conosciuto e cedette alla sua corte, restando poi in amicizia con lui per circa 12 anni.
        Verso la fine della loro relazione, Anna ebbe occasione di far incontrare Roberto con sua madre; quest'ultima (vedova) lo accolse molto cordialmente e finì per indicarlo come il proprio marito.
        Anna ebbe poi modo di parlare della cosa con due medici sensitivi. Entrambi confermarono che Anna, in una vita precedente, era stata figlia della sua stessa madre attuale e di Roberto, i quali furono felicemente marito e moglie.

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        Quest'altro aneddoto mi è stato offerto dalla mia amica Luisa:


        Verso l'età di quaranta anni, Luisa, che aveva famiglia e figli, andava ai bagni di Tivoli, presso Roma, per per sottoporsi a delle inalazioni a base di acque sulfuree. Nella fila alla ASL, per aver l'autorizzazione alle cure, incontrò un uomo sui trenta; tra i due scoppiò un immediato ed intenso colpo di  fulmine, tanto che Luisa colse l'occasione parlando con l'impiegata della ASL, di precisare che sarebbe andata a Tivoli con l'autobus di linea, assicurandosi di parlare abbastanza forte, perché l'uomo udisse. Difatti il giorno della cura lui, che si chiamava Massimo, si fece trovare alla fermata dell'autobus e la invitò ad accompagnarla in macchina. Giunti ad una sosta si baciarono con trasporto ed iniziarono una breve relazione che durò circa tre mesi, quando Massimo (anch'egli sposato, con una figlia) le chiese di  lasciare la famiglia, per andare con lui. Luisa non si sentì di imbarcarsi in una cosa del genere e la relazione si interruppe, ma Luisa non potè dimenticare quell'episodio.
       
        Molti anni dopo
Luisa si sottopose a delle regressioni, per esplorare le sue vite precedenti e vide quanto segue:

        Mi vedo in una prigione, sto male, so che devo scontare qualcosa di molto brutto. 
        Tornando indietro nel tempo, mi vedo in un’osteria, vestita poveramente, scalza, sono la figlia dell’oste, mi chiamo Juliette; servo il vino ai clienti. 
        Un ragazzo molto bello attrae la mia attenzione, è vestito riccamente, con parrucca bianca, che mi sorride; so che si chiama Luis. Intuisco che io e Luis intrecciamo un rapporto; mi fa delle promesse, che non mantiene, perché è fidanzato con una ragazza del suo ambiente e livello economico; arrabbiatissima, io lo attiro in un appuntamento e lo uccido, con uno stiletto.

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           I successivi due esempi di colpi di fulmine sono tratti dal notevole libro dello psicologo regressionista tedesco Trutz Hardo "The karma handbook", riassunti nel libro di Paolo Vita "Reincarnando s'impara"; il secondo esempio evidenzia un interessante caso di repulsione istintiva, anziché di attrazione fatale:

 

             Il distrofico

             Un tizio soffriva dall'infanzia di distrofia muscolare (la cui origine viene spiegata nel libro) e viveva su una sedia a rotelle. Ciò nonostante incontrò una ragazza che si innamorò di lui a prima vista e lo volle sposare. Una regressione a vite passate rivelò che il paziente era stato un medico nell'antica Grecia e si era attivato nel corso di una pestilenza per curare i tanti colpiti. Tra essi c'era una ragazza di cui era innamorato; nonostante i suoi sforzi la ragazza morì e lui, disperato, abbandonò la professione e morì presto. La ragazza che si è innamorata di lui  e lo assiste affettuosamente è quella che egli amò e cercò invano di salvare in Grecia.

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            La madre ostile

               Un fenomeno estremo di colpo di fulmine all'incontrario, cioè repulsivo è narrato in quest'altro aneddoto:

             Una mamma non poteva vedere la sua stessa figlia, ne era stata disturbata addirittura dalla gravidanza. Aveva rifiutato di allattarla al seno; non la abbracciò mai e se la figlia entrava nella stanza dov'era sua madre essa la scacciava o tutt'al più la ignorava.

              Sottoponendosi ad una regressione a vite passate, la figlia scoprì di essere vissuta nel 1700, come amante di un influente uomo sposato. Lei ne avvelenò la moglie, per avere il marito per sé. Nella vita attuale quella moglie avvelenata è ora sua madre, che istintivamente percepisce repulsione nei suoi confronti. Possiamo applicare il modo di dire: che è "avvelenata" nei suoi confronti!

 

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            I seguenti tre aneddoti mi sono stati forniti dal mio amico Enzo:

 

           Un rappresentante di commercio trascorreva gran parte della sua vita viaggiando. In uno di questi viaggi, con il treno, sbagliò destinazione, scendendo erroneamente alla stazione precedente rispetto a quella prevista. Cercò di rimediare pensando di prendere il treno successivo, ma con dispiacere si accorse che il primo treno utile sarebbe passato di lì la mattina seguente. Fu così costretto a pernottare in quel paese. 

           Nella sua stanza d’albergo trovò la cameriera che aveva appena finito le pulizie della stanza. Nel momento in cui si incrociarono i loro sguardi, tutti e due furono attratti reciprocamente sicurei che non fosse la prima volta che si vedevano, tanto che lui disse tra se e sè: “Questa me la sposo”. E fu proprio così. Lei, in quello stesso momento, disse tra se e sè: “Ammazza quant’è  affascinante quest’uomo! Se ci prova chiudo la stanza e me lo faccio”.

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           Un’altra coppia  sposata raccontò che si erano conosciuti in modo impensabile e grottesco attraverso un tamponamento tra le loro macchine. Incrociando la sguardo fu, per entrambi, colpo di fulmine. Per compilare il CID per l’assicurazione, a causa della pioggia, si sedettero in macchina per non uscirne più......favoriti anche dal luogo solitario! Sembravano una normale coppia che si apparta.

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                L'incontro più bello ed emozionante di una coppia sicuramente reincarnata fu vissuto su un treno Roma - Milano. A Firenze era salita una donna il cui posto prenotato, capitò di fronte al protagonista dell'aneddoto. Lei gli raccontò in un secondo tempo che, quando si sedette, ed incrociò lo sguardo di lui, le tremarono subito le gambe ed il suo cuore iniziò a battere forte. Le stesse emozioni, contemporaneamente, furono avvertite dall'uomo, tanto che lui disse tra se e se che, se non ci fossero stati gli altri passeggeri, l’avrebbe decisamente baciata, ma colse l’occasione di seguirla in bagno per entrarvi insieme.......... Lei gli disse, in un secondo tempo, che ci era andata per riprendersi dall’emozione.

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                Il marito modello

 

                Dal libro "Vita tra le vite" di Whitton & Fisher, riassumo un caso complesso e reiterato.

                Un certo Gary era un marito fedele a sua moglie e felice del loro matrimonio che durava ormai da sedici anni, senza mai un tradimento. Un giorno, però, Gary partecipò ad una festa nel periodo di Natale; in quel party incrociò lo sguardo con una donna : Carolina, che lo lasciò folgorato; non poté frenarsi dall'avvicinarla e i due si trovarono in perfetta sintonia, come se fossero vecchie conoscenze, proseguendo la loro frequentazione come amanti.

                Gary confessò la cosa a sua moglie, che, dopo qualche mese, non riuscendo ad accettare la situazione, tentò il suicidio. Gary, allora troncò la relazione con Carolina. Questa, abbattuta dall'abbandono, si mise con un altro uomo, ma, dopo pochi mesi, tentò il suicidio anch'essa, impiccandosi, ma fu salvata da suo marito.

                Gary ricostruì il proprio matrimonio, ma volle capire le ragioni dell'accaduto, affidandosi a regressionista Whitton. Scoprì così che:

                * nella sua vita precedente era stato Peter: un ufficiale inglese della RAF, operante come spia in territori italiano; lì aveva conosciuto ed amato Elena: una partigiana, che lo aiutava nei contati con la resistenza. Il loro amore fu immediato e profondo ed avevano deciso di sposarsi. Peter però cadde col suo aereo e poi fu catturato, torturato ed ucciso dai nazisti. Elena - che era una precedente incarnazione di Carolina - finì per suicidarsi per la perdita di Peter,  gettandosi da una rupe.

                * ma la storia si dimostrò più lunga, perché le regressioni mostrarono che Gary, in una vita precedente, era stato Sevastian: un nobile russo, al servizio della zarina Elisabetta. Egli era stato inviato in Francia alla corte di Luigi XV, come informatore. Sevastian aveva una sorella: Lisenka, con cui intratteneva una relazione incestuosa. Lisenka, separata dal fratello-amante, in seguito alla di lui missione a Parigi, ne era gelosissima e , per reazione sposò uno dei suoi ammiratori, ma poco dopo si suicidò impiccandosi. Naturalmente Lisenka si reincarnò in Elena e poi in Carolina, provocando i successivi ed eclatanti colpi di fulmine.

 

 

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CONCLUSIONI

        Il colpo di fulmine e molti innamoramenti non sono basati sull'aspetto fisico o su altre attrattive reciproche, ma scaturiscono da richiami inconsci ed energetici misteriosi, spiegabili con  trascorsi di vite passate.
       Questo vale non solo per le relazioni amorose, ma per ogni relazione: amicizie, parentele, rapporti di lavoro, di figliolanza, ecc.

 

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E, per finire, due aforismi sul tema:

"Non v'è amore se non a prima vista"  (Benjamin Disraeli)

"Mi vide, mi amò; la vidi, l'amai"  (Pierre Du Ryer)

 

   

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QUESTO TESTO E' DEDICATO AL SIGNORE, CHE SI E' INCARNATO NEI GRANDI AVATARS, COME : 

GESU'  

SATHYA SAI BABA*

 

      Sai Baba è nato il 23 Novembre 1926 a Puttaparthi, un villaggio nella regione dell'Andra Pradesh nel centro-sud dell'India. Ha decine di milioni di devoti in tutto il mondo. Ha lasciato il corpo il 24/4/2011 (giorno di Pasqua).

      Opera ogni sorta di miracolo, personalmente, a distanza e dall'Aldilà. Ha realizzato ospedali, scuole, villaggi, acquedotti, ecc. per sollevare la condizione dei più disagiati.

(per maggiori informazioni vedere: http://www.sathyasai.it/)

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